I contratti di lavoro subordinato

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Testo

I CONTRATTI DELL’IMPRENDITORE
1)I contratti in genere:L’imprenditore è protagonista di un ciclo di scambi, egli anticipa una somma di denaro perché riaffluisca aumentata. L’imprenditore conclude contratti che implicano l’anticipo negli scambi di una somma di denaro e quindi un costo. Il riafflusso è un ricavo. Altri contratti con i quali si realizzano ricavi sono quelli di appalto, trasporto, spedizione e deposito. Particolare importanza assumono i contratti bancari.
IL CONTRATTO DI LAVORO SUBORDINATO
1)Il diritto del lavoro:L’attività lavorativa è lo strumento principale mediante il quale si ottiene denaro per soddisfare le proprie esigenze. Essa può essere: a) alle dipendenze dello Stato (disciplinato dalle norme di pubblico impiego); in modo autonomo (senza vincoli di dipendenza, a proprio rischio e disciplinato dalle norme di diritto privato sul contratto d’opera); c) subordinato (sotto le dipendenze di un altro soggetto).

La subordinazione:Vi è subordinazione quando ci sono i seguenti elementi:
- gli strumenti produttivi e le materie prime sono forniti dal datore di lavoro;
- il datore ha il potere di organizzare il lavoro di ogni dipendente e di coordinarlo con quello di altri.
Inoltre, in caso di andamento negativo, il rischio economico, di fallimento e di cessazione attività grava solo sul datore mentre sul subordinato grava solo il rischio di perdere il lavoro. L’organizzazione economica del datore si applica solo ad alcuni tipi di rapporto cioè solo a quelli in cui il lavoratore, pur essendo autonomo, deve sottostare alle direttive del committente (idraulici, muratori).

Il contenuto del diritto del lavoro:Il diritto del lavoro si colloca in molte fonti diverse: la Costituzione, il Codice Civile, i Contratti collettivi di lavoro.
Esso si divide in:
a) diritto sindacale, che disciplina l’attività dei sindacati dei lavoratori (in particolare i contratti collettivi e gli scioperi);
b) diritto privato del lavoro, che regola il rapporto individuale di lavoro (determina quali sono le obbligazioni tra il singolo datore e il singolo lavoratore);
c) legislazione sociale, che regola varie forme di tutela pubblica dei lavoratori e ha come oggetto principale: 1)la tutela del lavoro minorile e femminile; 2)dell’integrità fisica dei lavoratori; 3)dei lavoratori che si trovano in condizioni di malattia, infortunio, invalidità, vecchiaia, disoccupazione (diritto previdenziale).

2)La disciplina costituzionale del lavoro subordinato:Per quanto riguarda il lavoro subordinato, la Costituzione detta alcune regole:
a) La Politica Economica e la Legislazione devono rimuovere gli ostacoli economico-sociali quindi la Legi. deve fare in modo che egli possa esercitare i suoi diritti della personalità, politici e sindacali anche all’interno dei luoghi do lavoro. In particolare, la protezione offerta al lavoratore consiste nell’imporre numerosi limiti all’autonomia privata;
b) Tutti i cittadini hanno diritto al lavoro quindi la Pol. Eco. e la Legi. devono creare le condizioni che rendono effettivo questo diritto;
c) La retribuzione deve essere proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto e comunque sufficiente per assicurare una vita dignitosa al lavoratore e alla sua famiglia. IMMEDIATAMENTE PERCETTIVA;
d) L’uomo e la donna devono ricevere, a parità di lavoro, lo stesso trattamento e in particolare la stessa retribuzione;
e) I lavoratori possono organizzarsi in sindacati ed essi sono liberi di svolgere la loro attività. IMMEDIATAMENTE PERCETTIVA;
f) Lo sciopero è un diritto liberamente esercitabile. IMMEDIATAMENTE PERCETTIVA;
g) La Legi. deve offrire una particolare protezione a determinate categorie come lavoratrici madri, minorenni, portatori di handicap;
h) La Legi. deve prevedere e assicurare mezzi adeguati alle esigenze di vita per coloro i quali hanno perso in qualsiasi misura la propria capacità lavorativa in caso di “infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”. Diritto previdenziale.

