I personaggi di Senilità

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

EMILIO

Emilio è un giovane già invecchiato, come anticipa il titolo del romanzo. Egli, debole ed incapace di tutto, vive sospeso in una realtà che lui stesso si è creato, realtà che gli dà sicurezza e protezione, ma che gli preclude allo stesso tempo la vita, l’amore, ogni godimento. La rinuncia al piacere non può tuttavia non creare ad Emilio una sorta di irrequietudine che egli cerca di colmare con l’avventura che egli si concede con Angiolina. La donna per lui rappresenta la vita, l’amore, il godimento, la trasgressione che non ha mai soddisfatto, e che tuttavia non è in grado di vivere normalmente, di controllare senza esserne sopraffatto. La sua situazione diventa quasi morbosa: incapace di vivere con maturità il suo rapporto amoroso, cerca in Angiolina la dolcezza di una figura materna che non può trovare in lei, ma allo stesso tempo vuole proporsi ai suoi occhi come un uomo forte, che quasi cinico che plasma razionalmente la storia d’amore che è intenzionato a vivere, e nei confronti di Angiolina si pone assume la funzione di educatore . Tutto ciò è la necessaria conseguenza della sua profonda immaturità psicologica, egli, in fondo, ha paura della donna ed ha paura del sesso.
Emilio, tuttavia, non è solo semplicemente un individuo, ma individuo all’interno di una società e di un periodo storico che necessariamente lo plasmano con la propria influenza. Egli incarna infatti le caratteristiche del piccolo borghese del primo novecento che, pur essendo legato ancora alla cultura positivista, non riesce a trovare un punto d’equilibrio con i nuovi valori e le nuove questioni che la cultura della propria epoca gli pone. Emilio, infatti, crede di riuscire a studiare freddamente, con occhi di scienziato, il comportamento e i moventi di Angiolina, convinto che la natura, anche quella umana, sottostia a leggi esatte e immutabili, ma nello stesso tempo non riesce a non guardare ad Angiolina se non con l’occhio di un romantico che idealizza la figura della sua donna, incapace di vederla come essa realmente è. Emilio crede poi di essere “uomo immorale superiore”, tuttavia egli non riesce a svincolarsi dalla morale tradizionale ed accettare il libero comportamento sessuale della sua compagna: crede nei valori della famiglia, della rispettabilità, del lavoro e non può accettare l’infedeltà della sua donna. Infine, egli vagheggia idee socialiste, di fratellanza universale, ma nella prospettiva di un borghese, di un letterato, quasi di un aristocratico, che, in fondo, si dimostra sprezzante nei confronti della classe proletaria, e che infatti vuole “innalzare” socialmente la propria compagna.

IL BALLI

Il Balli rappresenta l’uomo che Emilio non è, non è capace di essere, ma che in fondo vorrebbe essere.
Egli all’apparenza è forte, coraggioso, sicuro di sé e spregiudicato, sembra completamente padrone della propria vita e dei rapporti che ha con le altre persone, soprattutto con le donne. In realtà, Stefano non è per nulla diverso da Emilio, anch’egli è infatti un inetto, è vittima del male che colpisce tutti gli uomini della sua epoca, l’inettitudine appunto. La differenza fondamentale che però lo distingue da Emilio è il modo di affrontare e rapportarsi alla propria “malattia” : il Balli reagisce, e da uomo incapace ed inerte si trasforma in super-uomo di provincia, cercando di mascherare la propria reale natura di impotenza in potenza.
Angiolina

Angiolina è la donna che Emilio ama, Giolona è la stessa donna, vista con occhi diversi, non condizionati dal sentimento dell’amore. Emilio vuole considerarla all’inizio della sua storia come un oggetto, un giocattolo di cui disporre a proprio piacimento e di cui disfarsene nel momento opportuno, egli rinnega quasi alla donna la propria umanità, la propria autonomia, lei quindi si ribella al rapporto che la tiene legata ad Emilio. Appartiene alla classe proletaria, è una bella figlia del popolo, senza troppi principi morali vive la propria sessualità in modo completamente libero, non preoccupandosi della volgarità dei propri tradimenti, che sono forse l’unico modo per sottrarsi alla spregiudicatezza dimostrata da Emilio nel tentativo di pianificare la propria storia d’amore e di aiutare la sua donna ad elevarsi socialmente. Angiolina si comporta secondo il suo utile ed il suo piacere, è una figura estremamente “terrena”, concreta, viva nel suo amore e desiderio di piaceri fisici, come il buon cibo ed il sesso. Agli occhi di Emilio però appare un’altra Angiolina, sempre più idealizzata fino alla fine del romanzo in cui subisce una vera e propria trasfigurazione: la donna diventa carica di significati simbolici per il suo amante che la vede come incarnazione di un’utopia socialista, musa ispiratrice del letterato, “personificazione del pensiero e del dolore”, “tutto quello di nobile” che Emilio ha mai “pensato od osservato”.

Esempio



  


  1. patrizia bocconi

    grazie mi è servito tanto


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