L'Africa

Materie:Appunti
Categoria:Geografia

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Testo

Idrografia:la relativa scarsità di soglie montuose consente lo sviluppo di vastissimi bacini di raccolta,che coprono il 47% della superficie del continente e le cui acque confluiscono in pochi grandi fiumi;talvolta due fiumi originano nella stessa regione seguendo poi corsi che si sviluppano in direzioni opposte:tali sono il Nilo Alberto e l'Aruwimi,il Niger e il Senegal,lo Zambesi e il Kasai,l'Orange e il Limpopo.I corsi principali sono il Nilo,che sfocia nel Mediterraneo e che con il Kagera forma un sistema fluviale molto grande,il Senegal,il Gambia,il Volta,il Congo,il Niger e l'Orange che sfociano nell'Atlantico,l'Uebi Scebeli,il Giuba,lo Zambesi e il Limpopo,che sfociano nell'oceano Indiano.Alla foce,il Nilo,il Senegal,il Niger e lo Zambesi formano estesi delta. Le depressioni costituite dalle fosse tettoniche ospitano i principali laghi:Vittoria,Tanganica,Malawi,Alberto,Turkana,Edoardo e Kivu;altri bacini lacustri sono acquitrini e paludi,a superficie variabile con le stagioni,che costituiscono aree endoreiche dove molti fiumi esauriscono il loro corso:tali sono il lago Ciad,il Bangweulu,lo Ngami e i chott dell'Atlante;tipici delle zone aride sono gli uidian,letti fluviali solitamente asciutti che raccolgono le rare precipitazioni.le principali zone senza acqua sono i deserti del Sahara e del Kalahari.
Morfologia:continente piuttosto massiccio per forma e struttura,è costituito da un rigido zoccolo di rocce cristalline archeozoiche,tagliate da faglie e intrusioni magmatiche e coperte dalle loro stesse coltri di alterazione o da strati prevalentemente orizzontali di rocce sedimentarie,continentali e marine,delle ere successive.la fossa centro-africana e la fossa orientale, arcate dall'allineamento di laghi e da manifestazioni vulcaniche.L'insieme di queste fosse,note come Grande Rift Valley africana,viene considerato uno dei principali margini divergenti tra placche litosferiche.
Economia l'economia africana si presenta nel complesso largamente dipendente dalle esportazioni di materie prime e prodotti agricoli.Ricco di risorse agricole,forestali e minerarie,distribuite tuttavia in modo squilibrato,il continente non riesce a liberarsi dal ruolo che gli ha assegnato il colonialismo, rimanendo un esportatore di materie prime e importatore di alimentari e prodotti finiti.Anche dopo il conseguimento dell'indipendenza da parte di quasi tutte le ex-colonie, la gestione delle risorse è spesso condotta da compagnie straniere,favorite dalla scarsità di esperienza.Altri paesi (Guinea, Ghana, Benin, Etiopia, Congo, Madagascar) hanno adottato regimi e pianificazioni di tipo socialista,peraltro in via di progressivo abbandono dalla fine degli anni '80;in altri è in atto un'integrazione della pianificazione socialista con le strutture tradizionali.Difficile appare comunque l'avvio di uno sviluppo generalizzato,mentre permangono la povertà,gli squilibri demografici,le diverse tensioni politiche ed etniche.A questa situazione si sottraggono la Repubblica Sudafricana e alcuni paesi nordafricani,favoriti dalla disponibilità di risorse minerarie e dallo sviluppo industriale. Le aree più popolate sono la bassa valle del Nilo, le regioni centro-orientali, le coste del Mediterraneo, del golfo di Guinea e quelle sud-orientali; le meno