Storia della Grecia Classica

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Testo

La Grecia classica
L'etа classica fu un periodo di guerre civili continue, complicate da rivalitа esterne, ma anche un periodo di vigorosa espansione economica e demografica. Il risultato congiunto di questi elementi fu l'espansione coloniale che portт gli Elleni a insediarsi sulle coste dell'Italia meridionale, della Sicilia, del mar di Marmara e del mar Nero, nonchй a costituire empori e centri un po' in tutto il mondo mediterraneo-microasiatico, non escluso l'Egitto. In quasi tutte le polis, il contrasto tra aristocrazia e popolo si risolse con la vittoria del secondo, ma nella forma dell'instaurazione del potere assoluto di una dinastia (tiranni): grandi dinastie di tiranni si stabilirono, per esempio, nelle colonie di Sicilia, a Corinto (i Cipselidi), nel 657 a.C., a Megara con Teagene, nel 640 a.C., a Mileto con Trasibulo, nel 610 a.C., e nel Peloponneso, nonostante l'ostilitа spartana. Piщ raro и il caso (ad Atene, nell'Attica) di una conciliazione, dovuta all'opera di un moderatore che fornisce una costituzione politica fondata sul bilanciamento dei poteri, destinata ad evolversi in senso democratico. Esemplare, ma non sufficiente a superare le tensioni interne fra proprietа fondiaria e nuova classe mercantile, fu ad Atene l'attivitа legislativa di Dracone (621 a.C.) e poi di Solone (594-593) che diede alla cittа una Costituzione fondata sul censo, dividendo la popolazione in cinque classi, fino allo stabilirsi, con l'appoggio degli strati popolari, della tirannide dal 561 al 560 e poi dal 546 al 528, imposta da Pisistrato, cui succedettero i figli Ippia e Ipparco (528-511). La spedizione spartana contro Atene costrinse Ippia ad abbandonare la cittа, riportando al potere i gruppi aristocratici, costretti ad avviare un parziale processo di democratizzazione con Clistene (508-507), la cui Costituzione, concedendo i diritti politici a circa l'8% della popolazione, darа alla Grecia il primo modello di polis democratica. Per tutto il VI sec., intanto, Sparta aveva combattuto contro i suoi vicini peloponnesiaci, dando vita a un solido Stato (sempre nella forma tipica alla Grecia antica di una federazione di polis), unendo la maggior parte delle cittа nella lega Peloponnesiaca e sottomettendo definitivamente i Messeni. A ciт corrispose l'evoluzione del regime spartano in senso aristocratico e militare, con una rigida divisione in caste all'interno della cittа: il potere fu assunto dall'aristocrazia militare degli spartiati, l'unica a godere dei diritti politici e a ispirarsi a principi egualitari e comunistici nei propri rapporti interni, mentre la restante popolazione era ridotta in condizioni analoghe a quelle dei servi della gleba (perieci) o in schiavitщ (iloti). Sparta assunse anche un ruolo centrale nella lotta contro le emergenti classi mercantili e i regimi tirannici che andavano opponendosi all'aristocrazia nel resto della Grecia. Grazie alla soliditа del suo esercito di opliti, Sparta divenne anche, insieme con Atene, la piщ solida garanzia dell'indipendenza greca contro l'offensiva persiana dei primi decenni del V sec. a.C. Soffocata una rivolta delle colonie greche d'Asia (da tempo entrate nello Stato lidio e quindi in quello persiano), i Persiani inviarono dapprima una spedizione punitiva contro Atene ed Eretria, che avevano sostenuto i ribelli, ma gli Ateniesi riuscirono a bloccare gli invasori a Maratona (490), grazie al genio strategico di Milziade. Dieci anni dopo, un grande esercito persiano si proponeva addirittura il disegno di conquistare l'intera Grecia: il re Serse forzava il passo delle Termopili, invano difeso dal re spartano Leonida, giungeva ad Atene, abbandonata dagli abitanti, e la distruggeva, ma solo per incontrare un'insormontabile resistenza spartana sull'istmo. Mentre la flotta ateniese distruggeva quella fenicia, al servizio della Persia, a Salamina (480), gli opliti spartani infrangevano a Platea la potenza terrestre dei Persiani. Serse dovette ritirarsi e, nel decennio successivo, la flotta ateniese e gli eserciti degli alleati spartani smantellavano le posizioni persiane nel nord dell'Egeo, sul mar Nero, in Ionia, finchй la pace di Callia (449) garantiva le libertа di tutte le comunitа greche in Asia e nell'Egeo. Fu comunque una libertа relativa, perchй la lega Delio-Attica, costituita dalle cittа liberate, si andava ormai configurando come un impero ateniese. Pur essendo uscita sм distrutta dalla guerra del 480, Atene, grazie alla sua eccezionale classe dirigente, aveva imboccato la via dell'espansione commerciale-imperialistica, sostenuta dalla flotta, i cui