Città della bassa pianura reggiana.

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Gualtieri

Prolungamento dell’oppidum di Brescello, è stato abitato dai Longobardi. Il suo nome appare per la prima volta alla fine dell’epoca romana, durante la dominazione longobarda come “Castrum Vulturena”. Nel 1479 Gualtieri entra definitivamente in possesso degli Este di Ferrara. Dal 1576 Gualtieri diventa da feudo a marchesato e da questo momento inizia per la cittadina emiliana un periodo di fortuna storico-artistica. Fino al 1681 fu governata dalla reggente di Modena e Reggio, nel 1796 aderisce alla Repubblica Cispadana. Dal 1830 al 1849 il comune fu soppresso e tornò a far parte della Comunità Generale di Brescello. Nel 1860 entra a far parte del Regno d’Italia.

Tra le principali attrattive artistico culturali vi è la Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve eretta nel 1547, che contiene diversi capolavori pittorici e scultorei; il gioiello fra i capolavori contenuti in essa rimane il fonte battesimale del 1580 del Solari. Villa Guarienti risale al XIV secolo quando fu innalzato dai conti Torello di Ferrara a cui succedono gli attuali proprietari, i Guarienti. Ben conservata si presenta come una elegante residenza signorile. All’interno conserva una tela di Alfonso Chierici. Il Palazzo Bentivoglio fu eretto nel 1594, era un’imponente mole quadrangolare di 90 metri di lato, ai cui angoli s’innalzavano quattro torri fortificate, circondato da un ampio fossato. L’interno è caratterizzato dal Salone dei Giganti mentre la Cappelletta, consacrata nel 1610, sta vicino alla stanza di Icaro e alla sala di Giove.
Tra gli altri edifici di particolare importanza ricordiamo: la torre civica, La chiesa dell’Immacolata Concezione, l’Ospedale Felice Carri, la Chiesa di S. Andrea, il Pozzo di Piazza Nuova, la Pieve di Pieve Saliceto, il Palazzo Greppi.

Guastalla

Capitale gonzaghesca ha legato le sue fortune agli anni di dominio di Ferrante Gonzaga e dei suoi discendenti. Con Ferrante II (al potere dal 1575), alla corte si fermano poeti come Tarquato Tasso e pittori come Bernardino Campi. Dopo la morte di Ferrante II, Cesare II e Ferrante III tentano di mantenere l’indipendenza del ducato. Nel 1746 la dinastia dei Gonzaga di Guastalla si estingue e la città passa ai Borbone di Parma e Piacenza. Sotto il fascismo sono realizzate opere pubbliche e negli anni 50/60 allo sviluppo urbanistico si unisce la trasformazione economica.

Tra le principali attrattive artistico culturali vi è la Cattedrale di San Pietro opera del Volterra, la facciata rifatta nel XVIII secolo. La Biblioteca Maldotti fondata dall’abate Maldotti, nell’atrio presenta un pozzo del secolo XVI. La biblioteca ospita il “Museo Maldotti”, con la suggestiva serie di dipinti a grandezza naturale di otto dame fine ‘600.
In Piazza Mazzini è presente il Palazzo Comunale e la Statua di Ferrante I Gonzaga.
Il Palazzo Gonzaga in Piazza Mazzini ove all’interno troviamo alcune decorazioni del Bernardino Campi, del 1580, un antico camino, e si intravede il sotterraneo che collegava il palazzo con l’esterno delle mura. Tra le altre opere vanno ricordate la Chiesa di S. Croce e la Chiesa della Concezione.

Luzzara

Secondo i ritrovamenti di epoca romana si può dedurre che il luogo dove ora sorge Luzzara fu abitato anche dai Romani. Dal 1000 furono i conti di Canossa a fissarvi un duraturo dominio. Nel 1326 con i Gonzaga Luzzara conobbe un periodo di prosperità. Sotto il ducato di Parma il paese incontrò un notevole sviluppo.

Tra le principali attrattive Artistico Culturali vi è il museo nazionale dei naif, che raccoglie le opere migliori presentate al premio della pittura. Dobbiamo menzionare anche il mutilato castello che fu eretto all'inizio della dominazione gonzaghesca ma distrutto dalla guerra del 15 Agosto 1702. Importante è anche la chiesa comunale di San Giorgio di interno barocco con tre navate e cinque cappelle per lato. Simbolo della città è la torre comunale alta 55 metri con lo stemma della municipalità. Ricordiamo infine la chiesa della Madonna Annunziata e Villa Maso.

Gattatico

Il confine occidentale del territorio è rappresentato dal torrente Enza, ove i Galli colonizzarono. Presso Taneto avvenne lo storico scontro, citato da Tito Livio, tra i Cenomani e i Boi. Dal 15000 in poi fu dominio dei Farnese, con parentesi sforzesche, pontificie, francesi e austriache. Il nome "Gattatico" viene collegato ai lavori di bonifica, nei quali furono impiegati dei "captati", cioè dei prigionieri.

Tra le principali attrattive artistico culturali molte sono le chiese come la chiesa di San Matteo, la chiesa di San Vitale e la chiesa di San Francesco consacrate a partire dal secolo scorso. Ricordiamo la parrocchiale di San Tommaso di Canterbury di origine romanica. In comune di Gattatico si trova il Museo Cervi che è ospitato in quella che fu la casa della famiglia Cervi.

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