Il Rilievo architettonico

Materie:Tesina
Categoria:Architettura

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Testo

IL RILIEVO
Il rilevamento architettonico costituisce una delle tecniche principali per conoscere nel dettaglio sia i singoli manufatti che l’intera città, partendo dal generale al particolare. E’ l’indagine che si avvale di elementi storici, culturali, geografici e ambientali. Scopo del rilievo è quello di cogliere tutti gli aspetti dimensionali, costruttivi, formali e culturali. Particolarmente nell’ambito dei Beni Culturali, il termine intende indicare le operazioni che si eseguono per poter rappresentare graficamente un’opera monumentale od un oggetto d’arte del quale non si possieda adeguata documentazione o, pur possedendola, la si ritenga inesatta o non aggiornata a causa di successive modificazioni o alterazioni intervenute nel tempo.
Sono delle misurazioni eseguite secondo ordine studiato e prestabilito, che alla fine consentono di ottenere una documentazione grafica, normalmente di dimensioni ridotte secondo un rapporto predeterminato rispetto all’originale, in maniera tale che il documento possa essere usato per lo studio del soggetto rilevato e per una sua aggiornata documentazione.
Sostanzialmente, “rilevare” equivale a “misurare” e, nell’interpretazione corrente la definizione viene estesa anche alla fornitura della rappresentazione grafica di quello che si è “rilevato” o “misurato”.
Ceni storici
Il rilievo è nato con l’avvio del processo di civilizzazione, quando l’uomo prese coscienza della necessità di “conoscere” per difendere, evolvere e migliorare la propria esistenza. Per percorrere questa strada avvertì l’esigenza di dotarsi di documenti di sintesi, redatti con un linguaggio comune, e quindi agevolmente affrontabili.
Al rilievo sono assegnate varie funzioni: da quella divulgativa, a quella di supporto illustrativo di teorie e concezioni creative o di supporto didattico, a quella propedeutica agli interventi di restauro, o più in generale per la conoscenza dello stato di fatto di una struttura.
Queste funzioni possono riassumersi in due gruppi basati su diversi orientamenti di pensiero: un primo di tendenza idealistica limita il rilievo alla funzione illustrativa a convalida di studi e ricerche di archivio, un secondo è quello più tecnico e scientifico che adotta sistematicamente il rilievo per conoscere l’oggetto nel suo stato fisico apparente attuale e lo utilizza per la progettazione di intervento.
Ai primi due potrebbe aggiungersi un terzo gruppo, che utilizza sistematicamente il rilievo per la catalogazione dei monumenti.
In genere si può dire che il rilievo serve principalmente per la progettazione di interventi conservativi di restauro e costituisce un supporto indispensabile per tutte le operazioni progettuali.
La documentazione grafica che lo rappresenta costituisce il supporto dimensionale per quelle ricerche preliminari che si attuano in relazione ad una corretta progettazione: quali indagini strutturali, quadro delle lesioni, impianto geometrico originale, verticalità e orizzontalità delle strutture.
Il rilievo costituisce anche la carta di base, sulla quale si eseguono la mappatura degli esiti delle altre indagini inerenti, quali proiezioni radar o infrarosso, stato di adesione di intonaci o pellicole pittoriche, erosioni di superficie, umidità, muffe, vegetazione infestante e così via.
Problemi generali e questioni di principio
La quantità di informazioni e la precisione richiesta per rilievi finalizzati al restauro sono solitamente molto elevate. La documentazione deve essere tale da fornire un quadro il più esauriente possibile della fabbrica e di ogni sua parte, e delle caratteristiche dimensionali; deve inoltre permettere l’accertamento dei materiali presenti e delle modalità di impiego, individuando singolarità di situazioni costruttive, identificando e registrando nella maniera più adeguata le specifiche caratteristiche di dissesto delle strutture e la degradazione dei materiali; contribuirà così alla definizione delle condizioni di conservazione utili alla formulazione di un quadro diagnostico generale e di quelli particolari a mezzo dei più opportuni approfondimenti tematici e in stretta correlazione con altri accertamenti specifici.
