L'inconscio

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Testo

LICEO SCIENTIFICO STATALE
“Evangelista Torricelli”
Roma
Esame di maturità
“L’inconscio e la sua influenza sull’agire umano”
Silvia Andreotti
Classe V° F
L’INCONSCIO E LA SUA INFLUENZA SULL’AGIRE UMANO
La mente umana è formata da una parte fisica, costituita di neuroni, e da un’altra psicologica, costituita di pensieri, di sentimenti e di emozioni. Ad ognuno di noi sarà capitato di dover prendere decisioni importanti, o di fare scelte, anche sbagliate. Spesso ci saremmo chiesti, osservando persone a noi vicine, che cos’è che le spinge a comportarsi in un determinato modo. Questo durante l’adolescenza, quando i ragazzi cominciano a scoprire come funziona la società, ha una rilevanza particolare. Io mi sono chiesta spesso cosa ci spinga verso una direzione piuttosto che verso un’altra, quale sia la motivazione per tutte le nostre azioni. La risposta che ho trovato è: l’inconscio. Ma dell’inconscio sono state date molte definizioni; le due più importanti appartengono ad un maestro e ad un suo discepolo: Freud e Jung.
Nell’inconscio il tempo non esiste
UNA NOVITA’: L’INCONSCIO
Sigmund Freud nacque a Freiberg nel 1856, ma a 4 anni si trasferì a Vienna. Era di famiglia ebraica e si laureò in medicina; proseguì con degli studi di anatomia del sistema nervoso e si interessò dell’ipnosi e di come era possibile usarla per curare l’isteria. Creò la Società internazionale di psicoanalisi, di cui Carl Gustav Jung fu il primo presidente. Jung era un allievo di Freud; sviluppò teorie diverse partendo da quelle del maestro e creò una nuova scuola. Le opere di Freud furono bruciate dai nazisti, e il padre della psicoanalisi fu costretto a scappare a Londra, dove morì nel 1939.
La più grande novità introdotta dalla psicoanalisi è il rilievo assegnato all’inconscio nell’interpretazione dei comportamenti umani. La psicologia fino a quel momento si era interessata solo dei comportamenti direttamente osservabili, perché affermava che lo psichico è ciò che è cosciente, quindi i processi psichici inconsci erano un controsenso. La psicoanalisi per prima si pose il problema di come l’inconscio influisse sulla vita umana.
Secondo Freud l’inconscio è un insieme di stati psichici rimossi ma capaci di interferire con la vita conscia e di opporre barriere alla loro conoscenza. Secondo il suo pensiero l’inconscio è la vera realtà psichica umana, nel senso che nessun comportamento si sottrae alla sua influenza. Infatti l’inconscio, nell’opera L’interpretazione dei sogni, è descritto come il cerchio maggiore che racchiude in sé quello minore del conscio: il conscio ha sempre un gradino preliminare inconscio, mentre l’inconscio può restare fermo a questo gradino e avere comunque il titolo di prestazione psichica. L’inconscio inoltre non è chiaro per l’autosservazione del paziente, anzi spesso c’è una dissonanza tra il significato conscio e quello inconscio delle nostre azioni. Una delle principali manifestazioni dell’inconscio è il sogno, infatti secondo Freud l’accesso all’inconscio passa anche attraverso l’interpretazione dei sogni. I contenuti dell’inconscio si manifestano nel sogno in modo da non poter essere conosciuti dalla coscienza, e questa trasformazione avviene attraverso il lavoro onirico, ossia il lavoro che fa l’inconscio perché i contenuti rimossi non vengano riconosciuti dalla coscienza. Per giungere all’inconscio Freud usa il metodo delle libere associazioni, ossia il paziente, disteso supino su un divano, partendo da una parola deve associarvi altre parole, senza tralasciare nulla. Così si può aggirare la rimozione, ossia un processo psichico che allontana dalla coscienza per relegare nell’inconscio alcuni stati d’animo o troppo dolorosi o in contrasto con i codici morali del paziente. In una delle due topiche, Freud teorizza diversi livelli dei contenuti psichici: “conscio” è l’insieme dei contenuti psichici presenti alla coscienza, di cui cioè il soggetto è consapevole; “inconscio” è l’insieme dei contenuti psichici che non sono presenti alla coscienza, e che quindi il soggetto non conosce direttamente, pur potendone rilevare segni indiretti; “preconscio” è l’insieme dei contenuti psichici che, anche se non sono sempre presenti alla coscienza, possono essere rievocati attivamente dal soggetto con facilità.