3)I sindacati:I sindacati sono associazioni di lavoratori che hanno lo scopo di difenderne i diritti e promuoverne gli interessi; sono associazioni di diritto privato e dotate di un’autonomia patrimoniale imperfetta. La Costituzione stabilisce che in Italia «l’organizzazione sindacale è libera» (art. 39 c.1). Stabilisce inoltre che essi dovrebbero ottenere una registrazione a condizione che abbiano un ordinamento interno a base democratica con le conseguenze che essi possono costituire rappresentanze unitarie che stipulano contratti collettivi che hanno efficacia su tutti gli appartenenti alla categoria a cui il contratto si riferisce. La legge non regola i sindacati, ma attribuisce rilevanza giuridica alle loro attività. La condotta antisindacale è quando, nel caso in cui il datore impedisca la libertà e l’attività sindacale, il sindacato può ottenere che il giudice faccia cessare questi comportamenti e annullare gli effetti. L’organizzazione di ciascun sindacato è complessa ed è articolata secondo 2 diversi criteri (per settori produttivi e per territorio). Sono organizzati in federazioni nazionali di categoria e a loro volta in confederazioni intersettoriali.

4)I contratti collettivi:I contratti collettivi hanno la funzione di stabilire le regole che disciplinano ciascun singolo rapporto individuale di lavoro. La contrattazione collettiva si articola su 3 livelli: interconfederale come l'accordo interconfederale sulle rappresentanze sindacali unitarie; categoria come i contratti collettivi nazionali del lavoro; aziendale come i contratti aziendali.
Il contenuto dei contratti consiste:
a) Una parte obbligatoria, i diritti e gli obblighi reciproci delle organizzazioni stipulate;
b) Una parte normativa, le regole alle quali si devono uniformare i contratti individuali di lavoro.
Questo contiene:
a) una parte economica, regole sulla retribuzione;
b) una parte normativa, i diritti dei lavoratori aventi carattere non ne immediatamente patrimoniale.
I contratti collettivi hanno efficacia obbligatoria nei confronti di tutti gli appartenenti al settore per quale sono stati stipulati. La parte economica si deve applicare a tutti i lavoratori del settore. La parte normativa è perlopiù applicata dal datore a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla loro iscrizione ai sindacati.

5)Lo Sciopero:Lo sciopero è lo strumento di cui dispongono i lavoratori subordinati. Consiste nell'astensione del lavoro volta allo scopo di sostenere interessi e rivendicazioni. Lo sciopero è un diritto, infatti gli scioperanti perdono solo il diritto alla retribuzione. Lo sciopero non costituisce reato. Il problema controverso è la misura della trattenuta sulla retribuzione, di regola deve corrispondere al tempo da lui non lavorato. Se il lavoro svolto durante uno sciopero articolato è privo di utilità per il datore, costui può rifiutarlo e quindi non retribuirlo. La legge regolamenta sia lo sciopero di lavoratori, sia l'estensione collettiva delle prestazioni.
Sono considerati servizi pubblici essenziali quelli volti a garantire il godimento dei diritti costituzionali della persona alla vita, alla salute, alla libertà e alla sicurezza, alla libertà di circolazione, all'assistenza e previdenza sociale, all'istruzione alla libertà di comunicazione.
Il diritto di sciopero dei lavoratori dipendenti e l'astensione collettiva delle prestazioni da lavoratori autonomi, possono essere esercitati in modo da consentire l'erogazione delle prestazioni indispensabili.
Sia lo sciopero sia l'estensione collettiva possono essere iniziati solo con un preavviso di almeno 10 giorni, con l'indicazione della durata della motivazione. È inoltre costituita una Commissione di garanzia e sono previste sanzioni. La serrata consiste nella chiusura per un certo tempo dell'azienda allo scopo di resistere alla rivendicazione dei lavoratori. La serrata non è più reato e non è divenuto un diritto costituzionalmente garantito.