popolate, oltre ai deserti e alle foreste, sono le steppe orientali e quelle del Sahel. Le principali etnie sono costituite da gruppi bianchi di derivazione camitico-semitica quali i berberi e gli arabi a N del Sahara, da gruppi misti come gli etiopidi e da gruppi neri, sudanesi e bantu, quali i nilotici, i congolesi e, tra i più antichi, gli ottentotti, i boscimani e i pigmei nelle regioni centro-meridionali; nei paesi bagnati dall'oceano Indiano vi sono cospicui stanziamenti asiatici (indiani, pakistani, arabi, cinesi); i malgasci del Madagascar derivano dalla commistione di gruppi neri e malesi-indonesiani; nella regione sudafricana sono concentrati oltre 4.000.000 bianchi, discendenti di boeri e inglesi
Algeria
la parte settentrionale del territorio è costituita dalla fascia costiera (Tell), attraversata da brevi fiumi e delimitata a S dalle catene dell'Atlante che si estendono parallelamente alla costa. Si distinguono a N l'Atlante del Tell (G. Chélia, 2328 m) e a S l'Atlante Sahariano (G. Aissa, 2236 m), separati dall'altopiano degli Chott, bacini lacustri le cui acque sono rese salate dall'intensa evaporazione. Il resto del territorio è costituito dal tavolato sahariano, dove si alternano il deserto sabbioso (erg) a quello roccioso (hammada), percorsi da numerosi uidian, letti fluviali solitamente asciutti o tributari di paludi salate. A S del paese si innalza il massiccio dell'Hoggar (Tahat, 2918 m). Il clima è mediterraneo a N, arido sull'altopiano steppico, desertico a S dell'Atlante, con vegetazione limitata alle oasi. Egitto, lago di Nassar
Egitto il territorio è estremamente differenziato tra le aree desertiche (circa il 95% del totale) quelle abitate e/o coltivate, che si riducono alla valle del Nilo e al suo delta. La porzione desertica del paese è divisa in due parti dal corso del Nilo. La prima, deserto Occidentale, è un immenso tavolato, in gran parte sabbioso, solcato da numerosi alvei fluviali asciutti (uidian), interrotto da ampie depressioni, la maggiore delle quali è quella di Qattara (–134 m), nel nord del paese. Il deserto Orientale, più stretto, si rialza a E nella catena dei m. Itbay, fino ad affacciarsi per 1800 km lungo il mar Rosso, con coste in gran parte alte e rocciose. Le coste mediterranee, estese per oltre 1000 km, sono generalmente alte e rettilinee, a eccezione di quelle del delta, sabbiose e orlate di dune e paludi costiere. Alle due estremità del delta si aprono le baie di Rosetta e Mesra (a O) e di Damietta (a E). Il Nilo attraversa l'E. da S a N per circa 1500 km, scorrendo incassato in un alveo roccioso largo da 500 m a 2 km. Il fiume, famoso fin dall'antichità per le sue piene ricorrenti che apportavano fertile limo sui terreni coltivati, alimenta sistemi di canali per irrigare le fasce limitrofe. La diga alta di Assuan ha creato il lago artificiale Nasser, utilizzato a fini irrigui e idroelettrici. Il clima è prettamente desertico, con precipitazioni quasi inesistenti; le temperature presentano fortissime escursioni diurne, che si attenuano solamente in prossimità delle coste. Lungo la valle del Nilo e nel delta l'umidità è maggiore, ma le precipitazioni rimangono scarse (meno di 200 mm annui) e le temperature elevate durante gran parte dell'anno. Notevole nei mesi primaverili il ruolo del vento (in prevalenza di SE) che sposta i campi di dune e genera violente tempeste di sabbia.
