I segni della recessione nel XIII secolo

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I SEGNI DELLA RECESSIONE
L’espansione demografica ed economica si arrestò verso la fine del XIII secolo. L’aumento della popolazione portò al sorgere di vasti dissodamenti e migliaia di contadini si insediarono in terre marginali. La fertilità di queste terre era molto fragile, questo perché non c’erano adeguate concimazioni e le tecniche agricole usate non erano delle migliori, e di conseguenza i raccolti erano sempre più magri e il più delle volte non bastavano a sfamare gli stessi coltivatori. Le carestie erano tantissime. Carestie ed epidemie formavano un tragico binomio perché le malattie si diffondevano velocemente tra le popolazioni indebolite dalla fame. La situazione si aggravò ulteriormente a causa di una fase di inasprimento del clima: infatti c’erano inverni molto freddi e con piogge molto frequenti e quindi i campi si trasformavano in acquitrini. Questo causò l’abbandono di molti insediamenti.Interi villaggi scomparvero dal paesaggio lasciando il posto al pascolo e alla foresta. Invece Il popolamento nelle terre più fertili e più vicine ai centri urbani, non subì flessioni di rilievo, infatti qui i vuoti lasciati dalle epidemie e dalle carestie vennero subito riempiti da nuove nascite e da nuove immigrazioni. L’Europa era sovrappopolata e le carestie crearono uno squilibrio tra il numero degli uomini e la produttività agricola. In Germania scomparve circa il 40% dei villaggi, in Inghilterra il 25%, in Sardegna e in Sicilia il 50%, nel Lazio il 25% ed infine in Toscana il 10%.Le epidemie e le carestie in Europa all’inizio del 300 provocarono la peste.
DAL TOPO ALL’UOMO
Prima di essere una malattia dell’uomo la peste era la malattia del ratto. La pulce infatti trasmetteva il bacillo dagli animali uomini provocando così epidemie che ebbero conseguenze terribili.Il tasso di mortalità era a seconda del bacillo dal 60 al 100%. L’epidemia del 300 ebbe origine da un focolaio permanente di peste situato ai piedi dell’Himalaya fra l’India la Cina e la Birmania. Qui il bacillo trovò condizioni climatiche e biologiche ideali, che gli consentirono di impiantarsi stabilmente nelle colonie di roditori che popolavano la regione. Le vittime della peste in Europa furono più di 30 milioni.
LA MEDICINA DELL’EPOCA
Per difendere il corpo si raccomandavano delle diete che eliminassero l’eccesso di umori e di umidità, il rimedio universale era il salasso, mediante il quale veniva eliminata una parte più o meno consistente di sangue umano. Tipico della medicina araba era l’interesse per l’astrologia e cioè la tendenza a spiegare le malattie umane facendo ricorso alle influenze degli astri. La teoria miasmatica e la teoria astrologica diceva che la causa principale della peste era l’aria. La prevenzione della peste consisteva, di conseguenza in una purificazione del corpo e dell’aria circostante. Infatti questi vennero chiusi in casa sottoposti a salassi e avvolti da incenso e nubi aromatiche, dovevano seguire una dieta ferrea e dovevano mantenersi in un riposo quasi assoluto, infatti l’esercizio era sconsigliato perché dilatava i pori e faceva respirare una maggiore quantità d’aria, aggravando così i rischi del contagio.
LA POTENZA DEL DEMONIO
Sentendosi indifesi gli uomini facevano ricorso ai rimedi dei maghi: talismani, amuleti, sortilegi e ogni sorta d’incantesimi alimentavano la fiducia in una protezione soprannaturale. Di conseguenza durante queste epidemie maghi e stregoni si arricchivano. Tutto questo provocò un’angoscia collettiva dove il vero protagonista è un essere che assume forme e connotati diversi in base alle diverse regioni europee, ma che ovunque presenta una caratteristica ricorrente cioè è lui che diffonde la pestilenza e semina la morte (diavolo, fantasma o streghe). Contro questi macabri personaggi gli uomini invocano la protezione dei santi, soprattutto di quelli specializzati nella lotta contro la pestilenza, come san Rocco e san Sebastiano.
