La regione Islamica

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Testo

La Regione Islamica Nord- Africana

La Regione Islamica si può dividere in due blocchi principali: quello del Medio Oriente e quello del Nord- Africa.
Il Nord Africa comprende Egitto, Libia, Algeria, Tunisia e Marocco.
Questi stati sono separati dal resto dell'Africa dal Deserto del Sahara e possiamo dire che sono i più sviluppati del continente, dopo il Sud- Africa.

Confini

L'Oceano Atlantico bagna solo il Marocco, dove è situata anche la punta meridionale dello Stretto di Gibilterra, L'Egitto, oltre che avere coste sul Mar Mediterraneo, ha uno sbocco sul Mar Rosso e controlla il Canale di Suez, che collega quest'ultimo al Mediterraneo. Algeria Tunisia e Libia hanno sbocchi solo sul Mediterraneo.
Il Marocco confina col Sahara Occidentale e l'Algeria, l'Algeria con Sahara Occidentale, Marocco, Tunisia, Libia, Mauritania, Mali e Niger, la Tunisia con Algeria e Libia, la Libia con Tunisia, Algeria, Egitto, Sudan, Ciad e Niger, l'Egitto infine confina con la Libia e il Sudan.

Aspetto fisico

Il principale tipo di ambiente che si riscontra nel Nord- Africa è il deserto, i rilievi sono costituiti dall'Atlante, dall'Antiatlante e dal Monte Tahat, situato nella regione dell'Ahaggar.
Deserto del Sahara
Con Deserto del Sahara si intende la vasta regione desertica dell'Africa settentrionale: in particolare il termine indica la fascia di terre aride che si estende dall'oceano Atlantico al mar Rosso. È il più grande deserto del mondo: si estende per oltre 9 milioni di km2, dei quali circa 207.000 occupati dalle oasi. I confini del Sahara sono costituiti dall'oceano Atlantico a ovest, dai monti dell'Atlante e dal mar Mediterraneo a nord, dal mar Rosso a est, dal Sahel e dalla valle del Niger a sud; questi confini, tuttavia, non sono chiaramente definiti e si sono modificati nel corso di millenni a causa dei mutamenti climatici e degli interventi umani. Il Sahara, in tempi molto antichi, era un territorio fertile e adatto all'agricoltura (8000 anni fa vi si coltivava il miglio); poi, con l'aumento dell'aridità e del processo di desertificazione, l'area fu abbandonata.
Il Sahara occidentale, i massicci montuosi dell'Hoggar e del Yaritti e il Deserto Libico costituiscono delle regioni geograficamente distinte. Il Sahara occidentale è un'area pianeggiante caratterizzata da terreni desertici rocciosi e sabbiosi; non presenta acque superficiali e le precipitazioni sono quasi inesistenti, fatta eccezione per i tratti costieri. Vi sono comunque dei corsi d'acqua sotterranei che in alcuni punti riaffiorano in superficie, creando piccole oasi; il suolo della regione è tuttavia fertile e, dove l'irrigazione è possibile, adatto alle coltivazioni. L'altopiano centrale del Sahara si mantiene a un'altezza media compresa tra i 600 e i 700 m, ma include numerose catene e massicci che s'innalzano fino ai 3000 m (come il monte Emi Koussi, di 3415 m, nel Yaritti o il monte Tahat, di 3003 m, nell'Hoggar). Sebbene le precipitazioni siano scarse, alcune vette del Sahara centrale sono innevate per alcuni mesi dell'anno.
La parte più arida del Sahara è considerata quella del Deserto Libico, con un'umidità quasi inesistente e rare oasi; la regione è caratterizzata soprattutto da dune di sabbia, che in molti casi arrivano ad altezze oltre i 120 m. La valle del Nilo e la regione montuosa del deserto di Nubia, a est del Nilo, sono considerate parti del Sahara, ma in queste zone l'irrigazione ha trasformato il suolo desertico in un terreno fertile e coltivabile.
Le depressioni, nel Sahara, sono poco estese: sono presenti in alcune zone dell'Egitto e dell'Algeria (ad esempio, la depressione di Qattarah). Le formazioni rocciose sono erose: l'azione erosiva del vento è particolarmente potente nel Sahara, data l'assenza di vegetazione. Il clima è uniformemente arido: in molte zone le precipitazioni annue non superano i 100 mm e in alcune non piove mai anche per decenni. L'escursione termica è considerevole: si va da temperature al di sotto dello zero durante la notte fino agli oltre 54°C di giorno, specialmente nelle aree occidentali e centrali. L'idrografia superficiale è caratterizzata dai cosiddetti uadi (in arabo wadi), letti fluviali asciutti che diventano corsi d'acqua in occasione delle piogge.
Il Sahara è quasi completamente privo di vegetazione: fanno eccezione le oasi (dove crescono soprattutto palme da datteri) e alcune piante arbustive e spinose che si trovano in alcuni punti del deserto. Sono molte le oasi artificiali, create attraverso l'estrazione dell'acqua da pozzi profondi oltre 1000 m. Tra gli animali che vivono nel deserto, si ricordano le gazzelle, le antilopi, gli sciacalli, le volpi del deserto (fennec) e le iene.
Il Deserto Libico, invece, è del tutto privo di vegetazione e di vita animale. In tempi recenti il Sahara settentrionale ha assunto una considerevole importanza economica grazie alla scoperta di estesi giacimenti di petrolio in Algeria e Libia.
Sebbene il Sahara sia un enorme ostacolo naturale alle comunicazioni, in realtà in passato non ha mai assunto questa caratteristica, anzi è vero il contrario: il commercio attraverso questo deserto iniziò già nel primo millennio A.C. L'accrescimento degli scambi fu dovuto ai cartaginesi nel III secolo A.C. e dai Romani tre secoli più tardi. Ma soprattutto fu l'impiego del dromedario come mezzo di trasporto a incrementare i viaggi; le vie carovaniere che attraversavano il deserto e mettevano in comunicazione i porti del Mediterraneo con le località dell'Africa centro- occidentale e gli imperi sudanesi divennero sempre più importanti a partire dall'VIII secolo, con la crescita della potenza araba, e raggiunsero l'apice tra il XIII e il XVI secolo. Le merci che venivano trasportate erano soprattutto oro, sale, pepe, armi, abiti, avorio e cuoio; era inoltre praticata la tratta degli schiavi. L'arrivo degli europei sulla costa occidentale dell'Africa indebolì il commercio tran- sahariano, fino a determinarne la fine nel corso del XIX secolo.
Il Deserto Arabico
Il Deserto Arabico è delimitato a ovest da rilievi scoscesi che si elevano dalla valle del Nilo, mentre a est il territorio è caratterizzato da un altopiano di roccia friabile il quale si innalza dolcemente verso una catena di montagne vulcaniche, che costeggiano il Mar Rosso. La catena montuosa, prima di degradare bruscamente verso il mare, raggiunge l'altitudine massima di 2.134 m. L'aridità del deserto ha reso problematici gli insediamenti umani, ma alcuni piccoli villaggi agricoli sopravvivono sull'altopiano e in mezzo alle montagne.
Nel Deserto Arabico sono stati individuati giacimenti di turchese, fosforite, nitrati, petrolio, sale e pietra per costruzioni, anche se scarsamente significativi dal punto di vista economico. Il nome di Deserto Arabico viene attribuito anche al Rub‘ al Khali, o "Grande Deserto di Sabbia", della Penisola Arabica, uno dei più caldi e meno popolati del mondo.

