Il fattore umano-G. Greene

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

Fiamma Bozzolo I°E
IL FATTORE UMANO
Autore: Graham Greene è nato il 2 Ottobre del 1904 nei pressi di Londra. Passò un’infanzia e un’adolescenza molto agitata. Passato al Balliol College di Oxford, cominciò a frequentare circoli letterari e politici e divenne socio di un’associazione di sinistra da cui si dimise presto. L’anno della laurea, il 1926, si convertì alla religione cattolica. Nel 1927 si sposò con Vivien Dayrell-Browning. Collaborò con il Notthingham Journal e con il Times, di cui fu vicedirettore fino al 1930. Nel frattempo pubblicò il suo primo libro, “The man within”. Fino al 1935 scrisse un libro all’anno e fino al 1939 divenne critico cinematografico allo Spectator. Viaggiò molto in America Latina e negli Stati Uniti, da cui prese ispirazione per i suoi romanzi. Durante la guerra andò in Africa Occidentale, dove scrisse il suo libro più famoso : The heart of the matter. Nel 1953 compose un’opera teatrale, The living room. Nel 1954 fu corrispondente di guerra nell’Indocina per il New Republic. Nel 1978 pubblica The human factor (Il fattore umano).
È morto a Ginevra nel 1991.
Casa editrice: Oscar Mondadori
Anno di edizione: 1996
Riassunto: Maurice Castle è un funzionario del servizio segreto inglese trasferitosi in Sudafrica per lavoro. Lì conosce Sarah, una ragazza incinta. I due si innamorano, lui ha l’immunità politica e non può essere imprigionato, lei invece è nera e nel paese c’è l’apartheid. Questo amore infatti provoca le ire dell’agente del BOSS Muller. Castle decide allora di scappare con la ragazza nello Swaziland, dove potranno partire per l’Inghilterra. Li aiuta un amico comunista, che organizza tutti i preparativi per la fuga.
Passano sette anni: Sarah e Maurice sono sposati e il figlio della donna è nato, Castle lavora nel servizio segreto inglese e trascorre una vita apparentemente normale. Ma non tutto va come sembrerebbe: dal dipartimento di Castle sono trafugate informazioni segrete. Ai piani alti si crede che sia colpa del collega Davis e si organizzano piani per eliminare il problema. In realtà il doppiogiochista è proprio Castle, che per gratitudine nei confronti di chi li ha aiutati a scappare mette a repentaglio la propria sicurezza. E un giorno ricomparirà nella sua vita proprio Muller.
Episodi particolari: (pag. 148) “Sarah disse: «So che sei preoccupato. Vorrei che potessi dirmi perché… ma non puoi, me ne rendo conto. Forse un giorno, quando sarai libero…». Malinconicamente, soggiunse: «Se mai sarai libero, Maurice»
(pag. 155) “Muller è arrivato, si è seduto alla mia tavola, ha mangiato il nostro cibo e è stato cortese con Sarah. Condiscendente. Fingendo che l’ostacolo del colore non esistesse. Come non sopporto quell’uomo! E come odio l’intera, dannata organizzazione del BOSS! Odio gli uomini che hanno ucciso Carson e ora parlano di polmonite. Li odio per aver tentato di imprigionare Sarah e di fare nascere Sam in carcere. Tu faresti molto meglio a servirti di un uomo che non odia, Boris. L’odio può far commettere errori. È pericoloso quanto l’amore. Io sono due volte pericoloso, Boris, perché oltre a odiare amo. L’amore è un difetto in entrambe le nostre organizzazioni.”
Motivo della scelta di questi episodi: La vita delle società segrete è molto rigida: non si può bere, bisogna farsi curare dal medico dell’organizzazione… Ma soprattutto non si può parlare con nessuno, per evitare fughe di informazioni. Castle era tornato da una gita dalla madre e discutendo con la moglie, ella si accorge che il marito è nervoso. Sarah vorrebbe potergli parlare, aiutarlo a confidarsi, ma sa che non è possibile e che non sarà possibile neanche quando Castle andrà in pensione.
Castle, con queste parole, ricorda al lettore la negatività, in alcune situazioni, del fattore umano, ricorrente nel romanzo. A causa del fattore umano, infatti, Castle decide di riferire le informazioni di cui è a conoscenza ai servizi segreti comunisti, mettendo a repentaglio la sua vita, quelle della moglie e del collega Davis.
Significato personale: la trama è originale e ben costruita. Tuttavia il libro non mi è piaciuto a causa dello stile: l’ho infatti trovato molto lento. Avrei preferito che fosse magari più corto, oppure lungo uguale, ma più veloce. Il libro è forse rivolto a un pubblico adulto e non a degli adolescenti. Proverò a rileggerlo fra qualche anno: è un proposito che mi faccio ogni volta che leggo un libro che trovo troppo difficile.

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