Gravidanza e Parto

Materie:Tesina
Categoria:Igiene
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Data:01.06.2006
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Gravidanza e parto
Dopo circa 30 ore dalla fecondazione, l'ovulo inizia ad "automoltiplicarsi" attraverso numerose segmentazioni e proprio questo momento costituisce l'inizio della formazione del nuovo individuo. Dopo circa 6 giorni dalla fecondazione, l'ovulo fecondato ha percorso tutto il tratto tubarico per poi andare a impiantarsi nello spessore della mucosa endometriale pronta ad accoglierlo.
Il prodotto del concepimento inizia così a crescere: si forma la camera gestazionale che contiene il liquido amniotico, dove "nuota" l'embrione (detto poi feto dopo il secondo mese di gravidanza). All'interno del sacco gestazionale è contenuta anche la placenta, l'organo che fa da tramite tra l'organismo materno e quello fetale.
Placenta e feto sono collegati dal cordone ombelicale e la placenta provvede al nutrimento e all'ossigenazione del feto, oltre che a svolgere una sorta di funzione di "filtro" rispetto alle sostanze nocive.
Le dimensioni dell'utero durante la gravidanza subiscono delle notevoli variazioni.
Il giorno in cui avverrà il parto dovrà essere indicato calcolando 280 giorni dal primo giorno dell'ultima mestruazione (9 mesi solari). Se il bambino nasce prima dei 6 mesi si avrà un parto abortivo; se nasce tra il 180° e il 260° giorno si avrà un parto pretermine.
Il parto è quell'evento naturale durante il quale avviene l'espulsione del feto dal grembo materno. Nella maggior parte dei casi il parto avviene per via vaginale, con l'ausilio delle sole forze della natura rappresentate dalle contrazioni uterine. In una minoranza di casi il parto può, invece, prevedere l'intervento manuale e strumentale da parte di chi vi assiste. Per esempio il taglio cesareo è un parto che avviene per via addominale e che si effettua con l'apertura chirurgica della parete addominale e dell'utero.
L'andamento di un parto per via vaginale può essere schematizzato in 4 fasi:
1) Fase preparatoria: consiste in deboli dolori che corrispondono alle prime contrazioni uterine;
2) Fase dilatante: è la più lunga del parto e si identifica con il travaglio di parto. In questa fase inizia e si completa la dilatazione del collo uterino, fino alla sua totale scomparsa, e si verifica -di solito- la rottura del sacco amniotico;

3) Fase espulsiva: il feto fuoriesce dalla cavità uterina e penetra lentamente nel canale vaginale. A questo punto, oltre alla spinta data dalle contrazioni uterine (involontarie) è necessaria l'ulteriore spinta delle contrazioni dei muscoli addominali materni (volontarie);
4) Fase del secondamento: in cui avviene il distacco e la fuoriuscita della placenta e delle membrane amniotiche.
E' interessante, infine, ricordare la distinzione tra parto semplice, quando cioè il feto che viene alla luce è unico, e parto gemellare, quando due o più feti si sviluppano contemporaneamente, e sono poi partoriti a brevissima distanza di tempo l'uno dall'altro.

Esempio



  


  1. Chiara

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