Sudafrica

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Testo

IL SUDAFRICA
Posto quasi interamente al di sotto della linea del tropico del capricorno, è lo stato più a sud dell'Africa meridionale.
E' bagnato ad ovest dall'Atlantico, a sud e a est dall'Oceano Indiano; confina a nord-est con il Mozambico, a nord con la Rhodesia (ora Zimbawe) e con il Botswana, a nord-ovest con la Namibia (lungo la cui costa possiede l'enclave di Walvis Bay), e comprende all'interno del suo territorio le enclaves indipendenti del Lesotho e dello Swaziland (che però confina per un breve tratto anche con il Mozambico.
Non si possono invece considerare come enclaves indipendenti il Transkey , il Bophuthatswana e il Venda, in quanto la loro indipendenza è stata proclamata unilateralmente dal Sudafrica, non viene riconosciuta da nessun paese del mondo ed è avversata dall'ONU e dall'Organizzazione per l'unità africana (OUA).

TERRITORIO E RISORSE
La topografia del Sud Africa consiste principalmente in un grande altopiano, che occupa circa due terzi del paese.
L'altopiano si estende nella sua massima altezza lungo il margine sud-est, il quale è marcato dalle montagne Drakensberg, una catena che fa parte del Grande Escarpment, che separa l'altopiano dalle regioni costiere. L'Escarpment include Champagne Castle (3375 m.), la più alta vetta del paese.
All'interno dell'altopiano si possono distinguere tre regioni: l'Highveld, il Bushveld, e il Middle Veld. L'Highveld, il quale copre la maggior parte dell'altopiano, ha una altezza media di 1524 m. sopra il livello del mare ed è caratterizzata da un terreno livellato o gentilmente ondulato. Il limite nord dell'Highveld è marcato da una cresta rocciosa, denominata Witwatersrand la quale include la città di Johannesburg.
A nord di Witwatersrand c'è il Bushveld o bacino del Transvaal. Questa sezione, gran parte della quale è divisa in bacini da catene rocciose, pende da est a ovest verso il fiume Limpopo. Il Bushveld ha un'altezza media di 1220 m. La sezione ovest dell'altopiano, conosciuta come Middle Veld, pende anch'essa verso ovest; la sua altezza media è di 915 m.
Tra il margine dell'altopiano e la linea costiera sud ed est il paese declina verso il mare in una serie di ripidi e sconnessi pendii. Lungo la costa est ci sono due sbalzi.
Lo sbalzo interno è una zona collinosa, chiamata l'Eastern Uplands. Quello esterno è invece una bassa zona piana, denominata l'Eastern Lowveld.
A sud, gli sbalzi, procedendo dall'interno verso la costa, formano un altopiano chiamato Great Karroo, o Central Karroo; un altopiano più basso denominato Little Karroo, o Southern Karroo; e infine un bassopiano.
Il Swartberg, una catena montuosa, si distende tra il Great Karroo e il Little Karroo. Tra l'ultima area e il piano costiero c'è un'altra catena, il Langeberg. Sulla costa meridionale, poco più a sud di Città del Capo, c'è una cima isolata, Table Mountain (circa 1080 m.).
Nella costa sud-ovest il margine dell'altopiano è segnato da una catena di montagne, irregolare nel carattere e nella direzione, la quale declina bruscamente verso una pianura costiera. Il Sud Africa comprende anche una parte del deserto del Kalahari a nord-ovest e una parte del deserto del Namib a ovest.

IDROGRAFIA
La rete idrografica della Repubblica Sudafricana non è molto ricca, anzi intere, vaste regioni nordoccidentali sono quasi del tutto prive di corsi d'acqua, in rapporto all'aridità climatica.
Data l'inclinazione dell'altopiano e la presenza di rilievi marginali a est e a sud la maggior parte del territorio è tributaria dell'Atlantico, soprattutto tramite l'Orange, che, con un corso di 1860 km ca (dai Drakensberg all'Atlantico) e un enorme bacino imbrifero di oltre un milione di km2, è il fiume principale del paese; il suo corso è però interrotto da frequenti cascate e il suo regime è assai irregolare a causa dell'alimentazione essenzialmente pluviale e dell'estrema incostanza degli affluenti, che talvolta hanno carattere temporaneo(come il Molopo).
I fiumi tributari dell'Oceano Indiano hanno origine per lo più dai versanti eserni dell'orlo dell'altopiano ed hanno quindi corso piuttosto breve e bacini frazionati, pur risultando più numerosi e ricchi di acque. Fa eccezione il Limpopo, che aggira i Drakensberg segnando a lungo il confine con Botswana e Zimbabwe e va a sfociare in territorio mozambichiano, dopo un corso di 1600 km ca. Orange (2100 km) Nasce a 330 m di altitudine, dal Mont-aux-Sources, nel gruppo dei monti dei Draghi (Lesotho) e scorre verso ovest sboccando nell'Alexander Bay (Oceano Atlantico). Disceso dai Monti dei Draghi, il fiume si dirige verso sud ovest e attraversa la repubblica Sudafricana, dividendo il Libero Stato d'Orange, a nord, dalla Provincia del Capo, a sud. In questo tratto riceve da destra le acque del Caledon e del Vaal. Penetra quindi negli aridi altipiani di Beciuania, di Bushman e di Namaqualand, toccando il confine con la Namibia, che segue fino all'Atlantico. La navigazione è ostacolata da cascate e rapide, nonché da banchi di sabbia in prossimità della foce.
Limpopo (1700 km) È il maggiore tributario dell'oceano Indiano dopo lo Zambesi. Nasce nella Repubblica del Sud Africa dal Witwatersrand (a nord-ovest di Johannesburg), si dirige verso nord-est e dopo aver descritto un lungo arco, che segna il confine della Repubblica Sudafricana con il Botswana e successivamente con la Rhodesia, entra nel Mozambico assumendo la direzione di sud-est. Sfocia nell'oceano Indiano, 130 km a nord-est di Maputo. Affluenti principali sono lo Shashi e lo Changane a sinistra, l'Olifants a destra. Il fiume è navigabile nell'ultimo tratto per circa 100 km.
Vaal (1200 km) È il principale affluente di destra dell'Orange. Scende dal versante interno dei monti Draghi, nel Transvaal, e segna per la maggior parte del suo corso il confine con lo Stato Libero d'Orange. Riceve numerosi affluenti tra i quali il Wilge, il Vet, e il Riet da sinistra e lo Harts da destra, e si unisce all'Orange nei pressi di Douglas

CLIMA
In generale quasi tutto il Sud Africa gode di un clima mite. Eccetto l'estremità sud- ovest, la maggior parte del paese è sotto l'influenza degli orientali venti alisei, i quali soffiano dall'Oceano Indiano.
L'umidità di questi venti causa una precipitazione annuale di 890 mm nel Lowveld est nel Uplands est come nel Drakensberg nel lontano ovest. Nel High Veld le precipitazioni variano tra i 380 e i 760 mm annuali, la quantità si riduce rapidamente verso ovest. Sulla costa ovest le precipitazioni sono spesso inferiori ai 51 mm.
La pioggia causata dagli Alisei cade principalmente tra Ottobre e Aprile. Nelle regioni secche dell'altopiano l'ammontare delle precipitazioni e l'inizio della stagione delle piogge varia enormemente di anno in anno.
L' estremo sud-est è sotto l'influenza dei venti dell'ovest provenienti dall'Oceano Atlantico. In questa regione le precipitazioni sono di circa 560 mm annuali, che cadono principalmente tra Giugno e Settembre.
La temperatura media in Gennaio durante il giorno a Durban, che è situata nella costa nord-est, è di circa 24° C. La temperatura corrispondente a Johannesburg, nel centro dell'area nord, è di circa 19° C. Johannesburg, sebbene più vicina alle equatore che Durban, ha un'estate lunga e fresca perché è situata ad una maggiore altezza (circa1670 m. sopra il livello del mare). La temperatura media in Gennaio a Città del Capo, nell'estremo sud, è di 20,6° C; l'area di Città del Capo è sotto l'influenza dei venti freddi provenienti dall'Atlantico meridionale. L'oscillazione della temperatura in inverno segue i modelli regionali. La media in Luglio è di circa 17° C a Durban, 9° C a Johannesburg e 12.2° C a Città del Capo.
La neve è rara in tutto il paese, sebbene in inverno si ghiacciano le aree alte dell'altopiano.

GEOLOGIA
Il sottosuolo di tutto l'altopiano del Sud Africa è un grande complesso di antiche rocce cristalline. Nel corso della storia queste rocce vennero erose fino a formare una superficie livellata e vennero coperte in molte zone da spessi strati di arenaria e argillite. Questi strati sono quasi orizzontali eccetto a sud-ovest, dove ampi piegamenti hanno formato colline e montagne irregolari. Nel Witwatersrand e nel Middle Veld le rocce del sottosuolo sono scoperte.

FLORA
La vegetazione del Sud Africa varia da regione a regione a seconda delle precipitazioni.
Nel Eastern Lowveld, dove le precipitazioni sono abbondanti, sono presenti foreste pluviali con molte palme.
Lungo la costa sud di questa regione ci sono foreste, composte principalmente da legno giallo, stinkwood, ironwood, e cedri.
Nel Eastern Uplands il paesaggio è caratterizzato da una lussuriosa crescita di erba e da qualche albero. La maggior parte dell'altopiano è coperto da erba, la quale nell'High Veld assomiglia alla prateria ed è sempre senza alberi.
Le praterie del Bushveld, comunque, sono più simili alla savana, avendo arbusti ed alberi sparsi.
Nel Middle Veld, dove le precipitazioni sono rare, il terreno erboso è molto rado. La vegetazione consiste quasi interamente in uno scarso deserto erboso, che cresce in ciuffi e diventa verde solo dopo la pioggia.
Il Great Karroo ed il Little Karroo sono ricoperti da un secco sottobosco.

