il '600 e il '700

Materie:Riassunto
Categoria:Italiano
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Testo

CONTESTO STORICO: due sono i fattori più importanti:
a) la controriforma (seconda metà del 500, concilio di Trento 1545)
b) dominazione spagnola in Italia, pace di Ultrech e Rastat nel 1713 che segnano la fine della dominazione spagnola in Italia con il conseguente affermarsi degli Asburgo nel Ducato di Milano, i Borbona a Napoli e i Lorena in Toscana.
Il periodo tra la fine del 500 e il 600 è caratterizzato da un molteplice quadro dinamico, anche se sembrerebbe il contrario.
La CULTURA DOMINANTE è quella della controriforma dove prevale l’autoritarismo, la censura, la persecuzione di tutto ciò che è diverso, rifiuto, chiusura verso tutto ciò che è nuovo, si ha una concezione finalistica del mondo (antropocentrismo, geocentrismo, europocentrismo). Vi è una stretta alleanza trono-altare perché tutto discende da Dio.
SPINTE INNOVATRICI: le troviamo nel pensiero filosofico:
TELESIO: c’è una logica naturale delle cose, dei fenomeni.
GIORDANO BRUNO: esiste un mondo infinito, non un mondo chiuso e perfetto e immagina infiniti mondi.
CAMPANELLA: città del sole, gli uomini guidati dai sapienti avrebbero potuto vivere in libertà e felicità
CARTESIO: elogio alla ragione, al cogito che diventa tutt’uno con l’essere che sta nella ragione che è scissa dalla natura
SPINOZA-LOCKE: affermazione dignità del soggetto, principio di tolleranza, intelletto è coscienza, il singolo soggetto risponde prima alla sua coscienza poi ala legge. Lo stato diventa di origine ascendente ossia deriva da un contratto.
LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA:
In che senso Galileo contrasta con il modo di vivere dettato dalla cultura dell’epoca?
Egli ha una visione diversa, infatti per lui la terra gira attorno al sole e il sistema solare non è l’unico esistente. La scienza deve essere indipendente dalla teologia. L’uomo può trovare Dio leggendo i libri della fede (Bibbia) o della natura (la natura è la perfezione e quindi può avvicinarsi a dio). La Bibbia contiene solo le verità che riguardano la religione e la fede, non può essere destoricizzata; la parola di Dio per essere compresa doveva assumere il linguaggio e la cultura di quel periodo storico. La scienza serve per interpretare il mondo.
DILATAZIONE IMPROVVISA E RAZIONALE DEGLI ORIZZONTI CULTURALI E GIOGRAFICI: il confronto con ciò che era diverso misi in crisi il modo chiuso; 2 modi di porsi davanti il nuovo mondo:
• negativamente: considerarlo inferiore, sono uomini come noi o sottospecie umana? Eliminazione della cultura indigena
positivamente o in modo più profondo: crisi degli spiriti più profondi di fronte alla grandezza o alla piccolezza dell’uomo; paura di fronte al vuoto; (Pascal sottolinea la grandezza dell’uomo insieme alla sue fragilità.); hanno un atteggiamento curioso e di comparazione con ciò che è diverso, con le altre culture. (Montaigne: gli uomini devono aprirsi altre culture perché non esiste un’unica verità).
ANTICLASSICISMO E CONSAPEVOLEZZA DELLA MODERNITÀ
Vengono sottoposti a revisione i modelli classici; nasce una certa antipatia nei confronti del bello classico. Molti artisti si divertono a provocare con un linguaggio che va controcorrente. Il nuovo bello è dato dalla creatività, libertà e soggettività (estro, fantasia).
C’è un rifiuto dei rigidi canoni che avevano disciplinato la cultura del ‘500; il movimento che precede il barocco è il manierismo. Questo termine veniva usato dagli artisti che si proponevano di dipingere, scolpire, alla maniera di. Non è un semplice movimento di imitazione perché introduce un elemento di novità, Tasso per certi aspetti è considerato un “manierista della letteratura”.
Con il barocco lo scopo dell’artista è quello di ‘maravigliare’, con l’arte barocca ritroviamo il fasto, il lusso della chiesa post tridentina ma anche tutti gli aspetti del cambiamento come il rapporto tra uomo e universo.
I GENERI LETTERARI DEL ‘600
a) la trattatistica: Galileo Galileo (1564-1642)
b) il teatro. Il ‘600 è l’epoca teatrale per eccellenza, c’è il gusto per la scenografia. L’architetto si preoccupa di dare una visione di insieme che ‘maraviglia’. All’interno si collocano:
- la tragedia (Shakespeare e Racine)
- la commedia dell’arte, soprattutto in Italia
- commedia europea (Molière e Calderon Della Barca)
- anticipazione dell’opera lirica ovvero il ‘recitar cantando’ col melodramma.