Ogni edificio è un caso a sé, i metodi di indagine sono, in fin dei conti, gli stessi: cambiano però le modalità di esecuzione e le strumentazioni a seconda delle caratteristiche dell’oggetto del rilievo e delle necessità di “dettaglio” richiesto. Il rilievo, che comprende allora varie e articolate operazioni di accertamento, deve contribuire a eliminare dubbi ed equivoci sulle caratteristiche dell’oggetto, a stabilire una ferma e inequivocabile distinzione tra la forma apparente, quella che vogliamo vedere e quella reale.
In un programma di ricerca per la conoscenza più completa possibile di un monumento (e chiariamo qui che tale termine va inteso nella maniera più ampia, dal manufatto più piccolo a un intero sito) uno dei ruoli del rilevatore, e del restauratore, è quello di un operatore capace di raccogliere i dati forniti da indagini di tipo diverso, sia che queste siano state da lui stesso svolte sia che rappresentino il frutto di un lavoro di gruppo, e di coordinarne la prima redazione in funzione del successivo lavoro di intervento.
Le procedure e gli strumenti di rilievo
Per la acquisizione di un contesto architettonico, di qualunque dimensione e importanza e nei molteplici aspetti che si presentano, è indispensabile la pratica del “sopralluogo”, insostituibile tirocinio che si esplica essenzialmente con un contatto continuo e cosciente con il monumento.
Dopo una prima fase di accurata ricognizione del manufatto o del centro edificato da rilevare, si passerà alla seconda fase che riguarderà ad un aggiornamento della cartografia esistente individuando il reticolo viario e i lotti edificati.
Su di una planimetria in scala maggiore verranno poi indicate le ubicazioni degli accessi, delle scale, dei tetti, ecc.
Per una corretta lettura del tessuto edificato è fondamentale rilevare le strutture portanti al piano terra di tutti i fabbricati, al fine di acquisire informazioni sulle tipologie edilizie e sul contesto sociale.
La grafia da adottare nel disegno di rilievo fa riferimento alle stesse norme del disegno architettonico, mentre diversificate sono le tipologie di simboli idonei a rappresentare problemi specifici di rilevamento, sia sul piano architettonico che su quello urbanistico.
Le regole principali da osservare sono poche, ma fisse: la grafia generale, ad esempio, non deve essere appesantita da dettagli troppo minuziosi,da ombreggiature; in rapporto alla scala, occorre individuare e schematizzare gli elementi significativi; i segni devono essere adeguati al tipo di oggetto rappresentato: segni di grosso spessore per le parti sezionate, segni medio-sottili per le parti in vista come gradini, soglie di porte e finestre, ecc., segni a tratto e punto per indicare le tracce dei piani di sezioni, ecc.
Quando occorre esemplificare i tipi di misurazioni effettuati, è opportuno farlo su di una serie specifica e separata da quella cosiddetta di base, che riporta solo i dati oggettivi fondamentali (denominazione dell’opera, orientamento, scala grafica o numerica di rappresentazione, ecc.).
A livello di organismo architettonico le operazioni di rilievo si articolano in due momenti distinti:
• La misurazione e il disegno dal vero;
• La rappresentazione grafica del manufatto.
La procedura della prima fase consiste dapprima nel disegnare lo schizzo e nel quotare la pianta del piano terra del fabbricato; poi nell’effettuare le stesse operazioni per le piante di tutti gli altri piani (compresi il piano interrato e il piano sottotetto); quindi nell’esecuzione di schizzi quotati delle sezioni verticali; infine, nel disegno dei dettagli architettonici e dei particolari opportunamente quotati.
Strumenti per il rilevamento diretto sono: le aste graduate telescopiche per la misura delle altezze; le aste rigide colorate da posizionare sul terreno come riferimento o per individuare allineamenti; il doppio decametro, le cordelle metriche avvolgibili lunghe da 20 a 50 metri (fig. 1);
lo squadro agrimensorio per la misurazione di superfici molto estese o per il rilevamento di edifici complessi si ricorre a strumenti ottici di alta precisione.