Il Nilo
Il Nilo è un fiume dell'Africa nord- orientale, il più lungo del mondo. Scorre in direzione nord dal lago Vittoria fino al Mediterraneo dopo un percorso di 5500 km attraverso l'Uganda, il Sudan e l'Egitto. Se si comprende il fiume Kagera, che è il suo principale affluente, la lunghezza complessiva del fiume (Nilo-Kagera) raggiunge i 6600 km. Il bacino idrografico del Nilo è tra i più vasti del mondo, con una superficie di circa 2.800.000 km2.
Il Kagera, che ha origine dalla confluenza dei fiumi Nyabarongo e Ruvubu, dopo aver segnato per una certa parte del suo corso il confine tra la Tanzania a est, il Burundi e il Ruanda a ovest, e l'Uganda a nord, curva poi verso est, gettandosi infine nel lago Vittoria, situato a un'altitudine di 1134 m. Il Nilo esce dal lago col nome di Nilo Vittoria presso Jinja, in Uganda, in corrispondenza delle cascate Ripon, descritte dagli esploratori che visitarono la regione nel secolo scorso ma oggi non più visibili.
Percorre quindi 500 km in direzione nord-ovest scorrendo tra elevate pareti rocciose, superando rapide e cataratte e formando il lago Kyoga, fino a gettarsi nel lago Alberto. A questo punto fuoriesce dal lago col nome di Nilo Alberto. Da qui scorre verso nord attraverso l'Uganda settentrionale e il Sudan, dove assume il nome di Bahr-al Jabal, fino al punto in cui riceve le acque del suo affluente Bahr-al Ghazal: qui cambia nuovamente il nome, diventando il Nilo Bianco.
A Khartoum il Nilo Bianco si congiunge con il Nilo Azzurro: i nomi dei due fiumi derivano dal colore delle loro acque. Il Nilo Azzurro, lungo 1500 km, ha origine nel lago Tana, in Etiopia. Da Khartoum il Nilo scorre in direzione nord-est e, dopo circa 300 km, riceve le acque del fiume Atabarah, il suo ultimo affluente. Da qui il corso del grande fiume procede verso nord, attraversando il deserto di Nubia, dove forma due ampie anse, e superando una serie di cateratte.
Presso Assuan, in Egitto, il fiume è sbarrato da una grande diga (la diga di Assuan) che dà origine al lago Nasser. Da questo punto fino al delta, il letto del fiume ha un'ampiezza media di circa 500 m ed è interamente navigabile. Nell'ampio delta del Nilo, noto per le sue terre fertili che hanno dato vita alla civiltà dell'Antico Egitto, le acque del fiume si dividono nei due rami del Nilo Rosetta e del Nilo Damietta, oltre che in parecchi canali navigabili.
La prima diga di Assuan fu costruita nel 1902. La seconda diga, che forma il lago Nasser, fu iniziata nel 1960 e conclusa nel 1971. Una delle conseguenze negative della costruzione della diga è la diminuzione del flusso di sedimenti verso il delta, fenomeno da cui dipende la fertilità della regione.
Catena Dell'Atlante
Il sistema montuoso dell'Atlante, che si snoda per 2.400 km circa nell'Africa nord- occidentale, tra la Tunisia e il Marocco, è composto da numerose catene montuose. Tra queste la più elevata è quella dell'Alto Atlante, nel Marocco sud- occidentale, che raggiunge la sua massima altitudine con il monte Jebel Toubkal (4.165 m). Più a nord, nella regione centrale del Marocco, si trova invece la catena del Medio Atlante (altitudine massima 3.350 m), mentre a sud, parallela all'Alto Atlante, si eleva la catena dell'Antiatlante (2.531 m). Dal Marocco orientale fino al cuore dell'Algeria si stende invece l'Atlante Sahariano che tocca i 2.328 m con il Jebel Chelia, mentre lungo la costa del Mar Mediterraneo, dall'estremità orientale dello Stretto di Gibilterra fino a Capo Bon, in Tunisia, la catena dell'Atlante Telliano raggiunge un'altitudine media di 1.520 m.
Il sistema dell'Atlante è attraversato da numerosi passi che collegano la costa con il Sahara. La catena è inoltre una barriera climatica che separa l'area mediterranea umida da quella arida sahariana. Temperatura e vegetazione variano notevolmente: alcune aree, come le pendici dell'Alto Atlante, sono coperte da un fitto manto boschivo e presentano fertili valli adatte all'allevamento e all'agricoltura, mentre altre zone sono particolarmente ricche di giacimenti di minerali, come oro, argento, piombo, zinco, ferro, manganese, antimonio e fosfati. L'Atlante è per tradizione il territorio dei Berberi, ricacciati nell'entroterra montuoso dall'arrivo degli Arabi nel VII secolo.
Clima
Le diverse regioni fisiche godono di climi differenti.
Il clima dell'Atlante è tipicamente mediterraneo, con estati calde e secche, ed inverni miti e piovosi. Le precipitazioni vanno da 400 a 1000 mm annui. Le temperature vanno dai 25°C d'estate a 11°C d'inverno, ma nelle punte più alte, con le nevi perenni, queste scendono fino a -15°C.
Lungo la costa mediterranea il clima è di tipo subtropicale, mitigato dai venti che soffiano dal nord. Le temperature variano dagli 18°C d'inverno ai 32°C d'estate. La stagione delle piogge va da Ottobre a Maggio, con precipitazioni medie annue di 610 mm.
Nella zona desertica del Nord- Africa le precipitazioni annue variano da 200 mm nelle zone più umide a 50 mm in quelle più aride, come ad esempio il Deserto Libico. Il clima è torrido e secco. Le temperature diurne e notturne sono caratterizzate da una forte escursione termica: si va da 45°C di media il giorno a 10°C di notte, ma d'inverno le temperature notturne possono scendere sotto lo 0.

