L'Africa

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L'Africa
Ad opera di:
Riccardo Oliva, Simone Ostorero, Dario Tessa e Luca Veldorale
L'Africa è grande tre volte l'Europa. Ha la forma di un triangolo bagnato a nord dal Mar Mediterraneo, a est dal Mar Rosso e dall'Oceano Indiano, a ovest dall'Oceano Atlantico.
Caratteristiche fisiche.
Le coste e le isole.
Le coste dell'Africa sono poco articolate e l'unica sporgenza rilevante è la Penisola Somala, ad est; nell'Oceano Atlantico si ricorda l'ampio ed apertissimo Golfo di Guinea. Le isole sono poche e non grandi, ad eccezione del Madagascar, nell'Oceano Indiano (quarta isola nel mondo per superficie).
I rilievi.
L'Africa è in gran parte costituita da altipiani più o meno elevati, dalla caratteristica forma a tavolato. Rare sono quindi le catene montuose. Nella fascia settentrionale troviamo la catena dell'Atlante ed ad est l'Altopiano Etiopico. A sud di questo, imponenti fenomeni geologici hanno determinato la formazione di una lunga vallata che si sta ancora allargando (la Rift Valley) e di grandi montagne d'origine vulcanica come il Kenya ed il Kilimangiaro. All'estremo sud i tavolati terminano con la catena dei Monti dei Draghi.
Le acque interne.
Un quinto del continente è occupato dal più gran deserto del mondo, il Sahara, che si estende dall'Oceano Atlantico al Mar Rosso ( 7 milioni di Kmq ). I corsi d'acqua più importanti sono il Nilo (il più lungo del mondo), l'unico grande fiume africano che sfocia nel Mediterraneo; il Congo-Zaire sfocia nell'Atlantico; il Niger, che si getta nel Golfo di Guinea; lo Zambesi, che sfocia nell'Oceano Indiano.
Grandi laghi profondi e dalla forma allungata (Malawi, Tanganica, Alberto) occupano la Rift Valley; accanto ad essi si trova il grande Lago Vittoria; il Ciad, più che un lago, è una distesa palustre che occupa la conca omonima.
L'ambiente.
L'ambiente africano è caratterizzato dalla presenza di fasce climatiche parallele, che si ripetono specularmente verso nord e verso sud a partire dalle regioni equatoriali, poste al centro del continente. Sopra e sotto a questa fascia centrale si trovano le fasce della savana umida, della savana arida e le regioni desertiche; le uniche aree a clima temperato sono presenti alle estremità settentrionale e meridionale dell'Africa.
Il ricchissimo patrimonio naturalistico del continente è minacciato dal sovrappopolamento ed all'espansione delle attività economiche e delle aree protette. In Sudafrica si trova il Parco Nazionale Kruger, il quale ospita particolari specie vegetali (baobab, ebano del Transvaal) ed animali (rinoceronte bianco, antilopi). In Tanzania si trova il Parco di Serengeti popolato da molte specie animali (elefanti, leoni, leopardi, iene, sciacalli e numerosissimi uccelli).
Importante è il Parco Nazionale del Kilimangiaro, caratterizzato dalle diverse fasce di vegetazione che si succedono lungo le pendici del monte fino alla sua vetta.
Le risorse.
Alcune aree del continente africano sono molto ricche di risorse naturali. I paesi dell'Africa Mediterranea e la Nigeria possono contare su ingenti riserve petrolifere e il Niger è il quarto produttore mondiale di uranio.
Le aree del Golfo di Guinea e le regioni della fascia equatoriale ed australe sono ricche di foreste, intensamente sfruttate. Notevolissime sono anche le risorse minerarie (metalli preziosi, rame, diamanti, nichel ed uranio) ed il Sudafrica può contare su abbondanti giacimenti di ogni tipo, in particolare di oro, diamanti ed uranio. Le foreste orientali del Madagascar forniscono legnami pregiati.