La procedura della seconda fase consiste nel rappresentare graficamente in scala, gli schizzi disegnati nella prima fase, eventualmente integrandoli con altra documentazione.
fig. 1
Il rilevamento planimetrico
La Pianta
La sequenza delle operazioni della prima fase parte dal disegno della pianta del piano terra; infatti, tutti gli altri disegni (prospetti, sezioni, scale) dovranno essere redatti sulla base di tale pianta.
Una prima bozza della pianta può essere realizzata basandosi sulle mappe catastali ingrandite e corredando il disegno con alcuni dati fondamentali, quali la denominazione del manufatto, l’orientamento dello stesso rispetto ai punti cardinali, la numerazione della tavola grafica, la data del rilevamento e il nominativo del rilevatore.
La conoscenza dell’edificio prosegue, dopo la planimetria generale, in cui tutte le parti sono correlate al sito di più diretta pertinenza, con l’esecuzione delle singole piante, da svilupparsi in scala adeguata.
Si parte solitamente da quella del piano terra, che viene così ad assumere il ruolo di pianta-base a cui rapportare tutto il lavoro successivo, sia per i livelli più alti (piani fuori terra) sia quelli inferiori (gli interrati).
La scelta del piano terra come livello base non è obbligatorio, né è sempre possibile; nella pratica talvolta avviene che convenga partire da un livello diverso.
Il rilievo della pianta avviene riportando con ordine le misure, progressivamente più dettagliate, sullo schizzo di base. L’ordine della presa dei dati e la loro trascrizione non può essere casuale ma deve rispondere alle esigenze poste dal manufatto stesso e seguire una logica di esecuzione che è bene definire con anticipo delineando, sulla base di osservazioni preliminari, un progetto di rilievo.
Le Sezioni
Accanto alle piante, vengono redatte sezioni verticali, che pongono gli stessi problemi delle piante, con in più la difficoltà che spesso è necessario prendere in considerazione altezze non sempre e compiutamente ispezionabili. Nell’analisi del manufatto, e per estensione di un sito, le sezioni verticali rappresentano la fase più importante delle operazioni di rilievo, e certamente quella che più di ogni altra è in grado di fornire informazioni utili alla comprensione della fabbrica. Se, in casi di limite e con le necessarie cautele, una serie di riprese fotografiche possono sostituire alcuni prospetti, soltanto sezioni verticali sono in grado di definire l’edificio e di rappresentarne i caratteri.
Per tracciare lo schizzo delle sezioni verticali si procederà come con le piante. Converrà partire da queste ultime per la impostazione a un livello corrispondente a quello della sezione orizzontale, di ampiezze di vani, collocazione di vuoti e di spessori.
Una norma prudenziale, e di indubbia comodità, può essere quella di riferire lo schema della sezione non al suolo (a meno che non sia stata registrata la pendenza) ma a una linea artificiale possibilmente corrispondente alla quota alla quale è stata precedentemente eseguita la sezione orizzontale.
La scelta della linea di sezione, corrispondente a un piano verticale su cui vanno ordinatamente riportati tutti gli elementi sezionati e proiettati gli elementi che non si trovano sullo stesso piano, va compiuta con esattezza in maniera tale da coinvolgere il maggior numero possibile di parti dell’edificio. In linea di principio la sezione va collocata in modo da tagliare ortogonalmente le strutture, parallelamente agli elementi che, non sezionati, costituiscono i fondi delle sezioni stesse.
fig. 2 La traccia formata dall’incrocio tra il piano orizzontale (sezione orizzontale - pianta) e quello verticale (sezione e prospetto) può costituire la base per tutte le misurazioni. In edifici complessi e molto articolati sarà necessario avere più basi, che dovranno essere tra loro opportunamente correlate.
I prospetti
Rappresentano solitamente la parte più curata del rilievo perché spesso meno impegnativa da fare, e comunque è la parte ritenuta più appariscente. Per gli schizzi dei prospetti, a livello generale e a scala particolareggiata, si adotteranno gli stessi criteri utilizzati per le sezioni.