REAZIONI COLLETTIVE
I flagellanti, che dall’Italia dilagarono in Germania e in Francia, rappresentarono uno dei più vasti movimenti religiosi del tardo medioevo. I partecipanti si impegnavano per 33 giorni e mezzo (gli anni di Cristi) e durissime penitenze, incappucciati e con la croce sulle spalle compivano lunghi pellegrinaggi e una volta giunti a destinazione si facevano frustare a sangue dalla folla, pensando così di raggiungere un’immacolata purezza che li avrebbe difesi dal morbo. Le loro pubbliche esibizioni si concludevano solitamente con una caccia agli ebrei, perché quando si vide che la pestilenza non cessava dopo le penitenze di questi flagellanti, si diffuse ovunque una voce che diceva che la peste era portata dagli ebrei, e che questi gettarono grosse quantità di veleni nelle fontane e nei pozzi di tutto il mondo, questo per appestare e avvelenare la cristianità. Una volta catturati questi ebrei venivano messi a morte e bruciati.
LE CONDIZIONI DELLA VITA MATERIALE
La peste del medioevo aveva un carattere classista, questo perché le sue vittime preferite erano i poveri.I motivi principali di questa morte selettiva erano l’alimentazione. Infatti un’alimentazione povera e squilibrata generava vari disturbi organici, ma soprattutto indeboliva le resistenze dell’organismo degli uomini più poveri. Si insediarono con il passare del tempo anche molte altre malattie come il tifo il colera la lebbra la tubercolosi e la malaria. La durata media della vita di un uomo nel medioevo era di circa 35 anni. La mortalità infantile era altissima. Ogni famiglia normale vedevano morire i loro bambini prima dell’adolescenza. L’ambiente non era di certo dei migliori.Infatti le strade erano strette e umide, delle vere e proprie ogne a cielo aperto nelle quali si accumulavano i rifiuti, le case non avevano i servizi igienici, d’aria e di acqua ed infine le cucine erano sporche e maleodoranti.
IL MALE DELL’EPOCA
Questa crisi del 300 era caratterizzata da numerose epidemie dovute alle frequenti guerre, le pestilenze e dal clima. Infatti nel 300 si è verificato un eccessivo raffreddamento del clima, con un vertiginoso aumento di pioggia, e questo ebbe molte conseguenze negative sulla produttività di alcune regioni. Le conseguenze delle guerre invece, i contadini erano abituati a subire le violenze dei soldati, i quali li saccheggiavano per alimentarsi e per integrare la loro paga.
I PREZZI DEI SALARI
Ci fu anche un vertiginoso crollo demografico che porto la diminuzione del prezzo dei cereali, che fino ad allora aveva avuto un andamento favorevole. Il numero dei consumatori diminuì, quindi in proporzione, molto di più del numero dei produttori, e questo determinò l’andamento negativo dei prezzi. Un'altra inversione di tendenza rispetto al secolo precedente si verificò nel settore dei salari rurali, infatti prima l’espansione demografico garantì un’abbondanza di manodopera nelle campagne e quindi una certa stabilità nei salari, ora invece il crollo demografico rese più rari i lavoratori dei campi e più care le loro prestazioni. I lavoratori si trasferirono su altre terre. Inoltre i contadini che effettuavano prestazioni di lavoro e versavano affitti ai proprietari aumentarono il loro potere contrattuale e riuscirono ad avere condizioni più favorevoli. I contadini si trovarono avvantaggiati anche per un altro motivo, praticamente molti canoni d’affitto, erano stati fissati da molto tempo in vecchie monete locali, di scarso valore, il cui potere d’acquisto fu fortemente attaccato dalla crisi, quindi essi continuavano a pagare sempre lo stesso canone d’affitto ma realmente pagavano sempre di meno. Ovunque i signori, al momento dei rinnovi dei contratti, cercarono di fissare i canoni in monete pregiate, ma ciò era ostacolato dalla rarità dei rinnovi a causa dell’uso consolidato di stipulare contratti a lunghissima scadenza.