LA LIRICA: LA POESIA BAROCCA
È antipetrarchista, cioè non è esclusiva come quella di Petrarca.
I contenuti devono essere vari, molteplici, si ha una dilatazione dell’ambito del poetabile. La donna è soggetto poetico ma viene rappresentata soprattutto nella quotidianità: è un’esigenza di modernità che nasce dalle manifestazioni più ovvie della donna. Se nel petrarchismo i sensi privilegiati erano la vista e l’udito, nel barocco vengono allertati tutti i 5 sensi.
Il canone è ancora una volta la ‘maraviglia’, il desiderio di stupire. L’amore e la morte sono connessi ma sotto un punto di vista più macabro.
La forma: per quanto riguarda l’ambito linguistico si vuole volutamente stupire, si parla di rifunzionalizzazione del patrimonio culturale e c’è abbondanza di figure retoriche come la metafora. Si parla a anche di concettismo, cioè di concetti che la poesia nasconde.
Illusionismo o metamorfismo: i poeti sono attratti da questa realtà che si modifica e può apparire illusoria. Alla radice troviamo la dilatazione degli orizzonti per cui il poeta si diverte a rappresentare questa visione metamorfica della realtà. Il gusto per il lugubre e per il macabro rientra nel senso che l’uomo diventa impotente e fragile dinanzi alla morte; infatti l’inquietudine e l’angoscia sono elementi tipici di questo periodo.

Il secolo della ragione.
Ragione è la parola d'ordine che per tutto il 700 risuona nei discorsi degli intellettuali e dei letterati. Le radici filosofiche di questa svolta culturale vanno cercate nella rivoluzione scientifica di Galileo e di Newton, né razionalismo di Cartesio, nell'empirismo di Locke, mai pensiero settecentesca o tre conquiste intellettuali che si ha precedenti. Il metodo sperimentale e l'analisi razionale propri delle scienze naturali vengono applicate nel campo della politica, della morale, della religione, uscendo dagli ambiti riservati agli specialisti per toccare problemi che riguardano la vita di ogni uomo e investire ogni campo della cultura, compresi quei principi trascendenti che nel 600 erano stati salvaguardati da rigide censure.
Agli inizi del 600 quest'orientamento del pensiero si sviluppa principalmente sullo sfondo della liberale borghese Inghilterra, che godeva di un clima di tolleranza unico in Europa, ma attorno alla metà del secolo il centro del movimento divenne la Francia. Qui gli intellettuali hanno a che fare con una situazione politica culturale chiusa repressiva: ne deriva un atteggiamento più polemico intransigente e una maggiore radicalità delle prese di posizione in campo filosofico, sociale religioso. L'affermazione dei valori della ragione si trasforma così in una vera e propria battaglia politica e culturale.
Temi dell'Illuminismo.
Ne pensi all'illuminista convergono posizioni, orientamenti e interesse molto diversi. Ci sono però alcuni temi comuni che ne definiscono le caratteristiche di fondo.
Si delinea tra gli intellettuali inglesi una tendenza ad affrontare temi della refezione religiosa sulla base della sola ragione: vengono messe in discussione tutte le verità rivelate in nome di una religione naturale. È la posizione deista ripresa da Voltaire, il più tipico rappresentante dello spirito ironico spregiudicato dell'Illuminismo francese.
Posizioni ancora più estreme in campo religioso vengono dai sostenitori delle dottrine sensiste, che riducono tutte l'attività dello spirito alle tentazioni fisiche.
Ciò che accomuna tutti è una concezione laica della morale, si tratta sulla condizione terrena dell'uomo e finalizzata alla realizzazione della sua felicità in questo mondo, nelle concrete situazioni storiche sociali in cui vive.
Coerentemente con intenzione di costruire un sapere utile che mi era alla felicità dell'uomo i metodi di indagine basati sulla ragione sull'esperienza mutuati dalle scienze naturali vengono applicati anche allo studio del funzionamento della società; si va alla ricerca di leggi che consentano di interpretare razionalmente lo svolgersi degli eventi.
Illuministi contrappongono al dogmatismo delle religioni positive e alla re presti di età delle istituzioni sociali acciacchi originario, precedenti allo sviluppo storico, comune a tutti gli uomini di ogni tempo e nazione. Si diffonde così una visione positiva della natura umana considerata intrinsecamente buona, socievole e razionale. L'ottimismo illuminista considera la libertà e la autorealizzazione di ogni individuo come condizione necessaria della felicità collettiva. In questo quadro un ruolo fondamentale è attribuito alle educazioni, in cui scopo è di assecondare le inclinazioni naturali e l'istintivo desiderio di conoscenza insito in ogni essere umano. Il compito di formare uomini buoni e cittadini rispettosi della libertà e dei diritti altrui non può essere più affidato alla Chiesa, ma deve avere un carattere laico e anti dogmatico.
