La scienza: dubbi e paure dello scienziato

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Testo

Lara caldani 4^B

Tema

La scienza: dubbi e paure dello scienziato

Da sempre l’uomo e la società ha paura della scienza; fin dai tempi di Galileo infatti le teorie più innovative e più sconvolgenti venivano rinnegate e gli scienziati in questione condannati.
Questa contrapposizione tra scienza e società è sempre stata al centro di studi storici, filosofici ecc. ecc., per esempio la concezione romantica di Rousseau (la scienza e la cultura corrompono ciò che è naturale) o la prospettiva razionalistica di Kant o di Hegel (la scienza aiuta a superare i limiti della natura).
Dalla scoperta della sfericità della terra all’uomo sulla luna, dalla macchina a vapore all’energia nucleare le conseguenze pratiche e morali sono state le più svariate. Prima fra tutte lo sviluppo dell’energia nucleare a portato a conseguenze impensabili.
Personalmente credo che in questo ambito sia importante capire che non è la scienza ad essere pericolosa, ma come la si utilizza.
Di per se l’energia nucleare è tra le energie più produttive al mondo (ed è quella che ci illumina in questo momento); è stata sviluppata dai migliori scienziati internazionali (Heisenberg, Einstain) e anche italiani (Enrico Fermi). Nonostante questo se sviluppata per fini bellici può portare a conseguenze catastrofiche impensabili.
La scienza però non fa paura solo con discorsi internazionali di questo peso, ma anche nella vita di tutti i giorni.
E’ recente il caso di un medicinale creato per la cura del cancro e che ha, dopo aver salvato centinaia di vite, portato la morte di altri pazienti. Il medicinale è stato tolto dal mercato ascoltando la voce di quella parte di scienziati che ne chiedevano il ritiro e portandosi dietro le critiche di coloro che difendevano il prodotto con i numeri delle persone curate.
Oltre ad essere la scienza a far paura anche la figura dello scienziato, a volte, incute timore; spesso e volentieri lo scienziato non è soltanto l’uomo colto, ma una persona estranea al mondo reale che crede che la vita sia soltanto nel proprio lavoro e nella propria ricerca, estraniandosi così dalla vita di tutti i giorni e da qualsiasi rapporto sociale.
Credo che il concetto di “scienziato pazzo”, molto usato in letteratura e nel mondo del cinema, nasca proprio da questi studiosi che per raggiungere i loro obbiettivi perdono qualsiasi contatto con la realtà che li circonda.
A mio parere la scienza egli ultimi anni a portato molti vantaggi: innovazioni per il mondo della comunicazione, del lavoro, dei trasporti ecc. ecc. e, cosa più importante, ha salvato molte vite. Non bisogna quindi avere paura, ma bisogna fare in modo che non se ne faccia un uso sbagliato.

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