Economia
Economia dell'Egitto
Dall'inizio del 1961 molti settori dell'economia, come il commercio estero e all'ingrosso, il sistema bancario e assicurativo e la maggior parte dell'industria manifatturiera, passarono sotto il controllo statale. Nonostante i settori dell'agricoltura, degli immobili e alcuni rimanenti settori industriali rimanessero in mano ai privati, il governo impose severi controlli su di essi. Lo sviluppo economico del paese fu tuttavia ostacolato dall'applicazione di una serie di piani quinquennali inadeguati e dalle perdite sofferte durante il conflitto arabo-israeliano nel 1967. Nonostante la svolta liberista verificatasi alla fine degli anni Settanta e agli inizi degli Ottanta, il crollo dei prezzi del petrolio e la guerra del Golfo nel 1990 lasciarono il paese in una condizione finanziaria molto difficile e dipendente dagli aiuti stranieri, soprattutto statunitensi. Il governo rispose a questa situazione con la privatizzazione di più di trecento compagnie statali e una serie di riforme strutturali. Il prodotto nazionale lordo è di 34,5 miliardi di dollari USA, corrispondenti a 630 dollari pro capite.

Agricoltura

L'Egitto è un paese principalmente agricolo: il settore occupa infatti circa il 40% della forza lavoro. Nel 1952 la Riforma agricola limitò la dimensione massima di ogni singolo possedimento terriero a 80 ettari circa, ridotto a 40 ettari nel 1961 e a soli 20 ettari nel 1969. Le terre requisite dal governo furono distribuite tra i fellahin (contadini), ma questa misura non bastò a colmare il divario tra i contadini e i più ricchi proprietari terrieri. I programmi governativi hanno incrementato le superfici arabili, promovendo opere di bonifica e irrigazione delle quali la più imponente fu la costruzione delle dighe di Assuan.
L'Egitto è il più importante produttore mondiale di cotone a "fibra lunga". Altri importanti prodotti agricoli sono mais, frumento, canna da zucchero, riso e pomodori. Si coltivano inoltre miglio, orzo, ortaggi e frutta quali agrumi, datteri, fichi e uva.
L'allevamento rappresenta una voce di modesta importanza come pure la pesca attualmente in fase di sviluppo nei pressi del lago Nasser.

Industria
I primi tentativi di sviluppare industrialmente il paese risalgono al XIX secolo, ma furono ostacolati dalle potenze europee, in particolare la Gran Bretagna, interessate a tenere l'Egitto come mercato per i propri beni industriali. Uno sviluppo contenuto del settore verificatosi dopo la prima guerra mondiale servì unicamente a soddisfare parte della domanda interna, mentre durante la seconda guerra mondiale questa prima base si sviluppò notevolmente, soprattutto nel settore tessile. Agli inizi degli anni Cinquanta, dopo il rovesciamento della monarchia, il governo diede priorità all'espansione industriale. Nel 1965, al completamento del primo piano quinquennale, il valore totale della produzione industriale, compresa quella dell'energia elettrica e la produzione mineraria, raggiunse i 2,71 miliardi annui di dollari e, verso la metà degli anni Ottanta, fu superiore ai 13 miliardi di dollari.
Il settore industriale impiega il 21% della forza lavoro. Particolarmente fiorente nel paese è l'industria tessile, che produce filati di cotone, di lana e tessuti di iuta. Altre importanti produzioni sono zucchero raffinato, acido solforico, fertilizzanti, carta, cemento, pneumatici e apparecchi televisivi. Altre attività industriali comprendono la manifattura del ferro e acciaio, l'assemblaggio di automobili e la raffinazione di petrolio. Altre industrie di piccola scala, ma significative per l'economia del paese, sono rappresentate da concerie, birrifici, stabilimenti per la produzione di ceramica, profumi, olio di semi, farina e altri prodotti alimentari. I principali centri industriali si trovano nei distretti del Cairo e di Alessandria.
L'Egitto possiede una grande varietà di giacimenti minerari, alcuni dei quali, come i giacimenti d'oro e di granito, sono sfruttati fin dall'antichità. La risorsa mineraria attualmente di maggior rilievo è il petrolio, i cui giacimenti si trovano nella regione costiera sul mar Rosso, a el-Alamein e nella penisola del Sinai. Altre risorse importanti sono i fosfati, il manganese, il titanio e il minerale di ferro. Nel 1991 si è iniziata l'estrazione di uranio nella regione circostante Assuan.