L'enciclopedia.
È un'opera monumentale in 28 volumi, pubblicati fra polemiche, persecuzioni censure dal 1751 ai 1771 a Parigi. Essa si propone lo scopo di riunire le conoscenze sparse sulla superficie terrestre, di esporne il sistema generale ai nostri contemporanei e di tramandarono agli uomini che verranno dopo di noi affinché i nostri nipoti divengano allo stesso tempo più virtuosi e più felici. Al suo interno si trovano esclusivamente le reali conoscenti che lo spirito umano può raggiungere sotto la guida della matematica e della esperienza. Vi trovano posto preciso in forma ioni sulle scienze, le tecniche, artigianato e l'industria, a segnalare il superamento della tradizionale preparazione tra speculazioni filosofiche e sapere pratico.
La cultura
finalità: vuole essere il fondamento di una nuova società, di un mondo migliore
deve diventare un bene accessibile a tutti, si fa strada la divulgazione ossia diffondere in maniera capillare tra il volgo con strumenti idonei.
Le nuove idee e devono arrivare a tutti per creare una società rinnovata. Si fonda su i principi naturali inalienabili: la cultura deve essere lo strumento per creare una vita all'insegna della felicità. Nasce l'idea dell'intellettuale impegnato che rifiuta la vita solitaria per una vita intensa e profondamente radicata nella società, deve aiutare gli uomini ad uscire dallo stato di minorità. L'Illuminismo parla di un linguaggio universale, ma nel secolo successivo sarà criticato perché si hanno affermato i diritti ma soprattutto in modo astratto-autopico.
Per diffondere la cultura gli intellettuali adotteranno il giornale perché è agile, di noce e può arrivare da per tutto, utilizza una lingua accessibile a tutti, non è monotematico e settoriale gratta alla cultura enciclopedica per cui l'uomo non è interessato a un solo ambito ma vuole informarsi su tante cose.
Ambito economico
l'economia è aperta guidata del ceto borghese e dall'aristocrazia illuminata, è un'economia liberista. Il giornale parla molto spesso del commercio dei grani di cache anche la borsa aperta. Voltaire: gli uomini che lavorano in borsa sono tra loro diversi, non si conoscono, non si comprendano eppure li fanno affari, la borsa diventa così simbolo dell'economia aperta, e mentre che favorisce tutto ciò è che sono galantuomini, garantiscono sulla base della loro moralità, su fondamento naturale.
Italia
Milano è capitale di un regno avanzato (impero austriaco) rispetto al resto d'Italia; qui si diffondono più rapidamente le idee soprattutto nel cenacolo, caffè, ossia a luoghi di incontro dove le persone parlano, discutono, richiama il mondo borghese e gli esponenti dell'aristocrazia illuminata.
Il primo numero di giornale, che si chiamerà caffè, spiega che si occuperà di tutto ciò che accade di interesse generale; non si utilizza più una lingua elaborata, ma semplice e comprensibile, più vicino alla lingua d'uso comprensibile da tutti.
I GENERI LETTERARI
Il saggio
si tratta di un trattato scritte in forma più semplice, sono racconti, romanzi brevi con una tesi di fondo.
Beccaria: dei delitti e delle pene:
1. La pena di morte non è ne legittima ne umana ne efficace.
• Disumana perché nega la dimensione più civile: la relazione fra gli uomini porta esempi storici: man mano che il popolo evolve questa pratica appare brutale e ingiusta, è il cammino della civiltà che la tromba ingiusta, è il cammino che rende gli uomini diversi dagli animali. Se c'è pena di morte c'è selvaggità e non civiltà.
• illegittima: è convinto che alla base dello Stato c'è a un contratto fra sovrano e sudditi; sulla base del patto e il popolo rinuncia a qualcosa ma non ai diritti naturali e il più importante diritto naturale è il diritto alla vita e la pena di morte va contro il diritto alla vita.
• Inefficace: la pena di morte era pubblica, vi si poteva assistere. Colui che osservava metteva in atto solo la parte emozionale di se; queste cariche emotive sono tanto intese quanto brevi; al contrario si possono avere esiti più profondi e più lunghi nel tempo, quando uno è messo in condizioni di ragionare. È più giusto un carcere a vita che attiva una riflessione che può dare esiti più duraturi. Lo Stato non può punire per il gusto di punire, ma il suo scopo deve essere più alto: fare modo che l'imputato si renda conto di ciò che ha fatto e recuperarlo.
2. le pene devono essere giuste, certe, miti.
