Tema sulla mafia

Materie:Tema
Categoria:Italiano

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Testo

Mi è capitato sentendo un programma televisivo o leggendo qualche articolo di sentire parlare di mafia; mi sono chiesta quindi cosa è questa cosa di cui parlano. La mafia è un fenomeno criminoso, localizzato in Sicilia, costituito su una complessa rete di complicità, ricatti, delitti e violenze in genere a sfondo economico. Il fenomeno ha avuto origini da fattori economici relativi al mantenimento dell’ordine sociale da parte della borghesia terriera siciliana, ma dopo l’unità d’Italia ha preso una nuova forma svolgendo un’azione notevole, sia sul piano elettorale sia in modo indiretto sulle autorità per ottenere secondo i casi tolleranza e condiscendenza.
Nelle regioni dove è più sviluppata; Sicilia, Calabria(‘Ndrangheta), Campania(camorra), Puglia (sacra corona unita); sono in aumento delitti e guadagni, sangue e miliardi. La mafia conta più di 34000 delinquenti attivi. La malavita vive sul traffico di droga, sigarette e armi, sfruttando la prostituzione, dispensando disperazione, vizio e morte. Questa non è la sua unica fonte di profitto, infatti, negli anni ’80 è stata possibile una “grande rapina” grazie alle grandi somme di denaro che il governo ha fornito per la ricostruzione dei paesi colpiti dal terremoto nel Sud. I comuni hanno appaltato i lavori e la mafia corrompendo politici e amministratori ha ottenuto incarichi “poco puliti”. Fino a poco fa la mafia imponeva la sua “protezione” a ditte che in cambio dovevano versare una certa somma la settimana. In questo modo c’era una lotta tra i vari gruppi mafiosi per assicurarsi i migliori carichi di droga o gli appalti più redditizi; a questo consegue una lotta tra le varie ‹‹cosche››: ogni giorno gli appartenenti di un clan assassinano appartenenti del clan rivale e poi sono vittime loro stessi dei loro rivali.
Ci sono stati molti scrittori che hanno voluto portare alla luce il problema mafia, uno di questi è Leonardo Sciascia, l’autore del romanzo giallo a carattere socioculturale IL GIORNO DELLA CIVETTA. In questo racconto la mafia non è presentata come un’organizzazione criminale, ma come un sistema che manovra tutti gli interessi economici, così potente da non far parlare di sé. Nel romanzo pochi credono alla mafia, ma molti anche essendo a conoscenza dell’esistenza della mafia non ne parlano, o per paura o perché sono loro stessi coinvolti. La storia si svolge nella Sicilia degli anni 50. Il momento storico è fondamentale per la vicenda narrata, a quel tempo il governo non credeva nell’esistenza della mafia, se ne disinteressava e negava esplicitamente il problema. Il personaggio principale è il capitano Bellodi che vuole andare a fondo nel problema e per tutta risposta viene invece trasferito. Un altro personaggio a cui l’autore da molta importanza è Diego Marchica, l’esecutore materiale del delitto. Il resoconto dei fatti della vita del Marchica è solo un’interminabile lista di crimini dai quali è stato sempre e “stranamente” assolto. Sciascia dà, nel testo, un’idea della mafia come qualcosa di molto potente, tanto che il paziente lavoro del capitano Bellodi per trovare la verità viene vanificato in poco tempo grazie a dei fasulli testimoni. Quello che più angoscia l’autore è il legame tra il mafioso e i suoi superiori politici, e lo Stato è la vittima di questo fenomeno; però non avendo modo di perseguirlo fino ai mandanti, non può che negarne l’esistenza. Ma cosa si può fare contro questo fenomeno criminoso? Io penso che bisognerebbe che ci siano leggi più severe, che si rafforzi la magistratura e le forze dell’ordine e soprattutto bisognerebbe sensibilizzare le coscienze degli italiani per far cadere quel muro di omertà che protegge i mafiosi, ma soprattutto lo Stato dovrebbe intervenire in maniera da cambiare migliorando le condizioni sociali nelle regioni meridionali dove è più diffuso il fenomeno.

