L'America prima di Colombo

Materie:Appunti
Categoria:Storia

Voto:

2 (2)
Download:140
Data:08.02.2001
Numero di pagine:6
Formato di file:.txt (File di testo)
Download   Anteprima
america-prima-colombo_1.zip (Dimensione: 4.57 Kb)
trucheck.it_l-america-prima-di-colombo.txt     9.71 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

L'America prima di Colombo
Agli inizi del secolo XVI, quando gli spagnoli invadono il Messico, gli Aztechi regnano su un impero potente, con sbocchi su due oceani, che controlla le vie dell'America Centrale. Questo impero in piena crescita era perт molto giovane; la dinastia al potere regnava da soli 150 anni, mentre invece la storia delle civiltа autoctone della Mesoamerica risaliva a parecchi millenni. Verso il 1500 a.C., in diverse localitа del Messico sorgono villaggi di agricoltori sedentari, esperti nella coltivazione del mais e nella lavorazione della ceramica: modellano delle figurine femminili che costituiscono le prime figurazioni del pantheon indigeno. La popolazione и giа numerosa eterogenea, differenziata. In questo contesto emergono gli Olmechi, i quali provenienti dai bassipiani tropicali costieri del golfo del Messico, estendono progressivamente la propria influenza sull'altopiano centrale e sulla costa pacifica sino all'attuale Costa Rica. Praticano e diffondono una religione incentrata sul culto del giaguaro. И agli olmechi che risalgono i primi centri di culto della Mesoamerica, la prima scultura monumentale, le prime giade cesellate e le prime tracce di scultura. Verso il 300 a.C. gli Olmechi, improvvisamente come erano apparsi, scompaiono. Si sviluppa allora una serie si culture regionali, tra le quali si distinguono quelle occidentali (Colima, Jalisco, Nayarit) e quelle del bacino del Messico (sito di Cuicuilco). Bisogna attendere circa sei secoli per veder sorgere due nuovi centri di civiltа, Teotihuacan e i Maya. Se in senso stretto, non и mai esistito un vero e proprio "impero di Teotihuacan", la grande metropoli dell'altopiano centrale ha comunque esercitato la propria influenza su una zona vastissima, che si estendeva dal Nayarit al Guatemala, passando attraverso Monte Albбn. Teotihuacan ha cosм diffuso alcuni tratti culturali - come la piramide a gradini o il culto del Dio della pioggia - che hanno rappresentato altrettanti fattori di omegeneizzazione della Mesoamerica. Nella stessa epoca, l'altro centro di potere si trova in terra maya (vedi approfondimento). Nel corso del non secolo, il Messico settentrionale conosce migrazioni di notevole entitа. Tribщ di cacciatori nomadi, venute dal nord e di lingua nahuatl, invadono, l'Altipiano centrale e ne assumono rapidamente il controllo. Tra i primi ad imporsi, vi sono i Toltechi. Gli aztechi saranno gli ultimi Nahua a giungere nella valle dell'altopiano del Messico, al termine di una lunga migrazione. La politica di espansione di Montezuma troverа sul cammino un unico ostacolo: i Taraschi di Michoacan, che ostacoleranno in modo definitivo la marcia degli Aztechi verso ovest. La cronologia del Perщ prima della conquista spagnola и parallela a quella del Messico precolombiano. Verso il 1500 a.C. compaiono i primi agglomerati di agricoltori sedentari e le prime costruzioni monumentali con funzione religiosa. L'alba del primo millennio vede poi il sorgere della civiltа madre del mondo andino, la cultura di Chavнn, caratterizzata dal culto di una divinitа felina, che diffonderа la propria influenza non solo nel nord del Perщ ma anche sulla costa meridionale. La diffusione della cultura di Chavнn sembra produrre in Perщ un primo abbozzo di omogeneizzazione culturale. Perт verso il 300 a.C. l'influsso di Chavнn declina e si affermano una serie di tendenze regionaliste. Il Perщ si frammenta: ogni valle costiera, ogni bacino andino sviluppa una cultura originale. Sulla costa, la metallurgia, la tessitura e la ceramica raggiungono una qualitа artistica che non sarа mai eguagliata. Al nord, la civiltа piщ dinamica и quella Mochica; al sud predominano i Nazca, brillanti eredi delle tradizioni Paracas. Al confronto, gli altipiani dell'interno non conoscono lo stesso splendore: bisogna aspettare il nono secolo perchй il centro di gravitа della cultura peruviana si sposti. Tiahuanaco (4000 m d'altitudine, nei pressi del lago Titicaca) impone rapidamente una cultura molto piщ militarista e il suo governo, dopo aver istituito una seconda capitale a Huari (Ayacucho), riesce ad unificare il mondo andino, fino allora assai frammentato. La supremazia degli altipiani rispetto alla costa dura circa tre secoli . Verso il 1200 d.C. la regione si suddivide di nuovo. A nord, i Chimu si insediano nel territorio appartenuto ai Mochica; insediano la capitale a Chanchan e reggono per piщ di due secoli una sorta di impero costiero, che controlla 1200 km di litorale. La loro ascesa sarа arrestata solo dagli Incas, verso la metа del secolo XV. Lo stato inca nasce a Cuzco, nel cuore delle Ande. Gli Incas sono una popolazione del Perщ che, fra il XIV ed il XVI sec. creт un vastissimo impero inglobando i paesi della fascia culturale andina e costiera. Gli Incas, di ceppo