Il monachesimo

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Testo

Il monachesimo

Il monachesimo nella chiesa cristiana

Esempi di Regola benedettina, XIV sec., miniatura, Avignone, Museo Calvet

Il cristianesimo, messaggio di salvezza spirituale, fu il portatore naturale di un orientamento ascetico inteso a fare della vita un'assidua lotta contro i nemici della salute dell'anima, identificati nel mondo (egoismo), nel demonio (orgoglio), nella carne (concupiscenza). Nella primitiva comunitа cristiana la perfezione evangelica si fece ben presto consistere nella rinuncia, nella mortificazione, nella penitenza. Ma finchй i cristiani rimasero una minoranza perseguitata, l'ideale di perfezione evangelica poteva essere attuato in seno alla societа dei fedeli, scuola di disciplina, di fede, di martirio. Col progressivo trionfo della nuova religione, sempre meno frequenti divennero le occasioni per l'esercizio di una volontа eroica nella vita comunitaria. Mentre la Chiesa stessa, divenuta organismo sociale, assumeva struttura terrena, le comunitа cristiane cessavano di essere cenacoli di eletti. Al tempo della conversione delle grandi masse pagane, esse dovettero accogliere, accanto ai fedeli sinceri e puri, i credenti per convenienza e per tornaconto, che portavano nella vita comunitaria i residui di una tenace mentalitа paganeggiante e gli elementi corruttori di un'etica sociale rilassata. In questa situazione, molti pensarono che non si potesse rimanere fedeli all'ideale della perfezione cristiana se non in solitudine, in una vita da monaco. La solitudine, nella forma piщ rigorosa e originaria del monachesimo, era assoluta; l'individuo, rotto ogni rapporto con i suoi simili, si ritirava a vivere in una grotta, in luogo inaccessibile, dedicandosi esclusivamente alla preghiera e alla totale mortificazione della carne: fu l'epoca dell'eremitismo e dell'anacoretismo. A questa fase primigenia del monachesimo ne seguм una seconda in cui predominarono le forme di vita associata, pur nell'isolamento dal mondo. L'ascetismo che и alla base della spiritualitа monastica, sebbene di per sй di natura individuale, in quanto non и atteggiamento passivo di pura negazione del mondo ma tentativo energico di sostituire i valori dello spirito a quelli mondani, tese a diventare socialmente efficace attraverso la comunione di vita dei confratelli religiosi: fu l'epoca del cenobitismo.

Esempi di Regola benedettina, XIV sec., miniatura, Avignone, Museo Calvet
Il monachesimo orientale

Vitale da Bologna, "Miracolo di Sant'Antonio Abate", tavola, cm 78x38 - Bologna, Pinacoteca nazionale