FAUNA
Nel Sud Africa ci sono numerose specie di grandi mammiferi: leoni, elefanti, zebre, leopardi, scimmie, babbuini, ippopotami, antilopi. Per la maggior parte, questi animali si trovano solo in riserve.
Una delle più importanti riserve naturali è il Kruger National Park a nord-est lungo il confine con il Mozambico.
Fondato nel 1926, occupa un'area di 19490 Kmq. Nel parco si possono trovare quasi tutte le specie selvagge indigene del paese.
Altre prestigiose riserve nazionali sono: Kalahari Gemsbok National Park a nord-ovest; Addo Elephant National Park, vicino Port Elisabeth; e Mountain Zebra (Bergkwagga) National Park, vicino Cradock.
Le specie degli uccelli sono abbondanti e comprendono, tra i grandi uccelli, struzzi, francolini, quaglie, uccelli della Guinea e tetraoni. I serpenti si trovano uniformemente in tutto il paese. Un grande numero di pesci abita le acque costiere.
RISORSE MINERARIE
Il Sud Africa è molto ricco di risorse minerarie.
Oro, carbone e diamanti sono i principali minerali.
L'oro è estratto principalmente nel Witwatersrand, la zona più ricca d'oro nel mondo, scoperta nel 1886. In questa zona, l'oro è presente in piccole pepite, invisibili ad occhio nudo, raggruppate in piccoli strati chiamati bankets, che si trovano ad una profondità di 3048 m.
Pure l'uranio è estratto nel Witwatersrand. Grandi e facilmente lavorabili sono i filoni di carbone presenti nel nord-est tra il Lesotho e lo Swaziland.
I diamanti sono un altra importante risorsa. La maggior parte dei diamanti provengono dalle miniere vicino Kimberley, che sono state scoperte nel 1870. L'estrazione in superficie esaurisce presto, ma dei diamanti si traccia il filone originario e si estraggono con una larga scala di metodi.
Altri minerali che si possono trovare in Sud Africa sono: rame, nickel, platino, amianto, cromite, fluorite, fosfato, vanadio, stagno, manganese e ferro.

SUOLO
Il suolo dell'altopiano centrale del Sud Africa è composto da terra scura e nera, o chernozems, che è simile a quella delle praterie del Nord America. Nelle aree ovest, che ricevono scarse quantità di pioggia, il chernozem tende a impoverirsi, e il suolo prende un colore castano. A sud il terreno è fine e spesso rosso. Nel nord-est il terreno è rossiccio e giallognolo. L' erosione del suolo è un grande problema nella maggior parte del paese.

POPOLAZIONE
Il Sud Africa ha una popolazione multirazziale e multietnica.
Dei quasi 39 milioni di abitanti 1991), il 75,2 % sono africani neri, il 13,6 % sono bianchi, 8,6 % è composto dai "Coloureds", e il 2,6 % sono asiatici.
I neri appartengono a nove gruppi etnici: Zulu, Xhosa, Tswana, Venda, Sotho, Ndebele, Tsonga, Swazi, e Pedi.
Gli Zulu sono il più grande tra questi gruppi, e comprendono circa il 20 % della popolazione totale. I bianchi, per la maggior parte, sono di discendenza britannica, olandese, tedesca, e coloni francesi protestanti.
La gente di stirpe olandese, che spesso ha eredità tedesche e francesi, è conosciuta come Afrikaners o Boeri e forma circa il 60 % della popolazione bianca.
La popolazione dei Coloured, che vive principalmente nella provincia del Capo, è una fusione razziale principalmente tra neri e Afrikaners. Gli asiatici sono generalmente di stirpe indiana e si sono insediati maggiormente nella provincia di KwaZulu/Natal.
Una piccola parte della popolazione asiatica è di origine malese. Essa risiede soprattutto nella provincia del Capo. Dal 1948 fino ai primi del 1990, il governo del Sud Africa applicò una severa politica di segregazione razziale, conosciuta come "apartheid".
Questa politica è stata disegnata al fine di garantire una dominazione bianca su una maggioranza non-bianca.
Sin dal primo insediamento bianco nel 1652, la segregazione razziale era parte del modello sociale ed economico del paese. Le cause di questa segregazione sono varie, incluse la idee di razza e cultura che gli europei hanno portato con loro.
Nel ventesimo secolo in Sud Africa la segregazione razziale è divenuta un esplicito progetto governativo. Il Native Lands Act del 1913, che ha delimitato aree rurali di residenza e proprietà per gli europei e non, è stato uno dei primi passi per stabilizzare la segregazione razziale. Questo atto e la legislazione successiva nel 1936 hanno limitato i neri - che a quel tempo, come ora, erano il 75% della popolazione - ad una proprietà del solo 13% delle terre.
Dal 1960 i diritti politici estremamente limitati, che i non bianchi avevano dal 1948, sono stati eliminati. All' inizio del 1970 il governo ha stabilito dieci stati-riserva (homelands) per i neri, le quali erano state le loro residenze originarie; quattro di queste homelands sono state dichiarate indipendenti, benché in effetti nessun altro paese tranne il Sud Africa le ha così riconosciute.
Tra il 1980 e il 1990 il governo è stato forzato a smantellare il principio legale dell' "apartheid", ma l'ineguaglianza è rimasta un importante problema sociale nel Sud Africa.

DIVISIONI POLITICHE
Fino al 1994 il Sud Africa è stato suddiviso in quattro province (Cape Province, Natal, Orange Free State, e Transvaal) e dieci homelands. Sotto la costituzione provvisoria del paese, la quale ha preso effetto al tempo delle prime elezioni multirazziali nell'Aprile 1994, il Sud Africa è stato diviso in nove province.
Queste province sono: Pretoria Witwatersrand Vereenigin (PWV), capitale Johannesburg; Northern Transvaal (Transvaal settentrionale), capitale Pietersburg; Eastern Transvaal (Transvaal orientale), capitale Nelspruit; North West, capitale Mmabatho; Orange Free State, capitale Bloemfontein; KwaZulu/Natal; Eastern Cape, capitale KingWilliams Town; Northern Cape, capitale Kimberley; Western Cape, capitale Città del Capo.
Alcune delle capitali provinciali sono sotto dibattito e potrebbero cambiare. Le homelands, incluse quelle che erano state dichiarate indipendenti - Transkei, Bophuthaswana, Venda, e Ciskei - sono state dissolte e incorporate nel Sud Africa da quando la costituzione provvisoria ha preso effetto.

