"Senilità" di Italo Svevo

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

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Testo

CAPPELLINI ALESSIO 5A AK
RELAZIONE DI ITALIANO
SENILITA\
AUTORE
Autore: Italo Svevo
Cenni biografici:
Ettore Schmitz nasce il 19 dicembre del 1861 a Trieste, in una bella e grande casa in via dello Acquedotto 10 (oggi via XX settembre 16).I suoi genitori,Francesco Schmitz ed Allegra, avranno altri 15 figli,ma solo otto di questi sopravviveranno. Francesco è un padre affettuoso ma che sa essere anche severo. Israelita, ha origini ungheresi ed anche se in casa Schmitz si parla e si vive italiano,lui si fida solo delle scuole tedesche. Così Ettore nel 1874 finisce nel collegio di Segnitz in Baviera e ci resta per tre anni. Lì si appassiona alla lettura.Legge di tutto:Schiller,Hauff,Korner, Heine,Shakespeare,J.P. Richter e Turgenev;ma trova anche il tempo di innamorarsi della bella Anna Herz,la nipote del direttore.Fino al matrimonio Ettore non sarà mai insensibile al fascino femminile.
Quando torna a Trieste è imbevuto di letteratura ed ha solo voglia di mettersi a scrivere.Di darsi al commercio non si sente proprio.Ma niente da fare,il padre non è d’accordo e lui si rassegna a continuare gli studi a Trieste.
Nel 1880 il padre ha un rovescio finanziario ed Ettore è costretto ad impiegarsi nella filiale triestina della banca Union di Vienna come corrispondente di lingue straniere.Nei ritagli di tempo legge, scrive,e fuma.Il fratello Elio con Ettore è in buoni rapporti ed in un diario annota i suoi primi passi da scrittore.Ma il 29 settembre del 1886 Elio muore di nefrite,troppo presto per leggere le opere del fratello.La sua morte getta Ettore nel più profondo sconforto.Per sua fortuna in quello stesso anno Ettore conosce il pittore Umberto Veruna che colmerà,con la sua ricchezza interiore di artista e la sua amicizia,il vuoto di quella triste perdita.
Tra il 1887 ed il 1891 Ettore comincia la stesura di “Una vita”.Intanto collabora a “L’Indipendente” con racconti che escono a puntate.
Nel 1892 muore il padre Francesco.Ai suoi funerali Ettore conosce Livia Veneziani,una sua cugina di 2° grado e con lei instaura un rapporto che durerà per tutta la sua vita. Nell’autunno dello stesso anno pubblica “Una vita” con lo pseudomino di Italo Svevo,che esprime la sua doppia cittadinanza culturale.Tra il 1893 ed il 1895 Ettore scrive testi teatrali. Nell’autunno muore sua madre.In dicembre chiede a Livia di sposarlo.
Nel 1896 Si sposa.Il suo matrimonio incontra subito grandi ostilità nella famiglia di Livia,per la differenza di religione (lui è ebreo mentre lei è cattolica),di età (lui è più vecchio di 13 anni) e di ricchezza (il padre di Livia è l’inventore della formula chimica per vernici sottomarine e la sua azienda,diretta dalla moglie,è molto florida).
Nel 1897 nasce Letizia,la sua unica figlia.Oltre al lavoro in banca Ettore si impegna dando lezioni serali di corrispondenza tedesca e francese all’Istituto commerciale “Rivoltella” e diventando redattore notturno al “Piccolo”.Irredentista convinto,mal sopporta il giogo austriaco sulla sua città.Per gli Schmitz,come per altri ebrei,Vienna era colpevole di tollerare,se non addirittura incoraggiare,l’antisemitismo nelle regioni tedesche dell’Impero.Questa volta aveva portato la ricca ed influente minoranza ebrea triestina su posizioni filo-italiane.
Nel 1898 le autorità lo tengono d’occhio,ma questo non impedisce allo scrittore di condurre una vita piena e di scrivere “Senilità”.Ma,come era accaduto con “Una vita” il romanzo esce nell’indifferenza generale.
Nel 1899 abbandona il lavoro in banca ed intraprende un impiego nell’azienda di vernici offertogli dal suocero.
Visto che nessuno apprezza le sue opere,dichiara che non scriverà mai più ma è una bugia:in quei 20 anni di falso silenzio continuerà a scrivere fiabe e racconti ed ad abbozzare commedie.
Nel 1906 muore il suo grande amico Veruna ed incontra lo scrittore irlandese James Joyce,il futuro autore dell’”Ulisse”.Tra il 1818 ed il 1819 comincia a tradurre l’opera di Freud sul sogno ed a scrivere “La coscienza di Zeno”.
Nel 1923 pubblica “La coscienza di Zeno” e sente che questa volta arriverà il successo sognato. Invece le cose non vanno come spera lo scrittore,che si consola con la famiglia.
