Il Romanticismo

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L’ETA DEL ROMANTICISMO

• Il quadro storico-politico
L’età del Romanticismo si colloca tra la fine del XVIII sec. (fine Settecento) e la prima metà del XIX sec. (inizio Ottocento).
I principali avvenimenti che sono contemporanei all’età romantica sono:
1. ultimi eventi della Rivoluzione Francese (1789-1795)
2. epopea napoleonica (1789-1814/15)
3. Congresso di Vienna o della Restaurazione (1814-1815)
4. ondate rivoluzionarie del 1820/21 e del 1830/31 in Europa
5. rivoluzioni europee del 1848

1. Rivoluzione Francese. Una rivoluzione condotta dal TERZO STATO (la borghesia) contro il PRIMO (nobili) e il SECONDO STATO (il clero) e più in generale contro l’ANCIENE REGIME e cioè il vecchio potere monarchico-feudale (potere assoluto di origine divina) protettore degli interssi della nobiltà e del clero. Il terzo stato che si assunse il compito di distruggere il vecchio ordine politico e sociale non era però una classe sociale omogenea perché comprendeva borghesi e imprenditori, ma anche piccoli commercianti, artigiani, contadini, operai, proletari urbani, basso clero, disoccupati, ecc…
Comunque la borghesia era la componente più importante del terzo stato ed era una classe sociale che, a partire dal Medioevo, si era venuta affermando in contrasto con la nobiltà ed ispirandosi ai principi di libertà , uguaglianza e fratellanza e agli ideali dell’Illuminismo e cioè di quel movimento culturale sviluppatosi verso la metà del Settecento con il proposito di “illuminare” alla luce della ragione la mente dell’uomo per liberarla dall’ignoranza, dal fanatismo, dalla superstizione e per avviare l’umanità attraverso l’uso della ragione a condizioni di vita più umane.
La borghesia, considerato che i principi illuministici di libertà, uguaglianza e fraternità potevano soddisfare alcune sue esigenze, diede inizio alla rivoluzione Francese affinché questi ideali trovassero concreta realizzazione. Inizialmente, la borghesia riuscì a controllare il processo rivoluzionario al punto che già nel 1789 (primo anno della Rivoluzione) si giunse alla “dichiarazione dei diritti dell’uomo e di cittadino”, testo che contiene la dichiarazione dei principi di libertà, uguaglianza e fratellanza, anche se risulta essere una costituzione tipicamente borghese perché ribadisce l’inviolabilità del principio della proprietà privata. In un secondo momento, però, la rivoluzione passò nelle mani delle fazioni estremiste del popolo e diede luogo a eccessi (massacri) che fecero inorridire l’intera Europa e minacciarono le stesse conquiste borghesi. (N.B. – il periodo della Rivoluzione Francese di cui stiamo parlando fu talmente violento che è passato alla storia con la denominazione di “Il TERRORE”).
Alla fine, comunque, la borghesia riprese il controllo del processi rivoluzionario e ebbe la meglio sulle altre classi sociali e così riuscì ad imporre la sua rivoluzione;infatti la costituzione dell’anno III° (agosto 1795) stabilì la fine del movimento Rivoluzionario ribadendo i principi di libertà ed uguaglianza ma anche quello della proprietà privata e restringendo in senso rigidamente censitario, il diritto dei cittadini a partecipare alla vita pubblica.

2. Epopea Napoleonica. Nel clima politico-sociale appena descritto maturò l’Esperienza Napoleonica; il generale di origine corsa Napoleone Bonaparte nel 1796 è al comando dell’armata spedita alla conquista dell’Italia. Nel giro di otto anni (1796-1804) Napoleone riuscì, gradualmente ad accentrare in sé tutti i poteri fino a diventare Imperatore (1804).
Napoleone svolse sulla scena francese ed europea un duplice ruolo:
a. fu portatore di speranze di libertà ed indipendenza, di uguaglianza e, sul piano tecnico-amministrativo di leggi e di strutture più laiche e più moderne (aspetto POSITIVO)
b. fu un monarca assoluto e quindi insensibile alle esigenze di rinnovamento (aspetto NEGATIVO)
Nonostante tutto, Napoleone risvegliò comunque nei Paesi dove arrivò, forti sentimenti nazionali e la convinzione che la libertà non si poteva “importare dalla Francia” ma bisognava conquistarsela in prima persona.
Contro Napoleone, l’Europa ufficiale, come già prima contro la riv. Francese, e guidata da Inghilterra, Russia e Austria sconfisse Napoleone prima a Lipsia in Germania (1813) e poi a Waterloo in Belgio (1815).

