Il signore degli anelli

Materie:Scheda libro
Categoria:Italiano
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Data:28.07.2009
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Testo

IL SIGNORE DEGLI ANELLI
di John Ronald Reuel Tolkien
CASA EDITRICE: Rusconi
ANNO DI EDIZIONE:
GENERE LETTERARIO: romanzo d’avventura
RIASSUNTO
Moltissimi anni fa nella Terra di Mezzo, furono forgiati venti anelli: sette vennero dati ai principi dei Nani, tre ai Re degli Elfi, nove agli uomini ed uno, venne forgiato da Sauron, l’oscuro signore, nella voragine del Monte Fato, nella Terra di Mordor.
Durante una battaglia, due re, Gil-Galad ed Elendil, riuscirono a sconfiggere Sauron, perendo però nello scontro.
Così Isildur, figlio di Elendil, lottò contro l’Oscuro Signore impadronendosi dell’anello. Sauron si ritirò ma riprese di nuovo forma nel Bosco Atro.
Isildur, venne aggredito da una schiera di Orchetti che lo uccisero ed egli perse l’anello. Sméagol, lo ritrovò e scoprì i suoi poteri, tra cui quello di rendere invisibile chi lo indossava, ma, accecato dal potere divenne cattivo e venne soprannominato Gollum. Cacciato dal villaggio e diventato sofferente alla luce, decise di nascondersi nelle buie caverne sotto le montagne.
L’anello con il suo potere lo soggiogò, annullando man mano la sua volontà ed egli divenne incapace di abbandonarlo. Esso però voleva trovare il suo padrone, così scappò e venne ritrovato da Bilbo Beggins, un Hobbit, che decise di tenerlo con se.
La nostalgia dell’anello e il suo richiamo portò Gollum ad andare alla ricerca di Bilbo.
Errando, si ritrovò nella Terra di Mordor e rivelò a Sauron che l’anello era stato ritrovato da un Hobbit della Contea. Tempo dopo ad Hobbiville, si celebrò la festa per i centoundici anni di Bilbo Beggins. Tutti erano meravigliati, di come potesse mantenere l’aspetto così giovane, senza ricondurre ciò agli effetti dell’anello. Durante il suo discorso, egli si infilò l’anello e scomparve.
Lo stregone Gandalf, venuto per salutarlo lo raggiunse alla sua abitazione.
Bilbo aveva intenzione di partire, lasciando tutta la sua eredità a suo cugino Frodo.
Fu riluttante a lasciare l’anello, ma Gandalf lo convinse ed egli partì.
Frodo arrivò poco dopo. Lo stregone partì per effettuare delle ricerche.
Si rifece vivo dopo molti anni portando a Frodo notizie sull’anello.
A casa Beggins, pose l’anello sul fuoco: al posto che distruggersi esso si scaldò, perché creato in mezzo alle fiamme e solo nel suo luogo di origine, poteva essere distrutto. Sull’anello apparvero scritte in una lingua sconosciuta.
Gandalf gli raccontò la storia dell’anello, consigliandogli di partire segretamente per distruggerlo, poiché Sauron lo stava ora cercando nei dintorni della Contea e gli suggerì di recarsi a Gran Burrone.
Mentre parlavano, si accorse che Sam amico di Frodo, stava origliando. Gli offrì la possibilità di partire con Frodo ed egli accettò.
Frodo era riluttante ad andarsene. Decise di avviarsi nel periodo del suo compleanno. Gandalf partì prima, promettenso che sarebbe tornato. Frodo annunciò il suo traferimento a Crifosso, aiutato da alcuni amici: Sam, Pipino, Merry e Grassotto.
In autunno Gandalf non era ancora tornato. Frodo si preoccupò ma partì comunque con Sam e Pipino; mentre Merry e Grassotto, li aspettavano là.
Sul sentiero videro più volte degli spaventosi cavalieri neri e ben presto capirono di esser loro le prede e ch’essi erano interessati all’anello.
Così cercarono di tagliare il più possibile per i campi e si ritrovarono nel terreno del signor Maggot, che,li accompagnò fino al ponte sul fiume Brandivino.
Qui incontrarono Merry, che li accompagnò alla nuova casa. Frodo scoprì che gli amici sapevano della sua missione, così partirono con lui lasciando Grassotto di guardia.
Attraversarono la Vecchia Foresta senza seguire il sentiero. Si addormentarono ai piedi di un albero, che si animò intrappolando Pipino e Merry.
Vennero aiutati da Tom Bombadil che gli indicò la locanda di Brea.
All’arrivo notarono subito un tipo strano che li osservava.
Frodo usò l’anello, e scomparì, attirando ancor più l’attenzione dello sconosciuto.
Raccontarono del loro viaggio all’oste ed egli l’informò che i cavalieri neri erano passati per Brea. Così li fece dormire in un’altra stanza, camuffando i letti dell’altra camera.
Lo straniero si presentò come Grampasso e chiese di poter viaggiare con loro.
Accettarono e la mattina dopo, trovarono i letti dell’altra camera squarciati e i cavalli rubati; ne rimediarono solo uno e partirono verso Colle Vento.
Frodo, Merry e Grampasso salirono sull’altura e videro i cavalieri neri avvicinarsi.
Si nascosero con Sam e Pipino. I cavalieri li raggiunsero. Frodo s’infilò l’anello essi sentirono la sua presenza. Uno di loro lo ferì ed egli si difese.
Grampasso rinvenne il mantello e il coltello e quando lo prese in mano la lama si sciolse.
Arrivati all’ultimo ponte, trovarono una gemma verde che Grampasso raccolse.