Flussi monetari e commercio
L'unità monetaria è la sterlina egiziana, emessa dalla Banca centrale dell'Egitto, fondata nel 1961. Nel paese operano inoltre più di duecento banche nazionali e straniere.
I principali prodotti importati riguardano i settori agricolo e alimentare, dei trasporti, chimico e dei macchinari per l'industria mineraria. I principali prodotti esportati sono il petrolio greggio e i suoi derivati, il cotone grezzo, i filati di cotone e i tessuti, e i prodotti alimentari. I principali fornitori sono gli Stati Uniti, la Germania, l'Italia, la Francia e il Giappone.
Nonostante i grandi investimenti realizzati e i rigorosi controlli statali, il paese ha seri problemi di bilancia dei pagamenti. Le principali fonti di valuta estera derivano dall'industria turistica ed estrattiva, in particolare sviluppo dopo la riapertura del canale di Suez, la conclusione degli accordi di pace con Israele e la restituzione dei territori occupati del Sinai. Il debito estero dell'Egitto ammonta a 14 miliardi di dollari.
Trasporti
Le ferrovie sono gestite dallo stato e comprendono una rete di circa 8831 km. Il tratto principale collega Assuan e le zone a nord della Valle del Nilo con Alessandria, sulla costa mediterranea. Le idrovie sono largamente utilizzate e comprendono tutto il corso del Nilo, i canali navigabili (circa 1610 km) e i canali d'irrigazione nel delta del Nilo (più di 17.700 km). Lo sviluppo complessivo della rete stradale è di circa 32.240 km, di cui il 52% è pavimentato. La compagnia aerea di bandiera è la Egyptair, che garantisce collegamenti nazionali e internazionali. Numerosi sono gli aeroporti presenti nel paese, mentre i porti principali sono quelli di Alessandria, Porto Said e Suez.
Il Canale di Suez
Il Canale di Suez è una via d'acqua artificiale che attraversa l'istmo di Suez, nell'Egitto nordorientale, mettendo in comunicazione il mar Mediterraneo, presso Porto Said, con il mar Rosso, presso Suez.
Il canale è lungo circa 163 km ed è largo da 50 a 110 m; permette il transito di navi con portata a pieno carico sino alle 150.000 tonnellate. Non ha chiuse, poiché collega due punti allo stesso livello del mare senza raggiungere quote intermedie diverse, e sfrutta la presenza di tre bacini lacustri, il lago Manzala, il lago Timsah e i laghi Amari. Gran parte del canale ha larghezza sufficiente al passaggio di una sola nave, ma esistono alcuni punti in cui è percorribile nei due sensi, in particolare nei laghi Amari e tra al-Kantara e Ismailia. La ferrovia corre parallelamente al canale, sulla sponda orientale, per tutta la sua lunghezza.
Il primo canale tra il delta del Nilo e il mar Rosso fu scavato attorno al XIII secolo a.C., probabilmente per ordine di un faraone egizio: Seti I o Ramses II. Per lunghi periodi di tempo durante il millennio successivo il canale fu trascurato, ma molti sovrani lo fecero modificare e ristrutturare: fra tutti si ricorda l'imperatore Traiano. Gli sforzi per il suo mantenimento in buone condizioni furono definitivamente abbandonati nell'VIII secolo d.C. In seguito, episodicamente, vennero avanzate numerose proposte per il taglio dell'istmo di Suez, ma nessuna fu realizzata. Nel 1854 il diplomatico e ingegnere francese Ferdinand-Marie de Lesseps riuscì a risvegliare l'interesse del viceré di Egitto Muhammad Said Pasha per un suo progetto al proposito.
Nel 1858 fu costituita la Compagnie Universelle du Canal arittime de Suez, autorizzata a operare il taglio dell'istmo e a gestire il canale per 99 anni, trascorsi i quali la proprietà sarebbe ritornata al governo egiziano, che comunque si riservava il 15% dei ricavi. La società si basava in origine su capitali privati egiziani e francesi, ma nel 1875 il governo britannico acquistò le quote egiziane, poiché il paese stava attraversando una grave crisi finanziaria.
Lo scavo del canale fu iniziato il 25 aprile 1859, secondo il progetto dell'ingegnere italiano Luigi Negrelli, e il canale fu aperto alla navigazione dieci anni dopo, il 17 novembre 1869. In origine la larghezza del fondo era di 22 m, la larghezza in superficie di 58 m e la profondità di 8 m.
Secondo i termini della Convenzione internazionale di Costantinopoli, sottoscritta nel 1888, il canale fu aperto alle navi di tutte le nazioni senza discriminazioni, in pace e in guerra. Tuttavia, la Gran Bretagna considerava il canale di estrema importanza per il mantenimento del proprio predominio marittimo e dei propri interessi coloniali, specialmente per ciò che riguardava i rapporti con l'India. In base a una clausola del Trattato anglo-egiziano del 1936, la Gran Bretagna acquisiva il diritto a mantenere forze di difesa nella zona del canale di Suez, assumendo pertanto il controllo di fatto sull'accesso al canale stesso. Per lungo tempo dopo la creazione in Palestina dello stato di Israele, nel 1948, il governo egiziano vietò il transito di navi provenienti da Israele o dirette verso quello stato.
I nazionalisti egiziani domandarono a più riprese che la Gran Bretagna abbandonasse la zona del canale e, nel 1954, i due paesi sottoscrissero un accordo che soppiantava il Trattato del 1936 e disponeva il graduale ritiro delle truppe britanniche dalla zona del canale. Entro il giugno del 1956, tutte le truppe britanniche abbandonarono il paese e gli egiziani assunsero il controllo delle installazioni militari britanniche.
Il 26 luglio 1956, poco dopo il ritiro da parte degli Stati Uniti e della Gran Bretagna delle offerte di finanziamento per la costruzione della diga di Assuan, il governo egiziano sequestrò il canale di Suez in base a un decreto di nazionalizzazione emanato dal presidente Gamal Abdel Nasser. Questi annunciò che l'Egitto intendeva finanziare la diga con i diritti di transito nel canale. Il 29 ottobre 1956 Israele invase l'Egitto. Due giorni più tardi, unità militari francesi e britanniche attaccarono l'Egitto con l'intenzione di assicurare il libero passaggio attraverso il canale. Per rappresaglia, l'Egitto affondò quaranta navi nel canale, bloccandone completamente il transito. Grazie all'intervento delle Nazioni Unite venne raggiunta una tregua in novembre e, per la fine dell'anno, le forze israeliane, britanniche e francesi si ritiravano dalla zona. Dopo la rimozione delle navi affondate da parte di squadre delle Nazioni Unite, il governo egiziano riaprì il canale nel marzo del 1957, continuando però ad impedire il passaggio delle navi israeliane.
Il canale continuò quindi ad avere un ruolo di primo piano nei conflitti tra Egitto e Israele durante gli anni Sessanta. Fu chiuso durante la guerra dei Sei giorni del 1967, quando diverse navi furono affondate nella via d'acqua, bloccando la possibilità di transito. Fu riaperto il 5 giugno 1975, dopo la rimozione degli ostacoli. Nello stesso anno l'Egitto diede l'autorizzazione al passaggio attraverso il canale di merci non militari da e verso Israele. L'uso senza restrizioni del canale da parte di navi israeliane fu assicurato dal trattato di pace con l'Egitto del 1979.

