Le ultime lettere di Jacopo Ortis

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Categoria:Generale

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Testo

Ultime lettere di Jacopo Ortis
Ugo Foscolo
Il protagonista delle Ultime lettere di Jacopo Ortis и dominato dalla passione dalla passione per la donna amata, tonto piщ intensa quanto piщ avverse sono le forze che la ostacolano: la vicenda di Jacopo Ortis, in cui Foscolo trasferisce autobiograficamente la propria personalitа e la propria esperienza storica, si arricchisce inoltre del motivo politico. Il suo amore per la patria, nel momento drammatico in cui, col trattato di Campoformio del 1797, viene venduta do Napoleone all'Austria, и altrettanto forte di quello per Teresa. Sia l'una che l'altra gli vengono sottratte: se Venezia viene ceduta per motivi di interesse politico, Teresa viene promessa in sposa a Odoardo, che non ama, per motivi di interesse econoinico-familiare. Il tema politico e quello sentimentale vengono cosм a costituire un nodo indissolubile nell'animo di Jacopo, in uno scontro di passioni e delusioni che finiscono per travolgerlo. In quest'ottica, il suicidio non risulta un gesto di debolezza o di vigliaccheria ma, a! contrario, un atto eroico e consapevole compiuto in nome della libertа, dell'amore e della patria, in aperta polemica contro l'atteggiamento utilitaristico e prepotente di un mondo e un tempo in cui non si considerava adatto a vivere. Il romanzo di Foscolo (1778-1827), appartiene al genere epistolare; composto nel 1796, и stato piщ volte rivisto fino all'edizione definitiva (Zurigo 1816, e poi, con lievi ritocchi, Londra 1817). In esso Foscolo immagina come Lorenzo Alderani, amico e corrispondente di Jacopo, pubblichi le lettere da lui ricevute (di cui и quindi l'editore), dove vengono descritte le vicissitudini politiche e sentimentali che lo inducono a rinunciare alla vita. И lo stesso Lorenzo, nella parte finale, a descrivere il suicidio di Jacopo. La presenza di certi elementi (come il chiarore della lucerna, la camicia inzuppata di sangue, il ritratto di Teresa appeso a! collo) e la lenta esecuzione (il coltello piantato e poi tolto e infine la morte tra le braccia del padre di Teresa con gli occhi rivolti al cielo) accentuano il carattere drammatico ed eroico del gesto del protagonista e ne fanno un modello esemplare della disperata difesa della virtщ e della libertа.
Amore e Morte
Jacopo nell'ultima lettera scritta prima di morire, quando ormai tutto и apparecchiato, richiama alla mente le immagini piщ care. Il pensiero dominante va a Teresa, collocata in una dimensione sacra (fanciulla celeste, del tuo corpo divino, il tuo angelico viso, in te che sacra risplendi, mio angelo). Con la sua presenza, la divina fanciulla rende sacro l'ambiente circostante (Sacro gelso!) e col suo bacio trasfigura il protagonista (Da indi in qua...mi sono reputato persona sacra). Le ultime parole ribadiscono l'innocenza di Teresa (Teresa и innocente), non responsabile della sua morte e quella di Jacopo (moro incontaminato), entrambi vittime della societа e della storia.
Jacopo muore quindi in piena coscienza (Tutto и apparecchiato) e libertа (Ma io moro...padrone di me stesso), preferendo morire piuttosto che vivere in schiavitщ e senza l'amore di Teresa. Nella seconda parte, la parola passa a Lorenzo Alderani, che narra gli ultimi momenti di vita di Jacopo e l'inutile intervento dei soccorritori. Gli indizi presenti (il ritratto di Teresa tutto nero di sangue...polito nel mezzo, l'inizio di una lettera alla madre), la dinamica del suicidio (il pugnale sotto la mammella e poi estratto), gli atteggiamenti (il tentativo di svolgersi la fascia larghissima di seta, gli occhi rivolti al cielo prima di spirare), l'abbigliamento stesso (tra cui spicca la camicia bianca tutta inzuppata di sangue) conferiscono un carattere eroico alla morte di Jacopo, che sacrifica se stesso in nome della virtщ e della libertа.
Lo stile