Dal punto di vista geometrico il prospetto non è altro che un caso particolare di sezione dove il piano verticale, anziché secare l’edificio, lo lambisce, parallelamente alla facciata che vogliamo rappresentare, tagliando il piano di appoggio. Ne consegue che il prospetto dovrà essere disegnato con segni sottili che, all’occorrenza, potranno variare di spessore al fine di far risaltare le linee emergenti, quali i contorni, gli aggettivi, i tagli nella muratura, ecc..
La sezione del terreno o di edifici vicini sarà l’unico segno forte. Essendo il prospetto una proiezione ortogonale tutte le parti oblique rispetto al piano verticale di riferimento, si vedranno di scorcio e come tali dovranno essere disegnate. Particolare attenzione dovrà essere posta a tutte le linee, comunque orientate ma giacenti su un piano orizzontale; esse nel prospetto risulteranno parallele alla linea di terra. Al fine di una migliore leggibilità dal punto di vista morfologico e metrico, il disegno di un prospetto può essere arricchito da segni e campiture per evidenziare forma e qualità dei parametri, entità degli aggetti, consistenza delle incassature.
fig. 3 Mercato del Bestiame a Lucca, porzione del prospetto ovest della Porta daziaria, originale in scala 1:50
Le Misurazioni
Il rilievo ha come fine la determinazione, con elevata precisione, del rapporto tra le singole parti di un manufatto; si sviluppa essenzialmente attraverso la determinazione di una serie di punti più o meno distanti tra loro e attraverso l’accertamento delle loro reciproche relazioni. Tali punti costituiscono, poi, la base per le rilevazioni successive, per il raffittamento dei punti stessi, fino ad interessare la totalità degli elementi, progressivamente a scala più adeguata e con maggiore quantità di informazioni.
In un manufatto edilizio le grandezze da misurare non sono soltanto misure lineari, risolvibili con distanze ed angoli, ma anche misure di temperatura, misure della quantità di acqua variamente presente nell’organismo architettonico, livelli di inquinamento, ecc.
L’affidabilità di tali misurazioni è legata alle specifiche metodologie e alle strumentazioni adottate, alla capacità ed efficienza degli operatori ma anche alle condizioni ambientali in cui si lavora.
Strumenti di Misurazione
Gli strumenti possono essere distinti in semplici (servono per rilevazioni elementari e della stessa specie) e composti (da utilizzare per le rilevazioni complesse e di diversa specie). Questi ultimi sono solitamente distinti in planimetrici, quando servono per operazioni di rilevamento planimetrico, altimetrici, per operazioni altimetriche, e completi se permettono risoluzioni di problemi sia sul piano che in elevato.
Di ogni strumento è opportuno conoscere perfettamente la sensibilità, cioè il grado di precisione che può assicurare in rapporto al tipo di operazioni che deve compiere, la quantità di lavoro programmato e le esigenze qualitative.
Direzioni Verticali
Per le verifica di direzioni verticali ci si serve, innanzitutto, del filo a piombo, un filo che porta a un estremo una massa pesante e bilanciata. Per smorzare rapidamente le oscillazioni del filo il piombo può essere immerso in un recipiente con del liquido.
Ancora più utile può rivelarsi l’adozione del piombino ottico, un cannocchiale sistemato alla base dello stesso strumento topografico, ed in alcuni casi da questo reso indipendente.
fig. 4 Controllo degli spigoli con il filo a piombo
Verifica dell’orizzontalità
L’accertamento di condizioni di orizzontalità può basarsi su strumenti semplici. Un affidabile strumento di posizione è costituito dalla livella; questa può essere sferica o torica a seconda della forma della superficie del recipiente. In ogni caso il volume non occupato dal liquido forma una bolla che tende ad occupare la parte più alta della fiala, in modo che il piano e le rette tangenti alla superficie del centro della bolla risultano orizzontali.
Le più comuni livelle in uso, in cui la fiala è incassata in uno scatolare a spigoli regolari, e comunemente dette livelle da muratore, non hanno la possibilità di verifica e di rettifica e impongono, allora, sempre la doppia lettura.
Un sistema molto semplice per verificare la corrispondenza di quote di vari punti e quindi l’orizzontalità del piano è fornito dal cosiddetto livello ad acqua, un dispositivo che utilizza dei vasi comunicanti.(vedi figura sottostante)
Livella ad acqua: i due vasi di vetro, contenenti acqua, collegati tramite un tubo, sfruttano la proprietà dei vasi comunicanti per evidenziare i dislivelli del terreno.
