Stati Uniti (U.S.A)

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Testo

Stati Uniti (U.S.A)

Gli Stati Uniti d’America sono una Repubblica Federale dell’America Settentrionale, costituita da quarantotto stati confinanti più due stati geograficamente non contigui: l’Alaska e le isole Hawaii. Comprende inoltre alcuni possedimenti non incorporati.
E’ delimitata a nord dal Canada, ad est dall’Oceano Atlantico, a sud dal Golfo del Messico e dal Messico e ad ovest dall’Oceano Pacifico. I Grandi Laghi e il Fiume San Lorenzo delimitano a Nord-Est il confine con il Canada e a Nord-Ovest questo è segnato da una linea diritta tracciata nel senso dei paralleli. A Sud invece il Rio Grande separa gli Stati Uniti dal Messico. Lo stato dell’Alaska è situato all’estremità Nord-Occidentale del continente americano e l’arcipelago delle isole Hawaii si trova nell’Oceano Pacifico, a più di 5000 Km dalla costa statunitense.

Territorio

Gli Stati Uniti sono caratterizzati dalla presenza di due sistemi montuosi principali allineati da nord a sud, e un vasto insieme di pianure nella parte centrale. I maggiori sistemi montuosi sono: la Catena Costiera sulla costa del Pacifico, le Montagne Rocciose ad ovest e i Monti Appalachi ad est. Questi ultimi originariamente comprendevano cime piuttosto elevate. In seguito con il materiale prodotto dall’erosione si sono formate le pianure centrali le quali procedendo verso ovest salgono lievemente fino ad incontrare le Montagne Rocciose (Foto sopra). Al contrario degli Appalachi queste sono maestose ed imponenti con ampi valichi; sono più alte a sud nel Colorado dove superano i 4000 metri. Ancora più ad ovest si trovano vasti altipiani ed alcune depressioni: la maggiore è la Valle della Morte a –86 metri. Procedendo verso la costa del Pacifico si trovano la Sierra Nevada e poi la Catena Costiera. La costa opposta presenta profonde baie, estuari e cordoni di isole. Nel Colorado i fiumi hanno inciso profondi Canyon (Foto a fianco).

Idrografia

La sezione orientale del paese riversa le proprie acque nell’Atlantico attraverso una serie di fiumi che scendono dagli Appalachi. Tra questi il più importante è l’Hudson ma, tutti hanno una portata considerevole dovuta alle frequenti precipitazioni perciò costituiscono importanti vie di comunicazione utilizzate in prevalenza per il trasporto delle merci. Tutta la regione interna convoglia le sue acque nel Golfo del Messico, in massima parte attraverso il Mississippi. Dalla sinistra esso riceve importanti affluenti come l’Ohio e l’Illinois ma il suo affluente maggiore è il Missouri che proviene da ovest. Al Golfo del Messico tributano direttamente altri fiumi come il Rio Grande che nel Messico prende il nome di Rio Bravo. Nel pacifico invece sono diretti i corsi d’acqua che drenano le regioni occidentali come il Colorado e il Columbia che scorrono verso ovest. In Alaska tutta la rete idrografica è legata alla Yukon. I principali laghi statunitensi sono i Grandi Laghi (Superiore, Michigan, Huron, Erie e Ontario), collegati fra loro dal San Lorenzo che sfocia nell’Oceano Atlantico. Essi rappresentano il bacino lacustre più esteso del mondo. Altri innumerevoli laghi sono disseminati nella zona nord-orientale degli Stati Uniti e fra questi è bene ricordare il Grande Lago Salato dello Utah (Foto).

Clima

Negli Stati Uniti il clima è ovunque temperato, a esclusione dell’Alaska, ma presenta tuttavia variazioni regionali dovute alla disposizione dei rilievi e alla diversa influenza degli oceani. La regione interna del paese è esposta alle masse d’aria fredda provenienti da Nord e, in senso opposto, alle masse d’aria calda provenienti dai tropici che, scontrandosi violentemente danno origine ai tornado e agli uragani. La sezione orientale del paese, è soggetta a sud ad influssi subtropicali, che rendono gradevole il clima della Florida, a nord agli influssi continentali, come dimostra il clima severo di New York. La sezione occidentale è invece condizionata climaticamente dalle correnti oceaniche del Pacifico a nord mentre a sud, nella California prevalgono gli influssi subtropicali che apparentano il clima locale a quello mediterraneo. Tutta la parte interna, invece, schermata dai rilievi, è poco piovosa e in certe aree addirittura desertica. Gli Alisei portano condizioni atmosferiche calde e asciutte nelle aree sud-occidentali del paese. Le abbondanti nevicate invernali negli Stati Uniti orientali sono causate dal rapido raffreddamento dell’aria del Golfo.