Economia della Tunisia
L'economia tunisina è basata essenzialmente sui settori agricolo e minerario, a cui si affiancano il turismo e l'industria, in via di espansione. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) pro capite è attestato intorno a 1800 dollari USA. La moneta della Tunisia è il dinar tunisino, emesso dalla Banca centrale di Tunisia (fondata nel 1958).

Agricoltura
A causa dei frequenti periodi di siccità e della mancanza di risorse idriche, soprattutto nel sud del paese, la media annuale dei raccolti è fluttuante. Le principali colture delle fertili pianure del nord forniscono frumento, orzo, pomodori, verdure, meloni e uva. Sulla penisola di Cap Bon è particolarmente diffusa la coltivazione degli aranci. Non mancano inoltre gli oliveti, dislocati soprattutto nelle regioni centrali semidesertiche, e i datteri, presenti nelle oasi del Sahara. Nelle regioni settentrionali la presenza di pascoli favorisce l'allevamento di bestiame, essenzialmente costituito da ovini, cui seguono bovini, cammelli e cavalli.

Pesca
Sulla costa e intorno ai più importanti centri portuali, quali Tunisi e Biserta, si è sviluppata una fiorente industria ittica. Il pescato consta soprattutto di tonni e sardine, in gran parte destinate al consumo interno.
Risorse minerarie
Le principali risorse del sottosuolo sono il petrolio e i fosfati. Consistenti anche le estrazioni di gas naturale, ferro, piombo e zinco. I giacimenti petroliferi sono situati sia in alto mare che sulla terraferma, in particolar modo a sud, dove nuovi depositi sono stati scoperti all'inizio degli anni Ottanta.
Dopo l'indipendenza, il governo tunisino ha cercato di promuovere uno sviluppo industriale essenzialmente orientato verso l'esportazione, incoraggiando così i settori tessile, agroalimentare e petrolchimico. Lo zuccherificio di Bèja, la raffineria di petrolio di Biserta e l'acciaieria a Menzel Burghiba costituiscono i più importanti complessi industriali del paese; il settore tessile resta comunque quello con maggior numero di occupati. Si aggiungono, inoltre, stabilimenti di lavorazione di fosfati, fabbriche di apparecchi radiotelevisivi e manifatture ittiche. Il fabbisogno energetico è soddisfatto da centrali di origine termica.
Commercio
La bilancia del commercio estero è ogni anno in deficit, a causa dell'enorme volume di importazioni che domina gli scambi. Vengono esportati essenzialmente petrolio, fosfati, ferro, acciaio, piombo, prodotti tessili, foraggio secco, olio d'oliva, vino e agrumi, mentre vengono importati attrezzature meccaniche ed elettriche, prodotti derivati dal petrolio e prodotti alimentari. I maggiori partner commerciali sono Francia, Italia, Germania, Spagna, Belgio, Lussemburgo e Stati Uniti.
Turismo
Il turismo, che dai primi anni Novanta, ha conosciuto un vivace impulso, costituisce un'importante fonte di valuta estera. La bellezza delle spiagge e l'interesse suscitato dai luoghi archeologici, quali ad esempio Cartagine, richiamano, infatti, un sempre crescente flusso di visitatori che fanno della Tunisia il paese più turistico dell'Africa settentrionale.

Trasporti e comunicazioni
La Tunisia può contare su una rete stradale di circa 29.000 km, asfaltati al 60%, e su un sistema ferroviario che si estende per 2260 km. I più importanti porti commerciali sono Tunisi, Bizerte, Susa, Sfax, Zarzis e Gabès. Un quinto porto, As Sukhayrah, è specializzato nello stivaggio del petrolio. Un sesto porto è in via di costruzione a Qabis. Il paese dispone, inoltre, di cinque aereoporti internazionali, due dei quali sono situati a Tunisi.

Economia del Marocco
Il PIL pro capite del Marocco è di circa 1150 dollari USA e, nonostante solo il 20% del territorio del paese sia coltivato, l’economia poggia essenzialmente sull’agricoltura, nel cui settore è impiegato circa il 33% della forza lavoro . I prodotti agricoli principali sono cereali, soprattutto frumento e orzo, patate, olive, legumi, ortaggi, datteri, uva e altri tipi di frutta, canna e barbabietola da zucchero.
L’allevamento è incentrato perlopiù su ovini, caprini e bovini. Dalle foreste si ricavano buone quantità di legname, utilizzato soprattutto come combustibile. I maggiori centri pescherecci (il cui profitto è dato soprattutto da tonni, acciughe, crostacei e sgombri) sono situati ad Agadir, Safi, Essaouira e Casablanca.
L’attività estrattiva si basa in massima parte sullo sfruttamento dei grandi giacimenti di fosfati (di cui il Marocco è uno dei maggiori produttori del mondo), ma sono rilevanti anche carbone, cobalto, ferro, piombo, manganese, greggio, argento, stagno e zinco. Il settore industriale è composto da imprese di modeste dimensioni, la cui produzione comprende perlopiù materiale da costruzione, preparati chimici, tessili, alimenti, vino e petrolio raffinato. A livello artigianale vengono fabbricati pellami, ceramiche, tappeti e manufatti in legno. L’unità monetaria è il dirham, emesso dalla Banque al-Maghrib, l’istituto bancario statale.