L'intensitа del sentimento di Jacopo trova riscontro nelle numerose frasi esclamative (O mie solitudini!; Sacro gelso!; Beata sera! come tu sei stampata nel mio petto!), nelle ripetizioni (Ho visitato...ho visitato; quante volte...quante volte; T'amai dunque t'amai, e t'amo ancor di un amore...), in espressioni enfatiche e drammatiche (mentr'io...vuotava a gran sorsi il calice della morte; fra poco saremo disgiunti dal nulla, o dalla incomprensibile eternitа; gittandomi nella notte della morte); piщ distaccato ed oggettivo il resoconto di Lorenzo, che comprime pacatamente la forte commozione (Non so come ebbi tanta forza d'avvicinarmi...; La notte mi strascinai dietro al cadavere che da tre lavoratori fu sotterrato sul monte de' pini)
Goethe e Foscolo
In questo particolare contesto и lecito muovere un paragone tra Jacopo Ortis e il giovane Werther. Scritto nel 1774 , il Werther nasce con chiaro intento autobiografico, allorchй Goethe visse in quegli anni una travagliata vita interiore. Dal ricordo di questa incisiva vicenda egli trasse lo spunto per narrare il tragico amore di Werther per Lothe. Saturo della straziante vita di cittа il giovane si rifugia in un tranquillo villaggio della campagna tedesca alla ricerca di una "purificazione" interiore. Il destino quanto mai crudele gli fa qui incontrare la giovane Lothe della quale l'anima ardente e passionale si innamora senza sapere perт che ella и giа promessa sposa ad altro uomo. Tra i due nasce comunque una profonda e confidenziale amicizia che sfocerа piщ tardi in una vera passione.
Werther sarа incapace di dominare tale "affinitа elettiva" e nascerа in lui la consapevolezza di un amore impossibile e senza futuro. Fingendo di dover partire per un breve viaggio si congederа con un unico e doloroso bacio che sarа indiscutibile segno di una totale disperazione che porterа Werther al drastico e convinto passo del suicidio.
Il romanzo descrive il contrasto tra due anime contrapposte: quella razionale e quella sentimentale, nate da una lacerante realtа psicologica.
Sull'esempio di Goethe, Foscolo scrive le "Ultime lettere", specchio di una propria condizione interiore. La vicenda и pressochй analoga e narra, sotto forma anch'essa di romanzo epistolare, l'infelice e angosciosa esistenza di Jacopo Ortis; segnata dal tormento per la sventura della propria patria e quella di una impossibile storia d'amore.
Fuggiasco si rifugiт sui colli Eugenie dove si innamora di Teresa. La giovane perт, come la Lothe goethiana, и giа promessa in sposa ad un ragazzo del luogo e l'amore non puт evidentemente essere ricambiato. Incapace di rassegnarsi e in preda a una dolorosa disperazione, Jacopo si lascia andare all'idea del suicidio, rafforzata, nella sua tragicitа, dalla afflizione per le sventure dell'Italia, oppressa dallo straniero e ancor priva di una identitа nazionale. Disperato e ormai spoglio delle speranze politiche e affettive, Jacopo si toglie la vita abbandonandosi alla convinzione stoica di trovare nel suicidio l'unica via di salvezza. L'atto estremo del suicidio и un gesto titanico, ma negativo che Foscolo trae da Goethe nel Werther trova testimonianza di una vita dolorosa, continuamente tormentata da un insanabile dissidio tra passione e dovere, tra natura e ragione che и quindi assurda nel suo cammino ed effimera nella sostanza.
La possibilitа di un preciso confronto tra il Werther e l'Ortis c'и data dalle pagine conclusive delle due opere che narrano i momenti subito antecedenti l'estremo passo. Goethe incentra le sue attenzioni sul sentimento dell'amore irrealizzabile per Lothe, protagonista indiscussa di queste ultime e drammatiche pagine; laddove Foscolo fonderа la caduta delle illusioni affettive con la perdita delle speranza e politiche. Nell'Ortis и comunque il tema del suicidio a dominare incontrastato quasi fosse una sorta di testamento, in cui Jacopo spiega a Teresa i motivi di questo irrimediabile gesto. Secondo la concezione romantica, solo attraverso l'autodistruzione egli potrа conservare in eterno il suo amore incontaminato e l'onestа morale che ha caratterizzato la sua breve ma intensa esistenza. Si giunge alla paradossale situazione per cui ogni tentativo di sopravvivenza viene abbandonato, in una vita che non ha piщ significato e dove la comunicazione non и piщ mezzo per vivere

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