Hair

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Testo

Hair è un film di Milos Forman ambientato alla fine degli anni 60, durante la guerra del Vietnam, in america tratto dall’omonimo musical di Brodway.
Nella scena iniziale il regista ci propone un paesaggio tipico della campagna degli anni 60; il protagonista è claude bukowski, un ragazzo di periferia che prende l’autobus che lo porta a new-york per arruolarsi nell’esercito per essere pronto a partire oltreoceano e affrontare la guerra in Vietnam. Claude ha a disposizione due giorni per visitare “la grande mela” prima di arruolarsi e incontra quattro ragazzi che fanno parte di un gruppo chiamato hippies, figli dei fiori, che lottavano contro la guerra del Vietnam che, secondo una loro citazione famosa, era una battaglia in cui “ l’uomo bianco manda l’uomo nero a combattere l’uomo giallo per difendere la terra che essi hanno rubato all’uomo rosso”. Sempre nello stesso giorno Claude vede una ragazza a cavallo e si innamora di lei, ma capisce che non avrà alcuna possibilità perché lei è una ricca borghese mentre lui solo un contadino che sta per partire per il Vietnam.

Nei due giorni che Claude passa con i quattro ragazzi fa cose che probabilmente non avrebbe mai fatto in vita sua: si ubriaca, si droga, finisce in prigione, ma riesce anche a conoscere la ragazza dei suoi sogni, quella che aveva visto a cavallo al central parck e scopre che si chiama sheila.

Nonostante tutto claude parte per la guerra ma, dopo giorni di duro addestramento, gli hippies e Sheila decidono di andarlo a trovare nella caserma.
Il motto dei figli dei fiori è “fate l’amore non fate la guerra” e lo rappresenta il fatto che nel gruppo c’era una ragazza che non sapeva se il figlio che aspettava era del ragazzo nero o di quello bianco, prima di partire incontrano la fidanzata del ragazzo nero che, assieme al loro figlio, si arrabbia perché il ragazzo nero potrebbe essere il padre di un altro bambino e il lui gli dice: ” tu non capisci, donna, non capisci” a testimonianza che loro vogliono essere liberi.
Tutti insieme partono per andare a trovare il ragazzo nella caserma, ma arrivati il sergente gli impedisce di entrare, Sheila cerca di conquistarlo e gli ruba la divisa mentre sono in macchina che parlano.
George si fa tagliare i capelli e si traveste da sergente per poter entrare e far uscire il suo amico dalla caserma per aiutare gli amici, il ragazzo però non vuole uscire perché ha paura di essere scoperto e così si scambia i vestiti con George e va da Sheila e dagli altri ragazzi.
Claude torna alla caserma ma quando vede che non c’è più nessuno in giro capisce che sono stati chiamati oltremare e che quindi George era partito in aereo assieme agli altri soldati per combattere una guerra in cui perderà la vita.
Il film si conclude con tutti gli hippies a manifestare davanti la casa bianca mentre cantano “let the sunshine in” .

Anche se sono passati molti anni penso che questo film sia ancora attuale perché fa riferimenti ai giorni nostri dove ci sono molti ragazzi che si drogano e si ubriacano e molta gente viene mandata in guerra per difendere il proprio paese. Ci sono delle cose molto diverse perché non penso che ai giorni nostri ci sia un sentimento di amicizia così forte per la quale ci si farebbe uccidere per un amico. Penso che il regista abbia voluto farci capire che le guerre non servono a niente anche perché poi il risultato finale è un campo di tombe bianche a simboleggiare i morti in battaglia che, probabilmente, si potevano anche evitare.

Questo film è stato molto coinvolgente, forse anche uno dei film più realistici che abbia mai visto. Il finale è stato commuovente e inaspettato anche se lascia dei dubbi soprattutto sul fatto che mi è sembrato strano che i sergenti non si erano accorti che al posto di Claude si era imbarcato George, ma forse sta a significare che a loro non interessava niente dei soldati a tal punto di non guardarli nemmeno in faccia.
Le canzoni che mi sono piaciute di più sono state “aquarius”, perché è una canzone allegra che rappresenta bene la situazione iniziale dove tutti gli hippies sono allegri e spensierati, forse perché sotto effetto di droghe, e “let the sunshine in”, perché esprime la tristezza e la malinconia della scena finale.
Da questo film mi aspettavo però un lieto fine, anche se quando George è salito sull’aereo era quasi ovvio che sarebbe morto. Mi sarebbe piaciuto anche avere i sottotitoli in italiano mentre cantavano così avrei potuto capire di più anche il senso di quelle canzoni senza basarmi solo sulle immagini o sull’intuito.

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