3. Congresso di Vienna. Con il Congresso di Vienna (1814-15) o congresso della Restaurazione l’Europa tentò di cancellare sia la riv. Francese che l’esperienza napoleonica e lo fece “restaurando”, cioè tentando di riportare l’Europa a com’era prima della riv. Francese e dell’ esperienza napoleonica.
Per restaurare, i rappresentanti dei vari Stati europei, riuniti a Vienna (compresi i legittimi rappresentanti dello Stato francese) operarono nel rispetto di tre principi guida: PRINCIPIO DI LEGITTIMITA’; PRINCIPIO DI COMPENSAZIONE; PRINCIPIO DI EQUILIBRIO.
a. secondo il PRINCIPIO DI LEGITTIMITA’ tutti i sovrani spodestati da Napoleone dovevano ritornare sui loro troni
b. secondo il PRINCIPIO DI COMPENSAZIONE i sovrani europei che più avevano combattuto contro la riv. Francese e Napoleone avevano diritto a compensi territoriali
(N.B. è abbastanza evidente come l’applicazione del secondo principio non rispettasse il primo principio e quindi molti sovrani “minori” europei persero trono e territorio a favore delle grandi potenze europee)
c. secondo il PRINCIPIO DI EQUILIBRIO doveva esistere una sostanziale parità militare tra le potenze europee e per evitare nuovi pericoli provenienti dalla Francia. Sui confini francesi verso l’Europa venne creata una serie di Stati chiamati Stati-cuscinetto
N.B. – Per controllare la situazione o meglio l’ordine voluto dal Congresso di Vienna nacque la cosiddetta Santa Alleanza e cioè un’alleanza tra Austria, Russia, Prussia allo scopo di bloccare sul nascere qualsiasi tentativo di mettere in crisi l’ordine voluto dal Congresso di Vienna.

Tra gli aspetti positivi del Congresso di Vienna possiamo ricordare i seguenti:
a. la fine della schiavitù
b. la libera navigabilità dei fiumi europei
Tra gli aspetti negativi:
a. il tentativo di bloccare il progresso europeo fingendo che la riv. Francese e l’epopea napoleonica non fossero avvenute e quindi il tentativo di “restaurare” l’Europa delle monarchie assolute
b. la nascita della Santa Alleanza per mantenere l’ordine voluto dal Congresso di Vienna

4. Mentre in Europa era in atto la Restaurazione, cominciarono comunque a manifestarsi spiriti nazionalistici e progetti di lotta.
La classe dirigente borghese europea formatasi nel corso dell’esperienza napoleonica si presentò come progressista e determinata a far valere le proprie istanze liberali e liberiste e unitarie e a guidare i moti nazionali (è evidente l’interesse economico della borghesia a raggiungere l’unità nazionale)
La prima ondata rivoluzionaria intervenne nel biennio 1802-21 e i moti che ne derivarono fallirono un po’ ovunque; anche i moti rivoluzionari che scoppiarono nel 1830-31 fallirono ovunque così come i precedenti.
Solo nel 1848 le rivoluzioni avrebbero ottenuto i primi successi ed avrebbero quindi dato origine, ad esempio in Italia, al Risorgimento, e più in generale alla fine della Restaurazione.

• I rapporti sociali

La prima metà dell’Ottocento, così come gli ultimi decenni del Settecento, fu un periodo caratterizzato dall’affermazione di una nuova struttura sociale infatti l’età del Romanticismo coincide, in buona parte anche con l’affermazione della riv. Industriale che determina, a livello sociale, la nascita di una nuova classe sociale IL PROLETARIATO, i cui interessi si contrappongono nettamente a quelli della borghesia industriale e finanziaria.
L’affermazione del proletariato, è quindi diretta conseguenza della riv. Industriale e di un modo nuovo di produzione basato sulla fabbrica e non sul laboratorio artigianale. Inizialmente la riv. Industriale riguardò soprattutto l’industria tessile ma, verso il 1830, essa era estesa anche all’industria siderurgica.
Lo sviluppo industriale ebbe importanti conseguenze tra le quali:
a. crisi dell’artigianato
b. urbanesimo
c. sconvolgimento del paesaggio
d. nascita della figura dell’operaio, quasi sempre un ex cittadino, e di conseguenza affermazione graduale di una legislazione sociale che liberasse il proletariato da sfruttamento e emarginazione.