Gran parte dell'Africa è afflitta da una grave e persistente condizione di sottosviluppo; in moltissimi paesi africani la produzione del reddito dipende quasi interamente dall'esportazione di materie prime, i cui prezzi sono però fissati dalle imprese dei paesi industrializzati che le importano. E poiché anche i mercati dei prodotti finiti sono dominati dalle imprese occidentali, i paesi africani sono costretti a pagare ad alto prezzo i prodotti industriali che importano.
La storia.
Della civiltà nordafricana si hanno in Egitto testimonianze monumentali ed artistiche stupende, alcune delle quali risalenti al III millennio a.C. , mentre dell'Africa nera le informazioni storiche sono state ricavate in buona parte dallo studio delle tradizioni orali ed i ritrovamenti archeologici sono scarsi.
Le antiche civiltà africane.
La struttura cittadina e l'economia commerciale furono quasi sconosciute nell'Africa centrale e meridionale. In molte regioni, il centro della vita è ancora oggi il villaggio e la base della struttura sociale è la tribù.
Spesso, nel corso dei secoli, le tribù si riunirono in confederazioni, o furono unificate dalla conquista di popoli che arrivavano da regioni lontane. Nacquero così alcuni regni autonomi, come quello del Ghana, di Lunda e dello Zimbabwe.
Il regno del Ghana (VIII-IX secolo d.C.) si estendeva nella vasta area compresa tra il Mali, il Senegal ed il Benin, sul Golfo di Guinea; la struttura urbana era abbastanza sviluppata e l'economia si basava sullo sfruttamento delle miniere (oro, rame, sale) e sul commercio di prodotti tropicali (avorio, pelli, noci di cola).
Il regno Lunda fiorì nel XVII-XVIII secolo nella regione vicina alla foce del Congo, nell'attuale Angola settentrionale.
Il regno Monomotapa si sviluppò invece tra il XV ed il XVIII secolo in una vasta area compresa tra il fiume Zambesi e la regione del Transvaal; la sua capitale, Zimbabwe, forniva sin dal Medioevo minerali all'Europa.
L'esplorazione e la colonizzazione del continente.
Gli antichi europei conobbero bene solo il lembo settentrionale dell'Africa, affacciato sul Mediterraneo.
L'esplorazione delle coste occidentali al di là delle "Colonne d'Ercole" (lo stretto di Gibilterra) iniziò solo nel XII secolo per opera dei genovesi e divenne sistematica nel XV secolo con le grandi spedizioni dei navigatori portoghesi. In seguito, stabilirono basi sulle coste dell'Africa anche gli inglesi, i francesi e gli olandesi; a nord, gli spagnoli si erano impadroniti delle isole Canarie ed erano sbarcati sulla costa marocchina. Per molto tempo la conoscenza dell'Africa rimase limitata alle zone costiere; lo sfruttamento di queste regioni fu però molto intenso e spietato (pratica del "commercio triangolare" e la tratta degli schiavi). Solo nel XIX secolo gli eserciti coloniali penetrarono nell'interno del continente risalendo il corso dei fiumi.
Nel 1885 si tenne a Berlino una conferenza internazionale nella quale i paesi colonialisti europei si spartirono a tavolino i territori del continente africano.
Nel 1939 esistevano in Africa soltanto tre stati formalmente autonomi: l'Egitto, la Liberia e L'Unione Sudafricana.
Le difficoltà della decolonizzazione.
La "decolonizzazione" fu un periodo relativamente breve ma segnato da guerre sanguinose.
Dopo la Libia, quasi tutti i paesi africani divennero sovrani tra il 1956 ed il 1964. Quasi tutti questi paesi, però, mancano di solide tradizioni unitarie, politiche e culturali. Lo stesso concetto di "stato" è in gran parte estraneo a società fondate sui valori e le tradizioni della tribù.