Commercio
I principali prodotti di esportazione sono fosfati e acido fosforico; seguono gli agrumi, il frumento e il pesce; le importazioni vertono perlopiù su attrezzature industriali, prodotti alimentari e carburante. I maggiori partner commerciali sono Francia, Germania, Spagna, Italia, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti. Gran parte delle entrate sono inoltre fornite da rimesse dei marocchini che lavorano all’estero, nonché dalla valuta introdotta dai molti turisti che visitano ogni anno il paese.
I centri portuali più importanti sono Casablanca, Agadir, Kenitra, Mohammedia, Safi e Tangeri. La rete ferroviaria misura 1907 km, quella stradale 59.452 km, circa il 50% dei quali asfaltato. La compagnia aerea di bandiera è la Royal Air Maroc.

Economia della Libia
La Libia, per quanto povera di aree coltivabili, fu a lungo un paese ad economia agricola fino a quando, nei tardi anni Cinquanta, la scoperta di ingenti depositi di petrolio mutò radicalmente l'assetto economico del paese, che conobbe un periodo di crescente prosperità. Solo alla fine degli anni Ottanta, con la riduzione delle entrate garantite dal petrolio, il paese incontrò una fase di recessione che provocò il rallentamento dei programmi di sviluppo e ridusse del 25% il reddito pro capite attestato, intorno ai 6500 dollari USA.

Agricoltura
La scoperta del petrolio ha in qualche modo bloccato lo sviluppo del settore agricolo, che occupa circa il 19% della forza lavoro, ma contribuisce solo per il 5,5% al reddito nazionale. La maggior parte dei pascoli e delle terre coltivabili si trovano nelle regioni di Tripoli e Bengasi. Le principali colture sono costituite da frumento, orzo, olive, datteri, agrumi, pomodori e tabacco. Una voce significativa è rappresentata anche dal tradizionale settore della pastorizia (nomade e semi-nomade) che si basa essenzialmente sull'allevamento di ovini, caprini e animali da cortile.
Le coste, piuttosto pescose, offrono modeste quantità di tonni e sardine, mentre sui litorali della Cirenaica è diffusa la pesca delle spugne.

Industria
I comparti industriali più significativi sono quello petrolifero e petrolchimico, destinati a produrre lavorati e semilavorati del petrolio. Esiste inoltre una piccola industria manifatturiera impegnata nel settore tessile, conciario e alimentare; tuttavia il fallimento del programma di diversificazione economica, e la conseguente dipendenza dall'economia petrolifera, ledono fortemente l'autonomia del paese, il quale deve ricorrere ampiamente alle importazioni di generi di largo consumo.
Oltre alle grandi quantità di petrolio (estratto principalmente nella regione centrale del paese) che costituisce senza dubbio la principale fonte di reddito nazionale, la Libia possiede riserve di gas naturale, sale, potassio e carbonato di sodio. Il fabbisogno energetico viene soddisfatto da impianti termici, concentrati soprattutto nella regione della Tripolitania.

Flussi monetari e commercio
L'unità monetaria è il dinaro libico, suddiviso in 1000 dirhams, emesso dalla Banca centrale di Libia; gli investimenti stranieri sono gestiti dalla Banca estera libico-araba.
Il petrolio rappresenta l'unica voce di esportazione veramente significativa, anche se il ribasso dei prezzi della benzina, alla fine degli anni Ottanta, ne ha quasi dimezzato i proventi. Altre voci sono costituite da gas naturale, prodotti chimici, pellami e olii vegetali. Per quanto riguarda le importazioni, la Libia acquista prodotti manifatturieri e alimentari. L'Italia, la Germania, la Spagna, la Francia, il Giappone e la Gran Bretagna sono i principali partner commerciali.

Trasporti
Il paese può contare su 19.300 km di strade, di cui circa il 56% è asfaltato. Una rete litoranea collega Tripoli sia a Tunisi sia, passando per Bengasi e Tobruch, ad Alessandria; un'arteria interna congiunge inoltre Sebha, posta nel cuore del deserto, alla costa. Le linee aeree libico arabe coprono traiettorie interne e internazionali. I porti principali hanno sede a Tripoli, a Bengasi, a Tobruch e a Misurata

Economia dell'Algeria
L'Algeria è una delle nazioni più ricche del continente africano. Lo sviluppo economico si fonda essenzialmente sulla produzione e sull'estrazione di prodotti minerari grazie alle imponenti riserve di petrolio e di gas naturale. Importanza non secondaria rivestono anche i depositi di fosfati e i giacimenti di ferro, carbone, piombo e zinco.
Quasi tutte le attività industriali, strettamente controllate dallo stato, sono ubicate alla periferia delle città di Algeri e di Orano; alla produzione tradizionale di tappeti e tessuti si affiancano le industrie alimentari, farmaceutiche, plastiche, di materiali da costruzione, raffinerie di petrolio e manifatture di tabacco. Il rapido sviluppo industriale del paese ha permesso la crescita anche della produzione di ferro, acciaio, carta e componenti elettrici.
L'agricoltura occupa più del 20% della forza lavoro e contribuisce per circa il 16% alla formazione del prodotto interno lordo. La produzione agricola è costituita soprattutto da coltivazioni di frumento, orzo, uva, agrumi, olive e datteri; rilevante, inoltre, l'allevamento di ovini, caprini e bovini.
Nonostante i programmi di riforestazione, attuati fin dagli anni Settanta, il manto forestale ricopre meno del 2% del territorio; la produzione di legname ha essenzialmente scopi industriali. La pesca, soprattutto di sardine, alici, tonni e crostacei, è importante per l'economia del paese.

