Lettera a Vettori

Materie:Appunti
Categoria:Italiano

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Data:20.06.2007
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Testo

- ATTIVITA’ GIORNALIERE DI MACHIAVELLI DURANTE L’ESILIO:
Nel periodo di settembre:
o lavavomi innanzi al dì
o inpaninavo
Da settembre in poi, quando gli viene a mancare questo passatempo frivolo la sua vita si organizza diversamente:
o si alza la mattina
o va nel bosco a rivedere le opere del giorno precedente e a passarsi il tempo con i tagliatori
o passa ad un boschetto adatto alla caccia degli uccelli
o porta con sé un libro o di Dante, o di Petrarca o di un autore minore come Tibullo o Ovidio
o legge i loro pensieri, i loro amori e li fanno ricordare i suoi
o si sposta poi sulla strada dell’osteria dove incontra la gente con cui parla delle novità dei loro paesi
o venuta l’ora di pranzo, mangia in compagnia dei suoi famigliari quel poco cibo che il suo patrimonio gli consente
o finito il pranzo ritorna all’osteria, dove con i suoi compagni per tutto il giorno si abbassa a giocare a carte ecc.
o arrivata la sera torna a casa, entra nel suo studio, si toglie la sua veste contadina piena di fango e indossa panni degni di essere indossati a corte.
o inizia le sue letture e i suoi studi della materia che più ama che lo accompagneranno per quattro ore senza farli sentire alcuna noia.
Da quanto abbiamo potuto capire dalla lettera, Machiavelli descrive la sua vita in campagna, monotona, dove da un lato svolge attività non degne di lui, frequentando gente di poco conto, dall’altro lato troviamo l’autore che ci racconta della sera, dove diventa studioso e approfondisce dei libri antichi ed esplora i segreti dell’arte della politica (sua grande passione).
- STATO D’ANIMO DELL’AUTORE NEL MOMENTO IN CUI, COSTRETTO ALL’OZIO FORZATO, COMPONE IL PRINCIPE:
≈ afferma di essere contento di poter barattare la sua vita con quella dell’amico Vettori
≈ così immerso in queste occupazioni spregevoli, evito che il mio cervello ammuffisca e sfogo la malignità della mia sorte, contento che mi calpesti in questo modo, per vedere se almeno ne provasse vergogna.
≈ a presentarlo mi spingeva il bisogno che ormai mi incalza (l’autore era senza stipendio), perché io sto consumando i miei beni e non posso restare così (senza lavoro) per molto tempo senza che io diventi spregevole per la povertà.
≈ alla mia lealtà non si dovrebbe dubitare, perché avendola sempre osservato la fede, non devo smettere ora di considerarla, e chi è stato fedele e buono per 43 anni come me, non può mutare la natura; e della fede e della mia bontà ne è testimone la mia povertà.
Lo stato d’animo dell’autore è un po’ ansioso, afferma le proprie qualità orgoglioso, racconta l’esperienze che ha fatto, e della fede (lealtà) che ha saputo sempre dimostrare, e la povertà è come prova diretta che è sempre stato incorruttibile.
- PENSIERI E RIFLESSIONI DELLO SCRITTORE:
• chi tralascia i suoi comodi per i comodi degli altri, so che perde i suoi e non ottiene gratitudine per ciò che fa agli altri
• la Fortuna vuole fare ogni cosa, bisogna lasciarla fare, stare tranquilli e non opporre resistenza e lasciare il momento in cui lasci di nuovo l’iniziativa agli uomini, e allora sarà bene per voi impegnarvi di più, e sorvegliare di più le situazioni, per partire dalla campagna (villa) e dire:eccomi.
• osservo la varietà di gusti e la diversità di aspirazione degli uomini.
Nella lettera possiamo trovare dolorose riflessioni sulla Fortuna e sui comportamenti umani in generale.
- ASPETTI DELLA SUA PERSONALITA’, DEL SUO PENSIERO E DEL SUO METODO DI STUDIO:
~ entro nelle corti degli scrittori antichi, dove vengo ricevuto con amore e mi nutro di quel cibo che solo mi appartiene e per il quale io nacqui.
~ Dante dice che non esiste scienza se non si ricorda quello che si è compreso, ed io ho scritto ciò di cui mi sono arricchito nella conversazione con loro.
~ oltre al desiderio che avrei che questi signori Medici incominciassero a servirsi di me, fosse anche per farmi rotolare un sasso, perché, se poi non mi guadagnassi la loro fiducia, dovrei accusare me stesso; e per questa cosa, quando sarei letto, dimostrerò i quindici anni in cui mi sono occupato di politica non li ho passati né dormendo né giocando; e a chiunque dovrebbe esser caro servirsi di uno che al servizio degli altri fece molta esperienza.
Machiavelli mostra la sua voglia di tornare al servizio dei signori, sente l’esigenza di ritornare uomo d’azione poiché ha molte esperienze nel campo della politica che vuole mettere al servizio dei Medici.
- INFORMAZIONI SULL’OPERA IL PRINCIPE:
◊ e ho composto un opuscolo De principatibus dove approfondisco la riflessione su questa materia, discutendo che cos’è un principato, di quali parti è composto, come si conquista, come si mantiene e perché si perdono.
◊ però io lo dedico alla Magnificenza di Giuliano. Philippo Casavecchia l’ha visto: e potrà dar notizia dell’opera in sé e dei discorsi che ho fatto con lui anche se tuttora continuo a completarla e ripulirla.
◊ Io ho ragionato con Filippo di questo mio opuscolo se era bene presentarlo o meno (a Giuliano) e se era bene darlo, se era meglio che glielo portassi io o che glielo spedissi (CONTRASTA DUE IPOTESI)
L’autore dà qualche accenno del suo opuscolo, illustrando di cosa parla, a chi lo dedica e quali sono le intenzione che ha,una volta finito, di mandarlo a Giuliano.

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