L'amico ritrovato di Uhlman Fred

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano

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Testo

AUTORE: Fred Uhlman
TITOLO: L’amico ritrovato
CENNI BIOGRAFICI: Uhlman Fred nacque a Stoccarda, capitale del Wuttemberg, nella Germania Sud-occidentale nel 1901. Non era uno scrittore di professione, frequentò a Stoccarda un liceo classico di gloriose tradizioni e in seguito, dopo la prima guerra mondiale, si laureò in legge. Non poté esercitare a lungo la professione di avvocato e fu costretto ad interromperla nel 1933 quando in Germania iniziò la dittatura nazista di Hitler. Uhlman era democratico ed ebreo e agli oppositori il regime nazista negava ogni diritto di esprimersi. Agli ebrei negava anche il diritto di esistere e di vivere. Così Uhlman lasciò la Germania nel 1933 e non vi fece più ritorno; trascorse l’ultima parte della sua esistenza in Inghilterra dove morì nel 1985.
Solo dopo la sua scomparsa sono stati apprezzati pienamente i suoi romanzi della Trilogia del ritorno: L’amico ritrovato, Un’anima non vile (1987), Niente resurrezioni per favore (1979). Ha ispirato il racconto de “L’amico ritrovato” ai luoghi e all’ambiente della sua adolescenza, sapeva che questo sarebbe rimasto il "suo" libro.
RACCORDO: Il libro così come lo definisce il giornalista inglese Arthur Koestler, non è né un romanzo né un racconto ma una lunga novella che però per la sua dimensione viene considerato un capolavoro minore; uscì per la prima volta negli U.S.A. nel 1971. Nel libro sono presenti sia temi religiosi che storici; il nucleo centrale dell’opera è l’amicizia tra due ragazzi. La storia ha inizio nel febbraio del 1932 quando in Germania si stava affermando il nazismo e ha termine circa 30 anni dopo la prima guerra mondiale.
RIASSUNTO: Il libro narra la storia di due studenti sedicenni (che vivono entrambi a Stoccarda in Germania) tra i quali, dopo essersi incontrati a scuola, nasce un’amicizia profonda, un’intesa magica e perfetta. I due appartenevano a due classi sociali completamente differenti in quanto Hans Schwarz era figlio di un medico ebreo, mentre Konradin von Hohenfels apparteneva ad una famiglia dell’alta nobiltà. Ciò nonostante i due trovarono subito interessi comuni e nell’arco di breve tempo divennero amici inseparabili. Passarono giorni e mesi e nulla turbò la loro amicizia, ma un giorno dopo la morte dei vicini di Hans i due amici si chiesero il perchè della presenza del dolore e del male nel mondo e come fosse possibile che Dio li permettesse. Durante la loro amicizia si scambiavano visite e la presenza di Konradin in casa di Hans diventò una consuetudine, egli venne a conoscenza del rapporto che Hans aveva con i suoi genitori, affettivo con la madre e intellettuale con il padre. Un giorno Konradin con sorpresa di Hans lo invitò ad entrare in casa, e gli mostrò la sua camera; i genitori di Konradin erano assenti: Hans passando vicino alla camera della madre di Konradin intravide una fotografia di un tale che somigliava tanto a Hitler.
In seguito però si scoprì che la famiglia di Konradin (lui compreso) era nazista e questa fu soltanto una delle difficoltà che portarono poi successivamente alla rottura dell’amicizia e alla fine della loro adolescenza. Nel 1933 le leggi razziali sconvolsero la vita di Hans: umiliato dai compagni e dai professori fu costretto a trasferirsi a New York dai parenti e i genitori si tolsero la vita.
Hans visse in America: divenne un uomo di successo e molto ricco; un giorno addirittura la sua ex-scuola gli scrisse chiedendogli un contributo economico per la sua ristrutturazione. Allegata alla richiesta vi era l’elenco degli allievi della scuola caduti in guerra. Dopo una lunga esitazione Hans decise di controllare chi della sua classe fosse rimasto in vita e scoprì che la maggior parte dei suoi compagni era morta: notò che i due compagni che più lo emarginavano erano morti ma soprattutto lesse che Konradin era stato giustiziato in quanto appartenente ad un complotto per uccidere Hitler. Fu così che si rese conto di aver ritrovato un amico che in realtà non aveva mai perso.
ANALISI TECNICA – PRINCIPALI CARATTERI TESTUALI