Ecco perché, dopo l'indipendenza, si sono succeduti fino ai giorni nostri tanti conflitti e guerre civili.
L'AFRICA MEDITERRANEA
L'Africa mediterranea comprende il Marocco, l’Algeria, la Tunisia, la Libia e l’Egitto.
All’interno della regione spicca per unità geografica e culturale l’area del Maghreb, formata da Marocco, Algeria, Tunisia ed in parte Libia; l’Egitto, pur appartenendo anch’esso al mondo arabo-islamico, ha caratteri ambientali e culturali propri, che ne fanno un’area di transizione tra Occidente (Maghreb) ed Oriente (Mashreq).
Caratteristiche fisiche.
L’Africa settentrionale si affaccia a nord sul Mar Mediterraneo, a ovest sull’Oceano Atlantico ed ad est sul Mar Rosso.
A nord-ovest troviamo la catena montuosa dell’Atlante, che si estende in Marocco, Algeria e Tunisia; al centro si torva il Deserto Libico; ad oriente, in Egitto, vi è la valle fertile del Nilo. A sud di tutta la regione vi è l’immenso deserto del Sahara.
Le coste e le isole.
Le coste, basse e sabbiose sull’Atlantico, diventano poi alte e rocciose sul Mediterraneo, con un andamento piuttosto rettilineo fino alla Tunisia. Qui diventano frastagliate, basse e sabbiose.
Il litorale egiziano è interrotto dal vasto delta del Nilo, caratterizzato dalla presenza di numerose lagune.
Sul Mar Rosso le coste sono prevalentemente alte e scoscese.
I rilievi.
La catena montuosa più importante è quella dell’Atlante. Essa è caratterizzata da fasci di catene parallele (Medio, Alto, Anti Atlante ed Atlante del Tell), tra cui si estendono altipiani disseminati di laghi salmastri (chott); le cime più alte (Toubkal 4165 m) si trovano in Marocco.
Prevalentemente montuosa è anche la zona del Sinai, in Egitto.
Il deserto.
Gran parte della Libia, dell’Algeria e dell’Egitto è costituita dal deserto del Sahara, che occupa il sud del Marocco e sfiora la Tunisia meridionale.
All’interno del Sahara, che è alto in media dai 300 agli 800 m si possono trovare massicci isolati che superano i 3400 metri. In Algeria è caratterizzato da due tipi di paesaggio: l’erg, deserto di sabbia, e l’hamada, il deserto roccioso. In Libia si aggiunge il seir, una superficie pianeggiante coperta di ciottolame.
Il deserto è ricco di acque sotterranee, che a volte affiorano nelle oasi.
Le acque interne.
Ad esclusione del Nilo la rete idrografica dell’Africa settentrionale è molto scarsa.
Il clima.
Sulla costa del Marocco, dell’Algeria e della Tunisia vi è un clima mediterraneo, mentre nel deserto vi è un clima caratterizzato da forti escursioni termiche. Che vanno dai 45-50° diurni, ai –10 notturni. Caratteristico del Sahara è il ghibli, un vento caldo e secco che soffia da sud trasportando una sabbia finissima.
L’ambiente.
Il problema ambientale più grave è quello della desertificazione, ovverosia l’avanzamento del deserto.
L’Africa settentrionale soffre poi del problema dell’inquinamento, che colpisce anche le già scarse risorse idriche.
La popolazione.
La religione.
L’Islam è la religione dominante; a differenza del Medio Oriente, i contrasti tra i diversi riti islamici e le varie sette hanno scarso peso.
Solo in Egitto vi è una forte minoranza religiosa: il 15% appartiene alla religione copta, la più numerosa comunità religiosa dell’Africa settentrionale.
Dopo la decolonizzazione, l’Islam ha svolto un ruolo decisivo per rafforzare l’identità politica e culturale dei paesi nordafricani. In Algeria ed in Egitto sono sorti vari movimenti “integralisti”, che rifiutano i valori e le istituzioni politiche dell’Occidente; alcuni di essi utilizzano anche la violenza terroristica per instaurare uno stato confessionale in cui la legge coranica diventa legge di stato.
