Basso Medioevo e Signorie

Materie:Appunti
Categoria:Storia

Voto:

2.5 (2)
Download:911
Data:23.02.2009
Numero di pagine:11
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
basso-medioevo-signorie_1.zip (Dimensione: 17.96 Kb)
trucheck.it_basso-medioevo-e-signorie.doc     70 Kb
readme.txt     59 Bytes



Testo

SINTESI del Quadro Politico del Basso Medioevo

ISTITUZIONI POLITICHE 1200: monarchia feudale, monarchia assoluta, città stato.

• MONARCHIA FEUDALE: Italia, Francia, Germania.
• MONARCHIA ASSOLUTA: Inghilterra (emanata Magna Carta Libertatum) dove regna Giovanni Senza terra.
• CITTÀ STATO: organismo politico indipendente che viene retto dai cittadini.
a) CITTÀ FIAMMINGHE: (Ghan, Bruces, Lilla) Si arricchiscono grazie ad attività artigianali e manifatturiere e in cui la borghesia assume importanza. Queste città sono centri profondamente diversi agli altri che si trovano nelle zone rurali (campagna). Sorgono su un territorio della Francia e in seguito la Francia tenterà di occuparle (dopo averle perdute) al termine della potenza economica del 1300.
b) CITTÀ ANSEATICHE: (Danzia, Brema, Amburgo) sorgono sul mar Baltico, nel nord europa. Definite “anseatiche” perché legate tra loro da un contratto di natura commerciale (‘ans’). Connesse al commercio: esportazione di pelle (dalla Scandinavia).

SITUAZIONE ITALIANA

POLITICA: monarchia feudale nella parte meridionale (sud) con la dinastia Sveva; che si trasforma in monarchia assoluta. Nel nord ci sono città stato a capo delle quali c’è un Signore.

CITTÀ STATO IN ITALIA: (nel meridione, sud) la città stato in Italia è una delle forme più evolute di città stato; a capo delle città non c’era un governo di forma oligarchica. Una delle forme più pure della democrazia perché tutti i cittadini potevano aspirare ad essere capi del governo, a condizione di avere un mestiere.
Le città stato prima avevano la forma di comuni, che è una forma di autogoverno.
Nella città c’erano gruppi politici chiamati “élite cittadine”; i signori del tempo sono vescovi, conti e marchesi; le élite chiedono l’esenzione dai gravami feudali, essi vogliono il riconoscimento di una propria condizione giuridica…di solito quando vengono concessi questi privilegi, nasce il comune.
Prima dell’anno 1000 (9 sec) l’Italia settentrionale apparteneva all’impero tedesco; l’imperatore tedesco, Ottone, scende spesso in Italia perché: c’è il papa, ha molte risorse economiche, e perché vuole cacciare via gli Arabi dal meridione e Sicilia. Dopo la metà del 10 secolo (950), l’autorità imperiale diminuisce per colpa delle Lotte per le Investiture e per i contrasti per la successione, e in questo modo si affermano i comuni.
La nascita del comune è legata alle associazioni giurate o coniurationes, fatti per difendere alcuni interessi comuni. Queste associazioni cercano di influenzare il governo cittadino affiancando il loro esponenti ai signori; in seguito chiederanno una più ampia autonomia politica: chiedono di sostituirsi ai signori nel governo della città; quando succede: fanno proprie magistrature, assemblee e normative.
MAGISTRATURE: consoli (nell’europa meridionale) e scalini (nell’europa settentrionale).
ASSEMBLEE: parlamento, arengo, balia, “consilia civitatis”.
NORMATIVE: leggi, norme.