6)L’assunzione:Il contratto di lavoro subordinato ha inizio con la conclusione del contratto di lavoro tra le parti con l'assunzione. Volto a favorire l'incontro della domanda con l'offerta di lavoro è il collocamento. Esso aveva uffici pubblici ce perseguivano 2 obiettivi; quello di favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro e quello di permettere una ripartizione equa delle opportunità di lavoro; erano vietate sia l’intermediazione privata sia l’assunzione diretta. Successivamente è stata ammessa l’assunzione diretta ed è stato abolito il monopolio pubblico del collocamento. L’attività di intermediazione può essere svolta sia da operatori pubblici, sia da operatori privati autorizzati. Operatori pubblici e privati possono essere autorizzati a esercitare l’attività di intermediazione iscrivendosi in un apposito albo delle agenzie per il lavoro. Tra gli operatori pubblici sono previsti tutti coloro che possono essere autorizzati a svolgere senza fini di lucro. Gli operatori privati che agiscono a fini di lucro devono essere società di capitali o cooperative. L’attività di intermediazione deve essere gratuita nei confronti dei lavoratori e deve svolgersi in modo da non consentire discriminazioni. È inoltre prevista l’istituzione di un borsa continua del lavoro, vale a dire entrare in contatto con gli intermediari autorizzati e i datori di lavoro. I datori che abbiano alle dipendenze almeno 15 lavoratori, sono obbligati ad assumere un determinato numero di persone disabili. Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato rimane tuttora il contratto più importante destinato a concludersi quando si verifichi il licenziamento del lavoratore, le dimissioni oppure la morte.

7)La prestazione del lavoro:L'obbligo del lavoratore è la prestazione del lavoro per il quale è stato assunto alle dipendenze e sotto la direzione del datore. Il contratto indica le mansioni e in relazione è attribuita una qualifica alla quale corrisponde una retribuzione. I lavoratori sono divisi in quattro categorie: dirigenti, quadri, impiegati e operai. Il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto. L'assegnazione a mansioni superiori diviene definitiva se si protrae altri 3 mesi. L'orario previsto non può eccedere di 40 ore settimanali e può essere concordato tra le parti in una misura inferiore: lavoro a tempo parziale. Il lavoratore può essere costretto a lavorare oltre l'orario normale: straordinario. Il lavoratore ha diritto a un soggiorno di riposo settimanale retribuito e un periodo di ferie annuali retribuite. Il datore ha il potere di organizzare e dirigere; ha il potere di impartire le disposizioni necessarie per l'esecuzione (aspetto direttivo), ha il potere di impartire le disposizioni necessarie per la disciplina nei luoghi di lavoro (aspetti disciplinari), ha il potere di vigilare sullo svolgimento del lavoro, di infliggere sanzioni disciplinari che violano i loro obblighi contrattuali. Le sanzioni possono essere dalla semplice ammonizione, alla multa, fino al licenziamento. Lo statuto dei lavoratori contiene alcune regole di carattere garantistico, le sanzioni devono essere predeterminate e portate a conoscenza dei lavoratori, prevede alcuni limiti massimi e stabilisce l'obbligo di seguire una procedura per la contestazione delle infrazioni nella quale il lavoratore può portare elementi a propria discolpa. Uno degli scopi è stato proprio quello di salvaguardare i diritti della personalità del lavoratore, affermando che i lavoratori sono cittadini che devono essere posti nelle condizioni di esercitare i propri diritti anche nei luoghi di lavoro. Il lavoratore ha un obbligo accessorio di fedeltà, non deve svolgere attività in concorrenza con il datore e non deve divulgare segreti aziendali. Il rapporto del lavoro può essere sospeso per un periodo di tempo. Il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro. Le principali cause sono la malattia, l'infortunio, la gravidanza, il servizio militare, il congedo matrimoniale, la cura dei figli, la chiamata a funzioni pubbliche elettive.

8)La retribuzione:Il principale obbligo del datore è il pagamento della retribuzione. La retribuzione deve essere sufficiente ad assicurare un’esistenza dignitosa al lavoratore e alla sua famiglia. La giurisprudenza ha finito con l’estendere a tutti i lavoratori di minimi salariali previsti dei contratti collettivi. La retribuzione se c'è tempo s'è commisurata tempo di lavoro. Si è cieco attimo o a provvigione s'è commisurata il rendimento effettivo del lavoro. Retribuzione può avere varie maggiorazioni e integrazioni come le maggiorazioni era straordinario, festivo, notturno, premi di produzione, tredicesima gratifica.