Proseguendo incontrarono un amico di Grampasso che li doveva accompagnare fino alla Casa di Elrond. Fu egli ha lasciare la gemma sul ponte, come segno di via libera.
In prossimità del guado, videro i cavalieri neri arrivare. Frodo scattò avanti, superando il guado, i cavalieri cercarono di attraversarlo ma vennero fermati dalle acque.
Quandò si svegliò Frodo era a Gran Burrone, dove incontrò Gandalf e Bilbo.
Di lì a poco si svolse il Consiglio di Elrond ed ognuno raccontò ciò che sapeva riguardo l’anello ritrovato.
Gandalf raccontò di aver cercato Gollum, con l’aiuto di Grampasso (il cui vero nome era Aragorn, nonché l’erede di Isildur e possessore della spada che fu rotta) ed aver colloquiato con lui. Incontrò poi un messaggero di Saruman, che lo condusse dal suo padrone, il quale gli chiese o di allearsi con il nemico o con lui ed utilizzare insieme l’anello. Gandalf non accettò e fu rinchiuso nella Torre di Orthanc, da dove venne liberato da un’aquila: Gwaihir, che lo portò ad Edoras, nel Riddermark.
Parlò con il re, ma venne cacciato.
Si diresse ad Hobbiville e poi a Brea, dove l’oste gli disse che erano già ripartiti.
Al Consiglio vi erano genti di tutti i popoli, e uno strano forestiero, Boromir, in cerca di risposte. Qui incontrarono anche Arwen.
Boromir, figlio di Denethor, re di Gondor, aveva trovato nel suo regno delle vecchie strofe che parlavano di Aragorn e lo condussero a Gran Burrone, dove lo incontrò.
Elrond decise di formare una compagnia affidandole il compito di distruggere l’anello. Furono scelte nove persone, appartenenti a stirpi e regni diversi, per rappresentare ogni popolo: Frodo, come portatore dell’anello, Aragorn, Boromir, Gimli, Legolas, Gandalf e Sam, Merry e Pipino.
Gandalf ed Aragorn presero la guida del gruppo e li condussero attraverso le Montagne Nebbiose. Più volte durante il viaggio si accorsero di essere spiati dai messaggeri del nemico. Arrivarono ai Cancelli di Moria ed entrarono nelle miniere.
Vennero assaliti dagli Orchetti e da un Barlog. Gandalf cercò di fermarlo, ma cadde nel vuoto assieme al nemico.
Tutti lo credettero morto e il comando fu preso da Aragorn, che li condusse nel Bosco di Lòrien, dove vennero presentati alla regina Galadriel e a suo marito Celeborn, re degli Elfi.
Galadriel, portò Sam e Frodo, davanti al suo specchio. Furono avvertiti che mostrava strane immagini che potevano appartenere a qualsiasi epoca ed accadere oppure no, tuttavia sia Sam che Frodo vollero guardare. Frodo vide l’occhio di fuoco.
Egli offrì a Galadriel l’anello, ma ella lo rifiutò.
Alla partenza ad ognuno vennero fatti dei doni: ad Aragorn, una spilla con una gemma, a Legolas un arco, a Merry e Pipino una cinta d’argento, a Boromir una cinta d’oro, a Sam della terra del frutteto della regina ed a Frodo una fiala, che avrebbe fatto luce nel buio, più delle barche e delle robuste corde.
Arrivati alle Cascate di Rauros, videro un messaggero alato.
Frodo e Aragorn si accorsero che qualcosa li seguiva: probabilmente Gollum.
Il compito di decidere se passare prima per Minas Tirith con Boromir o se andare direttamente a Mordor venne affidato a Frodo.
Egli si ritirò per pensare, ma venne raggiunto da Boromir, che lo pregò di consegnargli l’anello. Egli rifiutò ed infilandoselo al dito scomparse. Intanto gli altri iniziarono a cercarlo, senza esito.
Frodo capì che doveva partire da solo, ma Sam lo trovò e partirono insieme.
Intanto Aragorn sentì delle grida. Corse in questa direzione e trovò Boromir morente. Gli riferì che gli Orchetti avevano rapito Merry e Pipino.
Accorsero anche Legolas e Gimli. Boromir morì e loro tre decisero di liberare i loro compagni. Notarono che alcuni Orchetti portavano il simbolo di Saruman.
Deposero Boromir in una barca, lasciandolo portare dalle acque.
Seguendo le tracce lasciate si diressero verso la terra di Rohan. Per la strada incontrarono alcuni cavalieri di Rohan, capitanati da Eomer, maresciallo del Mark.
Li avvertirono che alcuni Orchetti erano appena stati catturati e bruciati, ma con loro non vi era nessun altro. Fidandosi di Aragorn, gli prestarono dei cavalli.
Intanto, Pipino si svegliò. Vide gli Orchetti litigare fra di loro e nella confusione tagliò le corde che gli legavano i polsi con un coltello.
Presa una decisione Merry fu svegliato e furono costretti a marciare. Si fermarono, ma vennero raggiunti dai cavalieri di Rohan, che sconfissero gli Orchetti e li bruciarono. I due Hobbit scapparono nel bosco e su una roccia incontrarono Barbalbero, un Ent, che era anche il guardiano della foresta di Fangorn.
Gli Ent decisero di ribellarsi a Saruman e di assediare Isengard, suo rifugio.
Intanto, Aragorn, Legolas e Gimli videro le ceneri degli Orchetti e si inoltrarono nella foresta di Fangorn. Salirono sulla roccia e videro arrivare un cavaliere vestito di bianco: Gandalf, che gli raccontò velocemente ciò che era successo. Caduto nel vuoto nelle miniere di Moria, aveva seguito il barlog, uccidendolo. Venne liberato da Gwaihir, che lo accompagnò a Lòrien dove seppe che la compagnia era già ripartita.