Così come Freud voleva svelare quello che c’è dietro la coscienza umana, anche Marx aveva voluto svelare i meccanismi economici che stanno alle spalle degli uomini.
Secondo il discepolo di Freud, Jung, l’inconscio si divide in personale e collettivo. L’inconscio personale è l’insieme delle esperienze di ogni persona che si collocano al di sotto della soglia della coscienza. E’ molto simile alla definizione che ne da Freud, se ne distingue in quanto per Jung in questo inconscio sono presenti gli Archetipi. L’inconscio personale è una specificazione particolare di quello collettivo, che è costituito da motivi mitologici, per esempio i diavoli, gli spiriti dei morti, le sirene, la malattia e la morte. Queste immagini sono degli Archetipi, che, insieme alle esperienze affettive di tutti gli antenati, relative al padre e alla madre, formano gli Archetipi supremi, ossia i più importanti. L’inconscio collettivo, come unione di tutti gli Archetipi, è il deposito di tutte le esperienze umane a partire dai più lontani primordi, ed è un sistema attivo e pronto a reagire, che regola la vita dell’individuo.
BIBLIOGRAFIA
L’interpretazione dei sogni, Sigmund Freud, Universale scientifica Boringhieri, 1973
La psicoanalisi, una rivoluzione novecentesca, Maurizio Zani, Mondadori, 2000
Introduzione alla psicoanalisi, Sigmund Freud, Universale scientifica Boringhieri, 1974
Compendio di psicoanalisi, Sigmund Freud, Universale scientifica Boringhieri, 1971
Tipi psicologici, C.G. Jung, Universale scientifica Boringhieri, 1973
Il problema dell’inconscio nella psicologia moderna, Carl Gustav Jung, Universale scientifica Boringhieri, 1972
Problemi di psicologia, Renzo Canestrari, Cooperativa libraria universitaria Bologna, 1970
“L’ISONZO SCORRENDO / MI LEVIGAVA / COME UN SUO SASSO”
Freud giudicava il suo lavoro di psicoanalista molto simile a quello del poeta: tutti e due sondano la coscienza, anche se con mezzi diversi. La differenza più rilevante sta nel fatto che la psicoanalisi impiega degli anni, mentre la poesia lo fa immediatamente, grazie alla capacità del poeta di intuire gli aspetti inconsci della nostra psiche.
Il poeta che più si avvicina al pensiero di Freud è Ungaretti: egli sostiene che la poesia sia molto importante nella vita degli uomini, perché esprime ciò che si trova nella profondità dell’anima, ossia nell’inconscio, ed il compito del poeta è portarlo alla luce. Infatti secondo le parole del poeta “la poesia è scoperta della condizione umana nella sua essenza…nel suo gesto d’uomo, il vero poeta sa che è prefigurato il gesto di avi ignoti, nel seguito di secoli impossibile a risalire…” (da Vita di un uomo, nota introduttiva). Questo concetto riconduce anche alla teoria degli Archetipi di Jung: infatti sia per il poeta che per lo psicanalista la vita risente del bagaglio archetipo formatosi nelle migliaia di anni precedenti.
Questa concezione è espressa chiaramente nella poesia I fiumi, tratta da L’allegria. In questa poesia la presa di coscienza di sé avviene attraverso il ricordo che suscitano nel poeta, soldato, quattro fiumi. I fiumi erano: il Nilo, presso il quale è nato e cresciuto, il Serchio, presso il quale vivevano i suoi antenati lucchesi, la Senna, sulle cui rive si è formato culturalmente, e l’Isonzo, nelle cui acque si bagna in un momento di pausa. Questi quattro fiumi simboleggiano le varie fasi della sua vita. Nei versi 14-16
L’Isonzo scorrendo
mi levigava
come un suo sasso
è espressa l’idea della perdita della propria identità nel flusso delle cose. La teoria degli Archetipi si ritrova quando viene descritto il Serchio, nei versi 47-51.