I metodi di rilievo si dividono essenzialmente in due categorie: la prima basata sulla misura diretta, la seconda sulla misura indiretta.
Per misura diretta si intende quella che si opera direttamente a contatto con l’oggetto impiegando strumenti manuali a lettura immediata della grandezza (secondo l’unità di misura prescelta); questi strumenti vanno dal semplice righello graduato, alle canne metriche, al calibro, agli apparecchi detti tastatori, mobili o a banco, e così via.
Per misura indiretta si intende invece quella che si attua attraverso misure od osservazioni strumentali indirette, supportate da relazioni matematiche.
Entrambi i metodi hanno una propria validità in rapporto alla specifica applicazione. Trattandosi tuttavia prevalentemente di oggetti tridimensionali, di notevoli dimensioni e complessità, la misura diretta non si presta a risolvere il problema.
Misure Dirette
I longimetri più usati sono: il metro; il doppiometro e il triplometro, con tracce di misura solitamente al centimetro con raggruppamenti al decimetro; più raramente arrivano al millimetro; i nastri graduati (con fettuccia di materiale elastico o metallico) di varia lunghezza.
Per misure di sviluppo su distanze più lunghe e terreno accidentato si possono utilizzare la catena agrimensoria, il compasso agrimensorio e la ruota metrica, strumenti di uso sempre più raro perché soppiantati dai più comodi apparecchi di misurazioni a distanza.
Le rilevazioni di superficie in pendenza avviene più comunemente a mezzo di coltellazioni (o a gradoni) opportunamente predisposte, impiegando aste rigide (triplometri o regoli, cioè aste usate per tirare linee rette) resi orizzontali da una livella e collocati in maniera tale che le estremità delle aste siano sulla stessa verticale
Le misurazioni in verticale possono essere effettuate a mezzo di aste graduate o di appositi strumenti telescopici ( a lettura diretta sulla base di una gradazione di cui è dotata la strumentazione) solitamente dal basso, ricorrendo a fili di piombo (misurandone poi la lunghezza) oppure utilizzando la stessa fettuccia graduata appesantita, dall’alto.
Per la misura diretta di una distanza si confronta il tratto da misurare con un opportuno campione metrico di misura. Se la distanza da misurare è superiore alla lunghezza del campione si ricorre al tracciamento di allineamenti attraverso l’ uso di paline e la misura vera e propria si effettua con la bindella metrica. Se il terreno si presenta con una notevole pendenza si può ricorrere al metodo delle coltellazioni, da eseguirsi con il triplometro secondo il seguente schema rappresentato affianco:
Misure Indirette
Per la misura indiretta di distanze si utilizzano strumenti genericamente chiamati distanziatori, semplici se permettono la rilevazione di distanze inferiori a 500 metri, telemetri se permettono misurazioni maggiori. In tutti i casi si tratta di strumenti che operano da un solo estremo della distanza, senza che dall’altro ci sia bisogno di un operatore.
Utili strumenti per rilevamenti a piccola scala sono i cosiddetti telemetri a base variabile nei quali la misura delle distanze avviene per coincidenza delle due semi-immagini di uno stesso oggetto attraverso un cannocchiale.
Per i rilievo con misurazioni indirette è necessario l’uso della stadia, una lunga asta graduata usata durante operazioni di livellazioni.
Misure Elettromagnetiche
Per distanze ridotte, in cui i tempi troppo piccoli sarebbero di difficile e costosa registrazione, si impiega luce modulata in intensità. Gli strumenti più utilizzati sono i geodimetri (che impiegano onde luminose emesse da una sorgente laser o infrarossi) e i tellurometri che sfruttano onde elettromagnetiche), con impieghi da qualche centinaio di metri a decine di kilometri.
Le Tecniche di Misurazione
Le modalità di rilevamento delle misure si caratterizzano principalmente nel rilievo planimetrico: le misure si effettuano o mediante trilaterazione e triangolazione o tramite coordinate ortogonali.