Gandalf li condusse verso Edoras,dove parlarono con Théoden, re del Mark..
Egli non fu contento di vedere lo stregone, ma Gandalf gli dimostrò l’infedeltà del suo consigliere Vermilinguo, che scappò da Saruman. Théoden si convinse a seguire Gandalf con il suo seguito. Lasciò il comando a Dama Eowyn, sorella di Eomer.
Alcuni soldati chiesero rinforzi al Fosso di Helm, così il gruppo marciò verso il Forte e si unì alla battaglia. Con grandi sforzi la compagnia riuscì a vincere e si diresse da Saruman.
Arrivati, trovarono Merry e Pipino ad aspettarli. Gli Ent avevano distrutto tutto ed allagato la parte interna.
Si avvicinarono la Torre di Orthanc e Gandalf offerse a Saruman la sua ultima possibilità di salvezza, ma egli rifiutò e cercò di soggiogare i presenti con la sua voce. Il gruppo si ritirò, ma Vermilinguo lanciò loro una sfera di vetro, il Palantìr, che permetteva di vedere e comunicare i pensieri a distanza.
Gandalf affidò Saruman agli Ent e prese la sfera, nella cui Pipino tentò di sbirciare.
Egli aveva , in questo modo, rivelato la sua presenza al nemico, che ancora non sapeva dello spostamento della sfera. Fu proprio tramite quest’oggetto che Saruman entrò in contatto con l’oscuro signore.
Lo stregone partì per Minas Tirith con Pipino.
Intanto, Sam e Frodo sapevano che Gollum li stava seguendo e quando lo trovarono, lo catturarono.
Egli tentò di scappare, così Sam lo riprese e lo legò, ma Frodo vedendolo sofferente lo liberò e Gollum gli giurò fedeltà.
I due lo presero come guida ed egli non tentò più di ribellarsi e si offrì di aiutarli.
Frodo chiese di accompagnarli al cancello di Mordor, ma quando arrivarono lo trovarono sorvegliato ed era impossibile entrare senza essere scorti dal nemico.
Gollum mostrò loro una strada alternativa, attraverso il passo di Cirith Ungol.
Per raggiungerlo fecero una tappa in Ithilien, dove incontrarono alcuni soldati provenienti dal regno di Gondor. Frodo assicurò al loro capo, Faramir, fratello di Boromir di essere solo forestieri, ma il soldato rimaneva sospettoso di Gollum.
Apprendendo che avevano viaggiato con suo fratello gli chiese spiegazioni, riferendogli di aver trovato il cadavere di Boromir fra le acque.
Faramir bloccò un’incursione di Orchetti, poi accompagnò Frodo e Sam nel loro rifugio a Henneth Annun. Gollum era scomparso, ma venne avvistato in uno stagno.
Faramir lo interrogò su ciò che stava facendo, ma Gollum non rispose. Frodo garantì per lui, così poterono tenerlo come guida.
Arrivarono alla scalinata di Cirith Ungol. Gollum scomparve. Andando avanti videro numerosi occhi nel buio e Frodo utilizzò la fiala di Galadriel riuscendo a far indietreggiare l’essere.
Si diressero all’esterno, ma la strana creatura raggiunse Frodo e lo ferì. Gollum ricomparve e immobilizzò Sam, che si liberò ed andò ad aiutare l’amico, ma lo credette morto.
Decise di continuare la missione, ma mentre si allontanava, decise di tornare indietro per stare vicino a Frodo, che gli Orchetti avevano catturato.
Ascoltando i loro discorsi e seguendoli, comprese che Gollum era al servizio dello spaventoso animale e che Frodo era ancora vivo.
A Minas Tirith intanto arrivarono Gandalf e Pipino, che riuscirono a parlare con re Denethor. Pipino cercò di raccontare solo vicende riguardanti Boromir, figlio del re chiese di diventare soldato della città. Il re acconsentì.
Intanto re Théoden e gli altri compagni incontrarono alcuni amici di Aragorn, tra cui i figli di Elrond. Portavano uno stendardo.
Aragorn decise di separarsi dal re per percorrere il sentiero dei morti. Gimli, Legolas ed i nuovi arrivati andarono con lui.
Si diressero verso il colle di Erech, dove gli spiriti di quella valle avevano un conto da saldare con l’erede d’Isildur. Il re, per un tradimento, aveva gettato su loro una maledizione. Come saldo del debito, Aragorn obbligò gli spiriti a seguirlo.
Anche re Théoden era giunto a Dunclivio e venne informato che Aragorn era ripartito.
Arrivò un messaggero di Gondor a chiedere di mandare rinforzi a Minas Tirith.
Il re accettò di aiutare gli alleati. Voleva però lasciare Merry con Eowyn, ma egli di rifiutò; così, un cavaliere, Dernhelm si offrì di portarlo con sé e l’Hobbit accettò.
A Minas Tirith, intanto, Pipino aveva più volte sentito il richiamo dei messaggeri alati.
Ritornò anche Faramir, che raccontò in presenza di Gandalf e Pipino di aver incontrato alcuni Hobbit guidati da Gollum e che volevano passare per Cirith Ungol. Gandalf rimase costernato. Egli ripartì subito per sorvegliare le zone ad est. Una nube nera, stava già ricoprendo la città e, mentre gli eserciti nemici avevano assediato le mura della città e stavano creandosi dei varchi.
