Il movimento romantico

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Il movimento romantico in Italia

Una diffusa consuetudine storiografica pone il 1816 come data d'avvio del movimento romantico in Italia perchè in quell'anno ebbe inizio una polemica fra classicisti e romantici innescata da un articolo di Madame de Stael.
La genesi del movimento romantico in Italia va posta in stretta relazione con il crollo della potenza napoleonica e con la Restaurazione.
Il movimento romantico italiano all'inizio investì soltanto la cultura lombarda e, più marginalmente, quella piemontese. Solo in seguito esso si estese ad altre regioni.
La nascita del romanticismo alle polemiche prodotte dall'articolo di Madame de Stael Sulla maniera e l'utilità delle traduzioni, apparso nel 1816 sulla "Biblioteca italiana" indica nella conoscenza delle letterature straniere lo strumento con cui quella italiana poteva rinnovarsi, esso suscitò una vivace reazione dei classicisti: questi scesero in campo a difesa della tradizione letteraria, innescando la polemica dei romantici contro il classicismo antiquato e retorico. E' questa la "polemica classico-romantica".
Il dibattito-scontro tra i sostenitori di diversi modelli culturali raramente assunse forme di alto livello, concentrandosi piuttosto intorno ad alcuni temi particolari: l'uso della mitologia nelle opere poetiche, il principio di imitazione, le unità di luogo, di tempo e di azione nelle opere drammatiche (le cosiddette"unità aristoteliche"), il rapporto con le letterature straniere, il rapporto fra letteratura italiana e tradizione classica, fra innovazione e tradizione.
Su queste basi essi poterono darsi un proprio organo di diffusione e di elaborazione culturale collettiva, fondando a Milano il "Conciliatore", un periodico che diventa l'autorevole contraltare della classicistica "Biblioteca italiana".
Per i classicisti italiani l'esemplarità dei classici deriva dalla presenza, in essi, di un sistema di valori formali astrattamente ritenuto perfetto. Essi sono perciò convinti che in letteratura non è valida l'idea di progresso e trasformazione. La perfezione è stata già raggiunta dagli antichi; ai moderni non rimane che cercare di avvicinarsi a essa attraverso l'imitazione delle loro opere. Ogni innovazione si configura allora come regresso perchè si allontana dai canoni perfetti già incarnati dalla tradizione.
La netta contrapposizione fra l'una e l'altra tendenza letteraria e la vittoria storica del Romanticismo finirono però con il bloccare lo sviluppo di quelle innovazioni che il Neoclassicismo dell'età napoleonica aveva pur posseduto.

I nuovi periodici milanesi
Si trattava di un mensile formato in gran parte di ampie recensioni più che di articoli originali e che, secondo le direttive del governo, avrebbe dovuto estirpare le "erronee opinioni" diffusesi durante il periodo francese.
Il foglio aveva un'impostazione enciclopedica e si divideva. Oltre che di letteratura e di filosofia, il giornale si occupava dunque anche di arte, economia, scienza, innovazioni tecniche in campo agricolo e industriale, con lo scopo dichiarato di dare informazioni "utili" al progresso civile.
E' perciò significativo che l'articolo della Stael, che come un manifesto apre il primo numero della rivista invitando gli italiani a conoscere e a tradurre le opere letterarie straniere, sia subito attaccato dai classicisti.
Il "Conciliatore" fu l'organo dell'ala romantica e liberale della cultura lombarda. Per questo esso ebbe vita breve e travagliata: attaccato dagli altri periodici lombardi di ispirazione classicistica e conservatrice, duramente colpito dalla censura governativa che a volte impedì la pubblicazione di interi articoli, venne infine soppresso il 17 ottobre 1819.
Il "Conciliatore", stampato su carta azzurra ( e perciò detto anche "foglio azzurro").

Giovanni Berchet
Nato da famiglia di origine svizzera a Milano nel 1783, Giovanni Berchet ha imparato le principali lingue europee e i suoi esordi sulla scena letteraria avvennero appunto in veste di traduttore dall'inglese e dal tedesco: sue le traduzioni dell'ode Il Bardo di Thomas Gray, il Visionario di Schiller.
Nella polemica fra classicisti e romantici egli si schierò subito a favore delle nuove dottrine filosofiche; inoltre la conoscenza delle lingue straniere gli diede un indubbio vantaggio sugli altri letterati italiani. Egli infatti si trovò nella condizione di poter leggere e utilizzare i principali testi del romanticismo inglese e tedesco.
Pubblicò il suo contributo critico sul "Cacciatore feroce" e sulla "Eleonora" di Goffredo Burger, "Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo", partecipò alla fondazione del "Conciliatore" al quale collaborò assiduamente.

La poesia è universale e popolare
La Lettera semiseria si finge inviata al figlio di Grisostomo che significa "bocca d'oro" e che Berchet utilizzerà come pseudonimo anche in seguito, firmando in questo modo gli articoli scritti per il "Conciliatore" nella finzione essa ha lo scopo di rispondere a una lettera con cui un figlio, convittore in un lontano collegio, gli aveva domandato la traduzione della Leonord e del Cacciatore feroce, due ballate del poeta tedesco Burger assai famoso quegli anni e già lodato da Madame de Stael: lo stesso Berchet lo considera tra i lirici tedeschi più rinomati. Una serie di consigli in materia di letteratura, poi ironicamente ritrattati (perciò la lettera è definita semiseria), accompagna la traduzione in prosa delle due ballate di Burger che perciò vengono proposte come esempi di poesia romantica, anche se poi Berchet, tornando sulla questione nel 1819, scriverà sul Conciliatore che non era stata sua intenzione di fornire modelli.

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