Ma nel 1924 il suo nome e le sue opere iniziano a circolare per l’Europa ed il successo arriva tutto insieme nel 1925,grazie anche a Joyce e Montale.Forse troppo tardi perché Svevo possa gustarlo appieno.Infatti morì il 13 settembre 1928,a causa di un incidente stradale.
Formazione culturale:
La formazione culturale di Svevo è fortemente influenzata da Trieste,la città dove vive e che fa da sfondo a molte sue opere,coinvolta direttamente nella crisi del passaggio dei due secoli.
Fino al 1918,alla fine della Grande Guerra,appartiene all’Impero asburgico e ciò la rende aperta alla cultura europea,rendendola importante,al livello di città come Parigi.Dopo la guerra Trieste è libera e rappresenta bene la molteplicità etnica e culturale della società del tempo.Popolata da una maggioranza di italiani,controllata da minoranze asburgiche nei settori amministrativi ed
alto-borghesi,influenzata negli ideali,nella lingua e nella cultura da una presenza slava ed ebraica (di cui fa parte lo stesso padre di Svevo),Trieste non può fare a meno di rappresentare un crocevia di popoli,lingue e culture.La grande attività borghese,bancaria e mercantile che si sta sviluppando influenza la mentalità di chi vive a Trieste. L’altra parte della città è influenzata dalle iniziative culturali,mondane ed artistiche,dagli ideali che vanno diffondendosi. Svevo vive direttamente queste due realtà della città,impegnandosi sia in campo economico,passando da impiegato ad imprenditore affrontando la scalata del successo,sia in campo culturale,scrivendo opere teatrali ed in prosa.
Una città così moderna,ricca ed importante non può che vivere anche tutti i problemi,le contraddizioni e la decadenza di quegli anni.Si vanno sviluppando gli ideali nazionalistici, soprattutto italiano e slavo,che si scontrano con l’apparato asburgico-tedesco.Iniziano i conflitti di classe e le nuove organizzazioni di tipo socialista minacciano proprio quella borghesia che controlla l’intera città.Contemporaneamente la grande depressione economica di fine secolo mette in discussione il ruolo del capitalismo e della borghesia,la fiducia stessa nel progresso.
In questo scenario vive Italo Svevo,autodidatta che scrive negli avanzi di tempo,per passione, inserito nel mondo nel lavoro ed educato con un’istruzione di tipo tecnico-commerciale.
Svevo non è l’intellettuale umanista,professionista della cultura,non è nemmeno l’artista maledetto,superuomo,esteta o veggente che si muove in un mondo decadente.E’ solo un onesto lavoratore che ha la passione della scrittura e della riflessione.
Svevo,fin da ragazzo,dopo il lavoro ama frequentare la biblioteca civica e leggere,da autodidatta le grandi opere francesi.E’ il momento del Naturalismo,fatto di una letteratura realistica.
Ben presto entra a contatto con le teorie filosofiche di Schopenhauer,che pongono le idee naturalistiche in secondo piano rispetto all’analisi di quello che sarà definito più avanti “inconscio”. Dalle teorie del filosofo tedesco sulla volontà che agisce nel profondo del soggetto,Svevo sviluppa l’idea che dietro ai comportamenti apparentemente razionali degli uomini agiscano spinte inconsapevoli di cui non si conosce la forza.Ormai siamo lontani dalle teorie naturalistiche e Svevo si spinge verso l’analisi dell’interiorità.Nelle sue opere sono presenti personaggi che vincono ed altri che si fermano a contemplare e che rinunciano.Si va delineando la figura dell’inetto.
I due romanzi,pubblicati a proprie spese,”Una vita” e Senilità” non ottengono il successo sperato e Svevo decide di abbandonare di conseguenza la letteratura,ma non la lettura.
L’autore entra a contatto con le nuove teorie darwinistiche sull’evoluzione (dove nascono le figure degli “adatti” che permetteranno alla specie di svilupparsi ed i “non adatti” ai quali la natura stessa non permetterà di vivere e riprodursi) e le rielabora in funzione del sistema sociale,dove vede riportati gli stessi meccanismi.Gli adatti sono gli uomini inseriti nella società,i lavoratori che con il loro impegno mandano avanti il sistema.Accanto ad essi esistono uomini contemplativi,senza una specializzazione precisa,che non vivono la vita ma la subiscono,la pensano ed,a volte,la scrivono.
I non adatti non sono completamente negativi,non vincono e non lottano ma non sono un semplice peso.Se la società dovesse cambiare (analogia alla mutazione dell’ambiente) magari sarebbero proprio loro,i non adatti a trovarsi meglio nella nuova realtà.
Quindi,attraverso il paragone con le idee di Darwin, la figura dell’inetto si sviluppa ancora.
