I racconti del focolare nella vecchia europa

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Testo

Silvia Guzzetti V E

« I RACCONTI DEL FOCOLARE NELLA VECCHIA EUROPA »

«Quando ero giovane io....» Se i nostri nonni iniziano una frase così noi pensiamo al nostro modo di vivere e non sappiamo cosa aspettarci, ci sembra impossibile che qualcuno abbia vissuto senza le comodità e i passatempi che oggi consideriamo normali... e indispensabili.
Ormai basta che manchi la corrente e non si possa guardare la televisione per non sapere cosa fare, i nostri nonni non avevano questo problema, la televisione neanche esisteva e la normalità era sedersi intorno al focolare a raccontare storie. Questa è una tradizione ormai completamente perduta, nessuno si siede più ad ascoltare le vecchie leggende raccontate dai nonni riscaldandosi vicino al fuoco, perché non c’è più la preoccupazione di tramandare i miti della nostra terra. Oggi il vecchio focolare è sostituito da una pratica stufa e i film hanno occupato il posto delle leggende. Le tradizioni e le atmosfere che animavano le case dei nostri nonni si stanno perdendo e, continuando così non ne resterà neanche un vago ricordo, ecco perché è sempre più forte la necessità di riaccendere l’interesse per la cultura del passato.
Per soddisfare il bisogno di riscoprire le tradizioni è stato attivato il progetto Comenius incentrato sul tema “I racconti del focolare nella Vecchia Europa”. Al progetto hanno partecipato, oltre la nostra scuola, l’Enio Ekklisiastiko Likio di Lamia (Grecia) e la Zespol Szkol Lacznosci i Gimnazijum n°8 di Danzica (Polonia). Gli studenti e gli insegnanti si sono impegnati per tre anni a raccogliere leggende e informazioni sulle tradizioni dei rispettivi paesi.
Il progetto si è articolato in tre fasi. In un primo momento i professori dei tre istituti si sono riuniti per presentare le diverse realtà di ogni scuola e organizzare gli incontri successivi scegliendo, ad esempio, i temi dei vari meeting.
Una volta sistemati gli aspetti burocratici è iniziato il lavoro degli studenti, che si sono occupati di cercare leggende relative alla propria regione per poi tradurle nelle varie lingue.
A questo punto ogni scuola ha fatto avere alle altre le proprie leggende ed è iniziata la parte del progetto, per alcuni, più interessante. Durante gli ultimi due anni piccoli gruppi di studenti hanno partecipato agli incontri nelle varie scuole, avendo così la possibilità di conoscere, non solo le diverse storie dei paesi Europei, ma, soprattutto, le diverse realtà che esistono ancora oggi. Può sembrare strano eppure tra ragazzi della stessa età ci sono differenze enormi, ad esempio, per noi è normale uscire tutte le sere, mentre in Polonia dopo la scuola stanno sempre tutti a casa.
Durante ogni incontro una giornata è stata dedicata ad attività relative al progetto, come la presentazione delle scuole o delle rispettive tradizioni culturali. Gli altri giorni gli studenti stranieri, ospitati dai ragazzi locali, hanno avuto la possibilità di vivere le loro “giornata tipo” e di partecipare ad alcune gite per conoscere il patrimonio culturale delle varie nazioni.
L’ultimo incontro si è svolto proprio qui a Cagliari dove ogni scuola ha organizzato la messa in scena di una leggenda. Con queste “rappresentazioni” si è concluso il progetto Comenius e, si può dire, che abbia ampiamente raggiunto i suoi obiettivi,
Penso che, sia da parte dei docenti sia da parte degli alunni, un eventuale bilancio del progetto sarebbe sicuramente positivo. La riuscita dell’incontro finale ha dimostrato come il progetto sia stato per tutti un’occasione di crescita dal punto di vista didattico, avendo dato agli studenti la possibilità di esercitarsi con le lingue straniere, ma, soprattutto, dal punto di vista personale, infatti, è servito ad avvicinare i ragazzi alle tradizioni del passato e del presente dei vari paesi.

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