Il Maghreb.
I paesi dell’Atlante, Marocco, Tunisia ed Algeria, insieme a Libia e Mauritania, formano il “Grande Maghreb”. L’Egitto, a causa della sua posizione geografica, può essere considerato un’area di transizione tra Maghreb e Mashreq.
I berberi.
Sono un forte ceppo etnico che caratterizza il Maghreb. Essi si autodefiniscono imazighen (=uomini liberi), fieri dell’indipendenza che li ha visti resistere per secoli alle invasioni di Fenici, Romani e Vandali, per poi cedere, ma solo in parte, all’avanzata degli Arabi. Oggi i berberi sono quasi tutti arabizzati, ma sopravvivono forti minoranze di berberi puri in Marocco ed in Algeria.
Economia.
Circa i 2/3 degli scambi commerciali vengono effettuati con L’Unione Europea, a causa del precedente colonialismo. Negli ultimi anni si è cercato di affiancare delle nuove attività economiche (soprattutto lo sfruttamento minerario) a quelle tradizionali. Sono sorte così attività legate al petrolio ed ai fosfati.
La crescita demografica.
Il pieno decollo economico del nordafrica è ostacolato dall’incontrollata crescita demografica, che continua ad aumentare ad un ritmo nettamente superiore a quello con cui crescono la produzione agricola e la ricchezza nazionale.
Tale condizione obbliga la gente ad emigrare in cerca di migliori condizioni di vita.
Lo squilibrio tra fascia costiera ed entroterra.
Oltre alla crescita demografica, l’Africa deve fare i conti con un esodo di massa dalla periferia (le campagne) alle zone urbane (costiere), che costringe la popolazione immigrante a vivere in improvvisate bidonville.
Nazioni e capitali.
La capitale dell’Algeria è Algeri.
La capitale del Marocco è Rabat.
La capitale della Tunisia è Tunisi.
La capitale della Libia è Tripoli.
La capitale dell’Egitto è Il Cairo.
Marocco: oasi e montagne
Il Marocco offre un insolito abbinamento di montagna e deserto con ambienti geografici ed umani assolutamente opposti.
In questo paese vi sono immense vallate incontaminate dove la vita trascorre come nel Medioevo.
Marrakech deve la sua prosperità alle sue centocinquantamila palme, oltre che all'ingegnoso sistema d'irrigazione.
Marrakech è la porta del grande Sud, che da sempre ha inviato in città i suoi uomini ed i suoi prodotti. Confrontata con Fes, bianca e verdeggiante, Marrakech è rossa e sabbiosa.
La sua medina è la più colorata del Marocco.
Nelle zone più interne, riservate alle attività tradizionali, le lavorazioni si compiono con tecniche spesso ancora assai primitive.
Questa città è anche celebre per i suoi monumenti: i palazzi, le università, le moschee con i loro mosaici verdi, blu e azzurri, i marmi intagliati ed i legni di cedro scolpiti e dipinti, le fresche fontane ed i giardini che danno un'idea della civiltà di questo Paese, che per tutto il Medioevo vantò una cultura certamente più avanzata di quella europea.
Del passato di Marrakech (cioè di quando le carovane trasportavano le spezie, l'oro e gli schiavi del sud) restano solo le alte mura merlate della residenza del pascià, una cittadella imprendibile ricca di sontuose decorazioni.
L'economia del paese è fortemente autarchica. All'ombra delle palme cresce di tutto, dai cereali alla frutta, mentre il pascolo consente la pastorizia (cammelli e piccole capre nere).
Caratteristiche del paesaggio sono le immense distese di oasi, casbe e tutto intorno il deserto.
Nei villaggi del Marocco si possono trovare splendidi tappeti e vasellame.