9)I licenziamenti e le dimissioni:Il rapporto di lavoro a tempo indeterminato cessa con la morte, per licenziamento e per dimissioni. Il rapporto a tempo determinato cessa per la scadenza del termine. Il licenziamento è l'atto unilaterale mediante il quale il datore di lavoro pone termine al rapporto.
I licenziamenti individuali e i licenziamenti collettivi sono due categorie di licenziamento. Quelli individuali possono essere per giusta causa (quello intimato dal datore qualora si verifichi una causa che non consente la prosecuzione del rapporto), per giustificato motivo (quello intimato dal datore per un inadempimento degli obblighi contrattuali (motivo soggettivo) oppure per ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione e al regolare funzionamento (motivo oggettivo)), per discrezionali (quello intimato dal datore a proprio piacimento (con un cenno)).
In caso di giustificato motivo o discrezionalmente è tenuto a dagli un preavviso nel termine e nei modi stabiliti, altrimenti deve pagare una somma di denaro corrispondente alla retribuzione detta indennità di mancato preavviso.
Nel caso di giusta causa non è soggetta a preavviso. I datori possono licenziare solo per giusta causa o giustificato motivo. Nel lavoro domestico si licenzia anche per discrezionale. Il licenziamento deve essere comunicato in forma scritta entro 60 giorni, deve essere motivato, altrimenti è inefficace. La motivazione è importante per il controllo giudiziario sulla sua legittimità per controllare che sussista realmente e che la causa effettiva rientri nella nozione legale.
Il licenziamento individuale:
- è nullo quando è discriminatorio;
- è annullabile quando è privo della giusta causa o del giustificato motivo;
- è efficace quando è stato intimato senza seguire le procedure.
In seguito alla sentenza il datore è sempre obbligato a reintegrare il lavoratore licenziato, se non esegue tale obbligo va incontro a conseguenze:
a) Il datore è tenuto a pagare la retribuzione al lavoratore per un tempo indeterminato oppure una indennità pari a 15 mesi di retribuzione, inoltre una indennità non inferiore a 5 mesi di retribuzione, si usa dire che il posto di lavoro ha una stabilita reale. Questa regola si applica:
- a tutti i licenziamenti nulli;
- a licenziamenti annullati o inefficaci, intimati dal datore che occupano più di 15 dipendenti.
b) Il datore è tenuto a pagare un’indennità corrispondente ad alcuni mesi di retribuzione, si usa dire che il posto ha una stabilita obbligatoria. Questa regola si applica:
- ai licenziamenti annullati o inefficaci, intimati da datori che svolgono senza scopo di lucro;
- ai licenziamenti annullati o inefficaci, intimati da datori con non più di 15 dipendenti.
Il licenziamento collettivo per riduzione di personale è il licenziamento di una pluralità di lavoratori in conseguenza della cessazione dell'attività dell'impresa o della riduzione o della trasformazione dell'attività.
La legge impone di seguire una determinata procedura di consultazione con i sindacati per verificare se esistano alternative ai licenziamenti. Il datore deve scegliere i lavoratori da licenziare secondo i criteri dei carichi familiari, dell'anzianità e delle esigenze tecnico-produttive e organizzative. Il licenziamento è inefficace se viene intimato senza la forma scritta, è annullabile se non vengono rispettati i criteri di scelta dei licenziandi. I lavoratori licenziati vengono iscritti in liste di mobilità. Gli iscritti hanno diritto al pagamento di una indennità di mobilità per 48 mesi massimo, essa è pari per i primi 12 mesi all’80% e per li altri mesi al 64%. Il lavoratore viene cancellato dalle liste quando rifiuta altre proposte di lavoro.
Prende il nome di dimissioni l'atto unilaterale mediante il quale il lavoratore pone termine al rapporto. Egli può dimettersi a proprio piacimento, se non sussiste una giusta causa è tenuto a dare un preavviso. Al termine del rapporto di lavoro il lavoratore ha diritto al TFR che ne ha dato una disciplina nuova l'indennità di anzianità o liquidazione. Il TFR è calcolato sommando per ciascun anno di servizio una quota pari e comunque non superiore all'importo della retribuzione dovuta per l'anno stesso divisa per 13,5%; la cifra è aumentata annualmente del 1,5%. In caso di morte, il TFR deve essere avversato al coniuge e ai figli, in proporzione al bisogno di ciascuno.

