Greco 2 versioni

Materie:Versione
Categoria:Greco
Download:242
Data:27.05.2005
Numero di pagine:2
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
greco-2-versioni_1.zip (Dimensione: 3.4 Kb)
readme.txt     59 Bytes
trucheck.it_greco-2-versioni.doc     22 Kb



Testo

ALCESTI È RIPORTATA IN VITA PER AVER ACCETTATO DI MORIRE AL POSTO DEL MARITO.

E poi, solo gli innamorati sono disposti a morire per la persona amata, non solo gli uomini, ma anche le donne. E Alcesti, la figlia di Pelia, ne fornisce ai Greci una prova sufficiente per quest’asserzione, essendo stata disposta lei sola a morire al posto del (proprio) marito, sebbene quello avesse sia un padre sia una madre, che lei superava così tanto nell’affetto originato dall’amore, che dimostrò che quelli erano estranei al figlio e parenti solo di nome. E, avendo lei compiuto quest’azione, sembrò non solo agli uomini, ma anche agli dei che avesse fatto così bene, che a pochissimi dei molti che fecero molte e buone azioni gli dei diedero il dono di rimandare indietro l’anima dall’Ade, ma la (anima) sua la liberarono, ammirati dal suo gesto; così, anche gli dei onorano moltissimo la devozione e la virtù a servizio dell’amore.

Dopo trecento anni le vicende di Amulio e del fratello Numitore sono narrate sia in modo mitico, sia più vicino alla credibilità (participi predicativi). Entrambi, infatti, ricevettero il potere di Alba dai discendenti di Ascanio, e lo estesero fino al Tevere; Amulio, il più giovane, comandava il più vecchio, soppiantandolo, e poi, poiché Numitore aveva un figlio e una figlia, lui (il figlio) lo uccise, mentre era a caccia, e lei, perché rimanesse senza figli, la rese sacerdotessa di Estia (Vestale), affinché fosse in condizione di vergine; la chiamavano Rea Silvia. In seguito, avendo scoperto la fine, essendo stati generati da lei due gemelli, lei la allontanò, invece di ucciderla, facendo cosa gradita al fratello, ma questi (i gemelli) li abbandonò nel Tevere, secondo il costume tradizionale. Si narra, quindi, che i figli siano stati generati da Ares, e che, essendo svenuti, siano stati visti ricevere cure da una lupa.

LA VERA RICCHEZZA È NELLE ANIME

Io penso, o signori, che gli uomini tengano la ricchezza e la povertà non nei beni (materiali), ma nell’anima. Io vedo, infatti, molti cittadini, che, nonostante abbiano molte ricchezze, ritengono opportuno affaticarsi, cosicché affrontano ogni pericolo e ogni fatica per procurarsi più ricchezze (di più), ma conosco anche fratelli, che, avendo la stessa quantità di ricchezze, uno di loro ha il necessario e denaro in abbondanza da spendere (abbondanza di denaro da spendere), l’altro, invece, manca di tutto;

Esempio