I PROBLEMI DELL’ECONOMIA SIGNORILE
La crisi del trecento ebbe anche effetti molto gravi sulle sorti della grande impresa agricole. Le guerre oltre a provocare danni alle attrezzature agricole, obbligavano i signori a restare per lunghi anni lontani dalle loro aziende, li costringevano a partecipare alla vita militare, ed a affidare le loro terre ad amministratori molto spesso disonesti. L’aumento dei costi e del calo dei profitti provocarono la caduta dei redditi signorili. La nobiltà reagì in vario modo alla crisi dei redditi signorili. Cercò innanzitutto d’intensificare lo sfruttamento dei contadini aumentando il canone d’affitto, introducendo nuove imposte e pretendendo nuove corvees. Il trecento è anche il secolo delle grandi rivolte contadine. Fu introdotta la mezzadria che era un contratto in base al quale i proprietari anticipavano ai contadini i mezzi di sussistenza, le semente per i raccolti, l’attrezzatura da lavoro, ottenendo in cambio quasi la metà della produzione agricola. La mezzadria si diffuse prevalentemente nelle regioni meridionali del continente, dove i contadini vivevano in condizioni di maggiore povertà. In Inghilterra i proprietari diffusero delle recinzioni con i quali delimitarono i campi aperti, destinandoli all’allevamento dei propri capi di bestiame, e allontanando da essi i contadini, che da tempo vi esercitavano i diritti di pascolo. I contadini anche se inutilmente protestarono contro l’avidità dei signori.
TRASFORMAZIONI DELLA NOBILTA’
La maggior parte della nobiltà medievale era costituita da nobili poveri, il cui livello di vita era ben lontano da quello dei nobili più ricchi, proprietari di vaste terre e castelli. Per questo si dice che la nobiltà medievale si dice che è un gruppo molto stratificato ma anche fluido, che si rinnova costantemente. La preoccupazione costante, per un nobile, era quello di mantenere indiviso il suo patrimonio, un’equa spartizione tra tutti gli eredi avrebbe significato il decadimento della casata e la perdita di un prestigio ritenuto inscindibile dalla ricchezza e dal lusso.
LE RIVOLTE CONTADINE
La rivolta fu molto violenta ma molto breve: l’assalto alle case dei ricchi, il saccheggio dei magazzini, l’incendio dei castelli, si esaurirono in pochi giorni. Il 28 maggio iniziò questa rivolta ma finì il 9 giugno. I nobili misero in atto una repressione violenta, che non risparmiò ne le donne ne i bambini, e provocò circa 20.000 morti. Questa rivolta si effettuo in Francia, e questo movimento prese il nome di giacquerie. Un’altra rivolta si verificò in Francia nel 1381 in due regioni dell’Inghilterra, Kent e l’Essex.Molti nobili furono obbligati a rilasciare carte con cui i contadini venivano liberati dai loro obblighi. Questa rivolta contadini che colpì tutti i più potenti. All’interno si potevano distinguere 2 correnti: una era rappresentata dai contadini poveri, privi di terra, che chiedevano la confisca e la distribuzione delle terre ecclesiastiche, la libertà di lavoro, la ricostituzione delle terre comuni e degli usi che i contadini vi esercitavano in passato, l’altra era rappresentata dai contadini agiati che lottavano per un alleggerimento delle prestazioni dovute ai signori e per una diminuzione dei canoni. I contadini marciarono su Londra e la occuparono.In questa difficile situazione al re e ai suoi consiglieri parve opportuno accogliere tutte le richieste dei rivoltosi.
LA RIVOLTA DEI CIOMPI
Una degli aspetti più gravi della crisi del trecento fu la riduzione dei traffici commerciali e la conseguente crisi delle manifatture urbane.La più grave delle rivolte si verificò a Firenze, dove tra il 1343 e il 1345,le banche fallirono, con questa gravissima crisi finanziaria la città uscì dal grande giro della finanza europea. La legge privava agli operai di associarsi e di lottare per ottenere miglioramenti salariali.Questi operai furono chiamati i Ciompi. Questi non avevano alcuna organizzazione e erano duramente sfruttati dai maestri delle botteghe, che li remuneravano con paghe di fame per giornate lavorative, che potevano durare anche 18 ore. I ciompi tentarono di darsi un’organizzazione autonoma, ma il governo del comune intervenì con una rigida difesa degli interessi padronali, negando l’autorizzazione a qualsiasi forma di riunione. Dopo poco tempo un operaio, in aperto contrasto con questo divieto, organizzo un’associazione tra i suoi compagni e cominciò a raccogliere fondi per promuovere l’azione. Venne arrestato e sottoposto ad un rapido giudizio e fu immediatamente impiccato. I ciompi miravano ad obbiettivi che riguardavano principalmente alla loro categoria come miglioramenti salariali, libertà di organizzazione, ed una egemonia politica.