Mi è capitato sentendo un programma televisivo o leggendo qualche articolo di sentire parlare di mafia; mi sono chiesta quindi cosa è questa cosa di cui parlano. La mafia è un fenomeno criminoso, localizzato in Sicilia, costituito su una complessa rete di complicità, ricatti, delitti e violenze in genere a sfondo economico. Il fenomeno ha avuto origini da fattori economici relativi al mantenimento dell’ordine sociale da parte della borghesia terriera siciliana, ma dopo l’unità d’Italia ha preso una nuova forma svolgendo un’azione notevole, sia sul piano elettorale sia in modo indiretto sulle autorità per ottenere secondo i casi tolleranza e condiscendenza.
Nelle regioni dove è più sviluppata; Sicilia, Calabria(‘Ndrangheta), Campania(camorra), Puglia (sacra corona unita); sono in aumento delitti e guadagni, sangue e miliardi. La mafia conta più di 34000 delinquenti attivi. La malavita vive sul traffico di droga, sigarette e armi, sfruttando la prostituzione, dispensando disperazione, vizio e morte. Questa non è la sua unica fonte di profitto, infatti, negli anni ’80 è stata possibile una “grande rapina” grazie alle grandi somme di denaro che il governo ha fornito per la ricostruzione dei paesi colpiti dal terremoto nel Sud. I comuni hanno appaltato i lavori e la mafia corrompendo politici e amministratori ha ottenuto incarichi “poco puliti”. Fino a poco fa la mafia imponeva la sua “protezione” a ditte che in cambio dovevano versare una certa somma la settimana. In questo modo c’era una lotta tra i vari gruppi mafiosi per assicurarsi i migliori carichi di droga o gli appalti più redditizi; a questo consegue una lotta tra le varie ‹‹cosche››: ogni giorno gli appartenenti di un clan assassinano appartenenti del clan rivale e poi sono vittime loro stessi dei loro rivali.
Ci sono stati molti scrittori che hanno voluto portare alla luce il problema mafia, uno di questi è Leonardo Sciascia, l’autore del romanzo giallo a carattere socioculturale IL GIORNO DELLA CIVETTA. In questo racconto la mafia non è presentata come un’organizzazione criminale, ma come un sistema che manovra tutti gli interessi economici, così potente da non far parlare di sé. Nel romanzo pochi credono alla mafia, ma molti anche essendo a conoscenza dell’esistenza della mafia non ne parlano, o per paura o perché sono loro stessi coinvolti. La storia si svolge nella Sicilia degli anni 50. Il momento storico è fondamentale per la vicenda narrata, a quel tempo il governo non credeva nell’esistenza della mafia, se ne disinteressava e negava esplicitamente il problema. Il personaggio principale è il capitano Bellodi che vuole andare a fondo nel problema e per tutta risposta viene invece trasferito. Un altro personaggio a cui l’autore da molta importanza è Diego Marchica, l’esecutore materiale del delitto. Il resoconto dei fatti della vita del Marchica è solo un’interminabile lista di crimini dai quali è stato sempre e “stranamente” assolto. Sciascia dà, nel testo, un’idea della mafia come qualcosa di molto potente, tanto che il paziente lavoro del capitano Bellodi per trovare la verità viene vanificato in poco tempo grazie a dei fasulli testimoni. Quello che più angoscia l’autore è il legame tra il mafioso e i suoi superiori politici, e lo Stato è la vittima di questo fenomeno; però non avendo modo di perseguirlo fino ai mandanti, non può che negarne l’esistenza. Ma cosa si può fare contro questo fenomeno criminoso? Io penso che bisognerebbe che ci siano leggi più severe, che si rafforzi la magistratura e le forze dell’ordine e soprattutto bisognerebbe sensibilizzare le coscienze degli italiani per far cadere quel muro di omertà che protegge i mafiosi, ma soprattutto lo Stato dovrebbe intervenire in maniera da cambiare migliorando le condizioni sociali nelle regioni meridionali dove è più diffuso il fenomeno.

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  1. mory

    mafia tema argomentativo.. ho urgentemente bisogno di un tema sulla mafia sennò all'esame di terza media mi boccieranno.. grazie a tutti voi..


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