L’EVOLUZIONE DEL COMUNE: a) FASE CONSOLARE: 11-12 secolo. magistratura elettiva e collettiva: da 2 a 20 consoli per un periodo da 6 mesi a 1 anno, scelti dall’assemblea. Il console: organo esecutivo. L’assemblea: emana le leggi e affianca i consoli nella politica estera; sono litigiose e vengono sostituite dai consigli, che sono più piccoli (aristocrazia). Questa fase entra in crisi perché non riesce a controllare i gruppi di interesse. Il problema è che l’autonomia rischia di essere persa e ai consoli si sostituisce un podestà, segue quindi la fase podestarile.
b) FASE PODESTARILE: 12-13 secolo. Podestà: scelto fra i cittadini, poi tra gli stranieri per evitare favoritismi e per evitare che rappresenti la famiglia politica dominante, dura da 6 mesi a 2 anni, ha potere esecutivo, viene eletto dal consiglio cittadino. Prima metà del 1200 (13 sec).
c) FASE DEL “POPOLO”: seconda metà del 1200 (13 sec). Il popolo si oppone, si afferma economicamente e chiede di partecipare alla gestione del potere; arriva ad affermarsi economicamente attraverso un processo demografico, sociale ed economico: aumento della popolazione, immigrazione, inserimento di piccoli e medi proprietari terrieri nelle attività mercantili. Il popolo: non sono compresi tutti, solo chi lavora. In questa fase la borghesia e la nobiltà litigano.

SITUAZIONE DELL’IMPERO GERMANICO

1122 – Enrico 5° di Franconia ha firmato il Concordato di Worms, che poneva fine alla Lotta per le Investiture (ma era più che altro una tregua perché: il papa si occupava di investiture ecclesiastiche e l’imperatore concede privilegi temporali).
1125 – Enrico 5° muore e in Germania i grandi principi territoriali riprendono il sopravvento, ricominciano le lotte per il potere, durano 30 anni. Tra queste casate si distinguono:
i Welfen di Bariera: che sostengono il papato e sono detti ‘filo papali’, in Italia sono chiamati “Guelfi”.
e gli Hoheustanfen di Svevia: che sostengono l’imperatore e vengono detti ‘filo imperiali’, in Italia vengono detti “Ghibellini”.
In Germania sono viste come due casate in lotta per il potere; in Italia come i sostenitori del papa o dell’imperatore.
1152 – in Germania raggiungono un accordo con l’elezione di Federico Barbarossa (cioè Federico 1° della casata di Svevia), imparentato con entrambe le casate: Welfon/Guelfi da parte di madre, e Hoheustanfen/Ghibellini da parte di padre.
Egli riprende il controllo con degli elitti, fa cessare le lotte interne e restaura l’autorità dell’imperatore.
1154 – scende in Italia e si scontra con i comuni del nord più forti che si oppongono (Milano). E aiuta il papa a sconfiggere il comune popolare di Arnaldo da Brescia, che è poi messo al rogo come eretico.
1155 – Federico si fa incoronare imperatore. I rapporti si guastano perché la chiesa si accorda con i Normanni in vista di un’espansione nel sud, a cui era interessato anche Federico Barbarossa; l’imperatore cerca di imporre il proprio controllo sul papato, intromettendosi nelle norme vescovili.
1158 – Federico ridiscende in Italia e convoca la Dieta di Roncaglia (dieta: assemblea) con l’aiuto dei giuristi di Bologna ribadì che solo lui poteva esercitare le prerogative dell’impero e nessuno poteva esercitarle senza il suo permesso, come invece avevano fatto i comuni si erano appropriati indebitamente (le prerogative sono: nominare magistrati, imporre tributi e tasse, battere moneta, avere eserciti). Nella Dieta di Roncaglia Federico attesta che: le città non possono stringere accordi giurati e alleanze al loro interno e/o fra città diverse (in quanto poteva essere pericoloso per l’impero. Ma questo significava mortificare le autonomie raggiunte dai comuni).
La chiesa si appoggia al regno normanno al sud e ai comuni al nord.
1159 – viene eletto papa Alessandro 3° che è nemico di Federico, così l’imperatore nomina un antipapa e viene scomunicato.
I comuni non accettano la Dieta di Roncaglia, così Veneto e Lombardia stringono un accordo politico-militare.
Viene fondata la LEGA LOMBARDA nel 1167, che è l’alleanza fra: papato, veneto, Lombardia e i normanni; contro l’imperatore.
1176 – Federico viene sconfitto a Legnano non si può più sottomettere i comuni.
1183 – Federico firma la Pace di Costanza nella quale i comuni riconoscono l’Imperatore come loro signore, ma in cambio l’Federico è costretto a cedere sulla questione delle regalie. In questo modo cade la speranza di creare un “Impero Universale”.
Federico cerca di creare il suo impero con un piano diplomatico: fa sposare suo figlio Enrico 6° con Costanza D’Altavilla; che era l’erede del territorio meridionale (dei Normanni); il papa considerava suo quel territorio e ora vede minacciata la sua autonomia e autorità.
1197 – muore Enrico 6° e lascia erede Federico 2° di Svevia (3 anni); la madre, prima di morire l’anno dopo, affida il bambino al papa Innocenzo 3°; il papa in cambio di occuparsi del figlio chiede un giuramento di fedeltà per difendere il possesso delle proprietà ecclesiastiche.
Federico 2° cresce sotto il papa, che fa di lui uno strumento del dominio universale: in Germania lo scatena contro Ottone 4°; gli fa rinunciare alla corona di Sicilia in favore del figlio (del papa).
Innocenzo 3° porta avanti la politica di mantenere separati il nord e il sud dell’Italia, per evitare qualunque minaccia del potere imperiale.
1216 – muore Innocenzo 3° e gli succede un papa debole, che lascia libero Federico 2° di esercitare il suo potere sulla Sicilia e sulla Germania.
Federico 2° è una persona straordinaria perché erede di due culture, Normanna (madre) e Tedesca (padre); educato in Sicilia; è l’incrocio di diverse civiltà. Egli ha un carattere contraddittorio e contrastante: è tollerante verso le altre culture e fedi religiose e accoglie a corte intellettuali di varia provenienza; d’altro canto perseguita gli eretici perché ribelli della chiesa. Condusse una crociata in Terra Santa (1228), dopo averla continuamente rinviata e per questo era stato scomunicato; aveva stretto un accordo con il sultano che permetteva a tutti i cristiani il libero accesso alla Terra Santa per 10 anni.
Federico 2° , a differenza del padre che curò in ugual modo l’Italia e la Germania, si occupò soprattutto alla Sicilia, perché voleva fare di essa la base incrollabile del suo potere politico e militare.
1231 – Federico 2° riordina la Sicilia con le Costituzioni Melfitane, che sono delle leggi che si ispiravano al Codex Iuris Civilis di Giustiniano e al diritto locale; che sono alla base del suo potere; con queste Costituzioni egli voleva riportare la pace e l’ordine nel regno, colpendo sia l’anarchia feudale dei baroni, sia l’autonomismo cittadino. In questo modo nasce la Figura del Principe Moderno che è accentratore di potere, egli non riceve investiture ecclesiastiche perché il suo potere trova ragione e giustificazione in se stesso. Esso ha il potere assoluto e rifiuta l’intromissione della chiesa nelle sue questioni e tenta di controllare il clero (preti).
Ciò preannuncia L’ETÀ MODERNA, LA FINE DEL MEDIOEVO.