Flussi monetari, banche e commercio
L'unità monetaria è il dinaro algerino. Le funzioni monetarie e bancarie del governo algerino sono delegate alla Banca centrale di Algeria e dal 1966 sono stati nazionalizzati tutti gli istituti bancari privati o stranieri.
Il paese esporta principalmente petrolio, gas naturale, fosfati, minerali ferrosi, sughero, cuoio, tabacco, frutta e verdura; importa macchinari industriali, zucchero, cereali, carbone e benzina. I principali partner commerciali sono i paesi dell'Unione Europea (circa due terzi delle esportazioni algerine), gli Stati Uniti e il Giappone. Il volume del commercio e la bilancia dei pagamenti dell'Algeria dipendono essenzialmente dal prezzo del petrolio.

Trasporti e comunicazioni
Il sistema dei trasporti è abbastanza sviluppato nella regione settentrionale del paese, il collegamento con quella meridionale è comunque assicurato da un tratto (completato nel 1985) della Transahariana, che da Algeri si spinge fino alla frontiera con il Niger. La rete ferroviaria che si estende per 4730 km, è composta anche da cinque linee che collegano la zona costiera con i centri minerari e petroliferi del Sahara. La rete stradale, sviluppata per 90.000 km, garantisce i collegamenti interni e lo sbocco al mare. La compagnia di bandiera Air Algérie assicura il trasporto aereo nazionale e internazionale.

Popolazione
Popolazione dell'Egitto
La composizione etnica del paese distingue tradizionalmente i copti, di discendenza camitica e dediti alle attività commerciali e i fellahin o contadini insediati nelle aree rurali. Successivamente i due gruppi subirono l'influenza della conquista araba e oggi convivono anche nelle aree urbane dove i copti si distinguono ormai per la loro fede religiosa. Nelle regioni meridionali le influenze africane sono più marcate: qui vivono i nubiani, insediati in prevalenza in villaggi lungo il Nilo mentre nelle regioni desertiche vivono gruppi di pastori nomadi o seminomadi, principalmente beduini. Nelle città vivono inoltre minoranze turche, armene ed europee.
Popolazione della Tunisia
La popolazione ammonta a 8.293.000 abitanti, con una densità media di 51 persone per km2. Circa i tre quarti della popolazione è concentrata lungo le coste, mentre il restante 30% vive nelle aride regioni centrali e settentrionali. Tunisi, con una popolazione di 626.000, è la città più estesa nonché un importante centro portuale. Altri centri di rilievo sono Sfax, Susa e Biserta.
Nel corso dei secoli, la Tunisia è stata spesso terra di invasione o di colonizzazione di diversi popoli, tra cui i romani, i vandali e gli arabi. La popolazione, tuttavia, è fondamentalmente di origine berbera e araba. È inoltre presente una cospicua percentuale di stranieri, soprattutto algerini.
Popolazione del Marocco
Il paese ha una popolazione di 25.698.000 abitanti, con una densità media di circa 56 ab/km2. La percentuale di popolazione urbana si attesta intorno al 49% e i principali insediamenti sono situati nelle regioni costiere. Gli abitanti originari del Marocco furono i berberi, che rappresentano ancora i tre quarti della popolazione del paese; il secondo gruppo etnico è costituito dagli arabi, stanziati in prevalenza nelle città. Le minoranze sono rappresentate soprattutto da francesi e da ebrei. La lingua ufficiale è l’arabo, parlato da circa il 65% degli abitanti e base dell'insegnamento; il berbero, un tempo dominante in tutto il territorio del paese, è ora passato in secondo piano e rappresenta la lingua madre del 24% della popolazione, mentre il 13% è bilingue. Sono diffusi anche il francese (usato insieme all’arabo nelle scuole secondarie) e lo spagnolo; la religione prevalente è l’islam.
Popolazione della Libia
La popolazione, distribuita in modo assai irregolare e concentrata per due terzi nelle aree costiere, è di 4.325.000 abitanti, con una densità media di 2 ab/km2.
L'agglomerato urbano di Tripoli, importante città portuale rappresenta una delle zone più popolate del paese; altri centri di rilievo sono Misurata e Bengasi.
La popolazione libica è composta in prevalenza da arabi, mentre i berberi, che costituivano originariamente l'etnia dominante, rappresentano ormai un gruppo decisamente minoritario; infine genti nomadi e seminomadi (tuareg e toubous) sono stanziate nella regione desertica. A partire dal 1995 si è verificato un rapidissimo incremento dell'immigrazione: si calcola infatti che quasi la metà della forza lavoro presente in Libia sia costituita da stranieri, in gran parte provenienti dai paesi arabi o asiatici.
Popolazione dell'Algeria
In base alla stima del 1999, la popolazione algerina è di 25.660.000 persone, con una densità media di 11 ab/km2. Essa è costituita essenzialmente da arabi e berberi; dopo l'indipendenza del paese, proclamata nel 1962, il 90% degli ebrei (circa 150.000) e dei coloni francesi (circa 1.000.000) che vi risiedevano hanno infatti lasciato il paese. Oltre la metà della popolazione vive in villaggi o in fattorie ed è perlopiù concentrata nella fascia costiera del Tell. La lingua ufficiale è l'arabo, parlato da oltre l'80% degli abitanti; molto diffuso è anche l'uso del dialetto berbero, mentre il francese viene utilizzato solo dalle persone colte. La religione ufficiale è l'Islam.
Algeri, importante porto del Mediterraneo, è la capitale dello stato; grande e moderna metropoli, conta 1.687.600 abitanti. Importanti sono anche Orano, grande polo commerciale, e Costantina, importante mercato agricolo della regione.