Fes, l'altra capitale del Marocco, è ricca di splendidi monumenti (vanta quattordici università e trecentoventi moschee) sparsi nei due quartieri storici, un intrico di viuzze in cui è pressoché impossibile orientarsi.
Tipico di questa città è il quartiere dei tintori, il maggior complesso di tutta l'Africa.
IL SAHEL ED IL GOLFO DI GUINEA
In questa parte d'Africa si contrappongono l'aridità e lo spopolamento del Sahel, e le terre verdi e fertili che degradano verso la costa atlantica del Golfo di Guinea.
Caratteristiche fisiche.
In questa regione si possono distinguere due aree con caratteri fisici diversi: il Sahel e l'area del Golfo di Guinea.
L'area del Sahel è semidesertica e si affaccia sul deserto del Sahara, mentre quella del Golfo di Guinea è per lo più pianeggiante. Le pianure costiere alluvionali sono state create dall'azione di alcuni grandi fiumi come il Senegal, il Volta ed il Niger.
Le coste e le isole.
Le coste sono basse e dritte, spesso acquitrinose, ricche di cordoni litorali e lagune.
Le acque interne.
Il Sahel è molto povero di corsi d'acqua; si possono ricordare il Niger ed il Lago Ciad.
Più ricca di acque è l'area del Golfo di Guinea.
Il clima.
Il Sahel ha un clima molto arido, mentre la zona del Golfo di Guinea è caratterizzata da una piovosità abbondante e da temperature elevate.
L'ambiente.
Il principale problema del Sahel è l'avanzata del deserto, mentre nella regione del Golfo di Guinea vi è un eccessivo disboscamento.
La popolazione.
L'area del Sahel è abitata a nord da popolazioni di religione musulmana e generalmente nomadi.
La lingua ufficiale è il francese.
L'economia.
L'economia del Paese è molto arretrata: le uniche attività possibili sono la pastorizia nomade e, quando il livello delle piogge lo consente, un'agricoltura itinerante.
I prodotti sono cacao, caffè, tè, olio di palma ed arachidi, destinati all'esportazione.
LA NIGERIA
L'ex capitale Lagos è il maggior porto del paese, mentre la nuova capitale è Abuja.

L'AFRICA CENTRALE
Caratteristiche fisiche.
L’Africa Centrale comprende tre grandi aree: ad ovest il bacino del Congo-Zaire, al centro il bacino dell’alto Nilo e la regione dei Grandi Laghi ed ad est il Corno d’Africa.
Le coste e le isole.
Le coste dell’Africa Centrale sono in genere basse e poco articolate.
I rilievi.
Il bacino del Congo-Zaire è delimitato a nord ed a sud, da vari altipiani coperti dalla savana. Uno dei più importanti è lo Shaba, nella fascia meridionale, ricco di giacimenti minerari.
Nell’area centro-orientale si estende il vasto Altopiano Etiopico, costituito da colate basaltiche. Esso digrada lentamente a ovest verso il Sudan, mentre scende ripido ad est nella depressione della Dancalia.
I maggiori rilievi africani, tutti di origine vulcanica, sono: il Kilimangiaro ed il Ruwenzori.
Le acque interne.
Dalla regione dei Grandi Laghi nasce il Nilo, il fiume più lungo della Terra, che attraversa buona parte dell’Africa centro-orientale.
Il secondo fra i maggiori fiumi africani è il Congo-Zaire, che nasce dallo Shaba e sfocia nell’Atlantico con un ampio estuario.
Nell’Africa centro-orientale si trovano alcuni dei maggiori laghi del continente, che si sono formati sul fondo delle grandi fosse ed hanno quindi forma stretta ed allungata.
Il clima.
Il bacino del Congo-Zaire presenta un clima equatoriale che favorisce lo sviluppo della foresta pluviale. Sugli altipiani a nord ed a sud del bacino del Congo-Zaire predomina un clima tropicale: è questo l’ambiente della savana, che diventa più arido a mano a mano che si procede verso i tropici.