10)Il lavoro femminile:La costituzione stabilisce i 2 principi in materia di lavoro femminile:
a) il principio di uguaglianza nel lavoro, sono vietate le discriminazioni fondate sul sesso nelle assunzioni. La violazione da parte del datore può essere fatta cessare per ordine del tribunale.
b) Il principio di salvaguardia della funzione familiare, le condizioni del lavoro devono assicurare alla madre e al bambino una speciale protezione. Ricordiamo che le lavoratrici: 1)non possono essere licenziate in gravidanza; 2)non possono essere adibite a determinati lavori faticosi; 3)devono astenersi dal lavoro per un periodo che va da 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo, oppure 1 mese prima e 4 dopo; 4)possono astenersi dal lavoro per 6 mesi nei primi 8 anni del figlio la malattia di ogni figlio inferiore a 8 anni.
Le legge prevede che vengano svolte azioni positive per le donne per rimuovere gli ostacoli che impediscono le pari opportunità in particolar modo:
a) eliminare le disparità nell'istruzione scolastica, in quella professionale e nella vita lavorativa;
b) favorire l'accesso dalle posizioni di responsabilità, al lavoro autonomo e l'imprenditorialità femminile;
c) favorire una più equa ripartizione fra i due sessi.
Il compito deve sviluppare queste azioni positive spetta ai Consiglieri di parità che sono presenti nella Commissioni permanenti tripartite.

11)Il lavoro minorile:La Costituzione dice che il lavoro minorile deve avere una tutela. Le legge distingue i bambini dagli adolescenti. I primi sono i minori che non hanno 15 anni e che sono soggetti all'obbligo scolastico, per costoro vige il divieto di essere adibiti al lavoro. Gli adolescenti sono i minori di età tra i 15 e 18 anni che non hanno l'obbligo scolastico. Essi non possono essere adibiti a lavori pericolosi ma per quelli di minore portata.

12)Tipi particolari di contratti di lavoro:Il contratto di lavoro a tempo determinato ha prefissato un termine finale. Questo tipo di contratto è vietato quando è diretto a sostituire lavoratori in sciopero oppure quando si sia preceduto a licenziamenti collettivi. Il termine può essere prorogato una volta se il termine iniziale è inferiore a 3 anni. La durata non può essere superiore a 3 anni. Se è il datore cerca di eludere, il contratto diventa a tempo indeterminato.
Il contratto di lavoro a tempo parziale ha un orario giornaliero ridotto (tempo parziale orizzontale) oppure per periodi predeterminati nel corso della settimana, mese, anno (tempo parziale verticale) percependo una retribuzione proporzionata alle ore lavorate. Il lavoratore può rifiutare cambiamenti dell'orario o dei giorni pattuiti; si possono però inserire clausole: clausole flessibili dell'orario giornaliero; clausole elastiche nell’aumento dei giorni di lavoro.
I contratti di solidarietà hanno una riduzione dell'orario di lavoro e una riduzione della retribuzione allo scopo di evitare il licenziamento di alcuni di loro per crisi aziendale (contratti di solidarietà difensivi) oppure allo scopo di consentire l’assunzione di nuovo personale (contratti di solidarietà offensivi).
Il contratto di lavoro intermittente è il contratto con il quale un lavoratore si mette a disposizione del datore che lo può chiamare per lo svolgimento di prestazioni discontinue o intermittenti. Il lavoratore percepisce un'indennità per i periodi nei quali garantisce al datore la sua disponibilità. Anche questo contratto non può essere utilizzato per sostituire lavoratori in sciopero o licenziamenti collettivi.
Il contratto di lavoro ripartito è il contratto con il quale 2 lavoratori assumono l'adempimento di un'unica è identica obbligazione lavorativa, con la facoltà di distribuirsi i giorni e l'orario di lavoro e di sostituirsi in ogni momento tra di loro.
Il contratto di somministrazione del lavoro viene chiamato contratto di lavoro in affitto. È il contratto con il quale un intermediario autorizzato (somministratore) può offrire a pagamento il lavoro di propri dipendenti ad un imprenditore (utilizzatore). I lavoratori sono formalmente dipendenti del somministratore ma sono sotto il controllo e la direzione dell'utilizzatore. La somministrazione a tempo indeterminato è ammessa solo in alcuni casi, invece quella a tempo determinato è consentita quando esistono esigenze di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo dell'utilizzatore. Neppure questo contratto può essere utilizzato per sostituire lavoratori in sciopero o licenziamenti collettivi. L’utilizzatore è obbligato con il somministratore sia per il pagamento delle retribuzioni sia per il versamento dei contributi. Possono esercitare tale attività solo le società di capitali o le cooperative iscritte nell'apposito albo dalle agenzie del lavoro.
Nel contratto di lavoro a domicilio il dipendente lavora in locali propri, anziché nei locali dell'impresa, ma con vincolo di subordinazione.
Il contratto di lavoro a progetto è il contratto con il quale un soggetto si impegna a collaborare senza vincolo di subordinazione, alla realizzazione di uno o più progetti determinati da un committente. Si tratta di un contratto di lavoro autonomo però il lavoratore è tenuto anche a coordinarsi con l'organizzazione di quest'ultimo. Per questa ragione viene chiamato parasubordinato. Le legge riconosce alcune limitate tutele, egli deve essere assicurato contro le malattie e gli infortuni senza erogazione del corrispettivo.
Il contratto d'inserimento è diretto a realizzare, mediante un progetto individuale, l'inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro dei giovani di età i 18 e i 29 anni, delle persone svantaggiate, disoccupati da 29 a 32 anni, disoccupati di età superiore ai 50 anni, lavoratori che non abbiano lavorato da 2 anni, donne e persone con handicap. Il contratto ha una durata compresa tra i 9 e i 18 mesi e non è rinnovabile.
Il contratto di apprendistato è quando l'imprenditore si obbliga a impartire o a fare impartire all'apprendista l’insegnamento necessario per diventar lavoratore qualificato e lo utilizza nella sua impresa. Distinguiamo 3 tipologie: a)l'apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione per i giovani di almeno 15 anni; b)l'apprendistato professionalizzante per i giovani da 18 a 29 anni; c)l'apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione per giovani tra i 18 e i 29 anni.