CITTÀ PRINCIPALI
Le maggiori città del Sud Africa, con la loro popolazione (dati relativi al censimento del 1985), sono: Johannesburg (1.609.408), la metropoli delle zone aurifere; Città del Capo (1.911.521), la capitale legislativa; Durban (982.075), un importante porto marittimo; Pretoria (822.925), la capitale amministrativa; Port Elizabeth (651.993), città industriale e maggiore porto; Bloemfontein (232.984), centro commerciale per bestiame bovino e pecore; Germiston (116.718), luogo delle maggiori raffinerie d'oro nel mondo; e Springs (68.235), centro industriale. Circa il 60 % della popolazione sudafricana è classificata come urbana. Più del 25 % della popolazione totale vive nella area metropolitana del Pretoria Witwatersrand Vereeniging (PWV). Le tre aree metropolitane di PWV, Città del Capo e Durban comprendono il 38 % della popolazione urbana del paese.
Johannesburg Sorge a 1700 metri di altitudine, al centro del bacino del Witwatersrand, grande sinclinale che si estende da est a ovest per una lunghezza di oltre 180 km e una larghezza di circa 70 km, dove i terreni di origine precambriana, in notevole pendenza, racchiudono, ai diversi livelli, ingentissimi giacimenti auriferi. L'oro del Witwatersrand (più comunemente chiamato Rand) fu scoperto nel 1884 e al 1886 risale la fondazione di Johannesburg e dei centri satelliti di Germiston nel Rand centrale, di Springs, Brakpan e Benoni nell'East Rand, e di Krugersdorp e Ranfontein nel West Rand.
La rapida crescita demografica della città riflette le diverse fasi dello sfruttamento minerario e del popolamento della regione: verso il 1900 essa contava solo 100.000 abitanti, ma già alla metà del secolo raggiungeva gli 880.000 e nel 1977 superava il milione e 400.000, avviandosi a diventare, oltre che il maggiore centro urbano del paese, una delle più estese agglomerazioni umane dell'Africa, preceduta soltanto, per numero di abitanti, dal Cairo e da Alessandria d'Egitto.
La struttura urbana di Johannesburg rivela ed esaspera le violente contraddizioni della società sudafricana, giustapponendo rigidamente a un nucleo centrale europeo,dove si concentrano gli uffici direzionali e amministrativi, e ai quartieri residenziali riservati ai circa 400.000 bianchi, una immensa periferia, che si estende per un raggio di oltre 20 km, dove vive la popolazione bantu.
Al milione e più di abitanti indigeni si aggiungono poi le decine di migliaia di minatori neri provenienti dalla altre regioni del paese che, alloggiati in villaggi-caserma (compounds) costruiti nei pressi delle miniere, vi vivono rinchiusi per tutta la durata (semestrale o trimestrale) del loro contratto di lavoro, sottoposti a stretta sorveglianza per evitare il furto di materiali preziosi.
Lo sviluppo economico della città poggia, oltre che sulla straordinaria abbondanza di ricchezze minerarie (oro e uranio soprattutto), sulla felice posizione rispetto al sistema della comunicazioni: la rete ferroviaria, costruita in funzione delle necessità di trasporto dei minerali a partire dalla fine del sec. XIX, costituisce una fitta maglia in grado di collegare tutti i centri del Witwatersrand con le principali città dell'Africa australe e del Mozambico.
Tra le industrie, particolarmente sviluppatesi dopo il secondo conflitto mondiale, hanno notevole importanza quelle siderurgiche, alimentate dal carbone proveniente dai giacimenti del Transvaal, del Natal e dell'Orange, e quelle matallurgiche, meccaniche, chimiche e tessili.
Tra gli edifici dei primi del '900, che riflettono la cultura europea della popolazione bianca e il suo straordinario benessere, citiamo il Museo Geologico (1890), il Tribunale (1910), il Municipio con annessa sala dei concerti (1915), la Cattedrale Anglicana (1935) e numerosi alberghi e palazzi per uffici situati lungo la via Eloff, la principale arteria commerciale. Allo stesso periodo risale la realizzazione di numerosi parchi urbani: nel parco Joubert, a nord-est del centro, si trova la Galleria d'Arte (1915), mentre nel parco Milner, situato a nord-ovest, sorge la grande università di Witwatersrand, fondata nel 1903. Famoso anche il parco Hermann Eckstein in cui sorgono l'Osservatorio Astronomico (1903), uno dei più grandi dell'emisfero meridionale, e il Museo Nazionale di Guerra del Sud Africa.
Ad anni più recenti risale la costruzione di grandi palazzi residenziali e grattacieli direzionali e commerciai, che danno al centro cittadino l'aspetto della moderna città occidentale. Dal 1920, anno in cui fu concesso ai lavoratori bantu di immigrare con le famiglie, si svilupparono numerosi nuclei suburbani; i più vicini al centro sono stati poi gradualmente ristrutturati per la popolazione bianca, mentre veniva allontanata la popolazione di colore (negri e asiatici).
Negli anni '50 più di 60.000 africani sono stati espulsi dalle aree centrali e trasferiti a circa 15 km a sud-ovest di Johannesburg, nell'enorme ghetto di Pimville, privo anche dei servizi più elementari. Più recente (anni '60) è la creazione di Soweto che attualmente, con una popolazione di quasi 800.000 abitanti, rappresenta la più vasta area urbana per negri di tutto il Sud Africa e probabilmente il più grosso progetto di insediamento residenziale del mondo.
Soweto si presenta come un infinita distesa di case unifamiliari in mattoni, tutte uguali; non mancano i servizi primari, ma manca qualsiasi attività economica autonoma da Johannesburg, per la quale tutte le aree residenziali per negri e asiatici rappresentano solo un enorme bacino di forza-lavoro, facilmente controllabile e ridimensionabile, in funzione delle esigenze produttive.
Città del Capo (In inglese Capetown o Cape Town, in afrikaans) E' la capitale legislativa dello stato e capoluogo della provincia del Capo. E', per popolazione, la seconda città del paese dopo Johannesburg. Si affaccia in una magnifica posizione sulla costa dell'oceano Atlantico lungo la Table Bay (baia della Tavola), ai piedi di un arco di monti costituito dal Table Mountain o Tafelberg, dalla Testa di Leone, dal picco del Diavolo, dai Dodici Apostoli e da altre vette.
Dalla fine del Quattrocento, doppiato per la prima volta il capo di Buona Speranza da Bartolomeo Dias e da Vasco de Gama, la Table Bay divenne un punto di sosta per le navi sulla rotta delle Indie; il primo insediamento permanente di bianchi nella zona data però solo dal 1625, quando l'olandese Jan Van Rieebeck vi fece erigere un forte provvisorio, sostituito pochi anni dopo da un castello (costruito con pietre locali e mattoni importati dall'Olanda): intorno al castello si estese rapidamente un centro abitato la cui principale funzione era quella di assicurare regolari rifornimenti alle navi della Campagna delle Indie Orientali; oltre alla favorevole posizione del porto, era determinante a questo scopo la fertilità del territorio circostante, coltivato da coloni olandesi.
Alla fine del Seicento era ormai sorta una vera e propria città, caratterizzata da edifici in stile olandese coloniale e da strade anguste fitte di depositi, botteghe e taverne. Nel 1795, in seguito alle vicende connesse alle guerre napoleoniche, gli inglesi s'impadronirono di Città del Capo e salvo una breve parentesi (1803-06), quando Napoleone, in seguito al trattato di Amiens, ne mantennero il controllo fino al 1910, anno in cui venne proclamata la repubblica indipendente.
La città conobbe una fase di recessione dovuta dalla abolizione della schiavitù (1833) e alla apertura del canale di Suez (1869), che determinò il cambiamento delle rotte marittime commerciale ma la scoperta, avvenuta quasi contemporaneamente, di cospicui giacimenti auriferi e diamantiferi nel territorio della provincia valse a dare nuovo impulso all'economia e al processo di urbanizzazione.
Oggi Città del Capo, oltre ad avere un porto dotato di eccellenti attrezzature (possiede il più vasto bacino di carenaggio del continente africano), concentra gran parte delle attività commerciali (legate all'esportazione di oro, diamanti, rame, magnese, frutta) e industriali (settore meccanico, tessile, cantieristico, alimentare, della gomma, della raffinizzazione del petrolio) della provincia. Le attrattive paesaggistiche dei dintorni fanno di Città del Capo il centro turistico più sviluppato del paese, mentre il suo ruolo di capitale legislativa ha influenzato il moltiplicarsi delle iniziative finanziarie. Intensissimo quindi è stato ed è l'incremento demografico, così che la città, contenuta da prima nell'area tra il mare e la cerchia delle montagne, si è sviluppata oltre i confini naturali con la creazione di quartieri suburbani che si estendono secondo tre direttrici fondamentali e cioè lungo la costa verso sud; nell'entro terra verso sud, in linea parallela al versante orientale del Table Mountain, sino a Kalkbay (a 25 km dal centro); e lungo la costa verso nord in direzione delle zone industriali.
Tra il 1935 e il 1945 è stata inoltre bonificata una superficie di 200 ettari, per la realizzazione del quartiere portuale e commerciale di Roggerbaai, con funzione decongestionante dal centro urbano. Nonostante la profonda ristrutturazione tuttora in corso che ha portato alla demolizione degli slums e alla costruzione di grattacieli a destinazione direzionale, il centro storico conserva numerose testimonianze architettoniche del passato coloniale. Lungo la Adderley Street, la via principale di Città del Capo, sorgono la chiesa della Groote Kerk (1699), la più vasta e più antica del Sudafrica, e il Palazzo della Corte Suprema, già mercato degli schiavi.
Nelle immediate adiacenze corre Government Avenue, ampio viale alberato, sul quale prospettano il Palazzo del Governo, il Palazzo del Parlamento, e la Galleria Nazionale. Sempre in prossimità di Adderley Street si trovano la Greenmarket Square, corrispondente al centro originario della città, e la Grand Parade, vasto piazzale quadrato nel quale sorge il castello.
A 4 km dal centro, sulle pendici del picco del Diavolo, sorgono l'Osservatorio astronomico (uno dei più importanti dell'emisfero meridionale) e Groote Schur, residenza ufficiale del primo ministro, in stile olandese coloniale. La South Africa National Gallery, costituita nel 1871, accoglie importanti oggetti d'arte (sculture lignee e maschere) e prodotti d'artigianato (tessuti, monili) indigeni. Ragguardevole è anche la sezione di pittura che comprende dipinti di scuola inglese dei secc. XVII-XVIII, italiani del Quattrocento e del Cinquecento, fiamminghi e olandesi dei secc. XVI-XVII.
La concentrazione nel centro storico delle attività amministrative e direzionali a posto gravi problemi di traffico, parzialmente risolti verso la fine degli anni Cinquanta con la creazione di una rete di autostrade cittadine che immettono nei punti nevralgici del tessuto urbano.
Alla distruzione dei vecchi slums del centro ha peraltro corrisposto il proliferare di vasti suburbi degradati in cui vive la manodopera di colore, la cui consistenza numerica aumenta di continuo parallelamente allo sviluppo industriale (oggi oltre il 60% degli abitanti di Città del Capo è costituito da africani, in maggioranza di lingua bantu, e da asiatici).
La politica di segregazione razziale praticata dal governo, che teorizza (anche a livello di pianificazione urbana, attraverso l'istituzione delle Group Areas) la rigorosa separazione dei gruppi etnici e le obiettive condizioni di disagio logistico e di subalternità in cui vive la popolazione emarginata per ragioni razziali, in stridente contrasto con la collocazione privilegiata e la ricchezza di servizi dei quartieri destinati agli abitanti di origine europea, hanno prodotto fortissime tensioni, esplose con particolare violenza negli episodi di guerriglia urbana del 1960 e non slegate, del resto, dalla situazione di conflitto razziale e sociale esistente in tutto il paese così come nelle altre aree di "punta" del colonialismo e del segregazionismo ancora esistenti nel continente africano.
Durban È il centro principale della provincia del Natal. Il suo porto sulla Natal Bay (oceano Indiano) è il più importante della Repubblica Sudafricana e uno dei meglio attrezzati del mondo. Vi fa capo la produzione della zona mineraria del Witwatersrand (oro, carbone, magnese, cromo). Durban è anche un centro turistico molto frequentato grazie al clima, alle acque riparate e alle spiagge: l'oblunga, bellissima baia sulla quale la città si affaccia è separata dall'oceano Indiano da un lungo cordone sabbioso (Back Beach). Fondata dagli inglesi col nome di Port Natal nel 1824 sulla riva settentrionale della baia (dove oggi si trova la zona commerciale), la città fu ribattezzata Durban, dal nome dell'allora governatore della Colonia del Capo, nel 1835. Al principio del nostro secolo quartieri residenziali europei si svilupparono lungo le pendici delle colline, mentre la prima zona industriale crebbe in località Point. Dopo la prima guerra mondiale si andò formando, a sud, una nuova e più importante zona industriale e residenziale (Woodlands, Lamont Native Village), eccettuando l'espansione lineare dell'abitato. Durante gli ultimi trent'anni il rapido aumento della popolazione (asiatici, bantù ed europei) ha creato il sorgere di nuovi insediamenti residenziali (Durban Nord) e industriali (Briardene). Pretoria Capitale amministrativa dello stato (sede del governo) e capoluogo della provincia del Transvaal. Lo sviluppo economico della città, dovuto inizialmente alla funzione politico-amministrativa, fu accelerata dalla scoperta di importanti giacimenti di minerali di ferro e, più recentemente, di diamanti e platino; i primi in particolare hanno portato alla creazione di una poderosa industria siderurgica (altiforni, acciaierie, laminatoi), cui si sono presto collegate varie produzioni meccaniche.
Pretoria è sede di due università e del più grande organismo di ricerca scientifica e industriale del Sud Africa. Fondata nel 1855 in onore di A. Pretorius, divenne capitale del Transvaal nel 1860. Vi fu stipulata nel 1881 la convenzione in virtù della quale la corona inglese mantenne la propria sovranità sul Transvaal, pur affidandone il governo ai boeri. Nel 1910 divenne capitale dell'Unione Sudafricana (Dominion britannico fino al 1961). Pretoria ha un area metropolitana estremamente vasta, a bassissima densità abitativa. Dotata di una razionale struttura urbanistica con estesi quartieri residenziali, ampie piazze e viali alberati, vasti parchi e riserve naturali, la città incominciò a svilupparsi verticalmente, attorno al centro storico, negli anni susseguenti alla seconda guerra mondiale.
Moderni edifici multipiani, sedi di uffici governativi, commerciali e finanziari si sono concentrati attorno a Church Square e nel settore centrale di Chuch Street, un'arteria estesa per una ventina di chilometri in direzione est-ovest. Negli ultimi anni sono sorti anche pregevoli edifici multipiani a carattere residenziale, tra cui, degno di menzione, il complesso Botha Mansions (1964). Numerosi monumenti commemorano la storia della colonizzazione boera e delle guerre anglo-boere.
Port Elizabeth Città e porto nella provincia del Capo, lungo il bordo orientale della baia di Algoa, aperta sull'oceano Indiano. Centro fra i più importanti dello stato, ha un economia legata prevalentemente all'attività del porto, principale per movimento merci nel paese, e a un industria moderna che comprende fabbriche di pneumatici, impianti meccanici (autovetture), chimici, tessili (filati in lana), alimentari. Un'altra buona risorsa è costituita dal turismo, attratto dalle belle spiagge della baia di Algoa.
Sorta nel 1820 nei pressi di un fortino inglese, Port Elizabeth si è sviluppata soprattutto dopo la costruzione della ferrovia per Kimberley, che diede impulso alle attività portuali. Bloemfontein Capoluogo dello Stato libero dell'Orange possiede importanti industrie meccaniche e alimentari. Nel giugno 1899 vi si tenne una conferenza tra boeri e inglesi i quali chiedevano la concessione della cittadinanza agli uitlanders (i nuovi arrivati nei territori boeri); la manca accettazione di queste richieste fece precipitare la situazione, sfociata qualche mese dopo nella guerra anglo-boera. Germiston Importante centro minerario, a 15 km a sud-est di Johannesburg, possiede la più grande raffineria d'oro del mondo; ma è anche una città manifatturiera con produzioni molto diversificate: tubi, funi d'acciaio, mobili, articoli di abbigliamento, vetro, carri ferroviari.