• Certe: lo Stato deve assicurare alla giustizia il vero colpevole, il cittadino deve avere la certezza dell'efficienza dello Stato.
• Giuste: il cittadino deve essere punito solo quando infrange le leggi; lo Stato non può e non deve giudicare le intenzioni, dire punire reato in quanto tale deve limitarsi ad osservare oggettivamente il reato. Il reato dev'essere una pena solo leggermente superiore al benessere che il cittadino avrebbe avuto se non avesse commesso il reato.
• Miti: deve essere mite e non crudele perché lo Stato esprime una collettività civile, non può dimenticare il resto della persona. È l'unico modo che consenta il colpevole di riflettere e raggiungere la consapevolezza.
a) SCRITTI ESTETICI: dibattito sulle concezioni dell’arte, della scrittura.
b) SCRITTI SULLA LINGUA: saggi sulle questioni della lingua, era un dibattito acceso perché qualcuno voleva importare espressioni della lingua francese, ossia il simbolo, modello di splendore; dall’altra parte c’era lo schieramento tradizionalista che difendeva l’importante tradizione letteraria italiana, non volevano che fosse contaminata, era al posizione presa dall’accademia della Crusca; i moderni erano capeggiati da Verri con il suo saggio “rinuncio davanti al notaio del dizionario della Crusca; c’era poi una posizione mediana guidata da Cesarotti che propone una conciliazione tra i due modelli, ossia rendere la lingua più leggera e moderna.
Lirica arcadica: a Roma nasce la prima accademia arcadica (regione della antica Grecia). Questo gruppo di poveretti propongono un modello di poesia che si ispira al mondo classico per contrastare quello barocco che risulta greve di cattivo gusto e troppo eccessivo di elementi che stupiscono. Si vuole una poesia semplice, limpida, elementare e contenuti e nella forma.
Contenuti: tematica amorosa: amori galanti nel contesto aristocratico, ma i personaggi sono camuffati da pastore pastorelle.
Forma: semplice e lineare, ritmo melodioso e cantabile
Pubblicistica: il giornale
Storiografia: gli studi storici assumono nuove prospettive; la storia diventa una disciplina rigorosamente orientata alla ricerca scientifica. Muratori: storico del 700 scrisse un’opera gigantesca dove troviamo ricerche, documenti, fonti e analisi rigorose dei testi.
Il romanzo: trova la sua genesi in Inghilterra, romanzo che risponde ad alcune caratteristiche:
• vicende caratterizzate da un intreccio (destabilizzazione della situazione iniziale con vicende che formano l’intreccio e nel finale si ha la ricomposizione della stabilità iniziale);
• l’ambiente è descritto in termini realistici offrendo un quadro dei costumi, della società e della mentalità del tempo;
• i personaggi sono esplorati a livello psicologico-esistenziale;
perciò il romanzo tende a confondere i generi, può avere sia temi leggeri che importanti ; sarà questa una ragione per cui in Italia il romanzo non decolla. La lingua è diversa dagli altri generi, è semplice, colloquiale che vuole tradurre la vera realtà.
Robinson Crusoe: : tipico romanzo borghese: etica borghese: coraggio, capacità di sfidare la natura, mito del buon selvaggio.
ROUSSEAU
Le sue opere principali sono “Emilie” e “Novelle Elise”.
La prima è un’opera pedagogica; egli è convinto che i nuovi principi debbano essere assunti a tutti i livelli, con una buona educazione il futuro cittadino fin da piccolo riuscirà a costruire una buona società. Il bambino non deve essere ricoperto di nulla per cui Rousseau lo toglie dalla città e lo porta in campagna dove il maestro determina il processo educativo, ma da lontano, perché conoscere è una scoperta continua. Educare nella libertà significa educare alla libertà.
Per Rousseau è inutile imporre dei divieti perché questo può provocare la ribellione oppure fragilità nell’individuo che deve, invece, rendersi conto da solo di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
È il fondamento di tutte le teorie pedagogiche del ‘900.
Gli elementi che vanno contro la cultura illuminista sono:
- l’attenzione che Rousseau pone all’immaginazione, alla creatività.
- La concezione di nazione e patria.
Il secondo è un romanzo moderno che parla dell’amore impossibile fra un precettore e la sua discepola. In questo senso anticipa il Romanticismo, descrivendo anche la psicologia dell’individuo.
LA CRITICA LETTERARIA
Baretti e Bettinelli esprimono le loro idee di fronte alla nuova cultura. Sulla commedia Baretti dice che la maggior parte non è poesia ma erudizione, cioè sfoggio della cultura. Con la “frusta letteraria” Aristarco Scannabue mette sotto accusa ai grandi del passato. Alcune posizioni sono condivisibili e mostrano un tono giovane e spigliato.

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