Ordinamenti statali
Egitto
L'Egitto è una Repubblica presidenziale. In base alla Costituzione promulgata l'11 settembre 1971 è uno stato socialista arabo la cui religione ufficiale è l'Islam. Il paese è suddiviso in 26 governatorati, ognuno dei quali è guidato da un governatore nominato dal presidente. I governatori sono assistiti da consigli formati da membri eletti dai cittadini.
Capo dello stato è il presidente della Repubblica, scelto dall'Assemblea del Popolo ed eletto con referendum popolare. Il presidente rimane in carica sei anni e ha il potere di formulare le politiche statali di carattere generale e sovraintendere alla loro esecuzione, di sciogliere l'Assemblea del Popolo, nominare e destituire i ministri, partecipare alle riunioni del consiglio ed emettere decreti in situazioni di emergenza, ma unicamente con l'approvazione popolare, mediante referendum da tenersi entro 60 giorni.
Il potere legislativo è conferito all'Assemblea unicamerale del Popolo, formata da 444 membri in carica per cinque anni, metà dei quali sono eletti dai lavoratori e dai contadini. In aggiunta il presidente nomina 10 membri della comunità copta. L'Assemblea del Popolo ha il potere di approvare il bilancio dello stato, aprire inchieste, imporre tributi, approvare i programmi di governo e, infine, togliere la fiducia al gabinetto dei ministri o a uno dei suoi componenti.
Il potere giudiziario è conferito a un sistema indipendente, che si basa su elementi della legge islamica della shariah, insieme a leggi di derivazione inglese e francese. I tribunali sono suddivisi in quattro categorie. La Corte suprema costituzionale, il Corpo giudiziario supremo, la Corte di cassazione e sette tribunali d'appello, situati nei governatorati più importanti. Ogni governatorato è dotato di un tribunale primario, che esamina le cause civili e penali.

Tunisia
Sulla base della Costituzione del 1959 la Tunisia è una Repubblica sovrana, libera e indipendente. Il presidente – che ha funzioni di presidente del Consiglio dei ministri, di capo dello Stato e di comandante supremo dell'esercito – viene eletto a suffragio universale ogni cinque anni, così come i 163 deputati dell'Assemblea nazionale.
Sul versante dell'organizzazione giudiziaria, le Corti civili hanno assorbito le funzioni che spettavano un tempo ai tribunali religiosi, ora aboliti, i quali amministravano la legge islamica shariah. La corte di Cassazione, con sede a Tunisi, ha una sezione penale e tre sezioni civili. Le tre corti di appello sono dislocate, rispettivamente a Tunisi, Susa e Sfax. Dal punto di vista amministrativo, la Tunisia è divisa in 23 governatorati, ognuno dei quali diretto da un governatore designato dal presidente.
I servizi sociali prevedono l'assistenza gratuita per le fasce meno abbienti e un sistema di previdenza sociale che, istituito nel 1950, garantisce l'indennità di malattia e di maternità, oltre alle pensioni d'anzianità.

Marocco
Il Marocco è una monarchia costituzionale ereditaria, governata in base a una costituzione approvata da un referendum nel 1992. Il sovrano, che in base alla costituzione deve essere di sesso maschile, è il capo dello stato e delle forze armate e ha la facoltà di nominare il primo ministro e il governo, nonché quella di sciogliere l’organo legislativo. In base alla costituzione del 1972 questo, di tipo unicamerale, è composto da una Camera dei rappresentanti di 333 membri in carica sei anni; di essi, 222 sono eletti tramite suffragio universale diretto, 111 da gruppi politici e professionali locali. I governatori delle province sono di nomina reale. Il tribunale di maggiore importanza è la Corte suprema, sita a Rabat; sono presenti, inoltre, corti d’appello e tribunali locali.
I maggiori partiti politici sono l’Unione costituzionale, presente dal 1983; l’Unione socialista delle forze popolari (USFP); il Movimento popolare, gruppo conservatore fondato nel 1959; il moderato Istiqlal, la cui organizzazione risale al 1944; e il Raggruppamento nazionale degli indipendenti, di stampo monarchico, attivo dal 1978.

Libia
In base alla Costituzione del 1977 la Libia è una democrazia popolare diretta, denominata Jamahiriya o governo delle masse. Il popolo sceglie i suoi rappresentanti al Congresso generale, l'organismo delegato a eleggere i rappresentanti degli organi esecutivi: il Comitato generale del popolo e il Segretariato generale; quest'ultimo è composto da sei membri tra i quali il segretario generale che svolge le funzioni di capo dello stato. La massima autorità libica è tuttavia il colonnello Muammar al-Gheddafi, leader militare e carismatico della rivoluzione che, pur non possedendo alcuna carica, detiene effettivamente il potere politico e militare.
Lo stato è suddiviso in varie unità amministrative: 46 unità municipali e 186 congressi popolari di base. Per quanto riguarda il potere giudiziario, il sistema prevede una Corte suprema, unita a corti di prima istanza e corti d'appello.
Algeria
Secondo la Costituzione del 1989 l'Algeria è una repubblica democratica e popolare; la costituzione definisce inoltre l'assetto istituzionale del paese, stabilisce una forma di governo unicamerale e prevede l'elezione a suffragio universale del presidente (in carica per cinque anni) che ricopre anche il ruolo di comandante in capo delle forze armate. La camera di governo (o Assemblea nazionale popolare), costituita nel 1987, fu sospesa nel gennaio 1992 quando furono annullate le elezioni legislative che avevano portato alla vittoria il Fronte islamico di salvezza. Per contrastare l'ascesa del Partito fondamentalista musulmano e impedire che arrivasse al governo del paese, il potere supremo venne affidato a un Alto Consiglio di stato, diretto dal presidente della Repubblica. Per quanto riguarda il potere giudiziario le principali sedi della Corte d'appello si trovano ad Algeri, Orano e Costantina.
L'Algeria è amministrativamente suddivisa in 48 dipartimenti (wilaya), comprendenti a loro volta circa 700 comuni. Ogni dipartimento è amministrato da un governatore nominato dal governo federale. I consigli comunali hanno il compito di emanare leggi locali e di eleggere i pubblici amministratori.
Il governo algerino ha attivato una serie di servizi sociali per anziani, disabili e persone in difficoltà; ha intrapreso la riforma agraria, accelerato lo sviluppo delle opere pubbliche e la creazione di edilizia popolare. Dal 1974 allo stato compete anche l'assistenza medica che viene prestata gratuitamente a tutti i cittadini.

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