Cambiamenti effettuati da Federico 2° nel suo regno nei campi:
➢ ECONOMICO: potenzia il mercato e l’artigianato sottoponendoli a uno stretto controllo statale per garantire alle casse dello stato una regolare entrata di imposte, in quanto la sua politica aveva bisogno di entrate enormi ed era molto costosa.
➢ MILITARE: egli sostituisce l’esercito feudale con un esercito mercenario, cioè formato da guerrieri pagati per combattere.
➢ POLITICA ESTERA: riprende le lotte contro i comuni del centro nord per riaffermare il proprio potere. Federico 2° chiede ai comuni di rispettare i patti di Costanza per poter controllare tutta l’Europa, i comuni smettono di combattersi tra di loro e si alleano contro di lui.
➢ CULTURALE: ha ridato splendore alla scuola medica di Salerno, ha fondato l’università di Napoli; che doveva preparare buoni funzionari per governare l’impero; e ,cosa più importante, aveva fondato la SCUOLA POETICA SICILIANA (1230-1266).
Scuola Poetica Siciliana: arrivano in Sicilia poeti e dotti di varia provenienza, tra cui i trovatori dopo la crociata contro gli albanesi.
Federico 2° resta al potere dal 1220 al 1250; stabilisce la sede del suo regno a Palermo (Sicilia), da cui governa su Sicilia, Italia e Germania. Egli suddivide in province il territorio, e li fa governare da funzionari (prefetti) a lui devoti e che rispondono direttamente a lui.
Lo scontro tra Federico 2° e i comuni si conclude con la vittoria dell’imperatore e dei suoi alleati. Nel frattempo continua lo scontro fra Guelfi e Ghibellini.
1250 – muore Federico 2° senza riuscire a sottomettere i comuni.
Alla morte di Federico 2° il figlio legittimo Corrado governa la Germania e il figlio naturale Manfredi prende di fatto il potere in Sicilia.
1254 – muore Corrado e gli succede il figlio Corradino a cui viene usurpato il trono dallo zio Manfredi re di Sicilia.
Gli altri eredi di Federico 2° tentano inutilmente di usurpare il trono a Manfredi e nel corso degli scontri nel 1260 viene sconfitta la città guelfa di Firenze nella Battaglia di Montaperti.
1263 – il papa francese Urbano 4°, temendo la potenza di Manfredi, si rivolge a Carlo D’Angiò, fratello del re di Francia, e gli affida la Sicilia.
1266 – (fine Scuola Poetica Siciliana) Carlo sconfigge Manfredi nella Battaglia di Benevento, in questo modo termina la dinastia Sveva in Italia meridionale.
1268 – viene sconfitto anche Corradino e l’Italia meridionale passa agli Angioini (francesi), essi spostarono la capitale a Napoli e si dichiarano vassalli del papa e gli versano un ingente censo feudale (tassa).
Sotto gli Angioini la Sicilia conobbe un periodo di regresso infatti questo governo era famoso per la sua avidità/rapacità che provocò un forte malcontento, in seguito al quale la Sicilia si ribellò e i baroni chiesero aiuto al re d’Aragona (Spagna), che era un parente di Manfredi.
1282 - In Sicilia scoppia la Guerra del Vespro dal Lunedì di Pasqua. Vespro: ora religiosa della chiesa. Termina dopo 20 anni e sancisce la separazione della parte peninsulare dell’Italia del sud. Finisce con la Pace di Caltabellotta, che lascia la Sicilia ai francesi e la parte peninsulare agli Aragonesi (Spagna).