Marocco il territorio è per lo più montuoso, attraversato da quattro grandi catene che si susseguono parallele dallo stretto di Gibilterra ai limiti del Sahara. Il Rif si estende ad arco lungo la costa mediterranea, raccordandosi oltre lo stretto alle catene iberiche. Seguono la catena del Medio Atlante (3340 m), quella dell'Alto Atlante, la più elevata dell'Africa estesa per oltre 700 km, e infine la catena dell'Anti Atlante, che digrada lentamente verso il tavolato sahariano. I rilievi del paese scendono bruscamente sulla costa mediterranea, alta e rocciosa, estesa per circa 500 km; si abbassano più lentamente a SO attraverso una serie di altopiani, bordati da pianure costiere, sulla costa atlantica, lunga 1800 km. La rete idrografica è formata soprattutto dai fiumi che scendono verso l'Atlantico, abbastanza lunghi ma dal regime irregolare: quasi asciutti in estate, impetuosi e ricchi di acque durante il periodo delle piogge invernali. Il clima del paese è reso vario dalla conformazione morfologica: presenta caratteristiche mediterranee a N e nella regione del Rif, oceaniche lungo la costa occidentale, mentre assume condizioni continentali nell'interno, fino a sfumare nel deserto. Le precipitazioni, discrete lungo le coste, diminuiscono rapidamente verso le aree più interne. La vegetazione è a macchia nel Rif costiero, passando gradualmente a foresta di conifere alle quote maggiori; nelle valli interne prevalgono le steppe, anche in relazione all'azione di disboscamento operata dall'uomo per praticare l'agricoltura e la pastorizia.
Niger il paese è formato da un vasto tavolato, da cui si innalzano due soli massicci: quello dell'Aïr, al centro, e l'altopiano di Djado a NE, propaggine occidentale del Tibesti. La fascia meridionale del N. è pianeggiante e digrada a SE verso la depressione del lago Ciad, a SO sulla valle del f. Niger. Il clima è desertico a N (Ténéré) e predesertico a S, interessato solo da modeste precipitazioni nei mesi estivi. In inverno spira da N il vento del deserto (harmattan). Temperature sempre elevate, con marcate escursioni nelle aree settentrionali. Il reticolo idrografico è quasi inesistente, essendo formato da fiumi stagionali (uidian). Nell'angolo sud-occidentale scorre, per una lunghezza di 500 km, il Niger. La vegetazione è data da savane arborate a S, steppa al centro e deserto al N, interrotto solo localmente da oasi.
Tunisia la morfologia del paese è varia, per il susseguirsi, da N a S, di tre regioni: una serie di rilievi montuosi, una fascia di depressioni e un bassopiano, articolato da catene minori. I rilievi del N sono la prosecuzione orientale delle catene algerine, suddivise nel Tell a N e l'Atlante a S separate dalla valle del fiume Medjerda, unico corso d'acqua perenne del paese, mentre gli altri sono tutti uidian. Al centro si apre una fascia di depressioni, occupate da distese salate, che nella stagione delle piogge si trasformano in lagune salmastre.la parte meridionale del paese assume marcatamente i connotati del deserto,con prevalenza del serir e dell'hamada.Il clima rispecchia l'andamento a fasce della morfologia: mediterraneo a N, steppico al centro e progressivamente desertico a S. La vegetazione è rigogliosa solo sui rilievi settentrionali, dove le precipitazioni sono relativamente abbondanti
Africa Occidentale: benin, burkina faso, capo verde, costa d’avorio, gambia, ghana, guinea, guinea-bissau, liberia, nigeria, senegal, sierra leone, togo
Senegal la morfologia è quasi interamente pianeggiante, se si eccettuano modesti affioramenti cristallini nel SE e gli edifici vulcanici che formano la penisola di Capo Verde. Le coste, basse e sabbiose nel tratto settentrionale, divengono articolate a S della cap., bordate di frequenti lagune costiere. La rete idrografica si articola su tre fiumi principali: il Senegal, che traccia interamente il confine con la Mauritania; il Gambia, che per buona parte rientra nello stato omon.; il Casamance all'estremo S, che sfocia attraverso un profondo estuario. Gli altri corsi d'acqua del paese hanno tutti carattere stagionale. Il clima del paese varia da zona a zona: predesertico al N (400 mm annui di pioggia), soggetto a un processo di desertificazione; a savana nella parte centrale e più marcatamente subequatoriale a S, nella regione del Casamance, dove si raggiungono i 2000 mm di pioggia. Le escursioni termiche si accentuano dalla fascia costiera verso l'interno. La vegetazione segue le variazioni climatiche, passando dalla steppa, a N, alla foresta all'estremo S.
