I Malavoglia

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale

Voto:

1.5 (2)
Download:530
Data:21.12.2000
Numero di pagine:7
Formato di file:.doc (Microsoft Word)
Download   Anteprima
malavoglia_10.zip (Dimensione: 7.52 Kb)
readme.txt     59 Bytes
trucheck.it_i-malavoglia.doc     31.5 Kb


Testo

Giovanni Verga:
I MALAVOGLIA

Contenuto generale: ad Aci Trezza, un paese sulla costa orientale della Sicilia tra Catania e Messina, vive la famiglia Malavoglia, composta dal vecchio padron ‘Ntoni, dal figlio Bastianazzo con la moglie Maruzza la Longa e da cinque nipoti: ‘Ntoni, uno scansafatiche di vent’anni; Mena, detta S. Agata per la dedizione al lavoro; Alessi, un moccioso caratterialmente uguale a suo nonno; e infine Lia, ancora piccola che “non è né carne né pesce”. Abitano alla Casa del Nespolo e possiedono una barca, la Provvidenza, con cui faticosamente si guadagnano da vivere. Quando il giovane ‘Ntoni parte per il servizio militare, comincino i guai per la povera famiglia, poiché è un’annata scarsa e mancano le braccia per lavorare con la barca. Padron ‘Ntoni decide allora di acquistare a credito dallo zio Crocifisso, l’usuraio del paese, una partita di lupini da rivendere a Riposto. La barca parte un sabato sera con il suo carico e con Bastianazzo e il figlio della Locca. Viene però sorpresa dalla tempesta e nel naufragio perdono la vita i due uomini.
Ora per i poveri Malavoglia si annunciano tempi duri: la Provvidenza viene ritrovata, ma è tutta sconquassata e bisogna darla a mastro Zuppiddo perché la ripari. Intanto ‘Ntoni torna dal militare e si apre la speranza per l’avvenire. Il ragazzo si mette a lavorare, ma maledice la sorte, perché non ha voglia di continuare quella vita, tanto più che tutto il guadagno della famiglia serve appena a pagare la riparazione della barca. Alla scadenza del debito dei lupini lo zio Crocifisso non può essere pagato e i Malavoglia vedono arrivare a casa loro l’usciere. Non resta che rivolgersi all’avvocato, il quale assicura che non c’è nulla da temere, perché la casa non può essere toccata in quanto appartiene alla Longa. Ma il vecchio ‘Ntoni è troppo onesto e preferisce venire ad un accordo con Piedipapera, l’intermediario, al quale lo zio Crocifisso ha finto di avere venduto il credito. Così riescono ad ottenere un altro po’ di tempo al termine del quale , se non potranno saldare il debito, lasceranno la Casa del Nespolo.
Intanto Luca parte per il servizio di leva. La Provvidenza viene messa a nuovo, ritorna in mare con grande gioia per padron ‘Ntoni. Le cose sembrano andare meglio per i Malavoglia, anche se nel giovane ‘Ntoni aumenta la stanchezza e l’intolleranza per il lavoro.
Il nonno pensa a sistemare Mena, combinando il matrimonio della nipote con Brasi Cipolla, considerato un buon partito da tutto il paese. La giovane, innamorata di un povero carrettiere, Alfio Mosca, accetta tristemente il fidanzamento.
Ma la sorte si abbatte di nuovo sulla famiglia: durante la festa del fidanzamento giunge la notizia della battaglia di Lissa, dove è morto Luca. L’ennesimo colpo per i Malavoglia, che devono subire altri guai, fino a che, indebitati fino al collo, sono costretti a lasciare la Casa del Nespolo e a consegnarla allo zio Crocifisso.
Eppure la tenacia di padron ‘Ntoni è tale che la famiglia riesce a riprendersi, anche se con grandi sacrifici e gravissimi rischi con quella barca malconcia sempre in mare, a largo anche quando c’è tempesta. Un giorno infatti per poco non perdono la vita tutti e tre: il vecchio e i due nipoti si salvano miracolosamente, ma il nonno resta gravemente ferito e passa parecchi giorni in fin di vita, finché si riprende e torna in barca con i nipoti con la speranza di riscattare la Casa del Nespolo. Tutti i componenti della famiglia si organizzano per guadagnare qualcosa; solo il giovane ‘Ntoni non s’interessa e comincia a pensare di trasferirsi per cercare fortuna. Ora non gli interessa più frequentare le osterie e i vecchi amici considerati i peggiori del paese, cosa che in passato aveva fatto disperare il nonno. Continua a restare solo per la madre, che come lui ne parla scoppia in lacrime. Ma quando la Longa muore di colera il giovane decide di partire.
Rimasto solo con Alessi, padron ‘Ntoni decide di vendere la Provvidenza, perché il guadagno non basta neppure a pagare i lavoranti. Eppure nonostante tante disgrazie il vecchio continua a lavorare e a cercare un partito per Mena e soprattutto spera di ricomprare la casa. In seguito torna ‘Ntoni senza aver guadagnato un soldo; il giovane viene accolto ugualmente dalla famiglia ma sembra che non abbia imparato la lezione poiché verrà trascinato sulla cattiva strada. Finirà addirittura in carcere per contrabbando e per aver accoltellato il brigadiere delle guardie doganali per questioni di donne: per la Santuzza, che aveva lasciato ‘Ntoni per il brigadiere, e per Lia, che se la intendeva con don Michele. Questo fu un durissimo colpo per padron ‘Ntoni perché sente il disonore che portano alla famiglia questi cinque anni di carcere, tanto che sviene in tribunale. Così Lia decide di scappare e non tornerà mai più.
Ormai per padron ‘Ntoni è la fine: riportato a casa su un carro, non ha più la forza di reagire e passa la maggior parte del tempo a letto, finché non si fa ricoverare all’ospedale per non essere di peso ad Alessi e a Mena. Intanto il tempo passa e Alessi sposa la Nunziata e riscatta la Casa del Nespolo. Quando si reca all’ospedale per riportare a casa il nonno lo trova già morto.
La vita riprende nella Casa del Nespolo, rallegrata dai figli di Alessi e della Nunziata. Mena rifiuta di sposare Alfio, perché si sente disonorata dalla sorella.
Una sera giunge ‘Ntoni a casa, che è appena uscito di prigione. Alessi lo accoglie e lo invita a restare ma lui è deciso a ripartire; andrà in una città dove è un perfetto sconosciuto. Parte di notte e mentre se ne va osserva con malinconia i luoghi dove è nato, mentre si fa giorno e la vita ad Aci Trezza riprende.
I personaggi: protagonisti de I Malavoglia sono tutti gli abitanti del paese, che partecipano all’azione del romanzo o come sfondo alle vicende della vita di tutti i giorni con i suoi problemi di sempre.