LE SIGNORIE (p.179-108-50)

Dalla seconda metà del 1200 nel centro-nord i comuni cominciano a decadere (quelli che non si erano trasformati in città stato) perché il podestà non è riuscito a controllare le liti tra parti in lotta per il potere; con il passare del tempo anche le associazioni di popolo si diedero un loro rappresentante, chiamato “Capitano del Popolo”; che si contrappose al podestà, che era espressione delle famiglie nobili.
Il governo viene diviso fra Capitano e Podestà; questa situazione accrebbe l’instabilità politica dei comuni.
Si decise di affidare i poteri a un Signore, che di solito era scelto fra le famiglie più potenti della borghesia o nobiltà, ma anche l’antico capo di una delle fazioni in lotta per il potere nella città o un potente feudatario o un signore straniero; chiamato dai cittadini.
L’incarico poteva essere prolungato per anni, fino a renderlo ereditario.
(es: Ezzelino da Romano, feudatario veneto che divenne Signore di Verona e poi di altre città approfittando dell’alleanza con Federico 2° di Svevia. A Ferrara la città cadde sotto la signoria degli Estensi dalla metà del 13° secolo).
Di solito il Signore non aboliva le istituzioni comunali ma le assumeva a vita.
1280 - la Signoria si stabilizza in quasi tutti il centro-nord.
In Emilia la Signoria più importante fu quella degli Estensi, che imponendosi a Modena e Reggio Emilia creano le basi per la formazione di un dominio regionale; come i Bellatorre in Lombardia e gli Scaglieri nel Veneto.
Le Signorie si affermano in città romagnole e marchigiane, che dipendono dallo Stato Pontificio.
Esistono due tipi si Signorie:
* COMUNALI: dove prima c’era il comune, dalla metà del 1200; sono le più antiche perché erano quelle che derivavano dalle investiture del papa o dell’imperatore.
* FEUDALI: nel nord (Piemonte), le più antiche sono il Marchesato di Monferrato (inizio XI sec.), Marchesato di Saluzzo (XII sec.) e il Ducato di Savoia.
Nel corso del 1200 i comuni si mantengono a Bologna e nelle città importanti della Toscana (Firenze, Lucca, Arezzo, Pistoia, Siena, Genova comune popolare, Venezia repubblica oligarchica(pochi)).