Triangolazioni e Trilaterazioni
Le triangolazioni sono operazioni topografiche consistenti nel rilevamento di zone molto estese di terreno, suddivise a fine di misurazioni in una rete di triangoli adiacenti.
Il rilievo per mezzo di triangolazioni si sviluppa sulla base della individuazione delle misure degli angoli di triangoli i cui vertice sono costituiti dai punti di rilievo.
I vertici vanno scelti in maniera tale che i triangoli abbiano una forma molto vicina a quella di un triangolo isoscele con i tre angoli tendenzialmente uguali, Misurati tutti gli angoli della rete si devono eseguire la verifica e la compensazione angolare.
Nelle trilaterazioni vengono misuratele distanze dei vertici invece degli angoli; i vertici devono essere scelti con criteri analoghi a quello della triangolazione, con l’accortezza di definire triangoli molto simili a quelli equilateri.
Consiste quindi nell’assumere una base al di fuori del fabbricato e nel collegare i punti principali del fabbricato stesso per mezzo di coppie di rette uscenti dagli estremi della base considerata.
La trilaterazione può essere utilizzata sia come sistema di riferimento esterno a un edificio (quando i punti appartenenti all’oggetto da rilevare vengono rapportati a un sistema i riferimento che comprende edifici circostanti) sia come strumento per il rilievo interno.
Lo sviluppo da una trilaterazione può avvenire a catena e a rete. Nel primo caso si passa da un triangolo a un altro attraverso una successione di triangoli (ogni triangolo ha in comune un lato con il triangolo precedente); nel secondo si passa attraverso più di una catena di triangoli (in tal caso si hanno rapporti esuberanti tra i punti che offrono la possibilità di controlli).
fig. 5 Sviluppo della trilaterazione a catene e a rete
Coordinate Ortogonali
Le coordinate ortogonali prevedono la fissazione di una retta-base (su cui vengono riportate le ascisse) all’esterno dell’edificio, ma parallele ad esso, ove possibile, si traguardano perpendicolarmente alla base i punti dell’edificio che si vogliono determinare e si misura la distanza tra di essi e la retta-base.
Il rilevamento delle misure planimetriche può essere realizzato o con la tecnica delle misure parziali o con quella delle misure progressive.
La prima tecnica consiste nel determinare la distanza reciproca dei vari punti e nel verificare anche la misura complessiva.
Con la seconda tecnica, invece, tutte le misurazioni dei punti successivi si riferiscono ad un unico punto iniziale.
Entrambi i metodi di misurazione possono essere utilizzati per il rilievo degli interni degli edifici.
Il rilievo per interventi sull’esistente
La previsione di un successivo intervento di recupero, comporta la necessità di eseguire il rilevamento con particolare attenzione ai dettagli architettonici.
Il rilievo deve essere supportato da una documentazione delle tecniche costruttive impiegate per la realizzazione dell’opera architettonica.
Generalmente occorre rilevare e rappresentare i seguenti elementi costruttivi:
a) Le murature portanti e le fondazioni;
b) I solai (o volte);
c) Le coperture;
d) Le scale di collegamento;
e) Le forature (porte e finestre).
Occorre ricordare anche che:
• Gli elementi costruttivi possono variare come tipologia in rapporto alle caratteristiche del manufatto architettonico;
• Bisogna avere una certa famigliarità con le tecniche costruttive in uso all’epoca della costruzione nella zona geografica del rilevamento;
• La rappresentazione grafica va effettuata nelle scale appropriate: 1:20, 1:10, 1:1.
Il rilievo delle strutture murarie deve evidenziare gli spessori dei paramenti corrispondenti alle specifiche soluzioni costruttive adottate all’interno di un abaco (ventaglio di soluzioni diverse), il tipo di muratura e materiali che la compongono.
Il rilievo delle volte deve rappresentarne il profilo, la disposizione dei conci in archi di diversa tipologia e il tipo di centinatura necessaria alla costruzione degli archi.
Il rilievo dei solai e dei pavimenti deve consentire la lettura dell’ordinatura portante , dei materiali che li compongono e delle rifiniture all’intradosso.
