Orgoglio e pregiudizio, J. Austen

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Testo

Scheda di lettura
Titolo del libro: Orgoglio e Pregiudizio
Autore: Jane Austen
Casa Editrice: Sperling
Anno della prima pubblicazione del libro: 1813
Anno di pubblicazione: 1996
Genere letterario al quale appartiene: Romanzo

Jane Austen nasce il 16 dicembre 1775 a Steventon in Inghilterra. Jane non lascia mai la sua famiglia e rimane nubile sino alla fine dei suoi giorni. Vive per venticinque anni nella stessa Steventon, con sei fratelli e la sorella Cassandra.
Deve gran parte della sua istruzione al padre, un pastore anglicano che le insegna il francese, le basi della lingua italiana e le fa scoprire i classici della letteratura inglese.
Il suo celebre romanzo è “Orgoglio e Pregiudizio”, terminato nel 1797 e pubblicato solo nel 1813. Nello stesso periodo pubblica anche ”L’abbazia di Northanger” e “Ragione e Sentimento”. All’ultima fase della sua vita appartengono “Mansfield Park”, “Emma” e “Persuasione”. Con l’uscita di quest’ultimo, è reso pubblico il nome della scrittrice, rimasto all’oscuro nelle precedenti pubblicazioni.
Muore nel 1817, dopo esser stata colpita dal morbo di Addison e venne sepolta nella cattedrale di Winchester.
In “Orgoglio e Pregiudizio” sono fortemente presenti umorismo e verità e soprattutto quell’estro inventivo proprio di un’autentica artista (“la più perfetta” secondo Virginia Woolf), capace di attrarre l’attenzione del lettore instaurando il cosiddetto “patto narrativo”, fatto di complicità, di consensi e di attese.

SINTESI DELLA TRAMA

A causa dell’inalienabilità delle proprietà del signor Bennet, che andranno in eredità ad un cugino, il reverendo William Collins, la famiglia Bennet è nei guai e perciò occorre trovare mariti “buoni” per le cinque ragazze: Jane, Elizabeth, Mary, Kitty e Lydia.
Charles Bingley è un ricco scapolo che si stabilisce con le sue sorelle e il suo migliore amico, il signor Fitzwilliam Darcy, a Netherfield, una località dell’Hertfordshire, nei pressi di Longbourn, dove abitano i Bennet.
La signora Bennet cerca di convincere il marito ad avere un incontro con il nuovo arrivato perché desidera che egli possa diventare uno dei suoi cinque generi.
In effetti Bingley si innamora della primogenita, Jane Bennet, la quale lo ricambia.
Durante un ballo organizzato in onore del nuovo arrivato Bingley, il suo migliore amico, Fitzwilliam Darcy è esortato dallo stesso Bingley a ballare con Elizabeth, ma egli commenta: . Ed Elizabeth ”si trovò a nutrire sentimenti non proprio benevoli nei suoi riguardi”.
A poco a poco però Darcy, inizia ad essere attratto dalla vivacità e dall’intelligenza di Elizabeth, la quale tuttavia, fuorviata dai pettegolezzi del colonnello George Wichkam non riesce a non farsi una cattiva immagine di lui.
Intanto il cugino del signor Bennet, il reverendo Collins, in visita dai Bennet, chiede la mano di Elizabeth che lo respinge e di conseguenza Collins, forse anche per ripiego, corteggia e sposa la migliore amica di Elizabeth, Charlotte Lucas.
Andata in visita dai Collins per un breve periodo di tempo, una sera Elizabeth incontra il signor Darcy, il quale, una volta rimasti soli, chiede ad Elizabeth la mano, ma lei non può accettare il suo amore: troppi pettegolezzi, troppi fatti le sono stati raccontati sul suo conto; però Darcy è veramente innamorato di lei e comprende che Elizabeth è vittima di chi, ambizioso e spregiudicato, ha ordito contro di lui e perciò le scrive una lettera spiegandole ogni cosa, ogni equivoco, ecc.
Ed è così che finalmente Elizabeth apprende tutta la verità riguardo a fatti di cui era all’oscuro: “Elizabeth ebbe una gran vergogna di sé stessa. Non riusciva a pensare né a Darcy né a Wichkam senza sentir d’essere stata cieca, parziale, piena di prevenzioni, illogica”.
Da quel momento in Elizabeth sbocciano sentimenti benevoli e positivi nei confronti del signor Darcy che dal canto suo continua ad amarla sempre più.
Wichkam continua comunque a mettere zizzania e il guaio più grosso lo compie scappando con la sorella più giovane di Elizabeth. A quel punto Darcy si impegna segretamente per rintracciarli e, alla fine, riesce a convincere il fuggiasco a sposare la ragazza.
Con il chiarimento tra Darcy ed Elizabeth, avvenuto con il ritorno di Bingley e la sua compagnia a Netherfield, si annuncia sia il loro fidanzamento sia quello di Jane e Bingley.
L’epilogo della storia è a lieto fine, vede infatti il matrimonio delle due coppie, quella di Jane e Bingley e quella di Elizabeth e Darcy.

