Israele

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Testo

Israele

Economia
Sebbene negli anni Settanta e Ottanta l’economia israeliana fosse caratterizzata da un altissimo tasso di inflazione e da un cronico squilibrio della bilancia commerciale – soprattutto a causa degli ostacoli posti dalle spese di carattere militare e dall’assorbimento di continue ondate immigratorie – nella prima metà degli anni Novanta la situazione si è discretamente ristabilita e vi è stato un innalzamento generale delle condizioni di vita, che si è avvicinato agli standard dell’Europa occidentale. Il prodotto interno lordo pro capite ammonta a 14.410 dollari USA (1994).
Agricoltura

L’agricoltura fa fronte a circa i tre quarti del fabbisogno di cibo del paese e alcuni prodotti – perlopiù agrumi e uova – vengono esportati. Tra le colture più importanti si citano arance, pomodori, patate, viti, cereali, diverse varietà di frutta, tabacco e cotone. L’allevamento, di grande rilievo, si avvale perlopiù di bovini, ovini, caprini e animali da cortile. Il successo del settore agricolo israeliano è stato reso possibile dalla fiducia verso la ricerca scientifica e i metodi di tecnologia avanzata, che hanno permesso di compiere vaste opere di bonifica e di mettere in atto ambiziosi programmi di irrigazione (come l’acquedotto Kinneret-Negev, che trasporta l’acqua del lago di Tiberiade fino alle zone desertiche del sud), rendendo fertili territori prima inutilizzabili.
Le forme di colonizzazione agricola si suddividono in tre categorie principali. Negli insediamenti collettivistici (kibbutz) i componenti non ricevono un compenso in denaro ma prelevano dalle disponibilità comuni tutto ciò di cui hanno bisogno; in quelli di tipo cooperativo (moshav) ogni fattoria lavora separatamente, ma il prodotto ottenuto viene commercializzato in comune con le altre dello stesso villaggio; le moshava (piccole fattorie), infine, sono gestite da imprenditori privati. I primi due tipi si avvalgono di terre in affitto di proprietà delle varie organizzazioni colonizzatrici, tra le quali spicca il Fondo nazionale ebraico.
Risorse forestali e pesca
Gran parte dei programmi di bonifica e di conservazione attuati dal governo israeliano riguarda il rimboschimento, specie nelle zone collinari; nei primi anni Novanta le foreste coprivano il 6% del territorio del paese. La pesca è tutt’altro che trascurabile e oltre la metà del pescato consiste in pesce d’acqua dolce proveniente da allevamenti.
Industria

L’industria estrattiva israeliana sfrutta le considerevoli risorse minerarie del paese. Nonostante nella zona desertica del Negev siano presenti alcuni giacimenti di rame, minerali ferrosi, manganese, granito, marmo e mica, i prodotti maggiormente redditizi sono petrolio, gas naturale, fosfati, nonché le grandi quantità di potassa, bromo e magnesio estratti dai depositi salini del mar Morto.
Le fabbriche sono situate perlopiù nei dintorni di Haifa e Tel Aviv-Giaffa, anche se un grande complesso industriale è in via di sviluppo nei pressi del nuovo centro portuale di Ashdod. I principali settori sono quelli alimentare (tra cui vino e olio d’oliva), chimico, petrolchimico, tessile, metallurgico, elettronico, nonché della produzione di tabacco, abbigliamento, materiali da costruzione, strumenti di precisione, cemento e lavorazione dei diamanti.
Flussi monetari e commercio
L’unità monetaria è il nuovo sciclo (sheqel), diviso in 100 agorot ed emesso dall’unica banca statale, il Banco d’Israele.
Tra i principali prodotti d’importazione si annoverano: diamanti grezzi, equipaggiamento militare, greggio e derivati dal petrolio, macchinari, prodotti chimici, ferro, acciaio e derrate alimentari. Le esportazioni comprendono diamanti lavorati, prodotti chimici, agrumi, tessili e abbigliamento. I maggiori partner commerciali sono gli Stati Uniti, alcuni paesi dell’Unione Europea, il Giappone, il Canada, la Svizzera e Hong Kong. Anche il turismo contribuisce in larga parte all’economia del paese, così come le donazioni degli ebrei che vivono in altri paesi (soprattutto negli Stati Uniti).
Trasporti e comunicazioni
Haifa e la baia artificiale di Ashdod sono i principali centri portuali; un altro scalo marittimo si trova a Elat, sul golfo di Aqaba. I 574 km (1991) di ferrovia presenti sul territorio sono di proprietà statale. La rete stradale copre circa 13.351 km (1991). El Al è la compagnia aerea nazionale, ma i voli interni vengono gestiti dalla Arkia. L’aeroporto principale (Ben Gurion) è poco distante da Tel Aviv-Giaffa. Quasi la totalità delle telecomunicazioni è direttamente gestita dallo stato.

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