Attorno al 1906 Svevo ha la fortuna di diventare amico di Joyce e tra loro nasce un rapporto decisivo che porterà l’autore su una nuova strada ed al successo. I due autori si scambiano idee e la lettura reciproca dei loro romanzi li porterà su strade nuove e differenti rispetto all’idea di romanzo moderno.Infatti tra “La coscienza di Zeno” e l’ ”Ulisse” esistono grandi differenze.
L’incontro con Joyce fa rinascere in Svevo la voglia di narrare,ostacolata dall’impegno lavorativo.
Subito dopo l’autore scopre le teorie del medico viennese Freud.Ne rimane affascinato,ma non condivide la funzione di quelle idee,da applicare cioè come cura e terapia.Per lui l’uomo non può essere cambiato,curato.Di Freud accetta la scienza,più utile alla letteratura che alla medicina.
Sono gli anni della prima guerra mondiale e Svevo li vive intensamente,vedendosi la propria fabbrica requisita ed il proprio nome nella lista dei sospetti irredentisti.
Contemporaneamente alla lettura di Freud Svevo analizza nuovi testi inglesi di Sterne e Swift.
“La coscienza di Zeno” è il frutto di tutti questi contatti culturali,dell’analisi interiore,di una nuova concezione della figura di inetto.Il romanzo viene pubblicato ma in Italia è ancora insuccesso.
Ma l’amico Joyce permette a Svevo di essere conosciuto all’estero ed arriva la gloria.
L’autore,dopo aver frequentato gli ambienti culturali europei,torna in Italia e con le sue nuove opere raggiunga anche in patria il successo:”Corto viaggio sentimentale”,”Una burla riuscita”,”Vino generoso”,”La novella del buon vecchio e della bella fanciulla”.
Visione dell’uomo e del mondo:
L’autodidatta Svevo costruisce a poco a poco una propria visione del mondo.Nei suoi primi testi (per esempio “La Tribù”,influenzata dalle teorie socialiste dove l’autore si confronta col Marxismo) emerge da una parte un’utopia filantropica ed umanitaria,dall’altra,e soprattutto,una profonda sfiducia verso il progresso.La sua visione del mondo è dominata da uno scetticismo nei confronti dell’umanità.Non trova alternative ai problemi del vivere con l’analisi del Marxismo.Semmai si spinge ad approfondire l’analisi dell’uomo borghese su cui grava il tema dell’inettitudine.
La visione dell’uomo in Svevo matura col passare degli anni,opera dopo opera.La figura dell’inetto è presente con chiarezza per la prima volta nel romanzo “Una vita” e sarà il tema di fondo della narrativa sveviana.Il protagonista del testo è Alfonso Nitti,un provinciale con ambizioni letterarie che,giunto nella grande città,è costretto ad un modesto impiego.Sognando la gloria legge e scrive da autodidatta ma i suoi sono solo sogni.In esso è nascosta l’inettitudine,l’incapacità di lottare nella vita per realizzare le proprie ambizioni. A causa di questa capacità rifiuta un matrimonio con la figlia del direttore della banca in cui lavora e passerà il resto della sua vita con il rimorso,tra volontà e rinuncia.Trova una via di fuga nella morte,convinto di fare un gesto eroico.Ma il mondo nel suo folle gesto vedrà solo l’ulteriore conferma della sua inettitudine.
Svevo utilizza la sua scrittura quasi come forma di terapia.Nei suoi personaggi vede sé stesso e gli analizza per non ripetere nella vita i loro errori.Si oppone al protagonista de “La vita” sposandosi ed affrontando ogni giorno il lavoro come impiegato e collaboratore di riviste con impegno e serietà.
Con la pubblicazione di “Senilità” Svevo matura la figura dell’inetto,sviluppando il protagonista del romanzo precedente. Emilio Brentani è riuscito a pubblicare una sua opera e ciò gli ha dato una piccola notorietà provinciale. Ma,una volta soddisfatta l’ambizione letteraria per lui si apre la percezione di una vita vuota,senza contenuti esistenziali.Trova con l’amore di una ragazza il gusto di vivere una esistenza attiva,da protagonista,ma scopre di non essere adatto alla vita.
Emilio è afflitto da una senilità,una vecchiaia non fisica ma dell’anima.Per lui non resta che mettersi da parte,osservare la vita degli altri e rimpiangere la propria gioventù,mai realmente vissuta. A nulla gli è servito pubblicare la sua opera.
Ma anche questo romanzo,come il precedente non riesce a sfondare e passa inosservato.
Svevo capisce che anche Emilio è un esempio da non seguire.Quindi non deve compiere il suo stesso errore.Entrare con la letteratura nella realtà è come sostituirla.Il risultato è sentirsi vecchi senza nemmeno aver vissuto. Così l’autore decide di rinunciare alla letteratura,ma non fu così.