L’ambiente.
In molte regioni il disboscamento, l’espandersi delle coltivazioni e la caccia indiscriminata hanno provocato una drastica riduzione della flora e della fauna, tanto che alcune specie sono alla soglia dell’estinzione.
Per tutelare gli ecosistemi alcuni paesi hanno istituito parchi e riserve naturali.
La popolazione.
Il territorio era frazionato in una miriade di zone, ciascuna sotto il controllo di una tribù. La mancanza di identità nazionali facilitò, in parte, nel secolo scorso, la conquista dei territori da parte delle potenze coloniali europee, che crearono nuove “unità politiche” senza tenere conto degli aspetti etnici e sociali delle popolazioni presenti. Da ciò derivano molti dei conflitti che travagliano i paesi africani anche dopo l’indipendenza.
L’economia.
Nelle regioni centrali, così ricche di risorse minerarie e di petrolio, buona parte delle attività estrattive è gestita dalle ex potenze coloniali e l’agricoltura più produttiva è quella di piantagione.
LO ZAIRE
La capitale Kinshasa è il nodo primario per i traffici verso l’interno.

IL KENYA
La capitale Nairobi è un importante centro commerciale; situata sull’altopiano attira per questo molti turisti.
L’ETIOPIA
La capitale Addis Abeba è il principale centro economico e politico del paese.
AFRICA MERIDIONALE
L'Africa Meridionale o Australe comprende dieci stati di terraferma e quattro insulari. Uno di essi prevale su tutti gli altri: il Sudafrica è infatti l'unico paese africano dotato di un sistema economico sviluppato.
Caratteristiche fisiche.
L'Africa meridionale può essere suddivisa in quattro grandi aree: il deserto del Kalahari, l'imponente sistema di altipiani che lo circonda, le fasce pianeggianti lungo la costa occidentale ed orientale, gli arcipelaghi dell'Oceano Indiano.
Le coste e le isole.
Le coste sono per lo più basse e poco articolate. Al largo della costa orientale si trovano il Madagascar, gli arcipelaghi delle Comore e delle Seychelles e l'isola Maurizio.
Nell'Oceano Atlantico si trova l'Isola di Sant' Elena.
Le montagne.
La maggior parte dell'Africa Meridionale è occupata da altipiani di antica formazione; verso sud-est formano la catena dei Monti dei Draghi (3500 metri).
Le acque interne.
Lo Zambesi è il maggior fiume dell'Africa Meridionale; nasce in territorio zairese, attraversa l'Angola e nello Zambia forma le cascate Vittoria.
L'Orange nasce dalla catena dei Monti dei Draghi e sfocia nell'Oceano Atlantico.
In Sudafrica scorre il Limpopo che sfocia nell'Oceano Indiano.
Il lago più esteso della regione è il Malawi.
Il clima.
Il clima della regione è generalmente tropicale.
Verso sud le precipitazioni diminuiscono e le foreste lasciano il posto alla savana.
Più a sud e verso est il clima è tropicale temperato.
La parte più meridionale è caratterizzata da un clima di tipo mediterraneo.
L'ambiente.
Nell'Africa Meridionale vi sono numerose aree protette.
La popolazione.
Il popolamento dell'Africa Meridionale è stato profondamente influenzato dall'arrivo degli europei che hanno colonizzato la regione assoggettando le popolazioni locali.
Attualmente la maggioranza degli abitanti appartiene al gruppo bantu.
In Sudafrica vive da tempo una forte minoranza di bianchi che da anni ha privato i neri dei diritti politici e civili, dando vita ad un regime di segregazione razziale (apartheid).
Grazie anche allo sfruttamento della manodopera nera, il Sudafrica bianco si è sviluppato economicamente e si è dotato di infrastrutture moderne e di servizi avanzati a livello europeo.
