"Il deserto dei Tartari" di Dino Buzzati

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
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Data:05.03.2001
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Testo

Schedatura de "Il deserto dei Tartari" di Dino Buzzati
TITOLO: IL DESERTO DEI TARTARI, che indica il luogo dove si svolge la vicenda, o meglio il paesaggio che si vede tutt'intorno alla fortezza e quindi l'unica via di comunicazione col mondo.

AUTORE: DINO BUZZATI, nasce a San Pellegrino nel 1906 ma studia a Milano. Nel 1928 diventa cronista per il Corriere della Sera, ma la sua carriera da giornalista non finisce qui perché poi lavorerà anche per altri giornali. La sua attività letteraria comincia nel 1933 e "Il deserto dei Tartari" (1940) è l'opera che ha riscosso maggior successo.

GENERE: Questo libro non può essere considerato né un romanzo fantastico né un romanzo realistico, piuttosto è il punto d'incontro di questi due generi. Infatti si contrappongono uno stile giornalistico, causato dalla carriera dello scrittore, e elementi fantastici: l'ambientazione non è reale ma il paesaggio viene descritto come un miraggio, i luoghi non sono precisati nella loro collocazione geografica (viene nominato anche un indefinito Regno del Nord), né esistono riferimento al tempo in cui è ambientata la vicenda. Tutti questi elementi sono lasciati vaghi.

BREVE SINTESI: Questo romanzo narra la storia dell'ufficiale Giovanni Drogo, al suo primo incarico e appena nominato ufficiale, che viene mandato alla fortezza Bastiani, ritenuta il baluardo difensivo del Nord. Egli, che al momento della partenza ha circa vent'anni, immagina che la fortezza sia un modo veloce per fare strada nell'ambito militare, senza però trascurare i piaceri della vita. Ma le sue speranze vengono presto deluse perché dopo due lunghi giorni di viaggio a cavallo, per un tratto con l'amico Vescovi, arriva alla fortezza, che altro non è se non una grande bicocca trascurata, quasi in rovina, che sbarra la strada a chi arriva dalla valle, ed egli capisce che non è ciò che aveva immaginato. Tentato dall'andare via subito dopo essere arrivato, viene convinto a restare dal capitano Ortis, dal maggiore Matti e dal desiderio di vedere il famoso Deserto, che per tanti ufficiali da anni era stato il significato della loro vita alla fortez!
za: infatti solo dal deserto sarebbero potuti arrivare i nemici, che avrebbero portato un po' di freschezza in quel luogo dimenticato da tutti. Come tutti gli ufficiali già arrivati, Giovanni non lascerà mai più la fortezza se non per una breve licenza durante la quale capirà che la sua vita è ormai lassù.
In trent'anni di servizio sale di grado fino a diventare maggiore e vice capitano della fortezza Bastiani, assiste alla morte di alcuni suoi compagni, e intanto attende che qualcosa arrivi dal deserto, ma questo accadrà solo quando lui, straziato da una dolorosa malattia se ne dovrà andare. Morirà da solo in una locanda sulla via di casa mentre alla fortezza si starà combattendo la guerra tanto attesa.

CODICE E REGISTRO: Il tono del racconto è di tipo narrativo, caratterizzato dai tempi verbali al passato. Anche se la vicenda non è ambientata ai giorni nostri ma in un tempo anteriore, il linguaggio usato è abbastanza attuale.

TEMPO: La durata della vicenda è di circa trent'anni, incomincia con la partenza dell'ufficiale Giovanni Drogo verso la fortezza e si conclude con la sua morte. Il periodo in cui si svolge questa storia non è precisato ma si può intuire da alcuni elementi; la guerra che verrà combattuta si svolgerà con cannoni e l'ausilio di truppe di fanteria, e questo fa presupporre che il tempo sia tra la fine del '700 e la fine dell'800. Nonostante il periodo di ambientazione, però, il linguaggio usato è attuale.
Credo che la mancanza di luoghi geografici e di date specifiche sia motivata dal fatto che Buzzati volesse sottolineare di più l'idea dello scorrere del tempo piuttosto che quella di un'epoca precisa. Questo da inoltre al romanzo un maggiore senso di inquietudine e di disperazione.

SPAZIO: La storia è ambientata ai confini di un immaginario deserto all'estremo Nord della terra del protagonista. La fortezza, luogo dove si svolgono la maggiorparte delle azioni, si trova tra i monti, a metà tra il deserto e una valle desolata. Essa è circondata da alte montagne che lasciano solo intravedere una parte dell'immenso deserto che si estende dietro di essa. Dalla ridotta invece la visuale si fa più ampia e si riesce ad intravedere un cordone scuro, che tutti pensano sia una foresta.
Anche i luoghi, come il tempo, non sono definiti e anzi possono essere interpretati come dei simboli che rappresentano vari stati d'animo; la fortezza è una metafora per esprimere la vita di routine quotidiana che Buzzati ha provato in prima persona nella redazione dei giornali per cui lavorava e che l'ha ispirato.
I PERSONAGGI: Fatta eccezione per Giovanni Drogo, tutti i personaggi sono dei tipi, senza cioè una personalità, ma impersonano piuttosto, come i luoghi, degli stati d'animo o alcune idee o modi di vivere. Il protagonista invece, essendo descritto in modo molto particolareggiato dal punto di vista psicologico, è il riassunto di tutti gli stati d'animo presenti nel racconto ed espressi con un simbolo. Di lui manca una descrizione fisica, si sa soltanto che ha venti anni e che è un giovane pieno di speranza, di sogni per il futuro e di voglia di vivere. Ma col procedere della storia avviene un cambiamento in lui, che lo porta a una maturazione e ad un diverso modo di vedere le cose.

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