La sua visione dell’uomo continua a maturare,grazie alle influenze di Joyce,dell’opera freudiana ed inglese. Svevo vede la pratica psicanalitica come contributo alla scienza e letteratura,non come nuova fonte di medicina. L’uomo non può essere curato.Un inetto non può cambiare la propria condizione.Ma qualcosa sta cambiando nel suo pensiero. Svevo si convince che l’inettitudine,la malattia e la nevrosi che bloccano l’agire umano non siano più il fatto negativo che caratterizza i primi romanzi,la quasi la fonte di una possibile,ironica,disincantata saggezza.
Nel 1922,in seguito a queste riflessioni,esce ”La coscienza di Zeno”.Il protagonista è l’erede di Nitti e Brentani,concludendo l’evoluzione di un personaggio che in definitiva rappresenta la visione dell’autore dell’uomo. Così Zeno nasce da Brentani,come esso era l’evoluzione di Nitti.
Zeno non si ritira passivamente dalla vita,ma fa della sua inettitudine quasi una forma di saggezza,che gli permette di osservare con occhio ironico e disincantato sia sé stesso che il mondo.
Premotivazioni che lo spingono a scrivere:
Svevo non scrive per un mera aspirazione artistica e non dedica tutta la sua vita alla cultura.
Lo avrebbe fatto da giovane,ma il padre non glielo ha permesso. Così prima di tutto pensa al lavoro,come sicurezza economica e mantenimento della famiglia.Negli avanzi di tempo scrive e lo fa per passione.Le sue opere sono pubblicate a sue spese e per lui sono un duro colpo i fallimenti editoriali,l’insuccesso riscontrato nel pubblico.
E’ un uomo che ama riflettere e le sue scelte,le sue teorie e di conseguenza la sua produzione letteraria sono influenzate delle nuove idee e dalle analisi sull’interiore di Schopenhauer, Freud,e Darwin che vanno diffondendosi in tutta Europa. Svevo ama tenersi informato sui nuovi pensieri e di conseguenza analizza anche le teorie socialiste.

La funzione dello scrittore ed il suo messaggio:
Per Svevo la funzione dello scrittore e della letteratura va posta in secondo piano.
Prima di tutto,complice la mentalità borghese,l’uomo è un lavoratore responsabile della famiglia e della propria esistenza.
L’arte è una passione,che deve vivere e svilupparsi parallelamente al lavoro.Con le sue opere Svevo vuole far conoscere al pubblico le proprie teorie,creare delle storie con personaggi studiati.
Con essi bisogna cercare il confronto,vanno analizzati e capiti.Tali personaggi sono il frutto delle riflessioni dell’autore sulle nuove teorie nate e diffuse in Europa,conosciute attraverso un’attenta lettura e un interesse per la cultura moderna.
OPERA
Anno di pubblicazione: 1898
Riassunto dell’opera:
Appena iniziata la lettura ci troviamo subito immersi nella vicenda principale.Il primo capitolo dell’opera infatti si apre con un dialogo tra due innamorati,Emilio ed Angiolina,durante una passeggiata notturna. I due si conoscono appena ed Emilio pensa di poter sfruttare fino in fondo quella ragazza,divertirsi con lei,educarla alla malizia e poi lasciarla.Non ha la minima intenzione di sposarla e sembra molto soddisfatto e divertito delle sue idee.
Ma Angiolina non è sensibile e controllabile come sembra:in realtà è una ragazza sveglia che ama divertirsi e trarre piacere da ogni persona. Così continua a frequentare Emilio ma allo stesso tempo cerca altri uomini ed una sistemazione.In questo modo ottiene una promessa di matrimonio dal Volpini.Lei non ama tale individuo ma lui è ricco e per Angiolina ciò rappresenta la sicurezza ed il benessere che la famiglia non ha potuto darle. Emilio diventerà il suo amante,così lei sarà ricca e soddisfatta in amore allo stesso tempo.
In questo modo la relazione con Angiolina per Emilio prende una piega imprevista e non desiderata:Emilio è molto più sensibile di quello che crede di essere e ben presto è sopraffatto dalla gelosia e disgustato dal compromesso.Ma non sa agire con discrezione ed indifferenza e dei suoi problemi si accorgono la sorella Amalia e Stefano Balli,il suo migliore amico.Ma ogni loro consiglio è inutile:Angiolina ormai è una ossessione.Le visite a casa sua si moltiplicano,così come gli appuntamenti. Emilio è un tipo impulsivo ed in piena crisi riesce a lasciarla.Ma non l’ ha ferita come voleva,non ha ottenuto la minima soddisfazione.Non vuole uscire da quella storia da perdente e,mosso dall’orgoglio, dall’amore e da un desiderio di possessione ricomincia ad uscire con lei.