I soldati erano in difficoltà, quando giunse il segnale della ritirata. Faramir era stato trovato ferito e venne inviato alle Case di Guarigione.
I nemici distrussero il cancello ed all’esterno scavarono grandi trincee di fuoco.
Il re chiese di esser bruciato vivo assieme al figlio, così Pipino avvertì Beregond, una guardia e Gandalf, che stava bloccando un cavaliere nero.
L’esercito di Rohan arrivò nella Piana del Pelennor.Théoden venne ucciso dal capo dei messaggeri alati, ma Dernhelm, che si rivelò essere Eowyn lo colpì , uccidendone il cavallo e Merry lo percosse da dietro, mentre Eowyn terminava l’opera. Il cavaliere morì La fanciulla giaceva ferita, mentre il re morì lasciando il suo trono a Eomer.
I cavalieri di Rohan tornarono e portarono il loro re nella città ed Eowyn e Merry nelle Case di Guarigione, mentre Eomer e l’esercito, si diressero verso la battaglia.
Videro approdare al porto delle navi nere e pensarono alla sconfitta, quando videro innalzarsi il simbolo di Gondor, circondato da sette stelle.
Sulle imbarcazioni si trovavano Aragorn con i suoi compagni. Aiutarono Eomer a sconfiggere i nemici. La luce era intanto tornata.
Aragorn e gli altri avevano cavalcato fino a Linhrin dove era in corso una battaglia. Uno dei re si fermò ad attenderli ed Aragorn gli chiese di radunare i soldati. Liberò gli spettri dalla maledizione e prese le barche dei nemici.
Intanto Gandalf fermò l’ombra ed andò con Pipino da Faramir e dal re. Beregond era già arrivato, aveva ucciso il custode e stava bloccando il passaggio.
Gandalf riuscì a salvare Faramir, ma il re si fece bruciare subito.
Nella parte bassa della città incontrarono Merry e lo accompagnarono.
Aragorn, intanto, riuscì a curare Faramir, Merry, Eowyn e si diceva fosse il nuovo re.
Lui, Gandalf, i figli di Elrond ed il principe Imrahil, decisero di dirigersi verso il Nord di Mordor, per distogliere l’attenzione del nemico da Frodo e Sam.
Cavalcarono fino al Morannon. La porta centrale venne aperta ed arrivò un’ambasceria della Torre Oscura.
Il capo mostrò loro alcuni oggetti di Frodo e Sam che avevano ritrovato e pose le condizioni per salvare la vita ai due Hobbit. Gandalf non accettò e ben presto furono circondati da eserciti alleati del nemico e da messaggeri alati.
Frodo era stato portato dagli orchetti nella Torre di Cirith Ungol. Eluse le sorveglianze, Sam riuscì ad arrivare da lui. Gli Orchetti erano quasi tutti morti.
Camminarono fino al Monte Fato, ma prima di arrivare in cima, riapparse Gollum, che tentò di prendere l’anello, ma Sam lo fermò, mentre Frodo correva verso la voragine.
Apena Sam si girò, l’essere lo seguì segretamente.
Arrivati, Frodo era riluttante dal gettare l’anello e se lo infilò al dito. Gollum tentò di prenderlo e le fondamenta della Torre tremarono: Sauron aveva individuato l’ oggetto e la sua mente era ormai concentrata sulla montagna.
Sam, caduto, si alzò e vide Gollum prendere l’anello a cui era ancora attaccato il dito di Frodo, che inciampò e cadde nella voragine assieme all’oggetto.
Rumori assordanti rimbambarono per tutta la Terra di Mordor ed al Cancello Nero gli eserciti si bloccarono istantaneamente ed Aragorn e gli altri furono ancora liberi.
Frodo e Sam scendendo, venivano ricoprerti dalla cenere, ma Gwaihir li salvò.
Al loro risveglio si ritrovarono al Campo di Cormallen, dove videro Gandalf.
Furono poiportati in presenza del nuovo re di Gondor e delle Terre Occidentali: Aragorn, detto anche Re Elessar, la Gemma Elfica e vennero riempiti di tutti gli onori.
Alla grande festa incontrarono Legolas, Gimli, Pipino e Merry., che gli raccontarono le loro vicende ed Aragorn mandò Beregond al servizio di Eomer, nuovo re di Rohan.
A Gondor intanto, Dama Eowyn era molto irrequieta per suo fratello e chiese di parlare con Faramir. Più volte in quei giorni s’incontrarono nella speranza di ricevere notizie e si innamorarono uno dell’altra.
Prima di lasciare il Campo di Cormallen passaro per Minas Tirith, dove Aragorn venne incoronato re da Gandalf.
Il re fece ricostruire la città e pregò i suoi amici di rimanere fino alla vigilia della festa di mezza estate, quando arrivarono dal Nord la gente di Gran Burrone, i re di Lòrien, Elrond ed Arwen, Stella del Vespro.
Il giorno di mezza estate venne celebrato il matrimonio tra Aragorn e Arwen.
Una settimana dopo partirono tutti insieme. Arwen regalò a Frodo una gemma bianca.
Passarono per Edoras, dove venne depositata la salma di Re Theoden, venne celebrato il funerale, ed Eomer annunciò il fidanzamento di Eowyn e Faramir.
Faramir, Imrahil ed Arwen rimasero a Edoras. Eowyn regalò a Merry un corno.
Andarono verso il Fosso di Helm, poi alla Foresta di Fangorn, dove Barbalbero li informò che avevano lasciato andare Saruman, ormai debole. Aragorn regalò agli Ent tutta la valle.
Legolas e Gimli abbandonarono la compagnia e si diressero verso il Bosco Atro.