L'economia.
La risorsa principale dell'Africa Meridionale è l'agricoltura.
Quasi tutti i paesi dell'Africa Meridionale possiedono notevoli risorse minerarie (oro, argento, rame, piombo).
Tranne che in Sudafrica, queste risorse vengono in massima parte esportate allo stato grezzo, a causa dell'insufficienza degli impianti industriali di lavorazione ed a prezzi bassi, poiché sono fissati in pratica dai compratori occidentali.
L'industria è poco sviluppata.
IL SUDAFRICA
Ricco di risorse minerarie, dotato di moderne infrastrutture, abitato da una consistente minoranza di bianchi, il Sudafrica rappresenta un caso fra gli Stati del continente. Il paese è stato per molti anni dilaniato dai conflitti tra bianchi e neri determinati dal regime di apartheid, superati solo nel 1991-94.
La storia.
I primi insediamenti europei nella regione risalgono alla seconda metà del XVII secolo, quando alcuni coloni olandesi (boeri) sbarcarono vicino al Capo di Buona Speranza. A questi si aggiunsero coloni inglesi che provocarono la migrazione dei boeri verso l’interno. A seguito della guerra anglo-boera (1899-1902), vinta dagli inglesi, l’oligarchia privò i neri dei diritti politici e civili, ed impose un regime di segregazione razziale (apartheid). Solo nel 1990 i neri ottengono alcune concessioni e nel 1993 il parlamento promuove la nuova costituzione, che riconosce pari diritti a bianchi e neri.
La popolazione.
La popolazione è composta da neri, bianchi di origine europea, meticci ed asiatici, in prevalenza indiani.
La lingua.
Le lingue ufficiali sono l’afrikaans, un idioma di origine olandese, e l’inglese.
La religione.
I bianchi sono in maggioranza di religione cristiana protestante; anche i neri ed i meticci sono cristiani, ma numerosi sono i culti animisti; gli asiatici sono di religione induista o musulmana.
Le città principali.
Johannesburg è il principale polo economico.
Pretoria è la capitale amministrativa dello stato e sede del governo.
Città del Capo, importante centro industriale vicino al Capo di Buona Speranza, è invece la capitale legislativa.
Durban, il maggiore scalo sudafricano, è uno dei porti più attrezzati del mondo.
I neri hanno finora vissuto nei quartieri-ghetto alle periferie delle città, come Soweto, nei pressi di Johannesburg.
L’economia.
Il Sudafrica è il paese più ricco ed industrializzato del continente africano.
I settori economici gestiti dai bianchi sono sviluppati e molto produttivi, mentre quelli dei neri sono primitivi. I bianchi infatti occupano quasi tutte le posizioni dirigenziali e di controllo.
L’agricoltura.
I metodi di lavoro sono molto arretrati e l’agricoltura è praticata su terreni poveri ed aridi. L’agricoltura di piantagione è invece altamente meccanizzata. Nelle zone costiere le condizioni climatiche favorevoli permettono la coltivazione di canna da zucchero, frutta, ortaggi, tabacco e viti. Nelle aree interne si coltivano cotone, cereali e piante oleaginose.
Importanti sono anche l’allevamento di ovini e la pesca di sardine, sgombri, merluzzi ed acciughe.
L’industria.
Il Sudafrica dispone di ingenti risorse minerarie (oro, di cui il Sudafrica è il primo produttore mondiale, diamanti, platino, ferro, uranio, cromo, manganese, vanadio, nichel, carbone, ecc.).
Per soddisfare il fabbisogno energetico interno, il Sudafrica fa ricorso a consistenti importazioni di petrolio.
Sviluppate sono l’industria siderurgica, metallurgica, meccanica (automobili, navi, aerei), tessile (cotone, lana) e alimentare (zuccherifici).
I servizi.