I TEMPI DI LAVORO
Di fronte all’aumento dei salari e alle maggiori capacità rivendicative degli operai, gli padroni cercarono di ricompensare le loro perdite prolungando i tempi e i ritmi delle prestazioni di lavoro, e inquuadrando la giornata lavorativa dei dipendenti in una rete di obblighi esterni e precisi. Il primo strumento di questo attacco fu la campana, che da strumento di fede e di richiamo alla preghiera diventò strumento delle botteghe e delle manifatture. La pressione padronale, riuscì a imporsi e da essa nacque un tempo moderno, era un tempo laico, che sottraeva al monopolio della chiesa l’uso della campana e quindi la scansione della giornata.
LA GUERRA DEI CENTO ANNI
Le monarchie in Inghilterra e in Francia gettarono le basi di un potere più solido e più accentrato. Ci fu una guerra tra Francia ed Inghilterra: una guerra lunga ed estenuante, interrotta da brevi pause e da fragili accordi, che durò per più di un secolo, dal 1337 al 1453, anno in cui terminò con la vittoria della Francia. Venne chiamata dagli storici guerra dei cent’anni.Dal punto di vista militare il conflitto mise in luce una nuova tecnica di combattimento, basata sulla fanteria di arcieri, che gli inglesi opponevano alla cavalleria Francese. I cavalieri francesi erano guerrieri di tipo feudale, impetuosi ma indisciplinati. Gli arcieri inglesi erano invece dei contadini.La guerra dei cento anni fornisce anche il primo esempio di un simbolo nazionale, Giovanna D’arco. Nella fase finale del conflitto gli inglesi occuparono vastissime zone del territorio nemico e il destino della Francia sembrava segnato, i francesi trovarono l’identità che li accomunava in questa donna di umili origini contadine, che si diceva chiamata dal signore. La fine di Giovanna D’arco, fu tragica: infatti fu catturata da Giovanni di Lussemburgo e comprata dagli inglesi, la donna fu accusata di stregoneria e mandata al rogo, ma il suo stesso martirio mise in moto il meccanismo della rinascita nazionale.
IL GRANDE SCISMA
Il grande scisma era una divisione che lacerò la Cristianità occidentale per circa quarant’anni, dal 1378 al 1418.
LA GUERRA DELLE DUE ROSE E LA DINASTIA DEI TUDOR
Ci fu una guerra civile tra Lancaster e York verso il 1455. Fu chiamata guerra delle due rose, dall’emblema della rosa bianca e della rosa rossa delle fazioni nemiche. Durò all’incirca 30 anni. Si concluse nel 1485 con la vittoria di Lancaster, che posero sul trono Enrico 7, fondatore della dinastia dei tudor, che sposò come segno di pacificazione Elisabetta della casata di York.
LA FUSIONE DEI REGNI IBERICI
Verso il 15 secolo la spagna che era divisa dal Portogallo, si unì.
I COSTI DELLA GUERRA
Si manifestò una chiara tendenza al potenziamento delle dinastie. L’impulso decisivo di questa direzione ebbe origine dalla formazione degli eserciti permanenti e dal gigantesco aumento dei costi della guerra. I primi eserciti permanenti furono istituiti in Francia per la necessità del conflitto contro l’Inghilterra.Inizialmente si trattò di compagnie più o meno stabili. Questa scelta fu eseguita anche da altre potenze europee poiché l’esercito permanente era prontamente schierabile in campo e garantiva una professionalità non inferiore a quella dei mercenari. L’aumento dei costi della guerra fu determinato anche dall’adozione di nuovi armamenti, e soprattutto dall’artiglieria.In un primo momento la polvere da sparo serviva a confezionare proiettili fumogeni e incendiari. Molto importanti erano anche i cannoni.Più tardi si passò dai proiettili a forma di freccia, alle palle di pietra e da queste a quelle di bronzo. La vecchia forma vascolare fu sostituita dal modello tubolare, che aumentò notevolmente la velocità. Le conseguenze politiche della diffusione di queste nuove armi furono notevoli: in primo luogo i signori che fino a qualche tempo prima disponevano di poche centinaia di soldati e di un buon castello, potevano permettersi l’audacia di contrastare il re, ora non avevano alcuna di opporsi ad esso. Il costo dei cannoni rafforzava il re,e indeboliva i signori.In secondo luogo i grandi stati, riuscivano più facilmente grazie ai cannoni ad imporre la loro volontà agli stati piccoli e privi di mezzi.

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