La compagnia arrivò alla Breccia di Rohan, dove Aragorn disse loro addio.
Incontrarono Vermilinguo e Saruman, a cui offersero aiuto, ma che rifiutò.
Ai Cancelli di Moria, Celeborn e Galadriel li lasciarono, mentre gli altri andarono a Gran Burrone, dove la maggior parte dei compagni terminò il suo viaggio.
Gli Hobbit rividero Bilbo, che gli consegnò i suoi appunti, pregando Frodo di riordinarli.
Ripartirono. Quando arrivarono alla Contea videro che erano stati costruiti cancelli, sorvegliati da Guardiacontea che obbedivano ad un capo comune, Lotho, figlio di una lontana parente di Frodo, cui aveva venduto Casa Beggins e lui a Sharkey.
Erano state create tantissime nuove leggi, le provviste razionate, chiuse le osterie, costruite nuove case e tagliati alberi. Chiunque si ribellava veniva rinchiuso.
Non accettando questa situazione gli Hobbit organizzarono una rivolta a Lungacque, coalizzandosi con il signor Cotton e i suoi figli e convincendo tutta la città.
Sconfissero i banditi nella Battaglia di Lungacque del 1419.
Inizialmente il comando era in mano a Lotho, poi dei banditi presero il potere ed infine arrivò Sharkey, che soggiogò del tutto il vecchio capo e prese il comando.
Si diressero verso Casa Beggins, dove incontrarono Saruman: Sharkey era lui.
Frodo lo cacciò ed egli fece finta di andarsene assieme a Vermilinguo, ma tentò di ferire Frodo ed alcuni Hobbit tentarono di colpirlo, ma Frodo lo lasciò libero e diede a Vermilinguo la possibilità di salvarsi. Egli non aveva il coraggio di lasciare Saruman, ma dopo un’ingiusta accusa del suo padrone lo uccise.
Frodo liberò i prigionieri e la madre di Lotho gli restituì Casa Beggins.
Sostituì il sindaco, mentre egli si riprendeva. Diminuirono i poteri dei Guardiacontea, eliminarono i banditi, demolirono le nuove case e ristutturarono le vecchie e ad Hobbiville, ripristinarono l’antica via Saccoforino e Casa Beggins.
Sam inoltre utilizzò il dono di Dama Galadriel per far crescere nuovi alberi in tutta la Contea, in particolare quello sotto il quale Bilbo pronunciò il suo discorso, sposò Rosa Cotton e vissero a Casa Beggins. Ebbero una figlia che chiamarono Elanor. Quell’anno fu molto propizio anche dal punto di vista economico.
Frodo finì di sistemare gli appunti, ma lasciò alcune pagine per farle continuare a Sam con i suoi racconti. Merry e Pipino andarono a vivere nella casa di Crifosso.
A settembre Frodo e Sam partirono, accampandosi alle Verdi Colline. Li raggiunsero Elrond e Galadriel che portavano due dei tre Anelli dati ai Re degli Elfi. Vi era anche Bilbo.
Si diressero verso i Rifugi Oscuri dai quali sarebbero partiti tutti tranne Sam.
Frodo vide sul molo Gandalf, che portava al dito il terzo dei tre anelli. Arrivarono Merry e Pipino che avrebbero riaccompagnato Sam a casa.
Salparono. Frodo tenne alta la fiala di Galadriel in segno di saluto; dopo di che Sam, Merry e Pipino tornarono a casa. Finì così la Terza Era.
Ricerca lessicale:
1. BRECCIA: apertura fatta in un’opera di fortificazione mediante tiro di artiglieria o lavoro di mina, per penetrarvi a viva forza; insieme di sassi spezzati uniti un tempo per pavimentare le strade; roccia costituita da detriti ricementali.
2. DECLIVIO: terreno in pendio SIN: china
3. ALI: prolungamento laterale; parte estrema della fronte dello schieramento di un esercito o unità
4. INFINGARDO: che fugge ogni fatica per pigrizia, svogliatezza e simili SIN: pigro
5. DITTERI: ordine di insetti con ali anteriori sviluppate e posteriori trasformate in bilancieri, cui appartengono le zanzare e le mosche.
6. PASTOSA: che ha la morbidezza della pasta; privo di elementi contrastanti o sgradevoli.
7. INFAUSTO: che presenta dolore, tristezza, sventura; mortale.
8. ANCHILOSATE: colpite da anchilosi; rigido, incapaci di movimento.
9. BALTEO: cintura di cuoio che il soldato romano portava dalla spalla destra al fianco sinistro per appendervi la spada o altro.
10. VERACI: che è vero, che non ha in sé alcuna falsità; che è sincero, che non dissimula nulla SIN: veritiero CONTR: mendace.
11. CHIGLIA: nelle imbarcazioni, elemento continuo da poppa a prua che collega le ossature trasversali dello scafo; nelle navi in ferro, lamiera centrale dal fondo dello scafo.
12. ESIZIALI: che apportano gravi danni SIN: funesti.
13. DARDI: aste di legno con punte di ferro da scagliare a mano; freccie.
14. RECACILTRANTE: che tira calci o indietreggia impuntandosi; che si oppone, fa resistenza.
ANALISI DELL’OPERA
“Il Signore degli Anelli” di J. R. R. Tolkien
Il titolo di questo testo, può essere considerato un’anticipazione del contenuto.
Si tratta di un titolo caldo, poiché riprende il principale filo conduttore dell’opera.
FABULA E INTRECCIO:
In un racconto sono presenti sia la fabula (gli eventi vengono narrati secondo un ordine logico e cronologico) e l’intreccio (gli eventi vengono narrati secondo un ordine scelto dall’autore).