Ma il loro rapporto adesso è differente:Emilio vuole vederla più spesso e la sua rabbia unita alla continua gelosia si sfogano in un volgare possesso della donna.
Emilio fino alla fine non riesce a capire cosa pensa Angiolina ed entra in una nuova crisi. A nulla servono i consigli esperti del Balli,anzi,i due amici si allontanano.Solo la malattia della sorella Amalia lo fa smuovere.Il suo egoismo lo porta a lasciarela moribonda alle cure di Elena,una signora amabile che ispira fiducia,ma pur sempre estranea.Lui deve andare da Angiolina.Deve lasciarla e cercare di farlo nel modo peggiore possibile:con violenza,con gravi offese e rabbia.
Ormai quella storia per Emilio è finita.Può pensare alla sorella,assistere alla sua morte e riflettere sul suo egoismo.Come aveva fatto lui,il fratello,a non accorgersi di quanto Amalia fosse sacrificata e di quanto soffrisse in silenzio…
Col passare del tempo il dolore per la morte di Amalia inizia a passare assieme al ricordo di Angiolina.Ma Emilio è un sognatore ed ama cambiare i fatti con la sua fantasia:in lui vivrà il bel ricordo di Ange,una ragazza bella e piena di vita come Angiolina ma con un carattere completamente differente,fantastico.

Spazio:
L’intera vicenda si svolge a Trieste,città natale di Italo Svevo.Durante la narrazione vengono riportati fedelmente i nomi delle vie delle piazze dei luoghi caratteristici della città che fanno da scenario alle tormentate vicende amorose di Emilio. Svevo descrive paesaggi ed ambienti con molta attenzione ai particolari:negli spazi aperti cerca di cogliere ogni sfumatura,in quelli chiusi il minimo elemento viene riportato.Ogni stanza viene descritta,assieme all’arredamento,i suoi colori e le caratteristiche curiose.La descrizione delle stanze e degli mobili è un mezzo che lo scrittore usa per farci capire la ricchezza dei personaggi a cui appartengono.
Tempo (durata dell’azione):
L’opera è ambientata negli anni dello scrittore ,quindi tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900.Ciò non è mai esplicitamente riferito da Svevo ma si può dedurre nella lettura.Infatti lo scrittore in tutta la vicenda non ci comunica mai una data che possa essere usata come riferimento.
La vicenda dura parecchi mesi e lo si capisce da indiretti riferimenti agli abbigliamenti dei protagonisti (vestiti più o meno pesanti con l’avvicinarsi dell’inverno),ai colori ed alle descrizioni dei luoghi e dei paesaggi. Emilio ed Angiolina iniziano a frequentarsi in autunno.In seguito,col proseguire della storia,si fanno riferimenti al lungo Carnevale triestino,ai veglioni ed al freddo pungente che colpisce la città.Le vicende si svolgono spesso di sera (gli appuntamenti di Emilio con Angiolina),di mattina (le passeggiate di Emilio e Stefano prima del lavoro in ufficio) e difficilmente di pomeriggio, solo qualche giorno di festa.
Analisi fisica e psicologica dei personaggi:
L’opera di Svevo non è caratterizzata da una moltitudine di personaggi.
I personaggi principali sono cinque e di essi difficilmente si hanno descrizioni fisiche:l’autore preferisce analizzarli psicologicamente attraverso i dialoghi ed i loro pensieri.
Emilio Brentani:
Può essere considerato il protagonista dell’opera. Svevo non ci dà mai una descrizione fisica di lui e quindi non si può direttamente definire il suo aspetto,il suo volto,la sua corporatura.Tuttavia possiamo ugualmente farci un’idea di questo personaggio.E’ un piccolo borghese,un impiegato sui 35 anni ed,a giudicare dalla conquista di Angiolina,ci immaginiamo un bell’uomo.Vive da molto tempo con la propria sorella e non ha la minima intenzione di sistemarsi.La sua condizione economica è regolare,ma senza eccessi:Emilio è un risparmiatore e sta attento alle spese.Oltre al lavoro d’ufficio ha la passione della scrittura ma difficilmente scrive,per mancanza di ispirazione.Tuttavia è orgoglioso di un suo libro pubblicato anni prima ed accolto abbastanza bene dal pubblico.
Analizzando più attentamente il personaggio ci accorgiamo dei suoi innumerevoli difetti e di quanto il suo carattere sia mediocre:vorrebbe divertirsi con le donne,sfruttarle al massimo facendo loro sfoggio di grande carattere ed esperienza.Ma questi sono solo suoi desideri:nella realtà non è assolutamente dotato di tanta personalità,non ha il carattere adatto (si affeziona facilmente,pensa troppo e soffre terribilmente di gelosia).Non ha esperienza con le donne come l’amico-esempio Stefano e perciò subisce le conseguenze delle sue azioni troppo azzardate.