Il terziario è sviluppato nel settore commerciale e nel traffico aereo. Il Sudafrica esporta materie prime, macchinari, prodotti alimentari e chimici, ed importa prodotti manifatturieri.
L'ANGOLA
Capitale dello stato è Luanda, importante centro portuale ed industriale.
LO ZAMBIA
Capitale dello stato è Lusaka, principale centro industriale e commerciale del paese.
IL BOTSWANA
Nell’Africa turbolenta e povera c’è un’isola felice e poco conosciuta, incastonata nelle regioni meridionali; è il Botswana, un paese che vanta molti aspetti positivi:
- è ricco: il Botswana è il terzo produttore di diamanti al mondo per numero di carati ed il più importante per valore;
- è poco popolato;
- è dotato di uno straordinario patrimonio naturale;
- è politicamente stabile.
Subito dopo l’indipendenza venne scoperto il grande giacimento minerario di Orapa, gestito alla pari tra il governo del Botswana ed il gigante minerario sudafricano De Beers.
Caratteristiche fisiche.
La savana si estende per buona parte nella regione settentrionale del Botswana, dove le sabbie del Kalahari (rivestono l’ottanta per cento del Paese) sono un poco più abbondantemente bagnate dalla pioggia.
Nella parte centrale del Kalahari, per la quantità di pioggia e la presenza di acqua sotterranea, le dune di sabbia rossa sono trattenute da un'estesa macchia a prevalenza di acacie.
Le acque interne.
Nell’arco dei millenni i sommovimenti della crosta terrestre hanno costretto un grande corso d’acqua a perdersi nelle sconfinate sabbie del Kalahari senza poter raggiungere l’oceano. Ne è nato “un mare di terra ed una terra d’acqua”, che costituisce una delle meraviglie naturali del mondo.
Questo corso d’acqua è l’Okavango nasce nelle montagne dell’Angola ed in corrispondenza del confine tra Botswana e Namibia, anziché dirigersi verso l’oceano Atlantico, si inoltra verso sud-est alla vana ricerca dell’Oceano Indiano. L’acqua quindi si apre a ventaglio nelle sabbie di deserto e savana arida.
L’annuale ritmico, avanzare e ritirarsi, del fiume, disegna un sorprendente mosaico di habitat diversi.
Il clima.
D’estate il caldo è umido ed opprimente, mentre in inverno il sole è splendente e l’aria è secca.
Popolazione.
La densità di popolazione è talmente bassa che è possibile per giorni senza incontrare nessuno.
Il Paese appartiene al modo di essere degli Tswana, il gruppo etnico più numeroso che dà il nome al Paese (Botswana vuol dire “il luogo dove abitano gli Tswana”): la lingua nazionale è di origine bantù.
I boscimani, dopo essere stati cacciati dai territori più facili da colonizzare (quelli favorevoli all’agricoltura ed al pascolo), si sono adattati agli spazi estremi dei deserti, vivendo della carne degli animali, dissetandosi dei vegetali nati dalle sabbie e fabbricando gioielli ed utensili.
I San sono l’unica popolazione che nella storia dell’Africa ha vissuto così a lungo in un ambiente senza deteriorarlo o cambiarlo; dal sangue e dalle interiora degli animali ricavano parte dei liquidi, dalla carne le proteine, dalle pelli quello che indossano e materiale per gli utensili.
Le piante sono la base dell’alimentazione; da esse ricavano anche le medicine.
Api e miele sono molto importanti per la loro vita.
BIBLIOGRAFIA
- Luciano Aleotti, "Il libro Garzanti della Geografia 3, I Paesi extraeuropei verso il 2000" – Garzanti Editore
- Luisa Monti ed Enrico Sturani, "La terra dell'uomo" – Principato Editore
- Egidio Gavazzi, "Airone" – Editoriale Giorgio Mondadori
- Lorenzo Camusso e Francesco Vallardi, "Paesi" – Edizioni Vallardi

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