TEMI E MESSAGGIO

Come preannuncia il titolo, nel romanzo di Jane Austen, “Orgoglio e Pregiudizio”, i temi maggiormente trattati sono l’orgoglio impersonificato dal personaggio del signor Fitzwilliam Darcy e il pregiudizio da Elizabeth Bennet, sentimenti che, contribuiscono a far nascere una storia d’amore tra i due personaggi, storia contrastata più che da eventi esterni, da posizioni soggettive. Il pregiudizio di Elizabeth fa sì che lei piuttosto che amare, critichi sempre più l’uomo che poi andrà a sposare.
Ad un certo punto del romanzo, però, vi è un rovesciamento progressivo: l’orgoglio di Darcy si rivela non senza pregiudizio e il pregiudizio di Elizabeth non senza orgoglio.
Lo scoprirsi simili apre la seconda parte del racconto, quella della sofferenza e del malinteso. Ogni loro incontro diviene l’occasione per far riaffiorare qualcosa che era rimasto nascosto nel profondo di ciascuno. Con divertente maestria la Austen fa avvenire tali incontri all’insegna dell’inaspettato: “Più di una volta, durante le sue passeggiate attraverso il parco, Elizabeth incontrò inaspettatamente il signor Darcy. Le parve un colmo di sfortuna che egli si spingesse dove non si spingeva nessun altro e, onde impedire che la cosa avesse a ripetersi, si premurò di informarlo che quel luogo era il suo rifugio preferito. Fu ben strano dunque che potesse accadere una seconda volta, e ci fu persino una terza volta”.
Gli eventi precipitano nella prima proposta di matrimonio di Darcy, in cui l’orgoglio dell’uno e il pregiudizio dell’altra raggiungono il loro culmine rovinoso e rovesciano le loro posizioni. Stavolta è Elizabeth che rifiuta orgogliosamente tale proposta, avanzata da Darcy nel pregiudizio di una risposta che egli dava per scontato come favorevole. Darcy si dice consapevole dell’”offesa che avrebbe arrecato al proprio rango” sposando una donna a lui inferiore socialmente, ma si dichiara vinto, contro la sua stessa volontà, dall’amore per lei. E proprio per questo, Elizabeth avvampa di collera.
Nel romanzo il tema dell’amore è visto sia come contratto tra famiglie che conduce ad un matrimonio economicamente vantaggioso, sia come legame profondo tra due persone che, conoscendosi, imparano ad amarsi per quel che sono e non per quello che possiedono o per la famiglia alla quale appartengono.
In “Orgoglio e Pregiudizio” l’ironia, intesa come strumento di separazione, è generatrice di abbagli, di errori, di pregiudizi, soprattutto per Elizabeth.
E’ trattato inoltre il tema dell’amicizia, anche se ha poco rilievo: amicizia forte come quella tra Bingley e Darcy, al punto tale che Darcy divide l’amico da Jane perché crede che lei non sia molto coinvolta da lui, tanto da farlo soffrire; amicizia tra le sorelle Bingley e Jane, amicizia che è tutt’altro che vera, tanto che termina con la partenza delle due sorelle; amicizia che lega Elizabeth a Charlotte Lucas, le due si confidano tutto ciò che accade, ma tale sentimento viene meno con il matrimonio di Wichkam e Charlotte; grande importanza ha l’amicizia tra Elizabeth e Jane, amicizia fatta di aiuti, comprensioni e quant’altro, forse aiutate dal fatto che le due sono sorelle.
Il messaggio che Jane Austen con questo romanzo vuole lanciare al lettore è che l’orgoglio e il pregiudizio creano solo sofferenza e non fanno giungere mai alla verità dei fatti, per questo bisogna essere sempre molto cauti.
Elizabeth comprende che bisogna tener conto comunque della società, anche se questo può far soffrire e può non sembrare la cosa più giusta, mentre Darcy impara che la posizione sociale non è sicuramente tutto e che i sentimenti spesso possono e devono valere molto di più.