Nigeria il territorio del paese è occupato quasi per intero da un vasto altopiano di rocce antichissime, alto in media 1000 m, nettamente inciso dalle valli del Niger e del suo maggiore affluente, il Benue, che assieme disegnano una sorta di gigantesca `Y'. A sud l'altopiano scende bruscamente sulla pianura costiera, dominata dall'imponente delta del Niger; a NE l'altopiano digrada verso la depressione occupata dal lago Ciad. Il reticolato idrografico, dominato da Niger e Benue, è altresì ricco di affluenti minori dei due fiumi, oltre a corsi d'acqua che scendono direttamente in oceano o, in direzione opposta, alimentano il lago Ciad. Le notevoli dimensioni del paese causano una considerevole varietà climatica, con influssi prevalentemente marittimi lungo la costa (deboli escursioni termiche, elevata piovosità) e continentali nell'interno. Le precipitazioni seguono il tipico andamento della fascia subequatoriale-tropicale. I paesaggi variano quindi con regolarità dalla foresta pluviale dell'estremo S, alle savane, fino alle steppe del N, cui si aggiungono le formazioni a mangrovie delle coste paludose.
Africa equatoriale: camerun, congo, gabon, guinea-equatoriale, repubblica centafricana, sao tome e principe, zaire. Sulla fascia equatoriale, l’africa è occupata in gran parte dal bacino del fiume Congo o Zaire
Zaire il territorio si identifica in gran parte col bacino idrografico del fiume omonimo. Morfologicamente il paese corrisponde a un vastissimo tavolato, alto in media 500 m, che si eleva gradualmente ai margini meridionali, fino a una altezza media di 1000-1500 m. Solo a E si innalzano vere catene montuose, in relazione alla presenza, lungo il confine, del ramo occidentale della grande Rift Valley est-africana. Qui si raggiungono quote medie di 2000 m, che localmente superano, in corrispondenza dei maggiori massicci vulcanici, i 4000 m (Ruwenzori, 5119 m, Karisimbi, 4507 m). Sul confine orientale si hanno inoltre i maggiori laghi del paese, generalmente divisi con gli stati limitrofi: Tanganica, Kivu, Edoardo (o Rutanzige), Alberto (o Mobutu). All'interno del territorio mancano altri bacini lacustri di rilievo, se si eccettua il lago Mai-Ndombe, a NE di Kinshasa. La rete idrografica è dominata dal Congo. Il fiume nasce nello Shaba col nome di Lualaba, e raccoglie le acque di numerosi affluenti (il Luvua, emissario del lago Mweru, e il Lukuga, emissario del lago Tanganica); a cavallo dell'equatore descrive un ampio cerchio, ricevendo poi da destra le acque dell'Oubangui e da sinistra quelle del Kasai; successivamente si allarga a formare un lago (Malebo) tra le città di Kinshasa e Brazzaville, quindi scende attraverso una lunga serie di cateratte (cascate Livingstone) alla foce, caratterizzata da un profondo estuario. Il clima del paese è essenzialmente equatoriale, caldo e ricco di precipitazioni con due stagioni piovose (primavera e autunno) nella fascia centrale, mentre a S si passa gradualmente a un clima tropicale, con un prolungato periodo di siccità durante l'inverno australe. L'abbondanza delle piogge (1200 mm annui in media, con valori più elevati al centro e sui rilievi orientali), favorisce la crescita di una ricca foresta pluviale, estesa sul 40% della superficie totale. Al S si passa gradualmente alla savana arborata e alla savana asciutta.

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