I calendari

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I CALENDARI

(d=day=giorni)
Nel linguaggio astronomico con il termine "anno" si intende frequentemente l'anno tropico o solare, la cui durata media (365 gg 5 h 48 min. 46s) non corrisponde ad un numero intero di giorni. Un qualunque calendario destinato ad essere usato nelle attivitа quotidiane, invece, deve necessariamente basarsi sull'anno civile, costituito da un numero intero di giorni. Questa differenza tra l'anno tropico o solare e l'anno civile и all'origine di tutte le difficoltа insite nella elaborazione di un calendario esatto; essa rappresenta la ragione principale dell'impossibilitа di stabilire un calendario perfetto, che non si trovi mai in errore neppure di un solo giorno rispetto alle varie posizioni assunte dalla Terra nel suo moto di rivoluzione intorno al Sole. Nel calendario usato dai Romani fino ai tempi di Giulio Cesare l'anno veniva suddiviso in 12 mesi lunari e la sua durata era di 355 giorni; in tal modo esso veniva a trovarsi indietro di circa 11 giorni rispetto all'anno solare e perciт ogni due anni si aggiungeva un "mese intercalare" di 22 giorni. Ma anche con questo espediente, la durata dell'anno non risultava esatta; pertanto, con l'andar dei secoli si arrivт ad un grave disaccordo fra le date del calendario e le vicende stagionali, e si rese necessaria una correzione. Nel calendario giuliano, introdotto da Giulio Cesare nel 45 a.C., l'anno solare era considerato di 365d 6h e perciт quello civile venne fissato in 365 giorni, stabilendo perт di aggiungere un giorno ogni 4 anni, in modo da compensare la differenza delle 6 ore in meno rispetto all'anno solare: dopo tre anni comuni di 365', si aveva un anno bisestile di 366d (il giorno in piщ venne attribuito al mese di febbraio). Il valore dell'anno solare adottato nel calendario giuliano era leggermente superiore al vero e la differenza (1lm 14s) si fece sentire col passare dei secoli: verso la metа del XVI secolo l'effettivo ritorno del Sole all'equinozio di primavera si verificava l'1l marzo anzichй alla data del 21 marzo, che veniva sempre considerata come l'inizio civile della stagione primaverile. Questo forte divario suscitт in Gregorio XIII, papa dal 572 al 1585, una particolare preoccupazione: se fosse rimasto in uso il calendario giuliano, la Pasqua avrebbe finito con l'essere celebrata in estate. Per evitare questo inconveniente Papa Gregorio XIII convocт una apposita commissione, costituita di illustri astronomi, matematici ed ecclesiastici, a cui affidт il compito della riforma del calendario giuliano. La soluzione, perт, fu trovata da LUIGI GIGLIO, un medico di Cirт (Catanzaro), il quale ideт un ingegnoso progetto di riforma che venne introdotto nel 1582 con una piccola modifica di CRISTOFORO CLAVIO, un astronomo tedesco membro della commissione nominata da Gregorio XIII. In linea di principio il nuovo calendario, introdotto con la "Riforma gregoriana" e detto perciт gregoriano rappresenta semplicemente una versione leggermente modificata del calendario giuliano. Con questa riforma si provvide innanzitutto ad eliminare i 10 giorni di differenza che ormai si avevano fra anno civile ed anno solare, e cosм dal 4 ottobre 1582 si saltт direttamente al 15 ottobre 1582; inoltre, per evitare il ripetersi dell'errore, fu stabilito che fra gli anni secolari (tutti bisestili nel calendario giuliano) fossero considerati bisestili soltanto quelli in cui il gruppo di cifre precedenti i due zeri и divisibile per 4: cosм, mentre и stato bisestile il 1600 e lo sarа anche il 2000, non lo sono stati invece il 1700, il 1800, il 1900. Il calendario gregoriano, oltre ad essere diviso in mesi si compone di settimane che hanno durata quasi uguale alle fasi lunari; esso conta gli anni a partire dalla nascita di Cristo (Era cristiana).
Le correzioni apportate da LUIGI GIGLIO al sistema giuliano sono piccole, ma nello stesso tempo profonde, poichй portano la lunghezza media dell'anno civile (calendariale) piщ prossima a quella dell'anno tropico. Le modificazioni introdotte nel calendario Riforma gregoriana scatenarono perт una serie d ci polemiche tra gli scienziati dell'epoca, molti de non erano convinti che il sistema gregoriano rappresentasse una alternativa valida al metodo giа in uso per la costruzione del calendario. La controversia, comunque non fu soltanto accademica, ma anche religiosa. Gregorio XIII era un vigoroso sostenitore della "Controriforma" e popoli di diverso credo religioso, come i Protestanti, rifiutarono il nuovo calendario ritenendolo come un piano del Pontefice per riportare i cristiani ribelli sotto la giurisdizione di Roma.
Superate le obiezioni e i contrasti iniziali, il calendario gregoriano и ormai adottato quasi universalmente; alcuni popoli perт adoperano altri calendari, come quello giuliano (usato fino a poco tempo fa dagli ortodossi), quello musulmano e quello ebraico.
Il calendario musulmano и basato sul mese lunare ed agli anni formati da 354 o 355 giorni; l'etа maomettana (Egira) incomincia dalla data della fuga di Maometto, dalla Mecca a Medina, avvenuta nel 622 d.C.
Anche il calendario ebraico и fondato sul mese lunare, ma и fatto in modo da non rimanere troppo indietro rispetto all'anno solare; in esso si parte dalla supposta data della creazione del Mondo (Annus Mundi) che dovrebbe corrispondere al 3761 a.C. (il nostro anno 1985 stato per gli Ebrei il 5746).
Cosм come и strutturato, il calendario gregoriano andrа bene fino al 4317 d.C.; poi bisognerа ideare qualche sistema per rimediare ad una piccola eccedenza dell'anno civile su quello solare. Per questo motivo e per eliminare altri difetti insiti nel nostro calendario (cambiamento nei diversi anni del nome del giorno corrispondente ad una stessa data, inizio dell'anno non coincidente con l'inizio di una stagione, mobilitа della data di molte feste religiose ecc.) si sta pensando ad una riforma moderna che porti all'istituzione di un calendario universale. Una proposta che ha riscosso molti apprezzamenti da parte dell' "Unione Astronomica Internazionale" considera l'anno diviso in 52 settimane con 4 trimestri di 91 giorni, composti di tre mesi di 31d, 30d e 30d, e con la domenica all'inizio di ogni trimestre; rimarrebbero come giorni "bianchi" (cioи senza denominazione, fuori del ciclo settimanale) 1 o 2 giorni all'anno, a seconda che si tratti di anno comune o bisestile .
L'anno e ciascun trimestre inizierebbero cosм sempre di domenica e si eviterebbero i fastidiosi computi del ciclo settimanale derivanti dalla diversa lunghezza dei mesi. Ma и proprio su questi punti che si incontrano le maggiori resistenze per motivi religiosi: alterare la successione settimanale и, per esempio, inammissibile per la religione ebraica.

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