Questo è il Serchio
al quale hanno attinto
duemil’anni forse
di gente mia campagnola
e mio padre e mia madre.
Il poeta afferma che i suoi antenati, dai quali derivano gli Archetipi, hanno vissuto per forse duemila anni sulle rive di questo fiume.
Un altro autore che si ispirò alle idee di Freud è Italo Svevo.
BIBLIOGRAFIA
Psicoanalisi dell’arte e della letteratura: il poeta e la fantasia, Sigmund Freud, Grandi Tascabili Economici Newton, 1993
La letteratura italiana 7: primo 900. Antologia, Guido Armellini e Adriano Colombo, Zanichelli, 1999
Letteratura letterature: guida storica, Guido Armellini e Adriano Colombo, Zanichelli, 2005
COME LE PULSIONI AGGRESSIVE PORTANO ALLA GUERRA
Secondo Freud il comportamento negativo degli uomini e degli stati durante la guerra si spiega con il fatto che le pulsioni aggressive e sessuali dell’uomo vengono represse prima nei bambini dall’educazione e poi negli adulti dalla società; durante le guerre gli uomini vengono spinti a sottrarsi momentaneamente alla pressione della civiltà, soddisfacendo le pulsioni prima represse. Quindi gli uomini non sono diventati cattivi con la guerra, ma hanno momentaneamente dato sfogo a queste pulsioni, che sono la manifestazione di una dimensione nascosta della psiche, cioè l’inconscio.
Queste idee di Freud, sviluppate in una parte dell’articolo intitolato La delusione della guerra, si riferiscono alla prima guerra mondiale, ma possono essere rapportate anche alla seconda, nella quale le atrocità e la manifestazione del male furono sicuramente maggiori.
Il più grande esempio di crudeltà è l’antisemitismo, messo in atto dai tedeschi originariamente per una questione economica. Anche persone famose, come Jung, ritenevano che “l’inconscio ariano ha un potenziale maggiore di quello ebraico”, come lo stesso Jung affermava in Psicologia e alchimia allo scopo di difendersi dalle accuse di antisemitismo. Quando Jung scriveva queste parole, nei primi mesi del 1934, Hitler era al potere da più di un anno, le leggi razziali erano già state emanate e i libri di Freud già bruciati nelle piazze delle principali tedesche con l'accusa di dar troppo valore alla vita sessuale e di minare la nobiltà dell'animo umano.
Una delle origini dell’antisemitismo tedesco fu economica: gli ebrei controllavano la maggior parte delle banche, e le industrie tedesche avevano bisogno di soldi. Inoltre molti proprietari terrieri avevano ipotecato i loro beni a creditori ebrei; quindi l’eliminazione degli ebrei avrebbe risolto i problemi di entrambe queste categorie. Nel settembre del 1935 furono varate le leggi di Norimberga, che limitavano i diritti degli ebrei, ma l’antisemitismo ebbe una svolta nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, chiamata “notte dei cristalli”, nella quale ci fu la più violenta persecuzione fino ad allora avvenuta.
Hitler, nel 1942, varò la “soluzione finale”, ossia lo sterminio sistematico di tutti gli ebrei. Dagli ebrei fu chiamata “Shoah”: è uno dei primi crimini contro l’umanità, che ha causato la morte in totale di circa 6 milioni di ebrei. A questo scopo furono allestiti campi di sterminio, che servivano all’uccisione in serie grazie all’esalazione di gas letali. Questi campi furono chiamati lager, che in tedesco significa “magazzino”: infatti nei lager venivano stipate molte persone, chiamate “pezzi” dalle SS, a cui spettava la gestione.
I lager, tra il 1933 e il 1940, erano campi per la rieducazione della popolazione che si opponeva al regime: il loro obbiettivo era anche di spaventare chi aveva intenzione di ribellarsi. In un secondo periodo, dal 1942 al 1945, divennero campi per lo sterminio sistematico di ogni singolo civile avverso, o presunto tale, al regime, e di ogni ebreo. Gli internati spesso non venivano uccisi subito, ma venivano prima distrutti psicologicamente. Questa distruzione avveniva tramite la separazione dei vari membri delle famiglie e la totale incertezza sul loro futuro. La separazione avveniva al momento dell’ingresso nei lager, dove gli uomini e le donne venivano tenuti in locali diversi. Queste persone erano destinate a lavorare in condizioni disumane, per il freddo intenso e la fame, oppure erano destinate a morire al loro arrivo, o ad alcuni esperimenti “scientifici”. I bambini ricevevano un trattamento diverso a seconda del lager in cui si trovavano: o restavano con le madri, o erano soggetti a esperimenti, o venivano uccisi immediatamente, perchè non potevano lavorare. La morte veniva data nelle camere a gas: erano locali in cui veniva rinchiuso il maggior numero possibile di individui, che venivano uccisi tramite l’esalazione di gas letali.