• Il pensiero

Il pensiero romantico nasce dalla crisi dello spirito illuministico, che se aveva fornito le “armi” della RAGIONE per abbattere l’ ancien regime non sembrava però in grado di esprimere una nuova concezione del modo in cui ci fosse spazio per la totalità dell’uomo e cioè per la sua soggettività, la sua storia, i suoi sentimenti e più in generale per una comprensione complessiva della realtà.
Al centro della filosofia romantica c’è l’uomo inteso come soggetto attivo, entità spirituale tesa a cogliere il significato ultimo e della realtà, a confondersi con essa senza limitarsi alla sua descrizione.
Il punto di passaggio, ma anche di continuità è segnato dal filosofo tedesco Immanuel Kant, filosofo illuminista che sottoponendo però a critica la stessa ragione illuministica giunse alla conclusione che la ragione è sicuramente uno strumento molto potente per giudicare gli aspetti esteriori del mondo e cioè quella che Kant chiama REALTA’ FENOMENICA ma non è in grado di giudicare degli aspetti segreti ultimi, non apparenti della realtà che Kant definisce REALTA’ NOUMENICA; Kant afferma inoltre che la realtà noumenica può essere colta solo dall’artista, non attraverso la ragione bensì attraverso un rapporto di comunicazione diretta cioè l’intuizione.
Quanto sostenuto da Kant, aprirà la strada alla concezione romantica dell’arte.

La concezione romantica della realtà e cioè la filosofia romantica avrà il massimo rappresentante nel pensatore tedesco George Friedrich Wilelm Hagel, la filosofia da lui e da altri pensatori elaborata prenderà il nome di idealismo e si proporrà di conciliare il vuoto tra la realtà fenomenica e la realtà noumenica.
Sul piano politico il pensiero Romantico oscilla tra conservazione e radicalismo, ma il suo aspetto più costruttivo è il liberalismo, movimento ancora attuale basato sulla libertà dell’individuo (libertà di stampa, di parola, di pensiero nel rispetto assoluto della proprietà privata). In età romantica sul piano economico e come dottrina derivata dal liberalismo si afferma il liberismo, sostenitore della libera iniziativa e della libera concorrenza, liberismo che eredita alcuni principi della scuola fisiocratica.

• La letteratura

Il movimento d’arte che caratterizza il periodo storico a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento e che precede il Romanticismo e il Neoclassicismo; il Neoclassicismo nasce dal rinnovato interesse per il mondo classico legato anche agli scavi delle città sepolte dall’eruzione del Vesuvio (Pompei, Ercolano e Stabia).
Questo nuovo entusiasmo per il mondo antico sembra rispondere sia alle esigenze del razionalismo proprie dell’Illuminismo sia il desiderio, tipicamente romantico, di evadere dalla realtà storica in cui si vive per rifugiarsi in una realtà ideale, quella realtà ideale propria della nuova sensibilità romantica.
N.B. – Il Neoclassicismo fu un movimento che interessò le arti figurative (pittura, scultura, architettura, poesia e moda) ed ebbe il massimo teorico nello storico d’arte e archeologo tedesco Joacckino Winckelmann che teorizzò il “bello ideale” proprio dell’arte classica come valore insuperabile e quindi assoluto e eterno. Su questo sfondo Neoclassico si innestò, per poi diffondersi, il movimento romantico.
Il Romanticismo fu un movimento complesso e contraddittorio per il quale la soggettività individuale diventa elemento determinante e da intendersi sia come desiderio e slancio e ricerca dell’infinito, sia come volontà di trasformazione della realtà.
In Germania (1798-1800) il termine “romantique” entrò nella lingua tedesca ad opera dei fratelli Schlegel a indicare la poesia contemporanea (cioè dei romantici) contrapposta a quella dei classici.
I fratelli Schlegel distinsero infatti:
a. una poesia ingenua, fantastica, caratterizzata da armonia, serenità, equilibrio, poesia propria degli antichi distrutta però dal Cristianesimo e dal conseguente senso del peccato
b. una poesia sentimentale, riflessiva, caratterizzata da dramma, inquietudine, nostalgia, tendenza verso il sogno, l’infinito, il mistero proprio dei moderni e cioè dei romantici.
Il movimento romantico, a partire dalla Germania e dall’Inghilterra, si diffuse abbastanza rapidamente nel resto dell’Europa con l’eccezione dell’Europa latina (Francia – Spagna – Portogallo – Italia) dove il movimento si sviluppò più tardi perché più forte era la tradizione classica e neoclassica.
Riassumendo, si può dire che per i romantici la poesia è:
a. espressione spontanea della personalità attraverso il sentimento
b. ritorno alla natura
c. affermazione della libera fantasia contro le regole della poetica classica e neoclassica
I romantici, o perlomeno alcuni di essi, rifiutano i canoni della retorica e i principi di unità per una maggiore libertà nella composizione o, detto in un altro modo, cambiarono non solo i contenuti ma anche la forma della poesia.