equipaggi fornivano la base di un'accentuata trasformazione politica in senso democratico-egualitario (462-458). La democrazia raggiunse la sua forma piщ evoluta nell'etа di Pericle (461-429 a.C.), in cui alla democrazia formale corrispose la dittatura personale di Pericle stesso. In questo periodo Atene divenne il piщ importante centro culturale del mondo antico e "democrazia" significт soprattutto espansione commerciale e imperialismo marittimo. Il tesoro della lega venne trasferito ad Atene e gli alleati si trovarono ridotti al ruolo di tributari. Tra l'impero marittimo di Atene e l'impero terrestre di Sparta era ormai aperta la lotta per la supremazia su tutta la Grecia. Giа nel 448-447 a.C. Sparta era intervenuta per impedire che Atene estendesse la sua egemonia alla Beozia e a Tebe. Dopo una guerra che aveva visto sconfitti gli Ateniesi, si era giunti ad una tregua trentennale, ma le ostilitа ripresero giа nel 431 e dovevano durare fino al 404, con alterne vicende: fu questa la guerra del Peloponneso che, con le sue distruzioni, segnт la fine del periodo di maggiore fulgore civile. La vittoria finale andт a Sparta. L'ambizioso tentativo di conquistare le colonie doriche della Sicilia (427) aveva notevolmente indebolito la potenza di Atene, messa a dura prova dall'intervento della Persia, che invase l'Attica per cinque volte (431, 430, 428, 427, 425 a.C.), oltre che dalle mutevoli alleanze fra le cittа greche, soprattutto Argo, in cui si alternarono regimi democratici e oligarchici, e infine da una profonda crisi all'interno di Atene stessa, in cui, dal 411 al 410 a.C., fu per breve tempo instaurato un regime oligarchico filospartano. Il re lacedemone Lisandro distrusse nel 405 la flotta ateniese all'Egospotamo e, otto mesi dopo, la cittа rivale capitolava. Ai vinti fu imposto un duro regime oligarchico che resistette solo per poco: Trasibulo restaurava la democrazia giа nel 403, ma la lega marittima era ormai un ricordo del passato. Neanche Sparta riuscм a conquistarsi un'egemonia stabile: la logica delle cose la spingeva a riprendere l'espansione in Asia e, di conseguenza, spingeva a un'alleanza tra Persia e Atene: a Cnido nel 394 una flotta ateniese e persiana distruggeva, dopo solo un decennio, l'egemonia spartana. Sull'Egeo e in Asia, ritornт il dominio persiano (pace di Antalcida, 386 a.C.). A Siracusa si impose, con la tirannide di Dionisio (405-367 a.C.) il tentativo di unificare la Sicilia e la Magna Grecia. In Tessaglia, Giasone di Fere (380-370 a.C.) unificт il paese, creando un forte esercito mercenario, mentre in Grecia si aprм una fase di complesso equilibrio tripolare, tra Atene (che ricostituм, per breve tempo, una seconda lega marittima, 386-356), Sparta e Tebe, giunta al ruolo di grande potenza, grazie alle riforme politiche e militari di Pelopida e di Epaminonda, che a Leuttra (371) sconfissero gli Spartani, ne distrussero poi l'impero terrestre, ridando la libertа ai Messeni e affermando una breve egemonia beotica. Atene, fatalmente, si riavvicinт a Sparta: la nuova coalizione fu sconfitta dai Tebani a Mantinea (362), dove perт Epaminonda morм. Nessuna cittа greca poteva piщ controllare le altre (tra il 357 e il 355 gli alleati di Atene si ribellarono definitivamente, ponendo fine, con la guerra sociale, alla seconda lega). Si accentuт, inoltre, la crisi della polis, conseguente all'aggravarsi dei conflitti sociali fra la ricca borghesia mercantile e la massa dei salariati o dei piccoli artigiani impoveriti dalle guerre. Di questa situazione approfittarono i Macedoni, popolo considerato barbaro dai Greci, ma che era riuscito a costituire (359-336 a.C.) una forte organizzazione statale con Filippo II, che aveva creato anche un agguerrito esercito e una nuova tattica militare (uso del cavallo, della lancia lunga e dello schieramento degli opliti a falange). Egli seppe abilmente inserirsi nelle cose greche, prendendo parte alla cosiddetta guerra sacra (per il controllo del santuario di Delfi, 356-346), dando un colpo irreparabile alla potenza tebana. Si volse poi contro Atene, divisa fra i sostenitori della mobilitazione immediata (Demostene), i pacifisti, espressione dei ceti medi mercantili (Eubulo), e i filomacedoni, occupandone le colonie nel Chersoneso e in Tracia, fino alla guerra definitiva, che vide gli Ateniesi e gli alleati (lega antimacedone, 341 a.C.) sconfitti a Cheronea nel 338. Questa data segna la fine dell'indipendenza politica delle cittа greche, cui venne imposto di non guerreggiare fra loro e di partecipare alla lotta comune contro l'impero Persiano che attraversava ormai una notevole crisi interna.

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