Vorrebbe controllare Angiolina come se fosse un giocattolo ma finisce con l’esserne sopraffatto.Non riesce a rendersi conto immediatamente della ragazza con cui ha a che fare e purtroppo lo capisce quando ormai è troppo tardi.Non si accorge di essere preso continuamente in giro e dei ripetuti tradimenti subiti con chissà quante persone,una dopo l’altra.Non è in grado di sistemare le cose,di seguire i preziosi consigli di Stefano e perciò non riesce a lasciare la ragazza come vorrebbe lui.Non riesce a farla soffrire ed a vincerla completamente in uno scontro a parole.
Alla fine Emilio è roso dalla gelosia e si sfoga possedendo la ragazza,cadendo nella volgarità e nel compromesso.Addirittura la loro storia arriva a diventare solo passionale,limitata ad appuntamenti in una brutta e squallida casa dove poter passare la notte in una “stanzaccia”.
Emilio è un personaggio assorbito nei suoi pensieri.Anche Angiolina viene modificata nella sua mente:non è più la sua amante passionale ma Ange:una ragazza bella ed attraente come l’amata-odiata Angiolina ma con un carattere migliore,più maturo,fedele e spirituale.
E’ una persona presuntuosa:crede di vedere e di prevedere tutto perciò analizza sempre tutto ciò che ha intorno,ogni movimento o parola delle persone attorno a lui.Questa fatica è inutile,infatti per quanto possa osservare e riflettere Emilio si muove inesorabilmente verso un destino di frustrazione e di dolore,intervallato da qualche felicità materiale.Non ha le qualità e l’aspirazione necessarie a pretendere di più.
Amalia Brentani:
E’ la sorella del protagonista. Svevo la descrive come una figura esile,grigia e piccola.
Sicuramente non è una bella ragazza,infatti anche Stefano non ha il minimo interesse nei suoi confronti.E’ più giovane del fratello ma solo di età:di carattere è più vecchia,matura,chiusa.
Vive da molti anni con Emilio ed il suo compito è badare alla casa.Si preoccupa solo di lavare,cucire,cucinare,mettere in ordine e pensare al fratello.Non ha un lavoro e difficilmente esce di casa.E’ Emilio che porta i soldi in casa,lei deve occuparsi di tutto il resto.
L’avventura amorosa di Emilio per Amalia è una grande novità ma allo stesso tempo ne ha paura:potrebbe allontanare da lei l’unica persona con la quale ha un minimo dialogo,rendendola ancora più sola. L’unico modo che ha per sfogarsi sono i sogni.
Non è fatta per conoscere l’amore:è un personaggio mediocre legato alla casa.Non conosce bene il mondo esterno ed il suo amore per Stefano la fa solo soffrire.Ma non è come il fratello:quando soffre non sente il bisogno di sfogarsi con qualcuno,di uscire,di aprirsi.Preferisce tenere tutto dentro,dando l’impressione esterna che stia bene.Infatti Emilio si accorge delle sue sofferenze e dei suoi desideri solo ascoltandola parlare nel sonno.
Alla fine della vicenda Amalia muore,gravemente ammalata e perde la ragione.La sua malattia scoppia all’improvviso,prendendo di sorpresa Emilio.Nemmeno lui,il fratello si era accorto di nulla nei giorni precedenti.Forse il suo egoismo l’aveva portato a pensare solo ad Angiolina e di questo ne soffre.La morte inaspettata di Amalia ci fa capire quanto questo personaggio vivesse nell’indifferenza.
Angiolina:
E’ l’amore di Emilio.Non viene descritta direttamente dall’autore ma si capisce che è una ragazza bellissima,snella,alta,con i capelli biondissimi e accesa di un colorito rosa segno di salute.Non è una persona ricca e soffre della sua condizione.Suo padre è malato fisicamente e psicologicamente mentre i suoi fratelli sono in continuo litigio.Per questo è in cerca della ricchezza e del piacere.
All’inizio Angiolina sembra una ragazza semplice,ingenua e domabile.Ma col passare del tempo si capisce che per lei Emilio è un gioco e non viceversa.Frequenta altri uomini mentre esce con Emilio e non ne è per niente pentita.Sembra godere delle difficoltà altrui perché mettono in evidenza i suoi vantaggi e le sue fortune.
Si promette sposa ad un ricco commerciante,tale Volpini,e senza problemi propone ad Emilio di essere il suo amante.Questo compromesso fa capire quanto sia esperta della vita e come sia difficile metterle i piedi in testa.
Ama essere osservata,ammirata e mentre cammina fissa negli occhi qualsiasi uomo,come tentazione.E’ una provocatrice e sembra non avere rispetto per il cuore altrui.