STILE DI VITA
La discriminazione razziale ha lasciato un profondo segno nella società sudafricana. I bianchi hanno uno standard e un stile di vita paragonabile a quello dei paesi più sviluppati. Non è questa la condizione dei non-bianchi, specialmente per i neri.
Sebbene i neri siano il 75 % della popolazione del Sud Africa, essi fruttano solo il 25 % del reddito totale del paese. I bianchi, che sono solo il 13 % della popolazione, rendono invece il 61 %. Il reddito degli asiatici e dei Coloureds è rispettivamente del 4 e del 7 %. Il vuoto tra il reddito dei bianchi e quello dei neri è uno dei maggiori nel mondo.
Il reddito medio di ogni famiglia bianca è di 12 volte quello di una famiglia nera. Più della metà dei neri viene considerata povera, e la disoccupazione nera si aggira attorno il 45%. Un quarto dei neri vive in capanne oppure non possiede casa, e il 40% non può usufruire di acqua pulita. Solo un terzo delle abitazioni nere può utilizzare energia elettrica. la vita media è di 73 anni per i bianchi e 57 anni per i neri.
La mortalità infantile è di 13 su 1000 per i bianchi, a confronto con i 57 su 1000 per i neri. Gli agricoltori bianchi producono più dell'87% dei prodotti interni e oltre il 90% delle esportazioni agricole del Sud Africa. Secondo le leggi di segregazione residenziale i bianchi vivono generalmente nei centri delle maggiori aree urbane, vicino alle zone commerciali, mentre i neri vivono nelle grandi periferie. Come risultato, la maggior parte dei neri che lavora nelle città deve affrontare lunghi tragitti per recarsi al lavoro. Il percorso medio è di 37 km, e non è raro che debbano trascorrere dalle due alle quattro ore di viaggio. I percorsi sono quindi più costosi e anche pericolosi per i neri che per i bianchi.
Gli standard di sicurezza sono inadeguati nei trasporti pubblici usati dei neri, e si riscontrano perciò con grande frequenza assalti ai mezzi di trasporto utilizzati dai bianchi. Dal 1975 il numero di neri ricchi è cresciuto, e questo gruppo gode di uno stile di vita simile a quello dei bianchi benestanti. Tuttavia, durante questo periodo, il reddito dei più poveri, 40% della popolazione nera, si è ridotto significativamente, rispecchiando le grandi differenze economiche all'interno della gente nera.

RELIGIONE
Circa 4/5 della popolazione sudafricana è Cristiana, di cui la maggior parte è Protestante. Il più degli Afrikaners appartiene alla Chiesa Protestante Olandese, e la maggior parte dei bianchi che parlano l'Inglese come prima lingua sono Anglicani, Congrezionalisti, Metodisti, o Cattolici. Anche i neri seguono questi culti; in aggiunta, molti di loro aderiscono alle cosiddette chiese indipendenti, che combinano elementi della religione Cristiana e delle religioni tradizionali africane. Molti neri seguono credenze tradizionali. Le persone di provenienza asiatica, per la maggior parte, sono Indù o Musulmani. Nel Sud Africa è presente anche una comunità Ebrea di circa 120.000 persone.

LINGUA
Le lingua ufficiali del Sud Africa sono l'Afrikaans e l'Inglese. La prima, una variante dell'Olandese, è la prima lingua di quasi tutti gli Afrikaners e di molte genti di colore. L'Inglese è usato come prima lingua da molti bianchi ed è parlato anche da alcuni asiatici e neri. Parecchi neri, tuttavia, usano principalmente una lingua Bantù come gli Xhosa, Sesotho, e Zulu. Oltre all'Inglese molti asiatici parlano anche lingue originarie dell'India.

EDUCAZIONE
L'eredità della discriminazione razziale in Sud Africa si manifesta più chiaramente nell'educazione. Benché le spese governative per l'istruzione dei neri siano incrementate significativamente sin dalla metà degli anni '80, le spese per gli alunni bianchi sono il quadruplo di quelle per gli alunni neri.
Il rapporto tra insegnanti e studenti per i neri è di 1 a 60 nelle aree urbane e di 1 a 90 nelle aree rurali, mentre per i bianchi è di 1 a 30 o anche meno. Come risultato di questa condizione, solo il 41% di tutti gli studenti neri ha proseguito oltre la "secondary school" ed è passato al "qualification exam" (una requisito per l'università) nel 1991.
Nello stesso anno, il 96% degli studenti bianchi, il 95% degli indiani, e l'83% dei coloureds hanno passato gli esami. Inoltre, il tasso di alfabetizzazione dei neri è minore del 50%, mentre nei bianchi è del 100%. Ogni anno nella primary e secondary school si iscrivono circa 5.037.300 neri, 1.032.100 bianchi, 847.900 coloureds, e 246.700 asiatici. Le scuole specializzate registrano invece circa 14.100 bianchi, 5.100 neri, 6.400 coloureds, e 5.800 asiatici.
Le iscrizioni alle università, agli istituti magistrali e istituti tecnici, contano circa 254.100 bianchi,120.000 neri, 35.000 coloureds, e 29.200 asiatici. Le università frequentate maggiormente da bianchi sono l'University of Cape Town (1829); l'University of Natal (1910), a Durban e Pietermaritzburg; l'University of Orange Free State (1855), in Bloemfontein; l'University of Pretoria(1908); Rhodes University(1904), a Grahamstown; l'University of Stellenbosch (1918); e l'University of the Witwatersrand (1922) a Johannesburg.
I neri frequentano l'University of Fort Hare (1916), a Alice; l'University of the North (1959), vicino a Pietersburg; l'University of Zululand (1960), vicino Empangeni; la Medical University of Southern Africa (1976), a Medunsa; l'University of Transkei (1977), a Umtata; e l'University of Bophuthatswana (1979), a Mafikeng. L'University of Western Cape (1960), a Bellville, è frequentata soprattutto da Coloureds. Gli asiatici si servono dell'University of Durban-Westville (1961). Da quando l'apartheid ha iniziato ad essere smantellata, si è avuto un incremento del numero di non- bianchi che anno iniziato a frequentare istituti di educazione un tempo esclusivi ai bianchi, particolarmente nelle maggiori aree urbane. La maggior parte dei neri che frequenta queste scuole è relativamente agiata. Persistono comunque, come dimostra l'articolo dell'Internazionale (vedi appendice), scontri per l'ammissione dei neri in alcune di queste scuole.

PROBLEMI SOCIALI
La violenza è il più serio problema sociale del Sud Africa, che per la maggior parte è causato dal segno lasciato dall'apartheid. La violenza politica, o quella che è spesso chiamata "black on black violence", è stata direttamente legata al governo basato sull'apartheid che era al potere fino all'Aprile 1994.
La sentenza della Goldstone Commission indipendente all'inizio del 1994 confermò il fatto che quelle forze, anche governative, le cosiddette "third force", avessero ricoperto il ruolo maggiore nell'incoraggiamento e nella direzione della violenza nell'arresto dei movimenti del Sud Africa verso la democrazia. Queste attività includono il supporto del partito politico Inkatha Freedom del Capo Zulu Mangosuthu Gatsha Buthelezi. Altro tipo di violenza ha le sue radici nella vasta ineguaglianza della società Sudafricana. Anche l'enorme carenza di abitazioni per i neri crea situazioni di violenza; la densità delle aree urbanizzate dai neri è di 17 persone ogni tre o quattro stanze. Le donne - specialmente quelle nere - sono le maggiori vittime di questa violenza.
Il 60% di tutte le donne Sudafricane sono prostrate dai propri mariti. I giovani soffrono particolarmente questa condizione sociale, questo fatto a sua volta aggrava il problema della violenza. Questi problemi esistono ugualmente anche nelle aree rurali.

CULTURA

BIBLIOTECHE E MUSEI
Quasi tutte le città del Sud Africa sono provviste biblioteche pubbliche, la più considerevole è la "Johannesburg Public Library", con più di 1,5 milioni di volumi. Altre librerie importanti sono la "South African Library", a Città del Capo; la "State Library, a Pretoria; e biblioteche legate agli organi universitari.
Tra i musei rilevanti si includono: il "National Museum", a Bloemfontein, che contiene collezioni di tipo archeologico, paleontologico, e antropologico; il "Africana Museum", a Johannesburg che possiede collezioni di tipo storico ed etnologico riguardanti il Sud Africa; e, a Città del Capo, la "Michaelis Collection", la "South Africa National Gallery", e il "South Africa Cultural History Museum".