Flora

Gli Stati Uniti conservano una vegetazione molto ricca che varia in corrispondenza delle varie fasce climatiche. La vegetazione dell’Alaska è dominata dalla tundra dove crescono in prevalenza muschi, licheni e bassi arbusti. Nelle regioni interne e meridionali si trovano alcune specie conifere, in particolare abeti. Qui si sviluppa la taiga. A sud di questa, crescono foreste di conifere e latifoglie quali pini, aceri, olmi, betulle, querce, noci americane, faggi e sicomori. Nelle regioni che si affacciano sul golfo del Messico crescono in prevalenza foreste di pini, oltre a magnolie e alberi da gomma; lungo le coste si trovano cipressi e mangrovie. A ovest degli Appalachi si incontrano fitte foreste di latifoglie le quali procedendo ancora più verso l’interno diventano sempre più rade, per lasciare posto a gruppi isolate di querce e praterie. La vegetazione delle praterie è dominata da specie arbustive. Le Montagne Rocciose invece sono caratterizzate da alberi ad alto fusto. Poco più all’interno delle coste occidentali nella Sierra Nevada, grazie alla stagione invernale lunga e particolarmente piovosa, crescono le sequoie.

Fauna

Nella tundra vivono marmotte, scoiattoli e occasionalmente orsi. Numerosi mammiferi, tra i quali il tricheco e la foca, trovano un habitat ideale nelle regioni costiere dell’Alaska. Qui in estate vivono anche caribù e alci ma d’inverno migrano a sud nelle foreste di conifere. Oltre a questi nella tundra vivono gli ultimi animali di grossa taglia come il Grizzly. Gli Appalachi ospitano alci (foto), orsi bruni, volpi, cervi … Lungo il Golfo del Messico vivono volatili come il pellicano, il fenicottero e il martin pescatore mentre le acque delle paludi costiere e della Florida sono abitate da alligatori. I bisonti vivono solo in aree protette o in cattività. Tartarughe, conigli e cani della prateria vivono nelle regioni centrali mentre in quelle dell’ovest possiamo trovare serpenti velenosi, ratti-canguro, lucertole e rapaci. L’unico mammifero presente nelle Hawaii è il pipistrello.

Popolazione
La popolazione degli Stati Uniti è il risultato di un processo immigratorio imponente avvenuto nel giro di un paio di secoli. Oggi la popolazione, dominata dalla cultura anglosassone, è di circa 255 milioni di abitanti. La sua distribuzione è molto ineguale. La più popolosa è la sezione orientale, dove si registrano densità medie superiori. Gli abitanti statunitensi si caratterizzano per la loro grande mobilità. La composizione etnica è estremamente diversificata e tutt’altro che stabilizzata. Il gruppo maggiore è di razza bianca (80%), ma sono diminuiti gli anglosassoni e sono aumentati gli ispanici che provengono dall’America Latina. I neri sono il 12% ma in alcune regioni e città sono la maggioranza. Gli indiani d’America che oggi sono chiamati “nativi” sono circa un milione. Gli squilibri fra queste razze sono ancora profondi specialmente nelle grandi città. Fino a pochi anni fa si credeva nel mito del Melting Pot, cioè in una fusione totale di popoli e razze. Oggi si vede che ciascun gruppo conserva le proprie caratteristiche religiose, culturali e sociali pur formando un unico popolo. La lingua ufficiale è l’inglese, parlato dalla grande maggioranza della popolazione. Tuttavia circa 32 milioni di residenti parlano in famiglia una lingua diversa. Il 56% della popolazione è cristiana protestante, il 2% ebraica seguita da quella musulmana, buddista e induista.