PRIORATO DELLE ARTI: (priore: politico, rappresentante di ciascuna delle arti o corporazioni più importanti) a Firenze l’affermazione della Signoria fu lenta e difficile; dalla metà del XII sec (1200) Firenze fu governata dai Rappresentanti delle Arti: associazioni di mestiere che si distinguevano in arti maggiori, mediane e minori.
I Rappresentanti delle Arti sono un governo popolare e sono espressione della borghesia cittadina che si appoggiava ai Guelfi (filopapali).
1250 – a Firenze il Capitano del Popolo era la più importante autorità cittadina.
1260 – i Ghibellini sconfiggono a Montaperti i Guelfi, ciò portò all’abolizione del comune popolare e alla cacciata da Firenze delle famiglie Guelfe.
1266 – nella Battaglia di Benevento: Firenze torna ai Guelfi, si restaura il comune popolare e le arti maggiori avevano assunto un potere sempre più grande.
1282 – i grandi mercanti fiorentini si impossessarono direttamente del governo della città attraverso il Priorato delle Arti, costituito da un ristretto gruppo di rappresentanti delle principali organizzazioni dei mercanti, posto al fianco del podestà (che può anche essere il Signore). Negli anni successivi il potere del comune delle arti aumentò costantemente finché nel 1293 non si arrivò ad un riassetto definitivo delle istituzioni comunali.
1293 – Ordinamenti di Giustizia del nobile Giano della Bella, che permise di espellere da Firenze tutte le famiglie nobili (sia Guelfe che Ghibelline), di fare abbattere le loro torri e di privarle del diritto di ricoprire qualsiasi carica pubblica (in precedenza le torri delle famiglie nobili erano state fatte abbassare fino a 29m.). Ciò causa l’ascesa di nuove famiglie nobili e nel comune borghese il potere passò totalmente nelle mani dei priori (non c’è più il podestà). I priori rappresentano le arti maggiori, fanno quindi gli interessi di: commercianti in lana e seta, pellicciai, finanzieri, banchieri, giudici, notai, medici, speziali(farmacisti) e erboristi, albergatori.
Con gli Ordinamenti di Giustizia NON si giunge a una definitiva sconfitta della nobiltà, perché lo stesso Giano della Bella era un nobile, come anche Corso Donati che assunse il controllo di Firenze nel 1301/2, a capo della fazione dei Guelfi Neri; un raggruppamento nato dalla divisione dei Guelfi in due partiti contrapposti: Bianchi e Neri (Danti fu un Guelfo Bianco).
Anche prima della formazione del Priorato i mercanti erano pronti per assumere il potere; dato che queste corporazioni creavano un comune dentro il comune stesso, raggruppando il ceto più ricco e popolare della città.
Il Priorato era formato dai capi delle arti maggiori (Priori), ai quali poi si aggiunsero i quelli delle arti mediane (le arti mediane rappresentano: calzolai, rigattieri. Fabbri, maestri di pietra e di legname, beccai (macellai)); ciò rappresenta un grande progresso in senso democratico in quanto vi fu un allargamento della partecipazione popolare al governo, nonostante da questa partecipazione venissero ancora escluse le arti minori (che verranno poi messe sullo stesso piano solo nel 1343).
È comunque difficile la situazione dei salariati/lavoratori delle botteghe (proletariato cittadino), in quanto non hanno nessun diritto.
Questo allargamento democratico avvenne grazie agli Ordinamenti di Giano della Bella, che escludevano i manganti (nobili, ricchi e borghesia) dal governo, colpirono le violenze di questi e inoltre prevedevano che, per accedere alle magistrature, bisognava essere iscritti a un’arte. Col passare del tempo furono applicati meno rigidamente, per cui si permise ai nobili di iscriversi ad un’arte e quindi partecipare alla politica.

Esempio



  


  1. Antonio

    sto cercando il riassunto (inizia il basso medioevo) grazie