Si possono distinguere, nella sua storia, due periodi: l'egiziano e il basiliano. I primi monaci egiziani furono cristiani ferventi che si ritirarono a vivere nel deserto, sia per desiderio di praticare piщ liberamente le norme della vita evangelica, sia per trovare nell'eremitismo e nell'anacoretismo la forma penitenziale sostitutiva del martirio; loro padri spirituali furono, nel IIIsec., l'eremita Paolo di Tebe e l'anacoreta sant'Antonio Abate. Il ritiro di Paolo nel deserto non ebbe imitatori; quello di Antonio suscitт folle di discepoli che lo seguirono (inizio del IV sec.), vivendo isolati o in piccoli gruppi, mentre la scelta delle pratiche ascetiche era lasciata all'ispirazione, al temperamento e anche alle bizzarrie dei singoli individui. Il monachesimo antoniano era individualistico, solitario, puramente contemplativo: il monaco — solo, con Dio, nella gigantesca lotta contro Satana — era quasi esclusivamente dedito a espiare con pratiche mortificative le colpe della carne. La vita cenobitica si costituм attorno a san Pacomio a Tabennisi, nell'alta Tebaide (Egitto), verso il 318: l'obbedienza al superiore, che aveva la direzione del cenobio, introdotta come elemento essenziale della vita perfetta, la rinuncia alla discrezione individuale negli esercizi ascetici con la sottomissione di tutti a una regola comune e la suddivisione del tempo tra la contemplazione, la preghiera e il lavoro manuale, caratterizzarono il monachesimo pacomiano, che si diffuse in modo straordinario in Egitto, Palestina, Siria, Persia e Armenia. Ma i fondamenti duraturi dell'organizzazione monastica nel Vicino Oriente furono posti, nel IV sec., da san Basilio. Monaco egli stesso, critico dell'eremitismo (che giudicava pregiudizievole all'esercizio della caritа cristiana) e di alcuni aspetti del cenobitismo pacomiano, cui pure si ispirava, san Basilio riorganizzт la vita e la spiritualitа monacale: il cenobio basiliano, poco numeroso (qualche decina di monaci), fu centro di preghiera e di penitenza, d'apostolato e di lavoro per uomini che dovevano mettere — questo il fatto nuovo — al servizio degli altri (anche di coloro che vivevano nel mondo) il frutto delle particolari esperienze spirituali fatte nel chiostro. I monaci basiliani, inoltre, diversamente da quelli egiziani che, contenti della fede dei semplici, disdegnavano la speculazione sulle cose di religione, valorizzarono il pensiero greco al fine della precisazione del dogma e parteciparono attivamente alle dispute teologiche dalle quali uscм definita la dottrina della Chiesa. Nello statuto lasciato da san Basilio — piщ sommario di riflessioni e insegnamenti di grande sapienza pratica sui fondamenti della vita religiosa, che vera e propria regola — e nelle precisazioni apportatevi dall'imperatore Giustiniano (Novellae 5 e 139) e da Teodoro Studita, il monachesimo orientale vide per sempre fissati i suoi tratti essenziali. Quello dell'Asia e Africa mediterranea subм successivamente le persecuzioni persiane e soprattutto islamiche, le quali, mentre fecero inaridire nei territori conquistati la vita monastica, costrinsero all'emigrazione molti che rafforzarono le comunitа balcaniche e russe e svilupparono un monachesimo orientale in Sicilia e nell'Italia meridionale.