Città

Washington - La capitale federale degli Stati Uniti, sulle rive del Potomac, è
compresa nel Distretto Federale della Columbia. Ha la pianta a scacchiera, ma dai due edifici principali, la CASA BIANCA (sede del presidente – nella foto) e il CAMPIDOGLIO (Sede del congresso) partono grandi viali diagonali. E’ un importante centro amministrativo, fra i più importanti edifici primeggia il Pentagono, il ministero della Difesa, ma non ha grattacieli perché nessuna costruzione deve superare l’altezza del Campidoglio. E’ anche centro culturale e turistico con la Biblioteca del Congresso, grandi monumenti e celebri musei. La città è ricchissima di verde e vi si trova uno dei parchi più spettacolari del mondo. Possiede anche un quartiere industriale e sono sorti dei cantieri navali, ma rimane comunque una città essenzialmente rappresentativa.

New York - Oltre ad essere la città più importante degli U.S.A. ne è anche il simbolo: primo centro della finanza mondiale con la borsa di Wall Street e con le direzioni delle maggiori società multinazionali. E’ anche sede dell’ONU con il celebre
“Palazzo di vetro”. Sorge sulla costa atlantica sull’estuario del fiume Hudson e sull’isola di Manhattan che ospita la maggiore concentrazione di grattacieli del mondo e il maggior numero di centri direzionali. E’ uno dei porti, degli scali aerei e dei nodi ferroviari più importanti del mondo. Gli americani la chiamano “Big Apple”, Grande Mela. Si divide in cinque quartieri: Manhattan, Bronx, Brooklyn, Queens e Richmond. Conta 8.000.000 di cittadini ma con le città vicine forma una conurbazione di 17 milioni di persone. La composizione della popolazione è cosmopolita. Ha anche attrattive turistiche e culturali: Università come la celebre Columbia University, teatri, grandi musei. Nel porto la Statua della Libertà (foto sopra) è diventata simbolo della città e della nazione. Il grattacielo è l’elemento dominante del paesaggio ma quando l’11 settembre 2001 due aerei, dirottati e pilotati da terroristi Kamikaze si sono schiantati contro le due Torri Gemelle di Manhattan, il grattacielo ha dimostrato tutta la sua vulnerabilità ed è entrato in crisi. New York possiede 19 radio e nove stazioni televisive. Undici sono i quotidiani cittadini tra i quali il celebre New York Times.

Chicago - E’ la terza città degli U.S.A. per numero di abitanti. Si trova sulle rive del lago Michigan ed è il più grande centro ferroviario, il maggior porto fluviale americano, il maggior mercato mondiale di cereali. Ha moltissimi laboratori per ricerche industriali e il più alto grattacielo. Le sue industrie alimentari sono le più possenti del mondo. Dopo di queste vengono le siderurgiche, le meccaniche, le elettromeccaniche e le elettroniche.

Detroit - E’ la quinta città degli Stati Uniti per abitanti. Sullo stesso lago di Chicago è la “capitale dell’automobile” ma ha perso quasi la metà degli abitanti per l’automazione delle fabbriche e per la crisi del settore. La città è sede di una delle più note università americane.

New Orleans - E’ patria della musica Jazz, fondata dai francesi sul delta del Mississippi, grande porto per l’esportazione di petrolio e dei prodotti agricoli dell’interno.

Atlanta - Sede della Coca Cola (altro simbolo dell’America) e della famosa catena televisiva della CNN.

Dallas, San Antonio, Houston - Tutte città del Texas. Rispettivamente: capitale del cotone, contiene i resto dello storico Forte Alamo, grande porto che ha a poca distanza il centro Spaziale della NASA.

Las Vegas - E’ una città particolare, in pieno deserto, dedicata quasi completamente al gioco d’azzardo e al turismo.

San Francisco - Sulla costa del Pacifico. Fu fondata dagli Spagnoli su una penisoletta con una fortezza e una missione cattolica. E’ disposta su una serie di colline intorno al porto, fra i più importanti del Pacifico. Nel 1906 fu quasi distrutta da un terremoto e dall’incendio che ne seguì. Oggi forma una conurbazione con i centri che costellano l’ampia baia, valicata da grandiosi ponti.