PERSONAGGI

Nel romanzo numerosi sono i personaggi della storia: tra tutti padroneggia la famiglia Bennet, di agiate condizioni, ma non ricchissima. È composta dal signor Bennet, proveniente da una famiglia di modeste origini, che affronta la vita con distaccata ironia; dalla signora Bennet, di buone origini famigliari, che ama inserirsi nella ricca società e partecipare a tutti gli eventi, è molto nota perché fa parlare di sé, soprattutto in negativo, a causa della lunga lingua pettegola e logorroica; da Jane, la figlia primogenita, che spicca per la dolcezza e la sensibilità del suo carattere; da Elizabeth, la seconda figlia, preferita dal padre, intelligente, vivace, indipendente, ma indocile, secondo la madre; da Mary, ragazza molto studiosa ed intelligente che ama leggere ed interessarsi alla cultura; in lei si rispecchia l’autrice che, come Mary, rimarrà sola e terrà compagnia ai suoi genitori; da Kitty, una ragazza che ama divertirsi e fare lunghe passeggiate a Meryton per incontrare gli ufficiali insieme all’ultima delle figlie Bennet, Lydia, anch’ella molto simile a Kitty e che presasi una cotta per il colonnello Wichkam, vuole sposarlo, ma presto si rende contro di non aver fatto la scelta giusta.
Accanto alla famiglia Bennet ci sono: il ricco Bingley, giovane, bello, ma anche gentile e dai modi garbati. .
Poi vi è Fitzwilliam Darcy, il miglior amico del signor Bingley. >.
Un altro personaggio del romanzo è il colonnello George Wichkam, .
Il reverendo Collins è colui che eredita Longbourn alla morte del cugino Bennet; il suo personaggio è una figura tronfia e ridicola, ottusa nel suo rozzo maschilismo. “Il signor Collins non era una persona molto fine e la sua deficienza naturale poco era stata compensata dall’educazione o dal contatto con la buona società, avendo trascorsa la maggior parte della sua vita sotto la direzione di un padre illetterato e meschino; e benché fosse stato all’Università si era limitato a frequentarla nei semestri necessari, senza formarsi delle vere conoscenze utili. La sottomissione nella quale suo padre lo aveva allevato gli aveva dato in origine una grande umiltà di modi; ma ora questa era non poco alterata dalla presunzione di un cervello mediocre, da una vita appartata e dai sentimenti derivati da una precoce e inattesa prosperità”. Il reverendo Collins è protetto da Lady Catherine de Bourgh, e fu proprio grazie ad ella se Collins riuscì a ricoprire la carica di reverendo a Hunsford, luogo dove si trova la reggia di Rosings, dove Lady Catherine è la proprietaria. “Lady Catherine era alta e grossa, di lineamenti fortemente marcati, che una volta potevano essere stati belli. Il suo aspetto non era né affabile né il suo modo di ricevere i visitatori era stato tale da far loro dimenticare la loro inferiorità di rango. Non era il silenzio che la rendeva così terribile, ma qualsiasi cosa dicesse, la pronunziava in un tono così autoritario da far pesare la sua importanza”.
La figlia di Lady Catherine de Bourgh è Maria de Bourgh, una ragazza molto esile e minuta. Tra lei e sua madre non vi è alcuna somiglianza, né nell’aspetto né nel volto. Maria si presenta molto pallida tanto da sembrar malata e i suoi lineamenti, purché non brutti sono “insignificanti” al parere di Elizabeth. Maria è una ragazza di poche parole, che volge silenziosamente alla sua badante.
Un ruolo importante ricopre la famiglia Gardiner. I signori Gardiner sono molto affabili soprattutto nei confronti delle nipoti Bennet. La signora Gardiner, nella seconda parte del romanzo, durante il viaggio a Pemberley, diventa la confidente di Elizabeth ed inoltre, insieme a suo marito, sono loro i primi a conoscere il signor Darcy dopo il suo cambiamento e capiscono che tra i due c’è qualcosa di tenero tanto che, parlando con la nipote, le dicono di far fronte ai suoi sentimenti e non di reprimerli. Inoltre è tramite il signor Gardiner, il fratello della signora Bennet, che il signor Darcy si occupa della situazione di Lydia e del signor Wichkam.
Un altro personaggio è il colonnello Fitzwilliam Darcy, il cugino del signor Darcy: egli è una persona più affabile rispetto a Darcy ma che rimane sempre nell’austerità de suo lavoro.
Protagonisti in assoluto del romanzo sono Elizabeth Bennet e il signor Darcy, infatti la storia del romanzo è incentrata su di loro: il loro modo di pensare e di agire nell’ambito della società tardo settecentesca inglese, la loro storia d’amore, costituiscono il nucleo della storia attorno alla quale ruotano tutti gli altri eventi.
SPAZIO E TEMPO