LETTERATURA
La violenza dei conflitti razziali, che sconvolge il paese dagli inizi della colonizzazione, è il tema ricorrente della letteratura sudafricana.
I primi esempi di prosa risalgono all'ultimo scorcio del sec. XVIII e sono costituiti da reporteges di viaggiatori, come i diari e le lettere di lady Anne Barnard (1750-1850). Ma una vera e propria letteratura in lingua inglese con caratteristiche locali fiorisce soltanto alla fine del sec. XIX, a opera di scrittori che, pur mostrandosi partecipi delle tradizioni e delle aspirazioni sudafricane, conservano una cultura sostanzialmente anglosassone e si rivolgono agli inglesi che vivono lontani dalla madrepatria.
Se si eccettua il romanzo esotico- avventuroso Le miniere di re Salomone (1885) di H.R. Haggard (1856-1925), tutta la narrativa dell'Otto e del Novecento è a sfondo sociale, a partire dalla Storia di una fattoria africana (1883) di O. Schreiner (1855-1920), uno scrittore di idee liberali che sa inserire con acutezza il problema sudafricano nel contesto della politica internazionale.
Alla sua tematica e al suo stile si ricollegano numerosi narratori, fra cui: Sarah Gertrude Millin (1889-1868), che affronta la condizione dei mulatti nei Figliastri di Dio (1924); W. Plomer (n.1903), che tratta la questione razziale in Turbott Wolfe (1925); L. Van der Post (n.1906), che analizza le conseguenze della urbanizzazione degli indigeni nel romanzo- inchiesta In una provincia (1934).
Si tratta, nel complesso, di un indirizzo a carattere fortemente naturalistico e umanitario, che soltanto pochi autori cercano di superare affidando la protesta sociale a più moderne soluzioni ironiche, grottesche o espressionistiche: tra queste rare eccezioni, vanno annoverati H.Ch. Borman (1905-51) con i racconti di Mafeking Road (1947), sulla vita degli agricoltori nel Transvaal, A. Paton (n.1903) con Piangi il paese amato (1948), Nadine Gordimer (n.1923) con I giorni della menzogna (1953) e Un mondo di stranieri (1958), romanzi che svelano in modo impressionante i volti della ipocrisia bianca e quella della frustrazione nera.
Più esile la produzione poetica che, dopo Th. Pringle (1789-1834), appassionato difensore della "razza negra insultata", ha espresso soltanto due nomi di rilievo, R. Campbell (1901-1957) - poeta di vasta cultura, vissuto a lungo in Spagna, in Portogallo e in Provenza - e il citato Plomer; dotati di una forte vena satirica, essi trasfigurano in immagini icastiche, di grande suggestione, l'allucinante realtà africana (si veda soprattutto la raccolta Visitando la caverna, 1936, Plomer).
Accanto a essi , ma su un piano nettamente inferiore, si possono ricordare F.C. Slater (1876-1959), abile sperimentatore di tecniche d'avanguardia, e D. Wright (n. 1920). Tra le lingue locali del Sud Africa, la prima in cui sia stata prodotta un'opera letteraria (Inno di lode di Ntsikana, m. nel 1821) è la lingua xhosa; se ne sono serviti, fra gli altri, S.E. Krune Mghayi, J.J.R. Jolobe e A.C. Jordan.
In lingua sesutho hanno scritto Th. Mofolo, noto per il romanzo Chaka (1925), e B.M. Khaketla, autore del dramma Moshoeshoe le Baruti (1947). Tuttavia, anche fra gli indigeni, l'inglese va ormai soppiantando gli idiomi africani. Largamente diffusa in traduzioni è l'opera del poeta zulu B. Walleb Viakazi (1906-47); il beciuano S. Ciekisho Plaatje (1878-1932) ha tradotto Shakespeare nella propria lingua, ma ha usato l'inglese nel romanzo Mehudi (1930).
Altrettanto hanno fatto, sia pur conservando coloriture indigene, i narratori P. Abrahams, E. Mphahlele, A. Hutchinson e Noni Javabu, con lo scopo di presentare a un pubblico più vasto i problemi sorti dall'incontro con la civiltà occidentale.
Ben più nutrita e compatte è la letteratura in lingua afrikaans, che si è sviluppata dal ceppo e dalle tradizioni (sedimentate nell'arco di circa tre secoli) degli antichi colonizzatori olandesi, fino a radicarsi profondamente nella realtà paesaggistica, umana e sociale del Sud Africa.
Influssi fiamminghi, sia sul piano letterario sia su quello linguistico, sono evidenti in un primo gruppo di scrittori, che comprende il poeta e novelliere E.N. Marais (1872-1936) e la triade di lirici formata dal patetico J.F.E. Celliers (1865-1940), dal mistico J.D. Du Toit più moto come Totius (1877-1953), dall'estroso C.F.L. Leipoldt (1880-1947). Tale influenza si attenua già in D.F. Malherbe (n. 1881), che è considerato il padre del romanzo moderno in lingua afrikaans, e scompare del tutto nel narratore realista J. Van Bruggen (1881-1957) e nel drammaturgo J.F.W. Grosskopf (1885-1948).
Negli anni Venti del Novecento si afferma poi un tipo di narrazione che diverrà caratteristico della letteratura afrikaans: il dierverhaal, racconto che ha per protagonisti animali domestici o belve, rifacendosi a certa narrativa orale degli indigeni. Il primo ha trattarlo è stato Sangiro (pseudonimo di A.A. Pienaar, n. 1894), con una serie di storie dedicate ai leoni e ai rinoceronti; al suo esempio si sono poi ispirati i fratelli S.B. Hobson (n. 1888) e G.C. Hobson (1890-1945), che hanno scelto come soggetto la fauna del deserto del Kalahari, e P.J. Schoeman (n. 1904), autore sia di dierverhaal sia di racconti di caccia.
Sempre nel decennio 1920-30 nascono alcune riviste culturali ("Il nuovo avamposto", "Il compagno di casa", "Il nostro libro") che mettono in contatto la letteratura afrikaans con le avanguardie europee: i rappresentanti più noti di queste nuove tendenze sono il poeta e romanziere C.M. Van den Heever (1902-1957), il lirico e drammaturgo U. Krige (n. 1910), il narratore Mikro (pseudonimo di Christoffel Hermannus Kühn, n. 1903).
Folto il gruppo delle scrittrici; la più nota è l'impetuosa Hettie Smit (n. 1908) autrice del romanzo Essa viene con la luna crescente (1937). Il rinnovato impegno sociale e la coraggiosa condanna dell'apartheid sono i temi fondamentali della generazione dell'ultimo dopoguerra, cui appartengono, fra gli altri, D.J. Oppermans (n. 1914), S.J. Pretorius (n. 1917) e le poetesse ebraiche Olga Kirsch (n. 1924), e Ina Rousseau (n. 1924).

CULTURA LOCALE E ARTI
Assai numerose e sparse in tutto il paese sono le testimonianze di arte rupestre, concernenti un lunghissimo periodo che va dalla fine del paleolitico fino ai decenni centrali del sec. XIX.
Autore di queste arti figurative furono popoli di cacciatori- raccoglitori nomadi, tradizionalmente identificati come antenati degli attuali boscimani (autori di alcune delle opere meno antiche) e anche, in seguito a più recenti ipotesi, degli ottentotti.
Un ristretto gruppo di pitture rupestri attribuite ai bantu non autorizza a includere questi popoli fra gli autori dell'arte rupestre sudafricana: tutte queste opere, infatti, sono copie di figurazioni antiche e in gran parte sono state eseguite per conto dei dominatori bantu.
Tutta l'arte rupestre è di carattere esclusivamente figurativo ed è ampiamente rappresentata in ambedue i tipi fondamentali del petroglifo e della pittura. Soprattutto localizzati su grandi rocce lisce all'aperto dell'altopiano interno, i petroglifi si presentano, nella fase più antica, come disegni semplicemente incisi e, successivamente, con l'intera figura campita mediante martellamento della superficie rocciosa; i soggetti prevalenti sono singoli animali o disegni geometrici, mentre raramente compaiono figure umane o gruppi di figure.
Assai più ricche di gruppi di animali o di uomini in azioni di caccia o di guerra sono invece le pitture, tutte realizzate sotto ripari di roccia localizzati nelle montagne che separano l'altopiano centrale dalle aree costiere, con massimo di concentrazione nei settori sud-orientali.
Assai limitata è la produzione artistica delle attuali popolazioni indigene: piccoli gruppi di ottentotti e boscimani, e bantu, nguni, ndebele e sotho. Le peculiarità della vicenda coloniale dell'Africa meridionale rendono la Repubblica Sudafricana particolarmente ricca di testimonianze, soprattutto architettoniche, di una cultura di matrice europea qui solidamente trapiantatasi e sviluppatasi.
Si deve infatti alla presenza di un notevole numero di coloni bianchi fortemente legati alla propria cultura la realizzazione, a partire dalla fine del sec. XVII, di un'architettura coloniale ispirata ai modi barocchi e rococò della contemporanea architettura olandese.
A loro volta gli inglesi, riluttanti ad adottare soluzioni architettoniche diverse da quelle del proprio paese, riprodussero per tutto il sec. XIX la contemporanea architettura rurale inglese nelle fattorie sudamericane e le soluzioni dell'eclettismo europeo negli edifici pubblici delle città.
Anche il movimento moderno ebbe un immediato riflesso, e le idee e i modi figurativi di W. Gropius, Mies Van der Rohe e C.E. Le Corbuiser segnarono il volto architettonico delle città negli anni '30. Oggi le città dei bianchi si segnalano per la forte densità edilizia e la tendenza la verticalismo dell'architettura che, sul piano formale tiene presenti le più recenti esperienze, in particolare quella della scuola brasiliana.

ECONOMIA
Fin dalla I Guerra Mondiale (1914-1918) l'economia sudafricana si è basata principalmente sull'estrazione (specialmente di diamanti e oro) e sull'agricoltura. Successivamente, tuttavia, e particolarmente da dopo la II Guerra Mondiale finita nel 1945, l'industria manifatturiera subì un notevole sviluppo, e adesso è il settore leader dell'economia del paese. La stima del bilancio nazionale per gli inizi del 1990, include un entrata di circa 20,2 miliardi di dollari, e una spesa di circa 25.2 miliardi di dollari.

AGRICOLTURA
Le limitate precipitazioni e la scarsa fertilità del suolo restringono le aree sudafricane adatte all'agricoltura. Come risultato, circa l'85% delle terre sfruttate sono dedicate all'allevamento, in particolare: pecore, capre, bovini, porci e pollame. Comunque, la produzione del paese riesce a soddisfare quasi interamente il fabbisogno nazionale. I bianchi generalmente operano all'ingrosso, con moderne fattorie e con l'impiego di ingenti capitali, mentre la maggior parte dei non-bianchi possiede fattorie di modeste dimensioni ed applica metodi tradizionali, spesso con carattere sussistenziale.
La stima della produzione annuale agricola del Sud Africa nei primi degli anni '90 include: · canna da zucchero, 18,7 milioni di tonnelate; · granturco, 1,8 milioni; · uva, 1,4 milioni; · patate, 1,3 milioni; · agrumi, 650.000; · sorgo, 400.000; · mele, 450.000. La stima dell'allevamento è di: · pecore, 29,8 milioni di capi; · bovini, 11,8 milioni; · capre, 5,8 milioni; · porci, 1,5 milioni; · polli, 37 milioni.

SELVICOLTURA E PESCA
La produzione lignea del Sud Africa proviene in maggior parte da pini, eucalipti, e acacie australiane piantate sotto il programma forestiero del governo. La corteccia ricavate dalle acacie australiane, usata nella conciatura, è un importante prodotto d'esportazione. La produzione annuale lignea negli ultimi anni '80 era di 27 milioni di metri cubi. L'industria della pesca costiera, sia per uso interno che per i grandi mercati, è un importante settore nell'economia nazionale. All'inizio degli anni '90 la quantità di pescato era di circa 536.400 tonnellate. Le razze maggiormente pescate sono naselli, acciughe, sardelle, aringhe, e sgombri.

ESTRAZIONE
L'industria estrattiva è stata il settore leader dell'economia Sudafricana fin dal tardo XIX secolo, quando cominciò la produzione in larga-scala di oro e diamanti. Nei primi anni '90 l'estrazione mineraria includeva oro, carbone, platino, ferro, diamanti, cromo, manganese, vanadio, vermiculite, antimonio, calcare, amianto, fluorspar, uranio, rame, piombo, e zinco. Il paese non ha avuto importanti depositi di petrolio, ma una grande quantità di olio e gas prodotti sinteticamente dal carbone.

