Il lavoro minorile

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Testo

SAGGIO BREVE:
DESTINAZIONE:
…Un giorno un bambino pakistano, di circa sette anni chiese ad un bambino italiano:”Che lavoro vorresti fare da grande?”. “Il dottore, come il mio papà, e tu?”. “Io ce l’ ho già un lavoro”. Il bambino italiano un po’ scettico: “E che lavoro fai?”. “Tesso i tappeti…sai come si chiama questo?”. “No”. “Si dice SFRUTTAMENTO MINORILE. “E cosa significa sfruttamento minorile?”. “Quando dei signori cattivi ti fanno lavorare tutto il giorno, ti usano, ti danno le botte se non fai quello che ti ordinano e, se poi non vai più bene ti vendono a persone estranee”. Il bambino italiano, spaventatosi, lo salutò e fuggì…
Nel mondo vengono sfruttati quasi 250 milioni di bambini, fra i 5 e i 14 anni. La vergognosa piaga del lavoro minorile non riguarda solamente i Paesi in via di sviluppo, ma tocca anche il cosiddetto mondo civilizzato, dall’America all’Europa, Italia compresa. Se guardiamo dentro a questo nostro grande Paese, tanto decantato da alcuni potenti e ricchi politici come una nazione dove tutti vivono nel benessere, scopriamo che ci sono milioni di semianalfabeti, che non riescono a varcare la soglia della povertà. In alcuni stati molti bambini vivono nelle fogne e in altre nazioni, nel cuore del vecchio continente vivono ancora adolescenti che sono oggetto dello sfruttamento più disumano. Ma ciò che inorridisce è il fatto che alcuni bambini vengono usati come "pezzi di ricambio" per il traffico di organi umani. Ed è per questo che, per tutelare la salute di questi bambini, molte associazioni come l’ Organizzazione Internazionale del lavoro (ILO) ha presentato varie normative riguardo il problema, come l’ età minima di 16 anni, un’ età minima maggiore per particolari lavori, visita medica e regolamentazione del lavoro notturno. Anche la Convenzione delle Nazioni Unite ha adottato diverse restrizioni sul lavoro dei minori. Se spostiamo lo sguardo in Africa noteremo che, qui, molti bambini muoiono di fame, di sete, e in alcuni casi diventano degli scheletri. A queste immagini davvero raccapriccianti, si aggiungono le guerre tra le “famigerate” multinazionali, che si contendono avidamente tutte le ricchezze dell’ Africa. Bene, in questi conflitti vengono inviati i cosiddetti “bambini-soldato”, di circa sette anni, con in mano fucili più grandi del loro corpo. Così come non esistono milioni di bambini privi di documento di riconoscimento anche loro, per l’ anagrafe “non esistono”. In queste guerre sono morti più di due milioni di bambini, cui si deve aggiungere il numero considerevole dei mutilati. In una vasta zona, che va dal Gabon al Togo, migliaia di piccoli vengono venduti dalle famiglie per pochi soldi, in molti casi vengono rapiti per essere ceduti come schiavi al servizio dei grandi proprietari terrieri della Costa Avorio, per essere poi utilizzati nelle piantagioni di cotone e cacao. Mentre ai bambini vengono affidati i lavori più duri, le bambine subiscono la violenza e l’umiliazione di servire nelle famiglie dei ricchi. I mali dell’ Africa non finiscono qui. Infatti un male terribile sta decimando milioni e milioni di africani: l’ AIDS. Si sta profilando una catastrofe umanitaria di proporzioni immaginabili. Infatti le case farmaceutiche anziché combattere la grave malattia, distribuendo, per esempio, medicine a basso costo, la favoriscono, portando il costo dei medicinali a prezzi inaccessibili. Milioni di bambini vengono impiegati in diverse attività lavorative come la produzione di tappeti, concerie, vetrerie, cave, la raccolta di rifiuti e il trasporto di oggetti pesanti. Sono bambini che non frequentano la scuola e sono privi di una qualsiasi assistenza. Per non parlare dei bambini e bambine che, in Pakistan, lavorano nelle fornaci, aiutando i muratori a portare mattoni e calce. Per pochi soldi esercitano i lavori più duri e umili. In Nepal, uno dei Paesi più poveri al mondo, migliaia di bambini vivono sulla strada, diventata la loro casa. Il 40% degli abitanti risultano essere denutriti e l’alfabetizzazione raggiunge solamente il 43% della popolazione. In Thailandia, accanto allo sfruttamento minorile del lavoro, prospera la pedofilia. Spesso bambini e bambine vengono rapite e venduti e sacrificati “alla perversione di pedofili”, soprattutto infermieri, diplomatici, uomini d’ affari, tutti provenienti dal mondo occidentale. Questi fanciulli vengono stuprati e tenuti in topaie cupe e buie, in condizioni igieniche precarie. Poi, ci sono anche i bambini e le bambine di strade, che, molto spesso, diventano vittime soggette a violenze di chi approfitta della loro debolezza. Un caso di cui noi tutti, forse, siamo a conoscenza è la storia di Iqbal Masih, un bambino che aveva solo quattro anni quando fu venduto dalla sua famiglia per lavorare in una fabbrica di tappeti in Pakistan. Fu un bambino molto coraggioso, ma che fu ucciso dagli uomini della mafia dei tappeti perché aveva avuto la forza di denunciare le forme di sfruttamento che avvenivano nel suo paese. Prima, però, aveva portato la sua testimonianza in altri paesi asiatici, in Occidente e negli Stati Uniti e nel 1994 ricevette come premio del suo coraggio una borsa di studio. Aveva solo dodici anni quando venne a mancare. Molto spesso ci viene da chiederci ciò: Perché, in molti paesi, dove l’ ignoranza è così diffusa, non si capisce che è ingiusto e disumano lo sfruttamento di bambini così piccoli ed è terribile sapere che in alcune nazioni vigono ancora forme talmente spietate nei confronti di anime così ingenue? Molti non sanno che in Bangladesh come in Thailandia molti bambini vengono impiegati dalle 13 alle 16 ore al giorno in attività per di più molto rischiose come, il lavoro nelle miniere, che non consente a questi fanciulli di poter rimanere incantati di fronte alla bellezza delle luce del sole , perché sono costretti a rimanere rinchiusi in cunicoli oscuri e angusti. Lo sfruttamento dei minori deve essere cancellato una volta per tutte dalla faccia del nostro pianeta, perché impedisce a milioni di bambini e bambine di crescere , con l’ affetto delle proprie famiglie, impedisce di coltivare nuove amicizie e di non avere una buona istruzione e soprattutto di avere cancellata nella propria scatola dei ricordi uno delle cose più belle al mondo: la propria infanzia.

Riccardo Silvestri II B

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