Ne “Il signore degli anelli” la fabula non coincide con l’intreccio, poiché lo scrittore focalizza l’attenzione su di un fatto, poi si sposta ad un altro avvenimento, per ritornare poi al punto precedente e ripartire da dove avevamo lasciato il racconto.
La fabula si divide in diversi momenti:
• ANTEFATTO: Bilbo trova l’anello e lo custodisce, diventando in parte succube del suo potere.
Le forze di Sauron, l’Oscuro Signore si mettono in moto per cercarlo.
• SITUAZIONE INIZIALE: Bilbo abbandona Hobbiville e lasia in eredità a Frodo l’anello.
Gandalf spiega al ragazzo il potere di quest’oggetto.
• CRISI: Frodo è costretto a partire per la sua missione, così da liberarsi dell’anello.
• PERIPEZIE: Dopo essere stata formata, la Compagnia dell’anello deve superare diversi ostacoli.
• MOMENTI CULMINANTI: Gandalf cade ai Cancelli di Moria e viene creduto morto, poi nei pressi delle Cascate di Rauros la Compagnia si divide ed Aragorn prende il comando.
• SCIOGLIMENTO: Tutta la Compagnia, seppur divisa lotta contro l’Oscuro Signore e i suoi messaggeri.
Gandalf è ancora vivo e guida la Compagnia.
Molti compagni si rincontrano (per esempio Aragorn, Legolas e Gimli riincontrano Pipino e Merry) e affrontano lotte, mentre Frodo, aiutato da Sam, porta a termine la sua missione.
• CONCLUSIONE: Dopo aver sconfitto Sauron, Aragorn diventa re di Gondor e dei Regni occidentali e sposa Arwen, Stella del Vespro, mentre Eomer diventa il nuovo re di Rohan.
L’intera Compagnia si rincontra, per separarsi nuovamente e far ritorno alle loro case.
Arrivati alla Contea, gli Hobbit vedono tutto cambiato ed organizzano una rivolta per ripristinare la situazione.
Dopo aver ricostruito e restaurato ogni cosa, Sam si sposa ed ha una figlia, mentre Frodo, Gandalf, Galadriel, Elrond e Bilbo raggiungono i rifugi oscuri e salpano.
Si tratta di una conclusione che ribalta le aspettative del lettore.
Nel libro de “Il signore degli anelli”, per modificare l’ordine cronologico dei fatti narrati, vengono utilizzate due tecniche: il FLASHBACK e il FLASH FORWARD.
La prima parla di fatti avvenuti in precedenza, per esempio quando Gandalf racconta a Frodo la storia dell’Anello, oppure al Consiglio di Elrond, quando Gandalf racconta il suo momento di prigionia nella Torre di Orthanc utilizzando un flashback, oppure ancora quando lo stregone, creduto morto, ricompare, raccontando ciò che gli è accaduto nel vuoto dei Cancelli di Moria.
La seconda, invece, anticipa ciò che accadrà in futuro.
Nel testo viene usata per indicare anticipazioni di ciò che i personaggi faranno o non faranno, con frasi del tipo “… ed egli non lo rivedrà mai più”.
Gli avvenimenti narrati hanno una durata, in molti casi si tratta di RIASSUNTO o SOMMARIO, per esempio quando viene descritta la marcia della Compagnia, dove, in alcune pagine, vengono sintetizzate giorni di marcia o di battaglie.
Sono poi presenti dei punti in cui la durata reale coincide con quella narrativa, questa è la SCENA ed è presente quando i vari personaggi dialogano fra loro.
Molto frequente è anche l’ELLISSI.
Si può ricordare il suo utilizzo all’inizio del libro quando si racconta degli anni successivi alla festa di Bilbo. Si parla subito dell’arrivo di Gandalf, saltando un arco di tempo di tre anni dal giorno della partenza del vecchio Hobbit, oppure durante il viaggio della Compagnia, quando vengono utilizzate espressioni del tipo: “… dopo tre giorni di marcia…”.
Nel testo sono presenti in particolar modo sequenze descrittive (quando vengono descritti i luoghi attraversati durante il loro viaggio e l’intero ambiente che li circonda), dialogiche (quando i diversi personaggi danno vita ad un dialogo, per esempio Frodo che parla con Sam, Gandalf che parla con re Théoden…), ma sono anche presenti molte sequenze narrative, per esempio quando l’autore descrive le azioni e gli eventi da loro sostenuti durante il loro viaggio.
TEMPO E LUOGO
La vicenda si svolge durante la Terza Era della Terra di Mezzo ed inizia ad aprile del 1418 quando Gandalf arriva ad Hobbiville. A Settembre dello stesso anno Frodo parte per il suo viaggio.
La Compagnia inizia il suo viaggio e compie la sua missione verso la fine di marzo.
Verso i primi di aprile raggiungono il campo di Cormallen e nello stesso mese Aragorn sposa Arwen.
Dopo aver intrapreso il viaggio del ritorno arrivano alla Contea verso l’inizio di ottobre ed ai primi di novembre insorgono, riportando la situazione alla normalità.
Il 1420 venne soprannominato l’anno dell’abbondanza e nel settembre del 1421 Frodo, Gandalf, Galadriel, Elron e Bilbo arrivano ai Rifugi Oscuri e salpano.
La storia dura quindi tre anni (1418-1421).
L’epoca è passata: si parla infatti di una storia ambientata moltissimi anni addietro.
La durata, cioè il tempo che intercorre tra i fatti narrati e il tempo in cui vive l’autore, è quindi massima.
Gli anni sopra indicati appartengono al calendario della Contea, che è quindi differente dal nostro.