Vi sono diverse gestioni, ordinaria e straordinaria:a) La cassa integrazione guadagni ordinaria interviene a integrare la retribuzione dei lavoratori sospesi in caso di situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o agli operai o situazioni temporanee di mercato. Eroga una somma corrispondente all’80% della retribuzione che sarebbe spettata. Ha una durata da 3 mesi a 12 mesi.
b) La cassa integrazione guadagni straordinaria interviene a integrare la retribuzione dei lavoratori sospesi in caso di ristrutturazione. Ha una durata massima di 36 mesi nell’arco di 5 anni. Se i lavoratori svolgono attività lavorative retribuite perdono l’integrazione per le giornate di lavoro effettuate. La cig è finanziata dallo stato e con un contributo a carico dei datori.

14)Gli assegni familiari: Gli assegni familiari sono somme che vengono versate ai lavoratori aventi familiari a carico, questi gravano sull’INPS ma sono corrisposte dai datori.

15)La previdenza e l’assistenza sociale:La previdenza e assistenza sociale stabilisce interventi pubblici a favore dei cittadini che si trovano in determinate circostanze sfavorevoli. I principali enti pubblici che gestiscono il sistema dell’assistenza e previdenza sociale sono:
- Il Servizio sanitario nazionale, Asl, ha competenze in materia sanitaria.
- L’Inail ha competenze in materia di infortunio sul lavoro.
- L’Inps ha competenze in materia di disoccupazione, invalidità e vecchiaia.
Le assicurazioni sociali sono strutturate secondo questo schema: i datori versano i contributi, l’ente pubblico effettua prestazioni a favore dei lavoratori. Il sistema pensionistico è gestito dall’Inps ed è finanziato con contributi posti a carico dei datori e in parte dai lavoratori, ed è finanziato dallo stato. Le pensioni consistono in somme erogate dall’ente. Vi sono molte pensioni:
a) La pensione d’invalidità : vi hanno diritto tutti i lavoratori aventi una capacità di lavoro ridotta in modo permanente per infermità o per difetti.
b) La pensione di vecchiaia: vi hanno diritto i lavoratori che hanno raggiunto 57 anni e che hanno contributi per 5 anni.
c) La pensione di anzianità: è riconosciuta a chi ha raggiunto un minimo di anzianità contributiva.
d) La pensione a favore dei superstiti: vi anno diritto i figli minorenni, il coniuge e a volte i genitori.
e) L’assegno sociale: vi hanno diritto tutte le persone che hanno superato 65 anni e hanno un reddito minimo.
L’assicurazione contro la disoccupazione involontaria è gestita dall’Inps. L’importo dell’indennità è pari al 30%, i disoccupati hanno diritto all’indennità massimo per 180 giorni. L’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali è gestita dall’Inail, riguarda tutti i lavoratori subordinati che svolgono lavori pericolosi. Il lavoratore ha diritto a un’indennità giornaliera in caso di inabilità temporanea assoluta al lavoro. Ha invece diritto a una rendita in caso di inabilità definitiva proporzionale al grado di inabilità.

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