INDUSTRIE
La scoperta di diamanti nel 1867 e successivamente dell'oro nel 1886 fu la scintilla per lo sviluppo dell'industria mineraria che si stabilizzò meglio nel Ventesimo secolo.
Le due guerre mondiali, insieme con gli stimoli del governo centrale, procurarono un rapido sviluppo del settore. La seconda rivoluzione industriale cominciò nel 1923 con la costruzione dell'industria automobilistica americana a Port Elizabet. Questo fu seguito dalla rete elettrica nazionale a carbone e più tardi da un industria siderurgica a Pretoria. Inizialmente l'industrializzazione si concentrò nel Witwatersrand, dove erano localizzate la maggior parte delle miniere d'oro, ma più tardi si diffuse verso le città portuali di Durban e Città del Capo.
Oggi la maggior parte delle industrie produce ed esporta prodotti finiti come: prodotti chimici; scarpe; tessuti; abbigliamento; acciaio; macchinari per l'estrazione e elettrici. La Industrial Development Corporation (IDC, Associazione per lo Sviluppo Industriale), nata nel 1940, era responsabile per l'incoraggiamento e il finanziamento delle industrie sudafricane.
Nel 1960, attraverso associazioni ausiliarie, la IDC creò anche zone industriali lungo i margini delle varie "patrie nere" e nuove città al loro interno. Nel 1970 ogni homelands creò una propria associazione per lo sviluppo, che usavano vari incentivi economici e tassarono ogni forma di intervento sudafricano ed estero. Transkei, Ciskei, Kwazulu, Lebowa e Bophuthatswana ebbero successo nell'impiantare numerose fattorie. Un piano per lo sviluppo industriale del 1981 divise il paese in otto regioni, ignorando i confini delle homelands in favore a un completo sviluppo industriale. La IDC, la Small Business Development Corporation e la Development Bank of South Africa unirono le loro forze per aumentare gli standard di vita tramite la decentralizzazione degli investimenti industriali di tutti i gruppi etnici.

ENERGIA ELETTRICA
Quasi tutta l'elettricità del Sud Africa è prodotta da centrali termiche, il più delle quali a carbone. Nei tardi anni '80 il paese ha installato un generatore elettrico della capacità di circa 25,47 milioni di kilowatts, la produzione annuale è approssimativamente di 152 miliardi di kilowatt l'ora.

MONETA E BANCHE
Il rand, diviso in 100 centesimi, è l'unità base della moneta sudafricana (3,31 rand = U.S. $ 1; 1994). La South African Reserve Bank (1920) è l'unica banca di emissione. Inoltre, il paese ha numerose banche commerciali, di risparmio e investimento. Tra le più importanti è da ricordare la "Johannesburg Stock Exchange".

AFFARI ESTERI
Nei primi degli anni '90 i guadagni delle esportazioni erano in attivo in confronto ai costi delle esportazioni, questo grazie alla grande esportazione d'oro. L'esportazioni annuali vengono valutate $23,1 miliardi e le importazioni $16,9 miliardi. La rendita dell'oro comprende il 60% dei guadagni provenienti dalle esportazioni, che includono anche la vendita di metalli, alimentari, diamanti e altre pietre preziose, ferro ed acciaio, e prodotti chimici. La maggior parte dei prodotti di importazione sono macchinari e equipaggiamenti elettrici, per il trasporto, prodotti chimici e alimentari. I maggiori stati di scambio sono: Giappone, Gran Bretagna, U.S.A., Germania, Svizzera, Italia, Canada, e Paesi Bassi.

TRASPORTI E COMUNICAZIONI
La maggior parte delle reti di trasporto del paese, per esempio ferrovie, porti, servizi aerei, e strade pubbliche, erano controllate dalla "South African Transport Services come servizio pubblico, ma nel 1990 è stata cambiata in una società pubblica chiamata "Transnet Limited".
La costruzione della ferrovia cominciò nel 1859 per collegare la costa con le zone interne e gradualmente si diffuse per l'intero paese. Tutto il materiale rotabile, locomotive, e rotaie sono prodotte localmente. Tutte le aree abitate sono agevolate da moderni sistemi, il 45% dei quali è elettrificato. La "South African Railways", adesso chiamata Spoornet, gestisce pure un servizio di lunghe distanze con autobus detto Autonet nelle aree dove non esiste una rete ferroviaria. Circa 51.500 km di strade pubbliche trasportano pressappoco 3 milioni di veicoli. Durban, Città del Capo, Port Elizabeth, e East London sono porti dotati di moderne attrezzature sia commerciali che turistiche, mentre Richards Bay, completato nel1976, è adibito all'esportazione di carichi di minerali. Si è così creata una fitta rete marittima con varie parti del mondo.
La South African Airways offre frequenti voli interni tra le maggiori città ma anche servizi internazionali verso l'Europa e l'Oriente. Quasi 20 linee aeree e 150 compagnie forniscono voli per tutte le zone del paese. Le telecomunicazioni sono mantenute e finanziate dalla Telkom, una compagnia di cui il solo azionista è lo stato. I servizi telefonici sono distribuiti estesamente, con collegamenti oltre mare grazie a cavi sottomarini e satelliti.
Altri mezzi di trasmissione come il telex, telegramma, e Teletex sono disponibili. Ci sono circa 20 quotidiani (14 inglesi e 6 Afrikaans), vari giornali domenicali, e molte riviste settimanali.
I lettori neri hanno la scelta di circa 25 quotidiani e settimanali. Il primo programma radio venne trasmesso da Johannesburg nel 1923 e gradualmente si è esteso diventando la South African Broadcasting Corporation nel 1936. La corporazione è sotto il controllo del governo ed è gestito da un consiglio multirazziale. Oggi circa 600 trasmettitrici FM di programmi in tutta la nazione hanno 13 milioni di ascoltatori adulti in tutte le lingue. Un servizio ad onda corta oltremare trasmette in sette lingue all'Africa. Per ragioni economiche la televisione non era progredita fino agli anni '70, ma oggi ci sono quattro servizi/reti in sette lingue: inglese, afrikaans, zulu, xhosa, south sotho, north sotho, e tswana ma anche un servizio a pagamento chiamato M-Net.

LAVORO
Le maggiori organizzazioni lavorative e sindacali del Sud Africa sono il Congress of South African Trade Unions, il National Council of Trade Unions, il South African Confederation of Labour, e la Federation of South Africa Trade Unions. Nei tardi anni '60, i neri ottennero maggiori opportunità di formare sindacati, e alcuni sindacati bianchi accettarono i non-bianchi tra i loro membri. Molti neri lavorano in fase temporanea in industrie e miniere; parte di questi lavoratori proviene dai paesi limitrofi. La disoccupazione tra i neri è di circa il 45%.

GOVERNO
Nel Febbraio 1990 la minoranza bianca del governo sollevò la discussione per l'abolizione dell'apartheid e venne liberato il leader del African National Congress (ANC) Nelson Mandela e altri prigionieri politici. Il governo e il movimento della liberazione, guidato dall'ANC, iniziarono le trattative per lo smantellamento dell'apartheid e aprirono la strada alla democrazia politica nel Sud Africa. I due movimenti si accordarono per tenere le prime elezioni multirazziali nella storia del Sud Africa. Il Transitional Executive Council (consiglio esecutivo di transizione) venne formato per la supervisione delle elezioni, le avrebbero posto le basi del nuovo governo nazionale e provinciale. Dopo difficili negoziati, venne approvata una costituzione provvisoria fin quando il nuovo parlamento non avrà scritto e adottato la nuova. I negoziatori sono d'accordo sul fatto che il governo debba essere una parte dell'"unità nazionale", nella quale devono essere rappresentati anche i partiti minori. Tuttavia, i partiti minori non hanno possibilità di veto sulle decisioni sul partito di maggioranza.

LEGISLATURA
Il nuovo parlamento del Sud Africa è composto da due camere ("National Assembly", 400 membri; "Senate", 90 membri). I seggi nella Assemblea Nazionale sono stati assegnati in base alla percentuale di voti ricevuti dai partiti alle elezioni dell'Aprile 1994. Ogni partito ha ottenuto quattro posti per ciascuna percentuale ricevuta. I membri del Senato sono stati eletti dalle assemblee provinciali. Ognuna delle nove assemblee sceglie dieci senatori. Il compito principale del nuovo parlamento è di scrivere e adottare una nuova costituzione, la quale per prendere effetto deve avere almeno il 67% dei consensi dei senatori. I membri del parlamento staranno in carica fino al 1999, quando si terranno nuove elezioni sotto la nuova costituzione.

ESECUTIVO
Nelson Mandela è stato eletto presidente del Sud Africa alla prima sessione del nuovo parlamento. I partiti con 80 o più seggi potevano nominare un vice-presidente. Thabo Mbeki dell'ANC è stato scelto primo vice-presidente, e il precedente presidente F.W. de Klerk del National party (partito Nazionale) è stato eletto secondo vice- presidente. Secondo i termini della costituzione provvisoria, il presidente ha l'ultima parola nel governare il paese, ma prima di ogni decisione deve consultare il vice- presidente. I ministeri sono stati assegnati sulla base del numero di seggi che ogni partito politico ha nel parlamento. L'ANC ha ottenuto 18 ministeri; il National party, 6; e il Inkatha Freedom party, 3.

GOVERNO PROVINCIALE E LOCALE
Anche la rappresentanza nelle nove assemblee provinciali si basa sulla percentuale di voti ricevuti dai partiti politici alle elezioni. Il numero dei voti colloca in ogni provincia il determinato numero di posti in ciascuna assemblea. Quindi, le provincie più densamente popolate hanno assemblee più numerose di quelle con meno residenti. Ogni provincia è guidata da un primo ministro, che è stato eletto dall'assemblea. Il ministro presiede un consiglio esecutivo formato da dieci membri. Le legislature provinciale ha poteri e responsabilità significanti, includendo la scrittura della costituzione provinciale. Comunque, sono sostanzialmente sotto l'autorità del parlamento e della costituzione nazionale. Le elezioni alla fine del 1994 hanno deciso i componenti dei consigli cittadini e comunali.

GIUDIZIARIO
Una nuova corte suprema, la Constitutional Court, è stata creata sotto la costituzione provvisoria. La Constitutional Court consiste in un presidente e dieci giudici, i quali sono scelti dal Cabinet da una lista compilata da una commissione indipendente. La Constitutional Court determina la costituzionalità di tutte le leggi.

PARTITI POLITICI
I maggiori partiti politici del Sud Africa sono: ANC, fondato nel 1912; National party, fondato nel 1914; Inkatha Freedom party, fondato nel 1975; Pan Africanist Congress, fondato nel 1959; South African Comunist party, fondato nel 1921; Conservative party, fondato nel 1982; Democratic party, fondato nel 1989. L'ANC, il più vecchio partito di liberazione dell'Africa, vinse con una netta maggioranza le prime elezioni libere e democratiche nell'Aprile 1994. Esso ebbe un grande sviluppo a partire dal '90, crebbe rapidamente e ebbe un maggiore guadagno nell'attrazione di non-neri tra i suoi membri. L'ANC contava sul supporto del South African Comunist party nelle elezione del 1994. Il National party conquistò invece il secondo posto dopo aver governato dal 1948 e fu il principale responsabile dell'istituzione del sistema apartheid. Durante le elezione del '94 il National party cercò di apparire come un partito riformista e amico degli elettori non europei. Il Inkatha Freedom party, con a capo Mangosuthu Gatsha Buthelezi, che minacciò di boicottare le elezioni fino a una settimana prima che si tenessero, è il maggior oppositore dell'ANC nel KwaZulu/Natal Province.