- La famiglia dei Malavoglia: sono pescatori, il cui vero nome è Toscano; attorno a loro ruota tutta l’azione del romanzo. Essi sono: padron ‘Ntoni (Antonio), il capo della famiglia; suo figlio Bastianazzo con la moglie Maruzza detta la Longa; i nipoti ‘Ntoni, Luca, Mena detta S. Agata, Alessi, Lia.

- La famiglia dei Zuppiddi: abitano in fondo alla strada del Nero, la stessa dei Malavoglia. E’ formata da: mastro Turi o Bastiano,colui che rimetterà in sesto la Provvidenza; comare Venera, sempre occupata a pensare a maritare la figlia Barbara.

- La famiglia dei Piedipapera: è composta da due coniugi: Agostino, detto Tino, l’intermediario astuto e approfittatore; sua moglie gnà Grazia, donna generosa e amica dei Malavoglia.

- La famiglia della Locca: è composta dalla madre, una donna povera pur se sorella dello zio Crocifisso, e da due figli, Menico, che muore in mare con Bastianazzo, e un altro di cui non è indicato il nome, che finirà in contrabbando con ‘Ntoni.

- La famiglia della cugina Anna: Anna è una povera vedova, che abita di fronte ai Malavoglia; nonostante le difficoltà e la miseria non si lamenta mai e per questo è detta “Cuor contento”; ha una figlia, Mara, e molti figli tra cui Rocco Spatu, un contrabbandiere.

- Compare Alfio Mosca: un carrettiere che abita accanto ai Malavoglia; ama Mena ed è ricambiato, ma il loro amore non sarà coronato dal matrimonio.