• TEMI DELLA LETTERATURA ROMANTICA IN SINTESI
Tra i motivi che caratterizzano la letteratura romantica possiamo ricordare i seguenti:
a. SENTIMENTO: Il Romanticismo esalta il soggetto quindi l’individuo inteso come istinto, affettività, sensibilità e cioè quegli aspetti che l’Illuminismo aveva trascurato
b. SPIRITUALITA’: il Romanticismo rivaluta tutte le dimensioni irrazionali dell’uomo e quindi l’ansia religiosa, la tensione verso l’infinito e l’assoluto per cogliere al di la della realtà apparente la vera essenza del reale e cioè, come direbbe Kant, la realtà noumenica
c. POPOLO: il Romanticismo considera il popolo non come una somma di individui (v. Illuminismo) bensì come unità storica, linguistica, spirituale e quindi quella unità che prende il nome di nazione; secondo i romantici, il popolo deve realizzare l’unità e l’indipendenza nazionali (v. Italia e Germania) che costituiscono l’obbiettivo principale della borghesia.
d. STORIA: il Romanticismo dà alla storia un’importanza fondamentale perché la storia è in grado di cogliere l’animo, lo spirito delle nazioni. N.B. – è evidente come a partire da questa concezione il passato non sia più visto come oscurità, fanatismo superstizione (v. in proposito quello che pensavano gli illuministi nel Medioevo) me come tappa necessaria sulla via di uno sviluppo organico (v. STORICISMO).
Questo insieme di tematiche da origine ad una produzione multiforme che però si può strutturare su due linee di tendenza fondamentali:
- dimensione soggettiva, caratterizzata da bisogno di effusione totale e diretta dell’Io, o detto in altre parole, produzione che è centrata sulla dimensione soggettiva e quindi sul rapporto tra l’Io individuale e la realtà (v. Leopardi)
- dimensione storica caratterizzata da una letteratura impegnata legata ai temi civili (v. Manzoni)

DIMENSIONE LIRICO-SOGGETTIVA
La prima tendenza concepisce la letteratura come espressione immediata di stati d’animo, sentimenti, emozioni, rappresentazione del dolore personale e cosmico ed è caratterizzata da una visione pessimistica, che è il risultato di un contrasto non risolvibile tra la realtà ideale e quella reale

DIMENSIONE STORICA
La seconda tendenza concepisce la letteratura come strumento adatto a rappresentare la realtà sia contemporanea che storica e a farsi interprete dei destini nazionali in chiave patriottica. Si tratta di una letteratura caratterizzata da un forte impegno sociale e civile, dall’ amore per la libertà e dall’esaltazione del popolo.

N.B. – è opportuno ricordare che la prima tendenza sfocerà a fine secolo nel decadentismo mentre la seconda verrò ripresa all’interno del positivismo dalle correnti letterarie del naturalismo e del verismo

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