DIFESA E POLIZIA
L'esercito e la polizia sudafricani hanno subito grandi restrizioni con lo smantellamento dell'apartheid. La nuova National Defense Force (forza per la difesa nazionale) consiste nell'unione delle precedenti South African Defense Force (SADF) e le forze di difesa delle homelands del Transkei, Bophuthatswana, Venda e Ciskei (TBVC). Essa include anche i membri delle precedenti formazioni militari, come Umkhonto we Sizwe ("Spear of the Nation"), l'ala armata dell'ANC. Dal 1994 il SADF comprende 95.000 persone a tempo pieno, 120.000 membri delle Citizen Force (forze cittadine), e più di 130.000 persone nei "commandos" di campagna. Le forze di polizia sono ora organizzate sotto il South African Police Service, il quale comprende i vecchi South African Police (SAP) e altre forze di polizia, come le TBVC delle homelands. Ci sono 115.000 agenti nel SAP. Ci sono commissioni di polizia regionale, mentre il South African Police Service è l'organo di controllo e direzione del governo nazionale.

STORIA
Quando tra il 1652 e il 1657 l'olandese J. Van Reibeek fondò la colonia del Capo, le regioni corrispondenti al Sudafrica odierno erano abitate da popolazioni di stirpe khoissanide: cacciatori raccoglitori boscimani del sud e allevatori ottentotti nell'est e nel nord-est.
Di tradizioni pacifiche e inadatti al lavoro sedentario, i Boscimani furono il primo gruppo etnico che entrò in contatto con i coloni bianchi e vennero rapidamente dispersi. Gli ottentotti furono raggiunti dagli europei soltanto al principio del sec. XVIII e in gran parte sterminati o respinti nelle regioni più interne. Non incontrando sensibili ostacoli da parte delle popolazioni aborigene, la colonizzazione da parte dei boeri, contadini liberi privi di legami con la patria olandese, si sviluppò a lungo fuori da ogni schema statuale, sotto l'autorità poco più che formale della Compagnia olandese delle Indie orientali, e secondo un modulo spontaneo di popolamento.
Agricoltura e allevamento ne costituirono le basi comuni. La manodopera fu fornita da schiavi acquistati in Angola o da lavoratori forzati importati dalle Indie Olandesi (malesi, giavanesi) o dal vicino Madagascar; i meticciamenti di questi schiavi con la popolazione bianca produssero varie forme di sangue misto designato poi collettivamente come coloureds, mentre gli incroci tra boeri e ottentotti diedero luogo ai cosiddetti bastaards e ai griqua.
L' impatto con le popolazioni nere, più propriamente con i gruppi bantu meridionali dei sotho-ciuana e dei nguni (swazi, xhosa, zulu), entrati relativamente tardi nella regione e designati spregiativamente dai coloni boeri col nome di cafri (dall'arabo kaffir, infedele), avvenne nella seconda metà del sec. XVII originando uno stato di conflitto razziale quasi permanente (guerre cafre 1779-1850).
Allo stesso periodo, come conseguenza delle vicende europee, risale l'insediamento degli inglesi nella zona del Capo (1795), che, a titolo dapprima provvisorio, poi definitivo (1814), era destinato a imprimere una svolta profonda nella storia del paese. Nei primi decenni del sec. XIX il formarsi di un'oligarchia amministrativo-commerciale anglosassone nel sud e l'accentuarsi della pressione bantu per effetto dell'espansionismo degli zulu di massa dei coloni boeri verso le regioni dell'interno (produssero lo spostamento The Great Trek 1834- 39) che fu il crogiolo della nazione boera e delle regioni "storiche" del Sud Africa odierno: il Natal, con una economia basata sulla piantagione della canna da zucchero e lo sfruttamento della manodopera indiana; l'Orange e il Transvaal, con un'economia basata da prima sull'agricoltura e sull'allevamento e dagli ultimi decenni del sec. XIX sui diamanti e l'oro.
Questa formazione eterogenea delle aree coloniali sudafricane (le colonie inglesi del Capo e del Natal, e le repubbliche boere dell'Orange e del Transvaal), sullo sfondo di un incessante scontro razziale (le guerre zulu nominalmente concluse nel 1879 si protrassero per un altro decennio), si manifestò a pieno alla fine del sec. XIX quando l'urto e gli interessi contrapposti del colonialismo minerario commerciale inglese e del tradizionalismo agro-pastorale boero sfociarono nella sanguinosa guerra anglo-boera (1899-1902): dopo un'iniziale vittoria, sconfitti militarmente, i boeri conseguirono però una sostanziale vittoria politica quando il governo di Londra, sia per contenere l'espansionismo tedesco in Africa australe sia per risolvere alcuni problemi di politica coloniale locale (non ultimi i molti e antieuropei delle comunità indiana e zulu del Natal nel 1906), decise di accordare al Sud Africa lo statuto di dominion a struttura federativa (Unione Sudafricana, 31 maggio 1910), riconoscendo pari dignità agli inglesi e ai boeri e alle quattro capitali storiche del paese: Pretoria sede del governo, Città del Capo de parlamento, Bloemfontein dell'alta corte di giustizia e Johannesburg dei dicasteri chiave dell'economia (trasporti e miniere).
L'Unione Sudafricana Al momento della sua nascita, l'Unione Sudafricana si configurava come un composito mosaico razziale. Dei circa sei milioni di abitanti che formavano la popolazione del dominion, quasi il 70% era costituito da bantu (o "nativi" come erano chiamati dagli europei); minoranze ridotte, ma ben localizzate erano i meticci o coloureds (9%, per lo più nel nord-ovest) e gli asiatici (per lo più indiani del Natal, 3% ca), mentre i bianchi costituivano un quarto della popolazione totale.
La minoranza bianca deteneva il monopolio quasi esclusivo del capitale e della terra e, giuridicamente, costituiva oltre il 90% dell'elettorato. Il mantenimento della gerarchia razziale e della supremazia bianca rappresentò perciò il motivo conduttore della politica del nuovo gruppo dirigente, con particolare rilevanza per il problema dell'integrazione, entro l'oligarchia bianca, tra la comunità boera e quella anglosassone. Esponenti di tale tendenza "unionistica" furono proprio due leader della resistenza boera, L. Botha e J.C. Smuts, fondatori del Partito sudafricano, che governò il paese nel primo quindicennio.
Botha, primo ministro dal 1910 al 1919, pur dimostrando una relativa flessibilità nei confronti delle componenti di colore (nel 1912 si costituì la formazione politica nera dell'African National Congress, ANC, e nel 1914 fu abolita l'imposta discriminatoria nei confronti degli indiani del Natal), pose le basi istituzionali della segregazione razziale introducendo col Native Land Act (1913) il principio per cui ai neri era vietato possedere terre fuori dalle riserve. Ciò gli consentì di coinvolgere l'elemento boero nella prima guerra mondiale a fianco dell'Inghilterra (un tentativo di rivolta nel nord da parte dei veterani della guerra antinglese fu subito sedato nel 1914) e di ottenere alla fine delle ostilità il mandato sull'ex colonia tedesca dell'Africa del Sud-Ovest. La coesione del "blocco bianco" sotto la leadership unionista subì un grave scacco nel dopoguerra, quando il successore di Botha, Smuts (1919-24), nel tentativo di diminuire il costo del lavoro nell'industria mineraria colpita da recessioni in conseguenza del declino del gold standard, fece ricorso alla manodopera africana semispecializzata.
Un imponente sciopero di lavoratori bianchi (i cosiddetti poor whites) collegati al Partito laburista fu represso nel 1922 in un bagno di sangue (230 morti) e produsse come contraccolpo la fine del riformismo unionista e l'avvento al potere di una coalizione conservatrice diretta dal Nationalist Party (afrikaner) di J.B.M. Hertzog (1924-33).
Il nuovo governo, dominato dall'elemento boero (nel 1925 l'afrikaans rimpiazzò l'olandese come seconda lingua ufficiale dell'Unione), si propose l'ambizioso progetto, da un lato, di ricomporre l'oligarchia bianca intorno alla legittimazione della segregazione razziale all'interno (nel 1926 fu varato il Colour Bar Act che escludeva i neri da quasi tutte le occupazioni industriali) e al riconoscimento dell'indipendenza del paese sul piano internazionale (statuto di Westminster, 1931); dall'altro, di saldare il ruralismo boero al capitalismo industriale, tramite un indirizzo economico marcatamente protezionistico.
Quest'ultima parte del progetto, minacciata dalla depressione mondiale del 1929-31 e dall'abbandono definitivo del gold standard da parte della Gran Bretagna, poté essere realizzata negli anni '30 dalla coalizione tra i nazionalisti di Hertzog e gli unionisti di Smuts (nel 1934 i loro due partiti si fusero nello United Party). Questa politica di coalizione finì tuttavia per favorire l'aggregazione in partito politico (Purified Nationalist Party) della destra ultrarazzista e apertamente filonazista di D.F. Malan, cui Hertzog e Smuts dovettero concedere la sospensione dei diritti politici della comunità nera (Representation of Natives Act, 1936).
Lo scoppio della seconda guerra mondiale spezzò la coalizione a vantaggio di Smuts (1938-1948), la cui posizione a favore dell'ingresso del paese nel conflitto a fianco degli alleati vinse di stretta misura (80 voti contro 67) lo schieramento neutralista filo tedesco di Hertzog.
L'impegno bellico, con la mobilitazione di ingenti risorse umane (200.000 africani bianchi, la metà dei quali afrikaner, combatterono su vari fronti) e materiali, impresse un formidabile slancio all'economia sudafricana, che in poco più di un decennio, tra il 1939 e il 1950, entrò in una fase di rapida trasformazione con le caratteristiche di una vera e propria "rivoluzione industriale": raddoppiata la produzione di carbone, ferro ed elettricità; quadruplicato il valore delle esportazioni; più che raddoppiato il reddito nazionale.
Non meno violente furono le trasformazioni sociali: un brusco incremento della popolazione (del 32% nel periodo 1936-1951); un marcato urbanesimo che investì i tre quarti della popolazione bianca e un quarto della popolazione nera; il quasi totale riassorbimento della popolazione bianca; il monopolio bianco del lavoro qualificato e un generale innalzamento del tenore di vita che portarono alla graduale scomparsa della distinzione tra afrikaner ed inglesi.
Su queste premesse di rapido mutamento economico e sociale, e nel quadro di tensioni internazionali per il rifiuto dell'ONU di consentire al Sudafrica l'annessione delle ex colonie tedesche, si assistette nel secondo dopoguerra ad una forte ripresa nazionalistica con l'avvento al potere di Malan (1948-1954) e di J.G. Strjidom (1954-1958). Il predominio afrikaner (il cosiddetto afrikanerdom) si tradusse in una pronunciata virata autoritaria.
Una serie di leggi vietò le relazioni sessuali interrazziali (Mixed Marryages Act, Immorality Act, schede razziali, 1950) e irrigidì la segregazione territoriale (Group Areas Act e istituzione dei lasciapassare, 1951), dando luogo alla formazione di città-ghetto nere (shanty towns o poudokkies) formate da agglomerati di baracche (compounds o hostels); disposizioni liberticide mirarono a stroncare sul nascere ogni forma di opposizione (Suppression of Comunism Act, 1950; leggi di polizia del 1953; leggi sulle riunioni sovversive, 1956) ed estesero la repressione su sempre più vasta scala: tre milioni e mezzo di condanne tra il 1951-60 a carico di neri soltanto per violazioni delle norme sul lasciapassare; innumerevoli casi di detenzione senza condanna; una delle più elevate percentuali nel mondo di pene capitali.
Bloccata ogni prospettiva di evoluzione pacifica (nel 1952 l'ANC organizzò un movimento di sfida contro il lasciapassare che portò all'incarcerazione del suo leader A.J. Luthuli nel 1956), l'opposizione nera venne radicalizzandosi sulla fine degli anni Cinquanta sotto il governo del nazionalista H.F. Verwoerd (1958-66) per opera soprattutto del Pan African Congress (PAC) sorto nel 1959. In questo stesso anno fu varato da parte dei bianchi il cosiddetto piano di autonomia bantu con la formazione dei bantustas, gli stati-riserva raggruppanti entità etniche omogenee (homelands), che ospitavano circa la metà della popolazione indigena sul 13% della superficie del paese ed erano destinate a diventare ostinatamente "indipendenti".
Una serie di agitazioni, in vario modo collegate con il PAC, sfociò nel 1960 in sanguinosi scontri nei quali persero la vita 69 dimostranti neri (massacri di Sharpeville e Langa), e ai quali seguì un attentato alla vita dello stesso Verwoerd da parte di un sudafricano di origine inglese (aprile). Isolato su piano internazionale dall'ONU e dagli stessi paesi del Commonwealth, nel marzo 1961 il governo razzista di pretoria decise di uscire dal Commonwealth e attraverso un referendum istituzionale proclamò la trasformazione dell'Unione Sudafricana in repubblica (31 maggio 1961).
La Repubblica Sudafricana I primi anni di regime repubblicano furono contrassegnati da una ulteriore involuzione autoritaria, grazie anche alla scarsa incidenza politica delle forze progressiste bianche (United Party, Progressive Party sostenuto dal finanziere Oppenheimr, e National United Party). La legislazione razzista fu ulteriormente irrigidita a partire dal 1962 con il Sabotage Bill, cui seguirono una serie di disposizioni che costrinsero alla clandestinità le organizzazioni politiche africane; intanto l'ONU condannava il governo Sudafricano e la sua assemblea generale invitava i propri membri ad interrompere le relazioni con Pretoria e a boicottarne i prodotti. In questo clima esasperato maturò l'assassinio, da parte di un bianco squilibrato, del premier Verwoerd (1966).
Il sui successore, B.J. Vorster, si mosse inizialmente sulla stessa linea (in spregio alla risoluzione dell'ONU dell'ottobre del 1966 che disponeva il ritiro del Sudafrica dall'Africa del Sud-Ovest, Vorster vi estese l'apartheid) e mirò a consolidare la posizione egemonica di Pretoria in Africa australe, sostenendo la secessione razzista della Rhodesia e appoggiando l'azione del governo fascista di Lisbona in Angola e Mozambico.
Una svolta si è tuttavia profilata agli inizi degli anni 70 con la ripresa dei movimenti neri radicali (Black Consciounsness Movement, Black People's Convention, Black South Africa Student Organisation), la cui capacità di mobilitazione, accresciuta dal crollo de regime portoghese (1974), sfociò nelle sollevazioni di massa del giugno 1976 e del maggio 1977 delle città ghetto nelle aree di Johannesburg (Soweto) e Città del capo (Guguleto), sollevazioni che ebbero un pesante costo umano (617 morti secondo le dichiarazioni ufficiali), ma imposero al governo nazionalista una revisione della sua politica razziale.

