Greco - Euripide - Medea (conclusione)

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Testo

Daniele Biasci lunedм 1 aprile 1996
Medea
di Euripide

1) Alla conclusione della Medea, la Corifea fa una riflessione sugli dиi e il destino : partendo da questa riflessione, considera l’importanza del destino nella tragedia e le differenze con l’Antigone.
Con questa conclusione, la corifea svela una concezione del destino totalmente diversa da quella presente nell’Antigone. A dire il vero non mi sembra che nella Medea il destino abbia una funzione molto importante, anzi и citato molto poco e ancor meno chiamato in causa. Nella Medea le azioni e le reazioni dei personaggi sono dettate dai sentimenti, dalle passioni, da interessi economico-sociali (Giasone che vuole sposare la figlia di Creonte) ma molto poco sono influenzati da una volontа superiore, da una sorte giа scritta, dal destino. Euripide и di molto piщ moderno di Sofocle e di questa modernitа si ritrovano chiarissimi i tratti nel tema stesso della sua tragedia. Tuttavia anche in Antigone il destino non и un aspetto fondamentale della trama. Forse la religiositа, le leggi non scritte degli dиi ma non il destino. In fondo nell’Antigone l’unico riferimento al destino и l’origine della vicenda narrata delle tragedie precedenti Edipo re e Edipo a Colono dove sono Edipo e la sua discendenza a essere condannati alla sofferenza dal fato. Giа nell’Antigone infatti prevale la tendenza a lasciare sempre piщ spazio alle vicende umane e ai sentimenti. Molto tempo и passato da quando Atena tirava per i capelli Achille e adesso i personaggi della letteratura greca sono molto piщ indipendenti, molto piщ liberi, molto meno idealizzati, e quindi, molto piщ umani. In Euripide questa tendenza и ancora piщ accentuata e il destino и ormai visto come i “...molti casi (dei quali) и dispensatore Zeus in Olimpo...” и quindi una certa fatalitа nella quale si afferma che dei molti avvenimenti che Zeus manda agli uomini molti avvengono, inaspettatamente per il volere degli dиi, e molti no. Questo perт che la Corifea cita non и piщ il destino, il fato che decreta la morte di Ettore. E’ ormai piuttosto una sorta di consapevolezza umana della imprevedibilitа del futuro. Con il suo discorso, la corifea, secondo una formula pressochй identica anche in altre opere tragiche di Euripide afferma solamente che tutto quello che и stato narrato и appunto l’esito della scelta casuale degli eventi che Zeus ha mandato agli uomini, ma non di piщ. Il discorso della Corifea и forse l’ultimo tributo a un tema che un tempo era stato il grande tema centrale della letteratura greca e che ora, per l’evolversi della societа, va via via scomparendo.
2) Le tue impressioni su Medea.
Medea non и una figura indiscutibilmente negativa. Medea и la personificazione dello scontro tra la cultura Greca e le diverse e molteplici culture “barbare” secondo una definizione piuttosto semplicistica e riduttiva utilizzata dagli stessi greci. Medea и una donna che si trova all’improvviso in conflitto con un mondo, una cultura, usi e costumi diversi che non capisce e che non puт accettare. Questa donna non riesce a comprendere le consuetudini greche riguardo ai doveri coniugali e alla concezione delle donne. Medea si aspetterebbe di ricevere eterna riconoscenza da Giasone per averlo aiutato nelle sue imprese alla conquista del vello d’oro e invece ne ricava di essere abbandonata dall’uomo che ama dopo averlo seguito sola in terra straniera. Giasone a sua volta и nell’impossibilitа di comprendere lo sdegno di Medea perchй per una donna greca sarebbe probabilmente stato impensabile ribellarsi al marito e quindi non accettare le sue decisioni in ambito coniugale. Per la reazione di violenta vendetta che ha davanti alla sventura di essere abbandonata dal marito per un’altra donna, Medea non merita giustificazioni nй potrebbe riceverne da qualsiasi altra cultura o civiltа. Tuttavia da noi, a mio avviso, merita perlomeno una conclusione critica piщ ampia della vicenda nel suo insieme ossia come la tragedia non nasca da una malvagitа unilaterale ma da una reciproca e, forse inevitabile, in un mondo cosм pieno di sй come quello greco, incomprensione tra due diverse scale di valori.

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