Il monachesimo occidentale

La vita monastica organizzata giunse a fioritura, in Occidente, in epoca piщ tarda che in Oriente e fino alla grande diffusione della regola benedettina rimase, anzi, un fenomeno piuttosto isolato. Giа nel IV sec., tuttavia, furono fondati a Roma i primi monasteri, mentre, ben presto, la vita monastica riceveva notevole impulso, soprattutto a opera di Eusebio di Vercelli, Paolino di Nola, Martino di Tours, Ambrogio di Milano, Onorato di Arles, Cassiano Giovanni, Agostino, e Cesario d'Arles, i quali scrissero anche regole per i propri monasteri. Ma le prime grandi organizzazioni monastiche si ebbero tra il VI e il VII sec., nei paesi di cultura celtica, a opera di Colomba, Aidano, Patrizio e Colombano. La regola di san Colombano si diffuse in Gallia, sul Reno, in Svizzera e in Italia, permanendo a lungo accanto alla Regula Magistri e a quella di san Benedetto da Norcia. Il monachesimo benedettino и una creazione del VI sec., e ben presto soppiantт quella modellata sul tipo di quella di san Colombano, anche se la sua affermazione completa avvenne durante l'etа carolingia: di fatto la storia ulteriore del monachesimo occidentale si identifica con quella del monachesimo di tipo benedettino, ispirato alla mentalitа occidentale contemplativa-pratica, riassunta dal motto ora et labora. Mentre la ricchezza alla quale assursero ben presto le abbazie benedettine destт spesso la cupidigia dei sovrani, la potenza e lo splendore raggiunto dall'ordine fu causa di rilassamento della disciplina e di raffreddamento dell'ideale monastico: di qui l'esigenza riformatrice che domina la vita monastica tra l'VIIIe il XII sec. San Benedetto di Aniane, dopo aver restaurato col favore di Ludovico il Pio il patrimonio dell'ordine, gravemente intaccato dall'amministrazione controllata da parte di Carlo Martello e anche di Carlo Magno, cercт di ristabilire l'osservanza stretta della regola benedettina, ma la riforma non ebbe successo duraturo. Solo con Cluny il monachesimo risorse a nuova vita; ma l'esigenza riformatrice non si arrestт, anche per il prevalere in seno ai cluniacensi di preoccupazioni di potenza economica e politica. Risultati successivi della riforma monastica furono gli ordini camaldolese (1012), vallombrosano (1036), certosino (1084), cisterciense (1098), silvestrino (1232) e olivetano (1313). Nonostante le riforme, gli influssi del primo Umanesimo furono causa di ulteriore decadenza dell'organizzazione monastica che, d'altro canto, giа da tempo, ormai, soffriva anche per la mutata struttura economica e sociale dell'Occidente. Le condizioni della vita economica medievale e la natura prevalentemente fondiaria dei beni monastici avevano fatto sм che la maggior parte delle abbazie sorgesse in piena campagna: il ritmo di lavoro del monaco benedettino era rurale. Quando, nel XII sec., la vita cittadina tornт a rifiorire, i monasteri vennero a trovarsi lontani dai nuovi centri di studio, dalle nuove classi sociali influenti, dalle correnti vitali della nuova vita economica e la loro importanza come centri di attivitа culturale, economica e politica diminuм notevolmente. Ma se il monachesimo cessava di essere uno dei protagonisti della storia dell'Occidente romano- cristiano-germanico, l'ideale di cui era stato portatore era ancor fecondo d'espressioni; accanto alle congregazioni riformate del vecchio ordine, riapparvero dall'XI sec. nuove forme di vita cenobitica: canonici regolari, eremitani di sant'Agostino e gli ordini mendicanti del XIIIsec., come i francescani e i domenicani, che misero l'accento sull'attivitа apostolica e proposero una nuova concezione della vita religiosa: i mendicanti, perт, non sono piщ, in senso stretto, dei monaci. Gli ordini di ogni tipo parteciparono al movimento di riforma dal basso che ebbe manifestazioni precise dal XV sec. in opposizione alle situazioni create specialmente dalle commende. Non tutti parteciparono a tale riforma e cosм i religiosi si divisero in quelli legati al passato e in quelli detti osservanti per l'aspirazione a una vita religiosa, se necessario, anche completamente rinnovata. La riforma protestante scosse profondamente le basi della millenaria visione del monachesimo quale via privilegiata di perfezione evangelica; centinaia di monasteri furono soppressi e la vita monastica scomparve totalmente dai paesi nei quali essa si era affermata. Durante il periodo della Controriforma sorsero nei paesi rimasti cattolici ordini e congregazioni religiose che si dedicarono alla vita attiva piщ che a una vita strettamente contemplativa. Nel XVIII sec. e nel primo decennio del XIX, il giurisdizionalismo dei sovrani, la Rivoluzione francese e le riforme napoleoniche condussero alla secolarizzazione dei beni monastici e alla soppressione di quasi tutte le abbazie comprese in quei territori. L'istituto monastico, tuttavia, si riprese nella seconda metа del XIX sec. (nonostante gli ostacoli frapposti dalle clausole restrittive delle legislazioni di vari Stati) ed и ancor oggi, anche se non piщ come un tempo, fiorente in molti paesi. In Occidente esistono attualmente tre tipi di monachesimo: benedettino, certosino e cisterciense; vi si trovano, inoltre, membri di ordini monastici orientali: antoniani, basiliani e mechitaristi. Dopo la seconda guerra mondiale il monachesimo si affermт nell'America del Nord, e nacquero filiali in Asia e in Africa.

Monachesimo femminile

Parallelamente al monachesimo maschile si affermт, fin dal IV sec., quello femminile. Se ne interessarono in maniera particolare sant'Ambrogio di Milano, san Girolamo a Betlemme e san Cesario d'Arles (quest'ultimo compilт anche una regola). Tuttavia l'organizzazione monastica femminile ebbe piena affermazione con la diffusione della regola benedettina; da allora ogni ordine religioso maschile ebbe il corrispondente secondo ordine femminile.

Monachesimo protestante

La Riforma portт immediatamente alla soppressione della vita religiosa monastica. Dal secolo scorso, tuttavia, si и avuta una ripresa del monachesimo maschile e femminile soprattutto a opera del movimento di Oxford. Le comunitа religiose protestanti fecero la loro prima apparizione in Inghilterra e si affermarono poi anche negli Stati Uniti. In Europa godono notorietа il centro monastico maschile di Taizй in Francia e quello femminile di Darmstadt in Germania.

Simone Martini, "San Martino: la rinuncia alle armi", affresco - Assisi, Basilica inferiore

Monache buddhiste in processione a Dambulla, Sri Lanka, 1997. Nello Sri Lanka, nazione buddista, le monache possono esercitare tutte le funzioni sacerdotali: и questa un'antica tradizione che risale a 1500 anni fa. (Agenzia Ansa)

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