il sessantotto

Materie:Tema
Categoria:Storia

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Testo

Il sessantotto

Il consumismo:
Negli anni Sessanta,l’economia degli Stati Uniti e dei paesi dell’Europa occidentale attraversò un periodo di espansione.Vi fu un arricchimento generale dovuto alla richiesta di molti beni di consumo.Ma il mantenimento di questa prosperità era strettamente legato alla domanda dei beni,cioè al loro consumo.Ebbe inizio un fenomeno che dura tutt’oggi:il consumismo.
La contestazione giovanile:
La contestazione si manifestò per la prima volta negli Stati Uniti.I giovani lottavano soprattutto contro la segregazione razziale,che ebbe tra i suoi massimi esponenti il reverendo Martin Luther King,egli denunciava le sopraffazioni dei bianchi e dei ricchi;fu sostenuto oltre che dai giovani anche dal presidente Kennedy e dal suo successore Johnson,che approvarono leggi che sancirono l’emancipazione dei neri,anche se questi continuarono a vivere miseramente ed emarginati.Allo stesso tempo i giovani contestavano l’intervento americano in Vietnam che secondo loro era solo un grande spreco di renergie e risorse;anche perché loro credevano nell’amore,nella pace e nella fratellanza,e concepivano la politica non come uno strumento per affermare l’egemonia di uno Stato sull’altro ma per costruire un mondo più giusto e migliore.
La protesta negli Stati Uniti:
Agli inizi degli anni ’60 si sviluppò il movimento degli Hippies (coloro che mangiano la foglia o più conosciuti come “i figli dei fiori”),sorto in California.I giovani che ne facevano parte provarono lo stesso disagio di quelli dei Beat Generation,ma furono più consapevoli delle cause che lo provocarono;responsabili dello stato di cose milioni di ragazzi americani misero in atto comportamenti anticonformisti,chiedendo a gran voce il diritto di realizzare un’esistenza libera dalla schiavitù del lavoro,dei consumi e del denaro.
Questi ragazzi diffusero le loro idee attraverso le manifestazioni di piazza,i mass-media come la musica:e fu anche loro il merito se nel 1973 Washington decise di porre fine all’intervento militare in Vietnam.
Dagli Stati Uniti la protesta si estese in Europa,diffondendosi prima in Francia quindi in Germania e in Italia.
La protesta in Francia:
Come già detto,la contestazione giovanile venne attuata anche in Francia,ma qui senza risultato.Infatti nel maggio del ’68 gli studenti si ribellarono contro lo Stato.Ingaggiando per giorni e giorni violenti scontri contro la forza dell’ordine.La loro lotta ottenne l’appoggio dei sindacati che proclamarono lo sciopero generale.La Francia sembrava sull’orlo di una rivoluzione.De Gaulle dopo essersi assicurato l’appoggio dell’esercito,sciolse il parlamento e indisse nuove elezioni che si svolsero in giugno.
Il timore di una rivoluzione fece confluire sul partito guidato dal presidente moltissimi voti,consentendogli di ottenere una vittoria schiacciante.La contestazione era perciò sconfitta.
La protesta in Italia:
Alla fine degli anni sessanta anche in Italia si diffuse la contestazione giovanile,soprattutto ad opera degli studenti.I giovani aspiravano ad un mondo nuovo,in cui ci fossero più libertà e più giustizia,per questo molti,rifacendosi al maxismoe all’anarchismo,abbracciarono le idee rivoluzionarie.La contestazione fu attuata con forme di protesta fino ad allora sconosciute:vennero occupate scuole e università e vennero organizzate manifestazioni che in molti casi portarono scontri con le forze dell’ordine.Alla protesta studentesca ben presto si affiancò quella operaia.Infatti negli anni sessanta gli operai organizzarono cortei e manifestazionidi protesta.Ma i governi di centrosinistra non presero provvedimenti adeguati ad eliminare il loro disagio.Di conseguenza,il malcontento dei lavoratori continuò ad aumentare fino a che ,nell’autunno del 1969,il cosiddetto “autunno caldo”,si manifestò in tutta la sua forza.Gli operai intrapresero una dura lotta grazie alla quale riuscirono a conseguire notevoli risultati;essi ottennero consistenti aumenti salariali,una riduzione dell’orario di lavoro e il riconoscimento di importanti diritti che vennero sanciti nello Statuto dei lavoratori.
La primavera di Praga:
Con questa espressione viene indicato quel periodo in cui il segretario del partito comunista cecoslovacco,Alexander Dubcek,attuò importanti riforme democratiche.Le riforme di Dubcek ottennero un vasto consenso popolare.Ma l’Unione Sovietica,guidata da Leonid Breznev,si oppose a questi provvedimenti e richiese ai paesi aderenti al patto di Varsavia di occupare militarmente la Cecoslovacchia.L’invasione suscitò violente proteste,culminate nel sacrificio dello studente Ian Palachche piuttosto che vivere in un regime che toglieva libertà ad un individuo,preferì morire dandosi fuoco nella piazza principale di Praga.

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