Un altro strumento di orrore erano gli esperimenti condotti sulle persone internate. Questi esperimenti spesso avevano lo scopo di testare la resistenza umana in condizioni estreme, ma altre volte dipendevano soltanto dalla crudeltà degli scienziati tedeschi. Un esperimento abbastanza comune consisteva nel rinchiudere il deportato in una stanza nella quale veniva abbassata gradualmente la pressione atmosferica, fino alla mancanza di ossigeno; dopo l’esperimento il corpo veniva sezionato, sia che la persona fosse morta o rimasta in vita. Lo scopo era capire la resistenza delle persone quando cadevano da una grande altezza: serviva per i militari di aviazione che si sarebbero potuti trovare in condizioni tali da rendere necessario lanciarsi dall’aereo. Altri esperimenti consistevano nell’iniettare nei deportati virus di malattie delle quali si voleva cercare la cura. Ad Auschwitz vennero condotti sulle donne esperimenti di sterilizzazione, iniettando una sostanza caustica nella parte superiore dell’utero, o di inseminazione artificiale. Su entrambi i sessi vennero condotti esperimenti di sterilizzazione chirurgica con i raggi X. Altri esperimenti furono condotti sui gemelli omozigoti, sui quali erano fatte misurazioni meticolose anche sugli organi interni, oppure sugli omosessuali, nei quali venivano iniettate massicce dosi di testosterone per tentare di renderli eterosessuali.
BIBLIOGRAFIA
Freud con antologia freudiana, Cesare Luigi Musatti, Boringhieri, 1992
Psicologia e alchimia, Carl Gustav Jung, Boringhieri, 1981
La letteratura italiana 7: primo 900. Antologia, Guido Armellini e Adriano Colombo, Zanichelli, 1999
La conoscenza storica 3: il 900, Alberto De Bernardi e Scipione Guarracino, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, 2000
IL COMPLESSO EDIPICO
Secondo le teorie di Freud, fin da piccolo il figlio maschio sviluppa una particolare affettuosità per la madre, che considera come una cosa propria, e sente il padre come un rivale che contrasta questo possesso. Ugualmente, la figlia femmina vede nella madre colei che disturba il suo affettuoso rapporto con il padre e che occupa un posto che vorrebbe per sé. Questi atteggiamenti sono chiamati da Freud “complesso edipico”, perché la leggenda di Edipo realizza in modo estremamente chiaro i due ipotetici desideri del figlio maschio: uccidere il padre e prendere in moglie la madre. La pulsione sessuale che costituisce la base del complesso edipico entra, dopo il quinto anno di vita, nel periodo di latenza, divenendo inconscia.
Il complesso edipico è trattato dall’Oedipus, una delle tragedie di Seneca di soggetto mitologico greco, ossia le “fabulae cothurnatae”. Essa racconta di Edipo, re di Tebe: in questa città imperversa la pestilenza, ed Edipo incarica Creonte, che lui non sapeva fosse il suo zio materno, di consultare l’oracolo di Delfi per trovare un rimedio. La risposta dell’oracolo è che l’unica soluzione consiste nell’allontanamento dell’uccisore di Laio, ossia il padre di Edipo. Edipo interroga Tiresia, un celebre indovino, per sapere chi è l’uccisore: lui evoca lo spirito di Laio, che indica proprio Edipo come suo uccisore. Edipo allora si rende conto di aver ucciso il padre e di aver sposato la madre, Giocasta, dalla quale ha avuto dei figli: nessuno dei due può sopportare questa notizia, ed Edipo si acceca, mentre Giocasta si suicida con una spada.
