Giovani e vita: una sfida, un'avventura

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GIOVANI E VITA: UNA SFIDA, UN’AVVENTURA

La realtà di oggi è molto lontana da quella di un tempo. In parte è anche a causa dei giovani. Una volta vivevano ancora gli ideali, veri, profondi, spunto di formazione personale. Giusti o sbagliati che fossero, ma almeno erano delle idee veramente volute e credute. Oggi, grazie alla società, alle istituzioni e soprattutto al processo di evoluzione tecnologica (Tv, videogiochi, Internet, ai quali è dedicato troppo tempo…) si sta perdendo tutto o quasi dei veri valori quali amore, pace, giustizia, e primo su tutti la vita. C’è chi perde ore e ore inviando messaggi inutili con il proprio cellulare a chicchessia, oppure spende un cumulo di denaro per capi d’abbigliamento ultrafirmati ed ultracostosi quando non si accorge della fame che c’è nel mondo. Non bastano le guerre tra i popoli, che sono disseminate quotidianamente sulla Terra e che nascono anche tra i tifosi di squadre avversarie, in ambito sportivo, stupidi conflitti e rivalità.
La cronaca è piena di fatti che riguardano i giovani che giocano con la loro vita o con quella degli altri. Per esempio ad Isernia un quattordicenne ha ucciso il padre dopo averlo visto ubriaco, prendere a botte la madre per l’ennesima volta, dopo anni di violenze, solitudine, e niente amore. È certamente un caso limite, ma non è certo un buon motivo per uccidere una persona, soprattutto un genitore, c’è sempre una possibilità di recupero anche nelle situazioni più disperate. Altri fatti invece sono molti più indicativi riguardo alla considerazione che i giovani hanno della vita. A Napoli un diciottenne alla guida di una Fiesta ha investito una donna con i suoi due figli. Spesso si ha notizia di ragazzi che si sfidano nelle gare tra automobili o motorini su strade poco fuori le città, oppure che uccidono i genitori, o loro stessi, per futili motivi.
Il problema diventa più grave, però, quando i giovani sono sorpresi a guidare sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e alcoliche. Si è abbassata notevolmente anche l’età in cui i ragazzi hanno i primi contatti con queste sostanze. Spesso avviene in fase adolescenziale se non addirittura prima, tra i 10 e i 12 anni. Sono ragazzi ben inseriti nella società. Fanno uso d’ecstacy e nandrolone, ma non si considerano tossici. I giovani, quando arrivano alle scuole superiori, hanno già scelto se far parte di un gruppo all’interno del quale girano sostanze stupefacenti o restarne fuori. A quel punto è difficile parlare di prevenzione, e spesso ogni intervento esterno si rivela difficile e talvolta fallimentare.
I ragazzi sono sempre alla ribalta. Purtroppo tristemente. Forse non c’è più tempo per ascoltarli. Così le canne (o altro) diventano un must. Lo Stato non riuscendo a trovare soluzioni adeguate per aiutare i tossicodipendenti vorrebbe liberalizzare la droga. Così quest’ultima è diventata un fenomeno silente, trasversale, onnipresente. Dove c’è violenza, pedofilia e contrabbando, c’è droga. Dove c’è disagio sociale, c’è droga. Dove ci sono forti interessi economici, c’è droga.
Eppure se ne parla di sfuggita, a mala pena vi si accenna. Una parte della società vorrebbe legalizzare le droghe leggere da qualche tempo. Per l’altra parte della società, il drogato è colpevole e i cittadini non si possono far carico delle sue scelte bacate. È il pensiero di troppa gente. Al contrario, un cancro va trattato, curato, sino alla fine con diversi tipi d’interventi. Eppure, riflettendo, quanti tumori sono dovuti al fumo o alla dipendenza patologica da nicotina? Sarebbe meglio combattere il problema alla radice. Il fumo, infatti, come le droghe, ha all’origine la voglia di sentirsi “grandi, forti”, di uniformarsi al gruppo. Alcuni però scelgono di fermarsi alla semplice sigaretta, mentre altri preferiscono rischiare di più, per avere emozioni forti, per evadere dalla realtà di tutti i giorni, dalla vita che sembra troppo difficile, dura. La voglia di sfogarsi, di non pensare ai problemi reali, di provare solo piacere, anche se momentaneo, è alla base di alcuni disturbi alimentari come la bulimia e l’anoressia. Queste sono compulsioni che hanno a che fare con la dipendenza, in questo caso dal cibo, e sono causate da una visione della vita molto pessimista, dominata dall’ansia di non farcela. Anche l’alcolismo e il gioco con i videopoker diventano vere e proprie malattie capaci di modificare radicalmente la vita di un individuo e della sua famiglia, lasciando tracce profonde nell’intero tessuto sociale. Queste patologie e dipendenze si prevengono attraverso il rinnovamento degli stili di vita. I modelli sociali determinano benessere o malessere; l’adesione massiccia agli stili di vita dominanti può determinare un’economia anziché un’altra e la felicità o l’infelicità di un’intera comunità. Non esistono delle malattie legate all’abuso (di sostanze stupefacenti, di alcol, di cibo…) che non passano attraverso delle scelte. Pochi, però, hanno la forza di scegliere e sanno scegliere senza sentirsi schiacciati dalla realtà che li circonda. La droga, non è solo l’eroina ma un modo di vivere che va rivisto. Si possono impostare strategie educative con i bambini, per crescere adolescenti più forti, rispetto alle pressioni dei gruppi di coetanei. C’è da tenere presente, però, che allo sviluppo della personalità concorrono molti fattori educativi e individuali. In generale, sono “catturate” più facilmente le persone meno critiche, quelle poco abituate a riflettere, a sfornare tesi e a difenderle di fronte agli altri. La pressione pubblicitaria, per esempio, fa più presa su chi non ne intuisce i meccanismi e le finalità, così come la promessa di soluzioni magiche e miracolose per le proprie ansie, i propri limiti e persino “la sorte avversa”. Al contrario, chi sa dire di no di norma è stato addestrato al dialogo critico. Avendo imparato a ragionare, queste persone sono più autonome rispetto a quelle che si affidano a soluzioni proposte da altri.
Insomma, ognuno può trasformare la vita in una specie d’avventura da libro illustrato, se lo vuole. Non c’è nessun limite, nell’inventare la vita. Sta ai giovani osare, sognare, mirare in alto, inventare cose nuove! Hanno mille opportunità, basterebbe aver voglia di pensare ed il coraggio di provare. Sono i giovani che soprattutto devono scegliere, sbagliando magari, ma rimanendo protagonisti della loro vita, non bisogna lasciarsi imporre nulla e bisogna essere capaci di assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

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