Il rilievo delle coperture deve evidenziarne la struttura portante, l’ordinatura sovrastante e i materiali di finitura del manto.
Il rilievo dei collegamenti verticali deve riportare tutte l misure significative in sezione verticale e in pianta.
Il rilievo delle forature deve metterne in evidenza le dimensioni e le tipologie.
Il Rilievo Storico-Critico
Per procedere al restauro e alla corretta conservazione degli edifici di valore storico-artistico (monumenti) o storico-testimoniale (manufatti caratterizzati da un modo di costruire tipico di una specifica zona e di una determinata epoca), occorre risalire alla loro originaria configurazione, documentandone le modifiche susseguitesi nel tempo e per le quali l’edificio ha assunto una particolare connotazione nel suo complesso o in alcune sue parti.
A tale scopo è necessario ricorrere al rilievo storico critico e alle sue metodologie.
Per l’esecuzione di tale tipo di rilevamento, occorre garantire la preventiva formazione di una figura professionale capace di fornire le prime essenziali analisi dei manufatti che di competenza dell’architetto o dello storico d’arte, sia tuttavia in grado di fornire il necessario supporto di collaborazione per verificare sul cantiere di restauro l’andamento corretto delle metodologie di conservazione e delle esecuzioni, a tutela del bene culturale.
Il Rilievo per il Restauro
Contemporaneamente quindi alla rilevazione dell’edificio, vanno approfondite le indagini relative alla degradazione dei materiali, che spesso si accentua in corrispondenza di strutture già compromesse.
Va ricordato inoltre, che non di rado si presenta la necessità di estendere le indagini ad un adeguato controllo del muro in esame per valutare eventuali fenomeni di interazione esistenti tra le parti contigue.
Il rilievo va esteso ad ogni elemento presente nelle murature: catene (in metallo o in legno), leghe in pietra, staffe, ecc.
Talvolta la loro presenza è denunciata soltanto da lievi discontinuità in superficie o da emergenze occasionali, oppure dall’esistenza di un elemento ad essi congruente.
E’ ovvio ricordare che le indicazioni relative a tali elementi, vanno date in tutti gli elaborati grafici che a quelle parti di muratura si riferiscono, contemporaneamente in pianta, sezioni e prospetti.
Un aspetto delicato nell’accertamento dello stato di conservazione di un sito o di un manufatto architettonico è costituito dalla necessità di approfondire indagini sulla presenza dell’acqua. Questa costituisce una classe di degradazione tra le più rilevanti, anche se poco considerata. Si pensi anche solamente ai fenomeni d’infiltrazione o di condensa, capaci di condizionare pesantemente tutto il complesso.
La presenza di acque disperse nei muri, talvolta è denunciata in superficie da macchie e da variazioni di consistenza degli intonaci; il rilievo deve tenerne conto.
Per la rilevazione delle strutture e dei materiali, nell’ottica della conservazione, si può operare ricorrendo ad una serie di ricognizioni sistematiche.
fig. 7 Schema dei punti potenzialmente pericolosi da ispezionare durante il sopralluogo.
Le informazioni che permettono di formulare ipotesi diagnostiche su un manufatto edilizio, provengono da ricerche alla storia dell’edificio stesso, con tutte le variazioni avvenute in corso d’opera e con quelle che si sono avute in tempi successivi; le caratteristiche chimico-fisiche e meccaniche e la valutazione della loro durabilità, dipendono da indagini sui materiali impiegati e sulle tecnologie costruttive adottate.
L’accertamento dello stato delle strutture e dei materiali può ultimamente far ricorso a metodologie e strumentazioni di grande affidabilità; indagini termografiche, soniche e procedimenti di misura diretta delle grandezze meccaniche la cui trattazione non rientra negli scopi di queste note.
Il controllo della degradazione e del suo sviluppo nel tempo va condotto con strumentazioni adeguate in relazione alla specificità dei casi che si presentano.
fig. 8 Nella carta tematica sono date indicazioni relative al quadro fessurativo (varie famiglie di lesioni) con segnalazione della dinamica dei cedimenti.

Esempio



  


  1. universita g. d'annunzio pescara

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