Le tragedie di Seneca furono gli unici suoi scritti per il teatro, ed ebbero un importanza rilevante nello sviluppo della tragedia. In quel periodo l’interesse del pubblico era più per la recitazione e per gli espedienti scenici che per i temi della tragedia: si cominciò a sforzarsi sempre più di sorprendere gli spettatori con colossali allestimenti scenici. Le tragedie di Seneca furono molto importanti perché restituirono al genere sia la profondità e la complessità delle problematiche, sia la forza d’impatto ideologica, sia la capacità di riflettere sulla crisi che stava attraversando la società e sulla violenza del potere. Ci sono varie ipotesi su quale tipo di rappresentazione toccasse a queste tragedie: quella più accreditata è che fossero destinate alla declamazione nelle sale di lettura, perché non c’è unità di spazio e di tempo, e ci sono riferimenti dotti recepibili solo da un pubblico colto, poco adatti alle vaste platee dei teatri. Però è anche vero che le tragedie sono ricche di scene truci che, con la sola lettura, perderebbero tutto il loro effetto. Quindi la loro frequenza avvalora l’idea di una rappresentazione, che poteva anche essere improvvisata nelle sale di lettura.
BIBLIOGRAFIA
Introduzione alla psicoanalisi, Sigmund Freud, Universale scientifica Boringhieri, 1974
Letteratura latina 3: l’età imperiale, Marco Conti, Sansoni per la scuola, 2005
THE UNCONSCIOUS IN THE MODERN AGE
In the Modern Age, in England, there was a cultural crisis, which began from the end of the Victorian values. The First Word War created a disillusion in the people: stability and prosperity belong only to the privileged class. There is a gap between the young and the old people, and in this period this gad grew. Nothing is certain, because scientists and philosophers destroy the Victorian certainty, which was at the base of the Victorian’s optimistic vision of the world.
Freud’s ideas were very important in this period. He said that the human behaviour is influenced by the subconscious: man’s actions are motivated by irrational forced. Freud’s super-ego is the constraints imposed to the man from the society, like the education or the moral law. The super-ego can distort the human behaviour. According to him, one effect of this distortion is on the family: the relationship between parents and children were altered. The infantile sexuality is very important, and about this argument there is a link to Rousseau, who had a great influence in the Romantic age. Freud’s new method of investigation of the human mind was the analysis of dream and the free association: this influenced the writers, for example in the use of the interior monologue. The interior monologue was an overflow of thoughts in order to speak about them. There was two ways:
- the direct interior monologue: there aren’t interruption and punctuation. Is like a moment of dream. Is used by James Joyce.
- the indirect interior monologue: there is the punctuation, and it is used by Virginia Woolf.
With Joyce and Woolf, there was the birth of the Modern Age.
The most important novel of James Joyce is Ulysses, in which is important the study of ordinary people and in particular the reflection of theme through a psychological point of view. Ulysses is dealt in a single day, the 16th of June. The life of the three protagonists, Leopold Bloom, Molly Bloom and Stephen Dedalus, were concentrated in this date. The main characters of the story are ordinary people but there is a reference to the mythological figure of Homer’s Ulysses and to Tennyson’s Ulysses. The difference of the 3 works about Ulysses:
- in Homer, Ulysses is a hero
- in Tennyson, Ulysses represents also the hero and the man who searches knowledge
- in Joyce, Ulysses searches something that he can not find, and he does not know what he wants.
Joyce wrote a perfect interior monologue, by employing both the 2 levels of narrations:
- external to the character’s mind
- internal, in which the characters’ thoughts are expressed without any interruption from the external world.
It is important Molly Bloom’s interior monologue: it alludes, also for typographical characteristics, for example there are not punctuation, and for the contents, to Freud’s method of free association. In fact the words and the concepts are linked in an apparently casual way. In this monologue, Molly lies in bed thinking over her day: various scenes from her past life are crowed into her mind. She thinks of her husband, Leopold, Bloom, in particular.
The other author who expresses the unconscious in her works is Virginia Woolf. She was interested in expressing the complex inner world of feelings and in conceiving the human personality as a shift of impressions and emotions. In her novel, The Lighthouse, the omniscient narrator disappears and the point of view shifted inside the characters’ mind with the use of flashback and association of ideas. Woolf never lets her characters thought without control, and maintains a logical and grammatical organization, in fact she use the indirect interior monologue. Her technique is based on the fusion of stream of thoughts into the third person and on the past tense narrative. She gives the impression of a connection between inner and outer world.
