Locke:lettera sulla tolleranza

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia

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Testo

“Lettera sulla tolleranza” di J.Locke:
Nella “lettera sulla tolleranza” si limita ad escludere dalle competenze del magistrato civile le questioni religiose e a sostenere la separazione tra governo civile e religione, su cui peraltro torna ad insistere con espressioni chiare e risolute.
L’”Epistola de Tolerantia” fu scritta da John Locke nel 1685-1686, questa si presenta come un’occasione per focalizzare il concetto di tolleranza soprattutto in un periodo,XVII sec.,dove le condizioni storico-politiche dell’Inghilterra non potevano non far sì che nascesse l’urgenza di analizzare questo problema. Infatti il filosofo si pone come “portavoce” e ideologo della nuova classe borghese in ascesa,in conflitto con un’aristocrazia feudale ormai in decadenza e una chiesa dilaniata dai conflitti interni tra le diverse sette. E così in questo periodo caratterizzato dal continuo scontro di poteri e di interessi sia in ambito sociale sia politico,Locke sente indispensabile considerare la tolleranza come criterio ordinatore e pacificatore di una comunità in preda al disordine e al disfacimento.
Locke con un’analisi comparativa del concetto di Stato e di Chiesa,contrapponendo questi due grandi centri di potere,trova che soltanto la tolleranza possa risolvere questo scontro.
-in primo luogo analizza lo STATO (rif.pag.15):
qui lo stato viene definito come una società di uomini costituita al fine di conservare e promuovere soltanto e unicamente i beni civili,cioè,come qui scritto,la vita,la libertà,l’integrità del corpo,le proprietà,eccetera. E sono questi compiti e solo questi che limitano i poteri della sua sovranità.
In secondo luogo analizza la CHIESA(rif.pag.18-19):
e qui la chiesa viene definita come istituzione in cui ci si aggrega spontaneamente,per amore di Dio. Quindi la chiesa non può esercitare alcuna costrizione al suo interno,poiché questa sarebbe comunque impotente al fine di condurre il singolo alla salvezza,e così come il magistrato dello stato non può esercitare alcun potere o violenza in ambito ecclesiastico(pag.17),allo stesso modo la chiesa,pur avendo potere di scomunica sui fedeli,non può per questo attentare ai poteri civili di colui che viene escluso dalla comunità ecclesiastica(pag.21).
E’ chiaro quindi che Stato e Chiesa non possono rivendicare vicendevolmente diritti.
Il “principio di tolleranza” diviene così l’elemento regolatore di una corretta gestione dei rapporti nell’esercizio dei rispettivi poteri(pag.23;pag.26;pag.36;pag.45).
L’idea di tolleranza in Locke non si può definire radicale infatti a pag.51-52 il filosofo scrive riguardo chi non può essere tollerato neppure dai tolleranti.
Locke conclude la sua lettera con una preghiera(pag.60) rivolta a Dio affinché la tolleranza venga messa in atto e quindi che abbia fine ogni disordine e guerra, le quali,come dice a pag.58,sono dati dal rifiuto di questo principio.
Locke segna una tappa decisiva nella definizione moderna del principio di tolleranza nel pensiero moderno.
Il filosofo inglese infatti afferma la necessità che lo Stato riconosca l’uguaglianza dei diritti in materia religiosa e il suo dovere di tutelare tutti i cittadini e tutto questo è possibile grazie alla tolleranza.

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