Tuttavia Angiolina,nonostante possa apparire una strega agli occhi di Emilio non lo considero un personaggio completamente negativo,anzi.E’ in cerca del suo bene personale,difende i suoi interessi e mira a migliorare la sua bassa condizione economica e sociale.E’ decisa ad ottenere il massimo dalla vita:qualsiasi piacere e miglioramenti sociali ed economici.
Stefano Balli:
E’ il migliore amico di Emilio da moltissimi anni.Di professione fa lo scultore anche se non è dotato di grandi capacità artistiche.Ha un carattere egoista come quello dell’amico ma rispetto a lui ha qualcosa in più:la fortuna,la personalità ed il forte senso pratico lo fanno apparire sicuramente come un personaggio positivo.Sa cogliere le occasioni al volo,ottenere rispetto da chi lo circonda e cogliere i doni della fortuna.Diversamente da Emilio sa come trattare le donne e vive di amori brevi ma intensi,consumati in fretta e che non lasciano tracce.Ne è un esempio Margherita,una ragazza con cui ha una breve relazione ma che poi lascia per orgoglio.
Vuole dare una lezione di vita all’amico in difficoltà e decide di mostrargli dal vivo la sua abilità.
Convince perciò Emilio a uscire con lui una sera in compagnia di Angiolina e Margherita,per sfoggiare la sua esperienza.Infatti riesce ad essere sempre al centro dell’attenzione:le due donne pendono dalle sue labbra mentre Emilio lo guarda stupefatto ed arrabbiato.Può fare qualsiasi cosa:non è mai troppo volgare.
Nelle presentazioni si impone subito:appena conosciuta Angiolina non la adula (si metterebbe in secondo piano),al contrario la prende immediatamente in giro criticando il suo naso e mettendola in difficoltà.Capisce subito di che pasta è fatta quella ragazza.Per lui non dovrebbe chiamarsi Angiolina,figuriamoci Ange:Angiolona,anzi Giolona.Con queste parole fa capire il basso livello della ragazza.Capisce che con lei il massimo che si può ottenere è una storia passionale e carnale.
Stefano sa prendere le distanze dalle donne pericolose.
Nonostante voglia stare sempre al centro dell’attenzione il Balli rispetta moltissimo Emilio:lo considera il suo migliore amico,l’unico col quale possa parlare allo stesso livello.Vorrebbe in tutti modi farlo allontanare da Angiolina,ma ogni suo consiglio è inutile.
In definitiva Stefano è un personaggio forse troppo rude ed egoista,ma sa come vivere ed il suo forte senso pratico gli permette di ottenere piacere dalla vita.
Elena Deluigi:
E’ un personaggio sicuramente di minore importanza rispetto a quelli precedentemente descritti. Appare solo nella parte finale della vicenda e la sua importanza è sminuita dalla malattia improvvisa di Amalia e dalla decisione di Emilio di abbandonare Angiolina.
E’ una donna che,nonostante la personalità amorevole e piena di affetto,si è ritrovata sola.I suoi figli adottivi non l’ hanno mai amata,anzi è sempre stata disprezzata senza un motivo preciso.Adesso vive assieme ad una giovane serva che tratta con rispetto ed affetto,quasi come se fosse sua figlia.
Emilio non la conosce ma appena la vede sente che può fidarsi di lei.Sua sorella ha iniziato a delirare ed a sentirsi male e lui deve uscire di casa a cercare un dottore.Però prima ha bisogno di qualcuno che assista la sorella in sua assenza.Sente che Elena è la persona giusta e la sua sensazione si rivela esatta:Elena assista Amalia fino all’ultimo,facendo tutto il possibile per alleviare le sofferenza della sfortunata ammalata ed aspettando assieme ad Emilio ed a Stefano la sua morte.

Oltre a questi personaggi nel testo ne vengono citati altri,che hanno la funzione di contorno.Servono per fare capire che i personaggi principali conoscono la città ed i suoi abitanti,che hanno delle reputazioni.Per Emilio rappresentano solo rivali in amore passati o magari presenti.Vengono citati il Leandri,il Merighi,il Volpini,il Soandri,e la famiglia Deluigi,inventata da Angiolina.E’ uno stile particolare chiamare i propri personaggi per cognome preceduto dall’articolo.Ciò viene fatto anche in molti dialoghi,segno di rispetto ma anche di estraneità,di volontario allontanamento.
Messaggio dell’autore:
Svevo con questa opera non ha voluto narrare una semplice storia d’amore finita in modo triste.
Se questo fosse stato il suo scopo iniziale non avrebbe arricchito la vicenda con personaggi fondamentali come Amalia e Stefano,non avrebbe inserito tutte le riflessioni di Emilio su Angiolina e la sua condizione.Tutto ciò ai fini di una storia d’amore risulterebbe quasi inutile e superfluo. Svevo ha voluto spingere il lettore a riflettere sulla condizione decadente della società borghese del tempo ed il personaggio principale,Emilio,è il frutto delle sue teorie riguardo l’uomo e la sua condizione.Le lunghe e contorte riflessioni del protagonista servono a far capire il suo mondo fantastico fatto di autoinganni che lo rendono un personaggio inetto.