The forerunner of this way of writing is Tennyson, in fact he writes as he writers of the Modern Age, and he use a dramatic monologue, which is a sort of dialogue and is very simile to the interior monologue.
BIBLIOGRAFIA
Lit&Lab, The Twentieth Century and Forward, Marina Spiazzi e Marina Tavella, Zanichelli, 2004

LA COMPRENSIONE DELLA PERSONALITA’ ATTRAVERSO IL CORPO
Freud aveva scoperto che molte malattie fisiche, come paralisi, cecità, attacchi epilettici, perdita della sensibilità in varie parti del corpo e della memoria, erano l’espressione corporea di esperienze traumatiche che i pazienti avevano vissuto da bambini e che erano state rimosse, e quindi finite nell’inconscio. Da questa considerazione deriva un tipo di analisi moderna, la bioenergetica.
L'Analisi Bioenergetica combina terapia corporea e psicoterapia verbale. E’ Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_bioenergetica"
stata creata da Alexander Lowen, che fondò l’Istituto di Analisi Bioenergetica. L’idea più importante è che mente e corpo formano un’unità, ossia la personalità dipende dall’energia del corpo; quindi la terapia deve agire principalmente sul corpo. Non è né unicamente un lavoro del corpo né una psicoanalisi con qualche esercizio fisico. Lowen divide la realtà umana in tre dimensioni: quella psichica, quella corporea e quella relazionale. Queste dimensioni sono strettamente correlate, infatti, se ci dedichiamo a una, agiamo sulle altre due in modo indiretto. Per questo motivo la terapia le prende in considerazione tutte e tre. Secondo questo tipo di analisi la chiave per capire la personalità è l’espressività del corpo. Alcuni dei suoi principi fondamentali sono:
- tutte le esperienze affettive umane hanno una relazione con il corpo
- è il corpo con i suoi processi energetici, ad esempio vibrazione, pulsazione e flusso, a determinare le esperienze affettive
- la storia della persona si può ritrovare nelle caratteristiche del corpo
- il cambiamento della personalità, strettamente correlato con il cambiamento nei modelli relazionali e nell’espressività personale, si basa su un cambiamento energetico nel corpo
- importanza particolare hanno la sessualità e l’attaccamento, ossia la relazione madre- bambino nei primi anni di vita
- il tipo di relazioni con gli altri ha un’importanza fondamentale
Uno dei concetti introdotti da Lowen è quello di grounding, una precisa posizione. Consiste nel mettersi in piedi con le gambe divaricate: i piedi devono essere paralleli tra loro e distanti quanto la larghezza delle spalle; le ginocchia sono flesse, non bloccate ed il peso del corpo è distribuito equamente sui due piedi. Questa posizione serve per far scorrere liberamente l’energia dagli organi che hanno un contatto diretto con la realtà, come quelli di senso o le mani e i piedi.
BIBLIOGRAFIA
Il linguaggio del corpo, Alexander Lowen, Feltrinelli, 1997
Bioenergetica, Alexander Lowen, Feltrinelli, 1994
CONCLUSIONE
Per concludere, il concetto dell’inconscio fu una grande novità, che ha influenzato la vita di moltissime persone, da autori, a medici, a persone malate di nevrosi, per le quali è stato scoperto un nuovo tipo di cura. L’inconscio continua a influenzare la nostra quotidianità, perché implica una diversa concezione della vita: prima si consideravano solamente i comportamenti, dopo questa scoperta si sono cominciate a esaminare le cause di certi atteggiamenti. La scoperta dell’inconscio ha influenzato la vita di quelle persone, partendo da quelle comuni fino ad arrivare ai grandi letterati, che non si stancano mai di conoscere se stessi. Ha avuto un ruolo molto importante anche nell’arte, soprattutto nella pittura, determinando nuove tendenze.
L’oscurità dell’inconscio può essere rischiarata dalla luce della conoscenza psicologica
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Esempio



  


  1. clara

    una tesina sull'inconscio e la conoscenza


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