Il ritmo narrativo in alcune parti è più veloce e fluido, perché vengono raccontati pochi fatti alla volta (per esempio quando vengono ospitati di Galadriel e Celeborn nel Bosco di Lòrien), mentre in altri è molto concentrato e poco scorrevole (per esempio durante la Guerra di Gondor).
L’opera si divide essenzialmente in tre parti:
1. il periodo antecedente alla partenza di Frodo, quando Bilbo se ne va, lascia l’anello a Frodo e Gandalf lo avverte dei suoi poteri
2. il viaggio di Frodo e dei suoi amici, della formazione della Compagnia dell’Anello e della missione di Frodo.
3. il loro ritorno a casa e del ripristino della vecchia situazione nella Contea.
La prima parte si svolge ad Hobbiville, nella Contea; la seconda parte si articola in un percorso che và da Hobbiville, alla Terra di Gondor e di Rohan (il gruppo di Gandalf, Aragorn, Legolas, Gimli, Merry, Pipino, i cavalieri di Rohan e i soldati di Gondor) e alla Terra di Mordor (Frodo, Sam e Gollum); la terza parte si svolge lungo il percorso da Minas Tirith fino ad Hobbiville.
La storia , quindi, è ambientata in molteplici luoghi, che sono luoghi reali, come le foreste (Vecchia Foresta, Foresta di Fangorn) o le colline (per esempio quelle dell’Emil Muyl), ma la Terra di Mezzo e tutti i luoghi appartenenti ad essi, non esistono veramente.
La vicenda si svolge per lo più in spazi aperti (per esempio campagne come i Campi del Pelennor, montagne, come le Montagne Nebbiose, città come Minas Tirith, Gran Burrone), ma anche spazi chiusi come ad esempio il Palazzo di Elrond, nel quale si è svolto il Consiglio di Elrond.
I diversi luoghi vengono descritti con precisione.
SISTEMA DEI PERSONAGGI
In questo racconto appaiono moltissimi personaggi: Frodo, Sam, Merry, Pipino, Bilbo, Gandalf, gli Elfi, Gildor, gli spettri dell’anello, Sauron, Aragorn, Glorfindel, Elrond, Elroin, Elrand, Arwen, Boromir, Legolas, Gimli, i nani, gli abitanti di Gran Burrone, gli Orchetti, il Barlog, re Theoden, Eomer, Eowyn, i cavalieri di Rohan, re Denethor, Faramir, gli abitanti di Gondor, Beregond, Bergil, Saruman, Gollum, Vermilinguo, Cactaceo, il Gaffiere, gli abitanti di Hobbiville, gli abitanti di Brea, gli spettri dei Tumulilande, Dama Galadriel, Celeborn, gli spettri dei morti.
Il protagonista è Frodo. I personaggi principali sono Gandalf, Aragorn, Legolas, Gimli, Sam, Merry, Pipino, Dama Galadriel, Celeborn, Gollum, Sauron, Saruman, re Théoden, Eomer, Eowyn, Arwen, Elrond, Elroin, Elrand, Boromir, Bilbo, i cavalieri neri, gli spettri dei Morti e gli spettri dell’anello e il Barlog, gli Orchetti, Faramir.
I personaggi secondari sono gli Elfi, Gildor, Glorfindel, i nani, gli abitanti di Gran Burrone, i cavalieri di Rohan, gli abitanti di Gondor, Beregond, Bergil, Vermilinguo, Cactaceo, il Gaffiere, gli abitanti di Hobbivile, gli abitanti di Brea, gli spettri dei Tumulilande.
Il protagonista è Frodo. Gli antagonisti sono Saruman, Sauron, gli Orchetti, il Barlog e gli spettri dell’anello.
Gli aiutanti sono Gandalf, Aragorn, Sam, Merry, Pipino, Bilbo, re Theoden, Eomer, Eowyn, Elrond, re Denethor, Faramir, Boromir, Gimli, Legolas, Aragorn, Glorfindel.
I falsi aiutanti sono Vermilinguo, che antico consigliere di Rohan ha tradito il suo re: re Théoden e Gollum, che, facendo finta di essere grato a Frodo e di volerlo aiutare, lo ha condotto nella tana di Shelob, affinchè l’animale lo aggredisse. Quando ha visto il suo piano fallire, ha seguito i due amici, cercando infine di rubare l’anello dal collo di Frodo.
Frodo è un personaggio a tutto tondo, perché inizialmente timido e riluttante, accetta poi a Gran Burrone di divenire l’ufficiale portatore dell’anello.
Anche alcuni suoi amici si rivelano personaggi di questa categoria: a partire da Sam, che, dall’animo timido e facilmente spaventabile, pur di proteggere il suo padrone ha acccettato di assumersi la responsabilità dell’anello, seppur poi, pentito, si in cerca del suo padrone con l’ultimo tentativo di proteggerlo; Merry quando si trova davanti al cavaliere alato, seguendo l’esempio di Eowyn si getta contro il cavaliere ferendolo e dimostrando un coraggio che aveva fino ad allora nascosto.
Pipino invece è un personaggio a bassorilievo.
Aragorn è un personaggio a tutto tondo: non si riesce a prevedere le sue mosse, tanto che alla fine del libro viene nominato re.
Gandalf è un personaggio tondo perché assolutamente in grado di stupire il lettore. Quando tutti lo credevano morto, lui riuscì invece a liberarsi, ricomparendo poi misteriosamente nella Foresta di Fangorn.
Anche Eowyn, sorella di Eomer è un personaggio a tutto tondo. Sotto quall’aspetto delicato e sensibile si rivela invece pronta a combattere, tanto da travestirsi da cavaliere pur di star vicino al suo re, che considera come un padre.