Los Angeles - E’ il secondo agglomerato urbano degli U.S.A. Anche questa sulla costa del Pacifico si sviluppò nella seconda metà dell’ottocento, grazie alla ferrovia intercontinentale e alla scoperta dell’oro. Vi nacque l’industria del cinema (Hollywood) e vi si è sviluppata l’industria aeronautica. La città non ha un centro ed è stata definita “città fatta di autostrade” ovvero “63 sobborghi in cerca di una città”.

Seattle - Si trova nell’angolo nord-occidentale degli Stati Uniti. Giace su una baia fra tre laghi freddissimi. E’ una metropoli di un milione di persone. Qui hanno sede la grande compagnia aerospaziale Boeing (aereo nella foto) e il colosso dell’elettronica Microsoft.

Economia

L’economia statunitense ha dimensioni mondiali. Gli U.S.A. sono il paese che produce di più nell’agricoltura e nell’industria, che ha i maggiori consumi di energia di materie prime e di prodotti di ogni tipo, che ha la più forte potenza militare. Le ragioni di questo sviluppo sono diverse:
• La vastità del territorio, compreso quasi interamente nella zona temperata adatta all’agricoltura e alle attività umane, e la sua varietà: grandi pianure, fiumi numerosi, boschi…;
• La varietà dei climi;
• Le ricchezze minerarie e le abbondanti forme di energia;
• L’arrivo di ondate di immigrati da tutto il mondo;
• Un sistema economico che ha favorito la proprietà privata, la libera iniziativa e la concorrenza, l’applicazione delle scoperte scientifiche e delle invenzioni tecniche;
• Lo sfruttamento prima delle terre tolte agli indiani d’America, e poi di vasti territori agricoli e minerari posseduti in altri continenti da società americane multinazionali.

Agricoltura

Solo il 21% del territorio è destinato ad uso agricolo, e su di esso lavora meno del 3% della popolazione attiva, eppure l’agricoltura statunitense è la più ricca e la più sviluppata del mondo per quantità e qualità della produzione. Ha il primato mondiale per la soia e per i cereali e si trova nei primi tre posti per numerosi altri prodotti. La prosperità dipende da molti fattori:
• Le aziende che essendo di grandi dimensioni possono investire grossi capitali;
• L’abbondante meccanizzazione;
• L’impiego di sementi selezionate adatte ai diversi climi, l’uso di concimi, di diserbanti, di ogni altro ritrovato scientifico e tecnico;
• La diffusione dei sistemi di irrigazione che arrivano ovunque;
• L’intervento dello stato che in alcuni periodi ha finanziato grandi opere di bonifica.
Il paesaggio agrario è contrassegnato da fasce (Belts) dalla coltivazione prevalente. La regione del mais (Corn Belt) occupa le regioni centrali e favorisce l’allevamento di suini. Più a nord-ovest e a sud si trova la regione del frumento (Wheat Belt); nel sud-est quella del cotone (Cotton Belt) alla quale si affiancano le colture della soia, delle arance, del tabacco e poi la frutta tropicale, la canna da zucchero, il riso. Nelle terre verso il Pacifico invece si possono trovare le coltivazioni di patate e quelle delle barbabietole da zucchero. Nella regione Californiana si sono diffuse le colture mediterranee, che diventano concorrenziali con le nostre perché praticate con metodi moderni e con alte rese. Diverse aree sono destinate a pascolo brado e la sorveglianza delle mandrie è affidata a Cow-Boys… in elicottero. Gli U.S.A. hanno 100 milioni di capi bovini e 55 milioni di suini.

Pesca

Gli Stati uniti sono al sesto posto nella classifica mondiale di pescato. La pesca è praticata specialmente nelle acque fredde del settentrione, dove si pescano principalmente salmoni, merluzzi e halibut. Oltre a questi è di rilievo la pesca di aragosta, pettini, vongole, ostriche, granchi e gamberetti. Le principali specie allevate sono il pesce gatto, la trota, il salmone, le ostriche e i gamberi d’acqua dolce.

Risorse minerarie

Gli U.S.A. estraggono sul proprio territorio 400 milioni di tonnellate di petrolio annui. Sono secondi al mondo per la produzione di carbon fossile e di gas naturale, e primi per l’energia nucleare. Tuttavia questa enorme produzione non riesce a coprire tutto il fabbisogno energetico e devono importare tantissimo petrolio. Gli Stati uniti primeggiano nel settore secondario basandosi oltre che sull’agricoltura su risorse molto forti anche in campo minerario. Il ferro, il rame, il piombo, la bauxite, l’argento, il cadmio, l’alluminio, il magnesio, il molibdeno e l’oro sono tutte risorse minerarie che sono estratte in grandi quantità.