quechua, erano originariamente stanziati nella zona di Cuzco (cittа che, secondo la leggenda, sarebbe stata fondata dal primo sovrano, Manco Capac, figlio di Inti, il dio Sole, capostipite della dinastia reale). Nel XIII sec., sotto i quattro sovrani della dinastia Hurin-Cuzco (Sinchi Rocca, Lloque Yupanqui, Mayta Capac, Capac Yupanqui), gli Incas aderirono ad una federazione di tribщ, assumendo via via un ruolo predominante nonostante le continue guerre con le tribщ vicine. Solo verso la metа del XIV sec., con i sovrani della dinastia degli Hanan-Cuzco, lo Stato degli Inca cominciт ad espandersi; Inca Rocca estese i suoi confini verso sud-est ed altre conquiste fecero i suoi successori Yahuar Huacac e Viracocha Inca. Il vero iniziatore della potenza degli Inca fu perт Pachacutec ("il riformatore"), che regnт dal 1438 al 1471, sottomise numerose popolazioni (Aymarca, Cuyi, Quechua, Chanca, Lupaca, Chumpivilca), espandendosi largamente verso nord; l'opera fu continuata da suo figlio Tupac Yupanqui (1471-93), che estese i confini a nord fin quasi all'Ecuador, mentre a sud raggiunse il Cile centrale. Il lungo regno del suo successore Huayna Capac (1493-1525) vide l'impero consolidato nella sua massima potenza, ma proprio la vastitа dei territori, dalla Columbia al Cile, rese difficile l'estensione di un sistema amministrativo nato poco piщ di mezzo secolo prima con pretese di organizzazione limitate ad una regione molto piщ piccola. La crisi esplose alla morte di Huayna Capac, quando scoppiт una guerra di successione fra il figlio legittimo del defunto, Tupac Cusi Hualpa, detto Huascar, e il figlio naturale Atahualpa; prevalse quest'ultimo (1532), ma poco dopo giunsero in Perщ, provenienti da nord, gli Spagnoli di F. Pizarro, che, catturato Atahualpa con l'inganno e fattolo uccidere (1533), procedettero all'occupazione del territorio, fiaccando la fiera resistenza delle popolazioni indigene grazie al migliore equipaggiamento ed avviando uno spietato processo di colonizzazione. L'economia incaica era fondata soprattutto sull'agricoltura (patate, mais), esercitata con strumenti ancora rudimentali (gli Incas non conoscevano il ferro, ma solo metalli teneri) e in parte minore sull'allevamento dei camelidi andini (lama, alpaca, vigogna, guanaco), da cui si ricavavano latte, carne e lana. L'amministrazione dello Stato era particolarmente curata ed efficiente; il territorio (che nel periodo di maggior espansione aveva un'estensione superiore ai 4000 kmІ) era diviso in quattro distretti "suyu"; l'Impero Incaico si chiamava Tahuantisuyu, "territorio dei quattro distretti"), ad ognuno dei quali erano preposti un governatore ( tukrikuk) e un economo (quipucamayoc), che dipendevano direttamente dal sovrano, coadiuvato dal consiglio degli apu (consiglieri, uno per distretto). La minima unitа amministrativa era perт l'ayllu, nucleo delle famiglie di un villaggio, con a capo un sinchi; i vari ayllu erano riuniti in sezioni (saya); questa divisione rispettava di norma il tessuto sociale esistente prima della conquista degli Incas; molto spesso, perт, si ricorreva allo spostamento o alla dispersione di una popolazione irrequieta per toglierle ogni velleitа di resistenza. Le comunicazioni con le province, rese agevoli da imponenti costruzioni stradali, erano garantite da appositi messaggeri (chasqui). Lo Stato inca era teocratico e rigidamente piramidale; al vertice stava l'inca, il sovrano, considerato giа in vita essere divino, cui era affidato il potere supremo politico, religioso, militare; a una classe di nobili, molto vasta, priva di poteri effettivi, ma dotata di privilegi sociali ed economici, era affidata l'amministrazione; di questa classe facevano parte anche i curaca, capi delle popolazioni assoggettate. Il resto della popolazione era soggetta ad un servizio obbligatorio allo Stato, civile o militare (mita), che costituiva una parte consistente dell'attivitа di ogni persona; in questo modo, i sovrani riuscirono a guadagnare un'immensa ricchezza, frutto della mita nelle proprietа imperiali (un terzo circa del territorio), a costruire grandi opere pubbliche e ad organizzare un esercito efficiente. La persona era soggetta a vincoli sociali quasi assoluti (non erano ammessi cambi di classe o deroghe al ruolo professionale assegnato, era obbligatorio il matrimonio). Anche la legislazione variava a seconda delle classi; la poligamia, ammessa nelle classi superiori, era vietata al popolo: le pene erano decisamente piщ pesanti per gli appartenenti alla nobiltа. Interessanti erano le disposizioni funerarie: il defunto era essiccato, avvolto in stoffe e deposto in grotte o cavitа della roccia; le persone importanti venivano accompagnate nella tomba dalle mogli secondarie e dagli schiavi che erano sepolti con lui; la vedova poteva sposare solo un fratello del marito morto. Alla morte dell'imperatore, le mogli, i cortigiani e i servi venivano drogati e strangolati; le mummie degli imperatori, prima esposte nel tempio del Sole, venivano poi conservate in un apposito edificio ed esposte sulla grande piazza di Cuzco in occasione di particolari cerimonie.

Esempio