Un altro personaggio a tutto tondo è Gollum: questo strano essere, dopo essere stato soggiogato ed indebolito dall’anello, segue in silenzio la compagnia, apparendo improvvisamente davanti a Frodo e Sam e diventando la loro guida, presta falso giuramento e, quando sembra ormai innocuo tenta di uccidere i due amici e di impadronirsi dell’anello.
Re Theoden, è un personaggio a bassorilievo, perché inizialmente diffidente verso Gandalf, annunciato come portatore di sventure, egli conquista infine la sua fiducia, tanto da decidere di partire con lui nel suo viaggio, abbandonando assieme al suo palazzo anche l’aspetto da vecchio ormai privo di forze, che sotto soggiogazione del suo consigliere aveva da qualche tempo assunto.
Un altro personaggio a bassorilievo è anche Arwen, la Stella del Vespro, che dopo la sconfitta dell’Oscuro Signore, sposa Aragorn diventando regina, così come Eomer, che diventa invece il nuovo re di Rohan, successore di re Théoden.
Anche Boromir è un personaggio di questa categoria: segretamente interessato all’anello, tenta di approfittare di un momento d’incertezza di Frodo per sottrarglielo, seppur senza risultato.
Legolas e Gimli possono essere considerati personaggi anch’essi a bassorilievo per il semplice motivo di aver instaurato un’amicizia tra Nani e Elfi, popoli da molto tempo in lotta fra loro e che, proprio per questo motivo, il lettore non si aspetta.
Dama Galadriel ed Elrond sono anch’essi personaggi a bassorilievo, poiché, solo alla fine, quando il lettore meno se lo aspetta rivelano essere i portatori di due dei tre anelli degli Elfi.
Bilbo è un personaggio a bassorilievo.
Glorfindel, Celeborn, gli abitanti della Contea, di Brea e di Gran Burrone, gli Orchetti e il Barlog sono invece personaggi piatti, poiché non fanno nulla di particolare all’interno della storia.
Nella storia i personaggi vengono presentati in diversi modi: direttamente in azione (come nel caso di Glorfindel), attraverso autopresentazione (nel caso di Aragorn), attraverso le parole di altri personaggi (come nel caso di Boromir che viene presentato al Consiglio da Elrond).
LINGUAGGIO
Il linguaggio rappresentato in questo testo è quello dell’Ovestron, l’antica lingua che si parlava in tutte le zone occidentali della Terra di Mezzo, durante la Terza Era.
Nel racconto l’autore utilizza un lessico di media frequenza.
Le frasi sono per lo più subordinate, ma vi sono anche moltissime coordinate.
Nel testo vengono anche usate alcune figure retoriche: le più evidenti sono una figura retorica simile alla personificazione, che consiste nel dare caratteristiche umane anche ad oggetti inanimati, come per esempio l’anello che nel libro viene sempre citato con la lettera maiuscola.
Vi sono alcune metafore, come, ad esempio a pag. 299, dove viene citata l’espressione “riva di perle”.
A pag. 436, poi, è narrata la lotta tra il bene e il male: questo è l’argomento reale presente nel libro.
Viene raccontata nella frase:”Da questa altura ove ci troviamo, sono visibili le due potenze che si contrappongono; esse lottano ora incessantemente col pensiero, ma mentre la luce penetra nel cuore stesso dell’oscurità, il suo segreto ancor non è scoperto. Non ancora.”
Nel testo, l’autore ha anche inserito alcuni neologismi, cioè ha inventato dei nuovi vocaboli, come ad esempio “olifante”, che sta per elefante o ancora “Palantìr” oppure “silmaril”.
Viene utilizzato un linguaggio moderno ed, in alcuni punti del testo sono stati riportati testi di canzoni scritti in poesia.
I personaggi parlano perlopiù per mezzo del discorso diretto, durante i dialoghi e talvolta attraverso il flusso di coscienza, che indica i pensieri dei personaggi, quando però sono ancora indistinti ai personaggi stessi.
AUTORE E PUNTO DI VISTA
L’autore non interviene nel brano con le sue considerazioni personali, ma rimane esterno alla vicenda, limitandosi a raccontare i fatti. All’interno del testo l’autore ha inserito alcuni personaggi che sanno più di ciò che conoscono i compagni (per esempio Gandalf e Aragorn) e che, pur mantenendo un aspetto misterioso sanno più di quello che vogliono far credere.
Si tratta inoltre di un narratore esterno, perché la storia non viene narrata da nessun personaggio del brano.
La storia non viene raccontata secondo il punto di vista di nessun personaggio: si tra tta quindi di focalizzazione zero.
Di tanto in tanto, però, alcuni personaggi esprimono le loro opinioni riguardo un determinato argomento (per esempio quando Sam esprime la sua diffidenza nei confronti di Gollum).
IMPRESSIONI DI LETTURA
Trovo questo libro interessante, perché tratta di un argomento , che ispira il lettore a riflettere sulla realtà.
La lotta tra il bene e il male è infatti un argomento molto attuale, presente in un certo senso, anche nelle situazioni che viviamo ogni giorno, come per esempio le guerre, oppure lo sfruttamento minorile: le persone e i popoli più ricchi tendono a sottomettere quelli più poveri, poiché non hanno forza e mezzi per liberarsi.
E quando qualche temerario, cerca di ribellarsi, viene punito ed, in alcuni casi, addirittura ucciso.

Esempio



  


  1. xx04xx

    Il riassunto di "le porte delle miniere di moria "


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