Emilio è perciò l’inetto del romanzo,il personaggio sul quale riflettere e confrontarsi.Tutta la vicenda ruota attorno a lui,ai suoi pensieri,alla sua “senilità”.
Emilio è un modesto impiegato,che a differenza di Nitti (il protagonista de “Una vita”,il romanzo precedente di Svevo) ha saputo pubblicare il suo libro ed a essere stato apprezzato dal pubblico.
Ma così facendo non evita di essere un inetto:il suo sogno si è avverato,la sua vena letteraria presto esaurita e perciò ha perso tutta la sua carica vitale,non desiderando più nulla e sentendosi già vecchio,già vissuto (da qui la sua condizione di senilità).
Anche la sorella Amalia è un personaggio inetto,essendo una donna mai stata giovane e vitale.
Emilio sa della condizione che lo caratterizza,del vuoto esistenziale che lo circonda e cerca di compensare la vita mancata attraverso una trasfigurazione letteraria.E’ un autoinganno.
Angiolina è una popolana dotata di grande vitalità e vive con grande naturalezza.Si concede, tradisce,inganna secondo i suoi capricci non avendo regole morali e dimostrando grande volgarità.
Emilio la può affrontare solo attraversando diverse fasi.Prima fa il don Giovanni diventando poco serio e cinico,poi trasforma la donna in donna angelo (Angiolina diventa Ange) in modo quasi stilnovista.In seguito si sente assorbito dalla donna fatale e decadente,per poi analizzarla freddamente come se fosse un caso scientifico.Alla fine vorrebbe rieducarla piano piano per poterla salvare,giungendo anche a considerare un mondo dove tutti saranno migliori,come se fosse un socialista utopista.
Angiolina rappresenta un pericolo per Emilio,che ne è attratto ugualmente. All’uomo inetto non resta che crearsi delle barriere,delle difese fatte di autoinganni intellettuali.
Ma è tutto inutile e non gli resta che fuggire dalla donna,dimostrandosi debole anche nell’abbandono e tornando alla condizione di senilità iniziale.
La condizione di chi fugge dalla realtà in modo non eclatante per chiudersi nel sogno del che è stato,del che non sarebbe potuto essere e che mai sarà.Ed è proprio la condizione finale del protagonista che,vissuta un’esperienza accesa e vitale grazie ad Angiolina,si esclude nuovamente dalla vita attiva chiudendosi a sognare su quello che è stato e non su quello che la vita potrebbe ancora offrirgli.Attraverso il proprio autoinganno idealizza una vita,una gioventù che non ha mai potuto e voluto vivere.

Valutazione personale sull’opera letta:
“Senilità” è stata una lettura veloce e scorrevole.La vicenda è sintetica e Svevo utilizza una narrazione priva di lunghi tempi morti. L’azione dei personaggi difficilmente si ferma e ciò contribuisce a mantenere vivo l’interesse e la concentrazione durante la lettura.Spesso sono presenti riflessioni di Emilio ma sono strettamente legate alla vicenda e fanno capire meglio il personaggio,il suo modo di pensare e la sua visione degli altri personaggi.
Sicuramente,col proseguire della vicenda,è diminuita sempre di più l’immedesimazione.Se all’inizio cercavo di capire il protagonista Emilio per potermi immedesimare in lui,ben presto mi sono reso conto di quanto tale personaggio fosse mediocre e così la lettura è diventata sempre più indiretta ed “esterna” alla vicenda.
Nel complesso la lettura mi ha soddisfatto ed ho trovato interessante la vicenda ed il tema trattato.In molte occasioni Svevo è riuscito a farmi riflettere ed in diversi momenti cercavo di intuire le azioni dei personaggi.Sicuramente sono rimasto molto deluso dal finale:non mi aspettavo la morte di Amalia e pensavo ad una maggiore “vendetta” di Emilio:invece Angiolina parte dalla città in compagnia di un’altra “vittima” ed Emilio rimane completamente solo a commiserarsi ed a fantasticare inutilmente sulla vicenda di cui è stato protagonista.
Bibliografia consultata:
Per la lettura dell’opera:
Titolo del libro: “Senilità”
Editore: Mondadori
Luogo di pubblicazione: Legatoria del Sud,Ariccia (Roma)
Data di stampa: 23 Dicembre 1994
Per l’analisi dell’autore e dell’opera:
Titolo del libro: “Mondi letterari” Volume 3°
Autori: Rocco Verna – Paola Papa – Mariacarla Vian – Cecilia Verna
Editore: Paravia
Luogo di pubblicazione: Torino
Data di stampa: 1999

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