- Lo zio Crocifisso, detto “Campana di legno”: è l’usuraio del paese, sempre pronto ad approfittare delle disgrazie altrui per arricchirsi; vive con la nipote, la Vespa, che sposerà solo per interesse.

- La Nunziata: una ragazzina buona e giudiziosa, che deve badare a tutti i fratelli, dopo che il padre li ha abbandonati; sposerà Alessi e continuerà così la stirpe dei Malavoglia.

- Padron Fortunato Cipolla: è il ricco del paese, proprietario di chiuse e vigne e di una barca, la Carmela; ha un figlio, Brasi, che per breve tempo è fidanzato con Mena Malavoglia.
- Don Franco: è lo speziale del paese, repubblicano e rivoluzionario.

- Vanni Pizzuto: è il barbiere, che però vende anche l’erbabianca e collabora con i contrabbandieri.

- Don Silvestro: il segretario comunale, furbo e sempre pronto a dar consigli, ma solo per interesse proprio.

- Don Michele: il brigadiere delle guardie doganali, rivale del giovane ‘Ntoni; verrà poi ferito da questo.

- Mastro Croce Callà: il sindaco, detto “Baco di seta” o “Giufà”; è una nullità, alle sue spalle c’è la figlia Betta.

- Mastro Filippo: agricoltore e commerciante di vino.

- Mariano “Cinghialenta”: un frequentatore dell’osteria e contrabbandiere.

- Mariangela la Santuzza: ostessa e giovane energica, costretta a mantenere il padre Santoro.

- Mangiacarrubbe: una delle donne più pettegole del paese; suo padre, compare Mangiacarrubbe, è un frequentatore dell’osteria.

- Sara di comare Tudda: il primo amore del giovane ‘Ntoni.

Infine altri personaggi minori: i pescatori zio Cola, Barabba e Nunzio; il macellaio compare Geppi Maso; la popolana Cicca; due abitanti di Catania, cioè l’avvocato Scipioni, a cui si rivolgeranno i Malavoglia, e zio Crispino, che possiede un allevamento di animali da stalla.

Critica: se I Malavoglia furono accolti dall’indifferenza del pubblico, e salvo rare eccezioni, dalla diffidenza della critica, toccò a loro in seguito un invidiabile destino letterario, tanto che fu posto accanto all’opera del Manzoni, mentre si affermava sempre più la convinzione che I Malavoglia costituissero, insieme ai Promessi Sposi, il maggiore contributo italiano al romanzo europeo. In questo romanzo si ha la ripresa della cultura tradizionale, le antiche usanze e le cose per cui si andava fieri, come il senso della famiglia. Il Verga prende i suoi personaggi dagli strati più bassi della società del tempo, una classe sociale sfortunata e che però tenta tutto il possibile per cercare di emergere, anche se nel frattempo si stenta a sopravvivere. In questa storia di fallimenti si parla quindi di gente positiva che sperano sempre in un domani migliore, come padron ‘Ntoni che muore con il sogno di riscattare la Casa del Nespolo, tanto che neanche le disgrazie riescono a spegnere le sue energie, né a togliergli la fede della vita e del futuro, elemento portante di tutto il romanzo. Per quanto riguarda il contorno della vicenda e quindi il popolo di Aci Trezza, Verga ce lo descrive pettegolo e a volte inopportuno, come tutti gli abitanti di ogni paese. L’autore è obiettivo e non si permette di giudicare le azioni della vicenda e si rende estraneo, assumendo il punto di vista dei vari personaggi. I Malavoglia rappresenta il primo romanzo di una serie, il CICLO DEI VINTI, con Mastro Don Gesualdo, una serie di romanzi scritti con uno stile molto originale, antiaccademico, antiletterario, semplice ma non dialettale, intesi per esprimere la condizione universale dell’individuo, impegnato ad affermare sé stesso in ogni classe sociale e con ogni modo per raggiungere il benessere inteso come concetto materiale, e quindi rapportato a una vita tranquilla, beata, ricca e senza pericolo di non avere abbastanza soldi per campare. Sceglie questa categoria non tanto per ammirazione quanto per un sentimento di pietà per questa categoria dei vinti, uomini cioè condannati al dolore e alla morte in un modo triste.

Esempio



  



Come usare