Pur non rinunciando al piano di formazione dei bantustans (nell'ottobre 1976 è stata proclamata l'"indipendenza" del primo, il transkey) e di repressione (assassinio in carcere del leader nero S. Biko, 1967), Vorster ha impostato una cauta mitigazione del regime segregazionista (politica del petty apartheid) nel settore dei servizi pubblici, dello sport, dei trasporti e delle comunicazioni. Il suo successore, P.W. Botha (1978), concessa la costituzione di sindacati neri, cercò di integrare le élites di colore nella classe dirigente, pur mantenendo un'atteggiamento repressivo contro i movimenti antisegregazionisti all'interno e intervenendo militarmente contro i paesi confinanti (specie in Angola) e, nel 1984, varò una nuova costituzione che prevedeva un parlamento tricamerale (rappresentanze dei bianchi, coloureds, asiatici) per rafforzare la stabilità politica del regime.
Le nuove rivolte (1984-85), le sanzioni economiche della CEE, degli USA e del Giappone, il problema della Namibia (1986-87) hanno portato il presidente F.W. De Klerk (1989) ad avviare il superamento dell'apatheid e una progressiva liberalizzazione del regime. In tale progetto politico si sono inseriti il riconoscimento dell'African National Congress, la liberazione del leader nero Nelson Mandela (1989), in carcere dal 1963, e l'accordo per l'indipendenza della Namibia (marzo 1990).
La difficile transizione verso l'effettiva partecipazione della maggioranza nera ha generato gravissime tensioni nel paese, spesso sfociate in sanguinosi disordini. In particolare, gli appartenenti dell'etnia zulu si sono opposti, anche ricorrendo alle armi, alla formazione di uno stato multietnico, rivendicando la propria autonomia. Il 26/28-04-1994 si sono svolte le prime elezioni politiche a suffragio universale, che anno segnato la nascita della nuova Repubblica Sudafricana. L'ANC ha conquistato la maggioranza e Nelson Mandela è stato nominato presidente.

SCHEMA RIASSUNTIVO

Popolazione
Abitanti (stime del 1992): 41.688.000.
Distribuzione per fasce di età: da 0 a 14 anni, 32,1%; da 15 a 59, 60,6%; da 60 anni in su. 7,3%.
Densità: 34 ab. per kmq. Popolazione urbana (1991): 60%. Gruppi etnici: negri 70%, bianchi 16%, coloureds 8%, asiatici 3%.
Lingue: afrikaans, inglese (entrambe ufficiali), nguni, sotho.
Religioni: principalmente cristiana, minoranze musulmane e induiste. Geografia Superficie: 1.221.037 kmq.
Posizione: all'estremo sud dell'Africa.
Paesi confinanti: Namibia, Botswana, Zimbabwe a nord, Mozambico e Swaziland a est; il territorio della Repubblica Sudafricana circonda il Lesotho.
Topografia e clima: vastissimo altopiano interno che arriva fino alla costa della regione, che si estende per 4.300 km. Sono pochi i fiumi e i laghi di grandi dimensioni; le pigge sono rare a ovest, più abbonadanti a est.
Capitale: Città del Capo (cap. legislativa); Pretoria (cap. amministrativa); Bloemfontein (cap. giudiziaria).
Pricipali città (stime del 1990): Durban 1 milione di ab., Città del Capo 1.900.000 ab., Johannesburg 1.700.000 ab., Pretoria 850.000 ab.

Ordinamento
Forma istituzionale: Repubblica parlamentare.
Capo dello Stato e del governo: presidente Nelson Mandela, nato il 18-7-1918, in carica da 10-5-1994.
Presidenti supplenti: Thabo Mbeki, F.W. de Klerk.
Divisione amministrativa: 9 province. Spese per la difesa (1992): 3% del PIL.

Economia
Industrie: acciaio, motori, tessile, plastica.
Principali prodotti agricoli: grano, lana, latticini, tabacco, zucchero, frutta, noccioline, uva.
Minerali: oro (maggior produttore mondiale), cromo, antimonio, carbone, ferro, manganese, nichel, fosfati, stagno, uranio, diamanti, platino, rame, vanadio.
Superficie coltivabile: 12%.
Bestiame (1989): bovini 11.800.000, ovini 30.300.000.
Pesca (1989): 878.000 tonnellate.
Produzione di energia elettrica (1991): 180.000 milioni di kwh.
Acciaio (1991): 9.300.000 tonnellate.
Forze di lavoro: agricoltura 25%, industria e commercio 32%, servizi 34%, miniere 7%.

Finanze e commercio
Unità monetaria: Rand
Prodotto interno lordo (1991): 104.000 milioni di dollari.
PIL pro capite: 2.600 dollari.
Imporatazioni (1992): 21.200 milioni di dollari; da Germania 19%, USA 68%, Regno Unito 12%.
Esportazioni (1992): 23.800 milioni di dollari; verso USA 43%, Giappone 9%. Turismo (1990): entrate per 1.000 milioni di dollari.
Bilancio nazionale (1993): 35.000 di dollari.
Riserve auree: 5.600.000 once.
Altre riserve internazionali (marzo 1993): 1.500 milioni di dollari.
Indice del costo della vita (1992): 13,9%.

Trasporti
Rete ferroviaria (1990): 25.410 km.
Autoveicoli (1990): 3.300.000 autovetture, 1.400.000 veicoli industriali.
Aviazione civile (1991): 8.300 milioni di passeggeri-km; 41 aereoporti.
Porti principali: Durban, Città del Capo, East London, Port Elizabeth.

Comunicazione e informazione
Televisori: 1 ogni 11 ab. Radio: 1 ogni 3 ab.
Telefoni: 1 ogni 6,1 ab.
Giornali quotidiani (1990): 48 ogni 1.000 ab.

Salute
Vita media alla nascita (1992): 62 per gli uomini, 67 per le donne.
Nati (su 1.000 persone, 1992): 35.
Morti (su 1.000 persone 1992): 8.
Crescita naturale: 2,7%.
Medici: 1 ogni 1.320 ab.
Mortalità infantile (su 1.000 nati vivi, 1992): 51.

Istruzione
Alfabetizzazione (1990): 99% (bianchi), 69% (asiatici), 62% (coloureds), 50% (neri).
Principali organizzazioni internazionali: ONU (GATT).

Esempio