STRUTTURA: L’autore utilizza un tipo di scrittura molto semplice e comprensiva; i fatti narrati si susseguono in ordine cronologico. All’inizio del racconto c’è una prolessi: “... molti dei quali sono morti nelle steppe della Russia o nelle sabbie di Alamein...” Il ritmo della narrazione è normale anche se l’autore utilizza spesso delle ellissi (esempio: “Un paio di settimane dopo ...”, “Passarono giorni e mesi ...”). Il registro linguistico è colloquiale ma quando i personaggi si rivolgono a gente importante utilizzano un registro alto e formale e sono presenti termini ricercati appartenenti ad un linguaggio tecnico.
SEQUENZE: Le sequenze più numerose sono quelle narrative anche se vi sono frequenti sequenze riflessive; sono presenti sia discorsi diretti che indiretti e alla fine del racconto c’è qualche intreccio.
PERSONAGGI PRINCIPALI: I protagonisti del romanzo sono Hans Schwarz e Konradin von Hohenfels. HANS è un ragazzo sedicenne proveniente da una famiglia benestante, che frequenta il liceo “Karl Alexander Gymnasium” di Stoccarda. È un ragazzo timido e riservato che non aveva amici prima dell’arrivo di Konradin. Era abituato a stare con i compagni di classe forzatamente. Con Konradin invece trova sicurezza; Hans è figlio di un medico ebreo, nipote e bisnipote di rabbini e discendente da una famiglia di piccoli commercianti e mercanti di bestiame.
KONRADIN è nato nel Wurttemberg il 19 gennaio 1916, ha sedici anni e discende dall’illustrissima stirpe degli Hohenfels (una grande famiglia dell’aristocrazia tedesca); al contrario di Hans è un ragazzo dal portamento pieno di sicurezza, dall’aria aristocratica e raffinata, con molta eleganza nel vestire e con un forte sentimento dell’amicizia. Altri personaggi sono:
I BAUER, i vicini di casa di Hans.
HERR POMPETZKI: il nuovo professore di storia della classe che con la sua politica nazista e non tollerante fu “la goccia che fece traboccare il vaso”. Da quella circostanza in poi Hans interruppe gradualmente ogni contatto con la Germania e “i suoi abitanti”.
GENITORI DI HANS: Il padre è un famoso medico di origini ebraiche, orgoglioso del suo sangue tedesco, convinto che il nazismo fosse una malattia passeggera. È un ottimo medico e nel corso degli anni si era fatto conoscere anche come un ottimo soldato. Sua madre invece veniva da Norimberga ed era figlia di un avvocato.
GENITORI DI KONRADIN: La madre era una donna che odiava gli ebrei ed evitava qualsiasi contatto con loro. Forse il suo odio era nato dal fatto che proveniva da un’importante famiglia polacca di origine reale che da tempo disprezzava quella gente. L’unico desiderio di suo padre invece, era quello di sentire grande il nome della sua dinastia, quella degli Hohenfels perché per lui non era importante la gente che gli stava intorno, se era ebrea o tedesca, povera o benestante.
HERR ZIMMERMANN, professore di ginnastica noto come Max Muscolo
IL PROFESSOR KLETT, direttore del liceo.
REUTTER, MULLER e FRANK, un gruppo di tre ragazzi noto come il “caviale della classe” che se ne stavano sempre in disparte convinti di essere diversi, più speciali e più colti degli altri.
AMBIENTE TOPOLOGICO: La storia si svolge per la maggior parte in Germania, a Stoccarda mentre alla fine è ambientata in America. L’autore descrive minuziosamente la sua città e rivela così l’amore e la gioia che provava nell’osservare la propria patria e nel viverci.
AMBIENTE CRONOLOGICO: La storia ha inizio nel febbraio del 1932 ed ha termine circa trent’anni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Vi sono riferimenti al tempo per quanto riguarda gli anni, i mesi, i giorni, le ore e il periodo del nazismo; quindi la vicenda si svolge nell’arco di trent’anni circa.
NARRATORE: Il narratore è onnisciente, il punto di vista è interno ai personaggi; l’autore si immagina che uno dei due ragazzi, Hans, rievochi, narrando in prima persona, l’amicizia che ha riempito la sua vita di adolescente.
ANALISI CONTENUTISTICA E COMMENTO PERSONALE: Questo libro mi ha molto colpito per la sua semplicità e per la sua bellezza; anche se piuttosto breve è molto intenso, appassionante e interessante sotto il profilo storico. Tratta il tema di un’amicizia destinata a morire per motivi politici, ma alla fine del romanzo emerge prepotente una sorta di riscatto: Konradin giustiziato per aver tentato di uccidere Hitler è veramente l’amico ritrovato che credeva perduto.
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