I giovani

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Testo

RELAZIONE ARGOMENTATIVA

• Spesso si sente dire che i giovani d’oggi, abituati ad una vita facile e comoda, sono scarsamente inclini all’impegno nello studio e in generale al lavoro. A tuo parere tale accusa è fondata?

Un ragazzo sdraiato davanti al televisore, l’altro paralizzato di fronte al computer, la ragazza sempre in giro con le amiche a fare shopping: ecco cosa sembrano i giovani. Si è diffusa un’immagine negativa degli adolescenti che appaiono non più inclini allo studio, non più pronti a lavorare per guadagnarsi da vivere, solo più interessati a ciò che li diverte…se tutto ciò fosse soltanto uno dei tanti luoghi comuni?
I ragazzi d’oggi amano la vita comoda. Questo è un dato di fatto, poiché tutta la società attuale vive in un mondo alla ricerca continua dell’agio. Nel nord del nostro pianeta il benessere è tale che gran parte della popolazione vive in assoluta agiatezza, sia essa adulta, teenager o anziana. È quindi esagerato affermare che soltanto i giovani vivono comodi. Essi inoltre amano il divertimento, com’è normale che sia alla loro età, quando se ne ha la possibilità e la voglia è giusto che ciò avvenga. In secondo luogo i giovani non sono nient’altro che i figli della nuova società che ha fatto del consumismo e della facilità la misura del valore. Effettivamente tutto ciò che la collettività fa è mirato all’accumulo di denaro e al raggiungimento del benessere. Come possono i giovani non adottare il comportamento che la società impone? Non sono in grado di cambiare la mentalità che l’intero pianeta ha scelto da anni.
Un secondo luogo comune da sfatare è quello secondo il quale i giovani non trovano più interesse neppure nello studio. Entrando in contatto personalmente, ogni giorno, con il sistema scolastico, si può affermare che l’interesse degli alunni verso lo studio dipende in gran parte dai metodi d’insegnamento adottati dai docenti. Gli adolescenti se sono stimolati positivamente dai propri docenti, sono una risorsa importante. Essi se sono coinvolti nella lezione, si sentono invogliati nell’apprendimento e il loro studio diviene ottimale secondo le proprie capacità. Inoltre, più i contenuti insegnati sono quelli in cui l’adolescente si riconosce o verso i quali prova interesse, più facilmente si applicherà nello studio. Probabilmente quella parte di giovani, che è descritta come non incline all’impegno scolastico, non trova una motivazione adeguata allo studio. In effetti, se l’allievo scopre una ragione per la quale deve applicarsi in ciò, non esiterà a farlo. Una qualità nota dei giovani è la determinazione e questa li spingerà a raggiungere lo scopo che si sono prefissati, se questo implica lo studio. In aggiunta la scuola si basa su strumenti d’apprendimento, come la scrittura e la lettura, che nella nuova era di Internet sono del tutto superati. La scuola non può far altrimenti se non utilizzare per l’apprendimento testi antichi e libri, ma questi divengono sempre meno attraenti agli occhi degli adolescenti che si trovano in luogo monopolizzato dal computer e dalle nuove tecnologie.
Un terzo aspetto sul quale è opportuno riflettere è che gli adolescenti sono giudicati poco interessati al lavoro. Questa è nuovamente un’immagine negativa che si ha dei ragazzi. Essi non iniziano a lavorare in giovane età come succedeva nei decenni passati, ma non perché non ne hanno voglia. Anzi, molti giovani cercano nel loro tempo libero al di fuori della scuola un lavoro. Non vogliono più svolgere attività umili e pesanti e per questo motivo spesso iniziano a lavorare ben dopo i venti anni, alla ricerca di un’occupazione gratificante, sia economicamente che socialmente. Essi aspirano ad una vita migliore, ragionando sul proprio domani. I ragazzi, al contrario di ciò che si pensa, vivono pensando al futuro e sono ben consapevoli che lo stanno costruendo nella loro giovinezza. Il denaro è diventato un idolo dell’umanità moderna e i giovani, pur essendo tali, capiscono che questo è frutto solo del lavoro. Gran parte della gioventù non ha una grandissima disponibilità economica e per ottenerla lavora e cerca di guadagnarsela.
In conclusione si può affermare che i giovani non sono soltanto gli amanti della comodità, del “dolce far niente”e del divertimento. Essi, amano tutto ciò, ma sono consapevoli che vi è anche la realtà dove non esiste solo questo. Non si può con facilità affermare che i giovani non amano più lo studio, non desiderano più avere un lavoro, questi pensieri nascono solo generalizzando. I ragazzi s’impegnano in ciò che gli interessa e anche nello studio se questo è un mezzo per assicurarsi un futuro. Bisogna quindi cancellare dalle menti di ognuno la figura del ragazzo fannullone: noi giovani non siamo così!

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