Le vicende del romanzo si avvicendano nell’ Hertfordshire ed in particolare nelle residenze di Longbourn (quella dei Bennet) e di Netherfield (la residenza in cui Bingley e la sua compagnia trascorrono il periodo estivo).
Soprattutto nella seconda parte del romanzo, le vicende si svolgono anche a Londra: Jane ci passa un po’ di tempo per cercare di dimenticare l’amato Bingley, Elizabeth vi si reca con gli zii Gardiner per poi andare a Pemberley; è proprio a Londra che Darcy riesce a rintracciare Wichkam e Lydia; ed infine Londra sarà il luogo in cui Jane Bingley ed Elizabeth Darcy andranno ad abitare.
In definitiva, però, si può dire che dei luoghi non si ha una caratterizzazione specifica perché viene data più importanza alle azioni che alla descrizione dei luoghi.
La storia è ambientata nella tarda società settecentesca in cui vi sono modi, usi e costumi del tutto diversi dai nostri, tuttavia non vi è precisazione temporale riguardo i singoli fatti narrati.

TECNICHE NARRATIVE
Jane Austen adotta, nel suo romanzo, uno stile fresco e deciso.
Il linguaggio utilizzato è molto cerimonioso e formale: ciò dipende anche dal contesto storico.
Per quanto riguarda l’ordine della narrazione si può dire che l’autrice segue l’ordine logico-cronologico della fabula; mentre riguardo alla durata, il ritmo è misto perché si alternano scene, quando abbiamo la presenza di dialoghi, monologhi, soliloqui, ecc.,; pause, in pratica l’autore interrompe la narrazione per soffermarsi a descrivere spazi, personaggi, azioni, ecc., “Lo attraversarono su un rustico ponte in carattere con l’insieme della scena: era un luogo ancora più selvatico di tutti gli altri; la valle vi si restringeva in un’incavatura che lasciava appena spazio alla corrente e ad un sientieruolo tra fratte spinose che gli facevano da bordatura”; sommari, quando l’autore riassume in breve, senza fornire troppi dettagli, eventi che nella storia possono durare giorni, mesi o addirittura anni; ellissi, ciò accade quando viene del tutto omessa la narrazione di eventi poco importanti, quindi si effettua una selezione dei fatti, “Passò tuttavia qualche tempo prima che si riuscisse a richiamare un sorriso sulle labbra di Jane”.
Il narratore è eterodiegetico e cioè non è un personaggio della storia e perciò la narrazione dei fatti avviene in terza persona. Solo in presenza di soliloqui il narratore diventa omodiegetico, diviene così interno alla narrazione.
In tutto il romanzo, la focalizzazione è zero in quanto il narratore sembra saper tutto dei personaggi e persino la fine della vicenda.
Nel romanzo non sono presenti molte figure retoriche perciò si può dedurre che predomini il significato denotativo e non quello connotativo. Vi sono poche similitudini e cioè quella figura retorica che pone in confronto due termini di cui uno è noto e l’altro è reso noto proprio dal confronto: “Il mio cuore si farà leggero come una piuma”.

VALUTAZIONE PERSONALE

Ho appreso l’esistenza del romanzo guardando quest’estate dei telefilm per teenagers come “Veronica Mars” e “Blue Water Hight” e l’aver sentito parlare di questo romanzo mi ha incuriosito ed ha accresciuto in me la voglia di leggerlo.
I personaggi dalle varie caratteristiche, le vicende, gli intrighi della storia mi hanno affascinato e coinvolto al punto tale che ritengo bello ed interessante questo romanzo.
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