Industrie

Le industrie meccaniche e chimiche, molto importanti in passato, incontrano oggi qualche difficoltà per la concorrenza con il Giappone e di nuovi paesi industrializzati. Ma gli americani hanno reagito investendo grandi capitali e sviluppando industrie nei settori più moderni: elettronica e informatica, aeronautica e astronautica. Le industrie automobilistiche sono concentrate nella zona dei Grandi Laghi ma anche queste sono messe in crisi dalla produzione giapponese. Le industrie alimentari sono diffusi nella Pianura centrali. Molto importanti sono le industrie dello spettacolo (Film, TV, dischi…). Gli U.S.A. per motivi economici e politici hanno sviluppato una potente industria degli armamenti e sono stati molto attivi nel commercio delle armi. Le dimensioni di molte imprese industriali e commerciali sono gigantesche, con interessi e diramazioni in vari paesi (multinazionali) e con bilanci più grandi di quelli di parecchie nazioni.

Ordinamento dello Stato

Gli Stati Uniti nacquero nel 1776 quando 13 colonie inglesi d’America si resero indipendenti dalla Gran Bretagna dandosi una costituzione democratica di tipo federale.
• Il potere esecutivo federale è affidato ad un presidente eletto dai delegati dei cittadini per quattro anni; il presidente sceglie e nomina i membri del Governo, chiamati segretari di stato (ministri);
• Il legislativo spetta al parlamento (il Congresso) formato dalla Camera dei rappresentanti e dal Senato;
• Ognuno dei 50 stati che formano l’unione elegge un Governatore e un proprio Congresso, e gode di autonomia per le questioni interne, ad esempio scuole, giustizia, assistenza, trasporti, tasse, polizia locale, ma deve seguire le leggi federali emanate dal Congresso Nazionale. I singoli stati non possono avere relazioni con l’estero, firmare trattati, stringere alleanze o stabilire tariffe. Non posso neppure coniare valute, imporre tasse sul commercio fra stati o fissare limiti alla circolazione di persone all’interno degli U.S.A.
• La Corte Suprema, composta di giudici nominati dal Presidente, decide sulle vertenze dei cittadini e degli Stati contro l’unione.
Il sistema politico si basa sull’alternanza al potere di due partiti, il Repubblicano più privatista, il Democratico più statalista e sociale.

Storia

I primi coloni anglosassoni si stabilirono lungo la fascia costiera atlantica. Dopo la dichiarazione di indipendenza e la guerra contro l’Inghilterra, una legge definì “proprietà federale” le terre a ovest degli Appalachi. Le regioni avevano il diritto di essere riconosciute come Stati dopo aver raggiunto il numero di 60.000 abitanti, il primo fu l’Ohio nel 1803. I francesi e gli Spagnoli che avevano iniziato la colonizzazione del Texas e della California, furono costretti a rinunciare ai loro possedimenti. Le caratteristiche dell’economia degli Stati del Nord e del Sud erano profondamente diverse. Il Nord era ricco di industrie, il Sud era agricolo. Nel 1860, undici stati del sud si separarono dall’unione e formarono una Confederazione: il contrasto sfociò in una sanguinosa guerra civile che fu vinta dal Nord nel 1865. Il Sud rimase a lungo emarginato dallo sviluppo. Nel 1869 fu completata la prima ferrovia transcontinentale. Si rinnovò nelle terre del West l’antichissimo contrasto tra allevatori e agricoltori. Le vittime maggiori furono gli Indiani spinti a trasferirsi sempre più verso Ovest e poi costretti in territori ancora più limitati le “riserve”. Nel 1898, con una guerra, gli U.S.A. si impadronirono delle ultime colonie spagnole in America, Cuba e Portorico divenute poi indipendenti. Portorico oggi è uno Stato libero associato agli Stati uniti, mentre Cuba è in contrasto con gli U.S.A. Nelle due guerre mondiali, gli Stati uniti intervennero in Europa contro la Germania e affermarono il loro ruolo decisivo nel mondo.

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