"Il deserto dei Tartari" di Dino Buzzati

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

Davide Bolla classe 1° D

SCHEDA DI
Dati editoriali:
Genere:
Breve presentazione dell’autore:
Esposizione sintetica della vicenda:

Istituto tecnico “G.Vallauri” di Fossano
LETTURA
Questo libro s’intitola “il deserto dei Tartari” ed è stato scritto da Dino Buzzati. La casa editrice è la Mondatori ed il libro è stato pubblicato la prima volta nel 1940.
Questo libro appartiene al genere avventuroso.
Dino Buzzati, nato a Belluno nel 1906 e deceduto a Milano nel 1972, è un giornalista, narratore e drammaturgo italiano. Dal 1928 lavorò al "Corriere della Sera". Esordì nella narrativa con i racconti di Barnabo delle montagne e Il segreto del Bosco Vecchio, favole morali destinate sia ai bambini sia agli adulti. Il libro che l'impose all'attenzione della critica fu il romanzo Il deserto dei Tartari. Buzzati si rifece evidentemente al modello della narrativa di Franz Kafka: anche le sue storie rappresentano infatti con lucida esattezza vicende surreali, spesso dominate da un'atmosfera di morte ed oscura oppressione, di angoscia di fronte agli incomprensibili meccanismi del destino e delle istituzioni sociali. Esemplare a questo proposito è il dramma Un caso clinico, che mette in ridicolo le assurdità della burocrazia. L'opera di Buzzati si compone però prevalentemente di racconti, riuniti in raccolte come I sette messaggeri, Paura alla Scala, Il crollo della Baliverna, Sessanta racconti, Il colombre, La boutique del mistero. Di minore interesse sono invece il romanzo fantascientifico Il grande ritratto e Un amore. Buzzati fu anche un ottimo pittore e pubblicò varie opere a fumetti. Fra le sue opere teatrali si ricorda ancora La famosa invasione degli orsi in Sicilia.
Giovanni Drogo, un’ufficiale, viene spedito alla fortezza Bastiani, un luogo isolato al confine del paese. Inizialmente Drogo vuole essere trasferito e tornare in città, ma poi si abitua a vivere nella fortezza, trattenuto dalla speranza che la roccaforte sia attaccata e lui possa diventare un eroe. Il tempo però passa inesorabile, e gli unici avvenimenti interessanti sono la suddivisione dei confini tra i due stati e la costruzione di una strada da parte dei nemici.
Davide Bolla classe 1° D

Presentazione ed analisi dei personaggi:
Analisi dell’ambiente e del tempo:
Commenti e valutazione:

Istituto tecnico “G.Vallauri” di Fossano
Nella sua vita Drogo viene deluso dai suoi amici che lo tradiscono, nascondendogli la possibilità di andarsene, e tornando a casa durante una licenza scopre di non desiderare più vivere in città, perché tutti si sono abituati alla sua assenza e niente è più come prima. Intanto sale di grado e poi si ammala. Quando finalmente la guerra sopraggiunge Drogo, dimenticato da tutti ed ormai troppo malato per combattere, è costretto ad abbandonare la fortezza dove ha consumato la sua esistenza e guarda pieno di furore i soldati della città che approfittano dell’occasione arrivando in fretta. Drogo, in una camera di un’osteria a lui sconosciuta, capisce che ormai non ha più importanza l’inutile attesa della guerra e si prepara ad affrontare da solo il suo ultimo nemico, la morte.
I personaggi principali sono:
Giovanni Drogo, un ufficiale in servizio alla fortezza Bastiani. È il protagonista della storia;
il colonnello Ortiz, un amico di Drogo;
il tenente Angustina, un uomo elegante e malato che muore nel deserto davanti alla fortezza durante un’escursione;
il maggiore Tronk, un uomo serio e scrupoloso;
il maggiore Matti, oppressivo e crudele con i suoi subordinati;
il maggiore Simeoni, di carattere peggiore perfino del suo predecessore, il maggiore Matti.
I personaggi secondari sono:
Francesco Vescovi, un vecchio amico di Drogo;
il tenente Morel, un amico di Drogo che abbandona la fortezza;
Ferdinando Rovina, il medico della fortezza;
il maresciallo Prosdocimo, sarto della fortezza, ed i suoi aiutanti.
La storia si svolge nel novecento, nell’antica fortezza di confine Bastiani, situata a ridosso di un deserto sassoso.
Questo libro mi è piaciuto perché è interessante e ricco d’inquietudine, ed insegna che è inutile farsi delle illusioni perché poi la vita si rivela crudele e i sogni la maggior parte delle volte non si avverano.

Esempio



  


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