"Destinatario sconosciuto" di K. Kressmann Taylor

Materie:Scheda libro
Categoria:Generale
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Testo

Scheda libro

Autrice K. Kressmann Taylor

Titolo Destinatario sconosciuto

Casa editrice Rizzoli, Milano

Profilo dell’autrice Katherine Kressmann Taylor fu una scrittrice non professionista americana di origine ebrea nata nel 1903 e morta nel 1995.

Scelse di pubblicare il romanzo sulla rivista americana Story, firmandolo con i soli cognomi.

Il racconto apparve nel 1938 ed ebbe subito un grande successo.
Dopo un lungo silenzio, viene ripubblicato nel 1995 in America e nel 1999 in Francia: da allora è stato riscoperto in tutto il mondo.

Personaggi Martin Schulse, tedesco. All’inizio dell’epistolario appare come un signore affabile e molto legato all’amico Max. Per lui sembra che l’amicizia sia un valore veramente importante. E’ altrtesì legato alla sua patria, la Germania, dove decide di trasferirsi.
Solo più avanti emergerà completamente la sua vera indole, che lo porterà ad abbracciare con convinzione il nazismo, tradendo l’amicizia per seguire le farneticanti parole di Hitler.
Da ciò emerge un carattere solo apparentemente forte e determinato, in realtà debole e facilmente influenzabile.
Non emergono dal testo descrizioni fisiche, ma si potrebbe pensare ad un uomo dalle tipiche caratteristiche tedesche, alto, biondo e prestante.

Max Eisenstein, ebreo americano, socio in affari di Martin e suo amico fraterno. Appare da subito come una persona riflessiva e pacata, molto legata all’amico che ha lasciato la California per raggiungere la Germania. Nelle lettere che scambia con lui, è presente una progressiva curiosità per i fatti che accadono in Europa, curiosità che si trasfoma man mano in timore e poi consapevolezza di una tragedia immane. La morte della sorella ed il tradimento dell’amico, trasformano Max, che escogita una vendetta tremenda nei confronti di Martin, rivelandoci un tratto del suo carattere che ancora non si conosceva.

Personaggi secondari la sorella di Max, attrice giovane e promettente;
la famiglia di Martin, composta da una moglie arrendevole e un po’ frivola e da quattro figli

Tempo e luoghi gli anni trenta; la California e la Germania. Nel testo non ci sono altre indicazioni

Periodo storico il periodo storico in cui sono ambientati i fatti raccontati è caratterizzato dalla salita al potere di Hitler e dall’inizio delle persecuzioni contro gli Ebrei.

Dato il contenuto del libro, mi soffermo in particolare su quest’ultime.

L'ideologia antisemita si basa su una teoria razzista, inizialmente formulata in Francia e in Germania alla metà del XIX secolo, secondo la quale le persone della cosiddetta "razza ariana" sarebbero per fisico e temperamento superiori agli ebrei. Questa teoria, sebbene duramente criticata per la sua inconsistenza scientifica, si diffuse ugualmente e fu utilizzata per giustificare la persecuzione civile e religiosa che gli ebrei avevano subito attraverso i secoli.

Infatti dai cristiani gli ebrei vennero incolpati della morte di Cristo, e, ricorrentemente, nell'Europa medievale, di assassinio rituale di bambini, di profanazione di ostie sacre, di diffusione della peste, di avvelenare le sorgenti d'acqua ecc. Nel XVII e XVIII secolo, in seguito alla diffusione dell'illuminismo e della Rivoluzione francese, la persecuzione religiosa diminuì sensibilmente.

Verso la fine del XIX secolo in Europa si verificò un ritorno del pregiudizio antisemita, ma stavolta su fondamenti diversi; ai motivi religiosi si sostituirono quelli politici ed economici. Questo cambiamento era in qualche misura legato alla diffusione del nazionalismo e alla rivoluzione industriale; infatti, sia per la loro particolarità linguistica (l'uso dello yiddish in Europa centrale) e religiosa (la religione ebraica era praticata da una comunità che ignorava le frontiere), sia per la supposta preferenza per il liberalismo economico, gli ebrei furono accusati di indebolire l'unità nazionale. Anche lo sviluppo del capitalismo, in cui gli ebrei ebbero un importante ruolo finanziario, contribuì alla diffusione di stereotipi che alimentarono il pregiudizio antisemita. In Francia, Germania e Russia, contemporaneamente alla diffusione di ideologie nazionalistiche e anticapitalistiche, si diffuse, in misura molto maggiore che negli altri stati europei, un forte risentimento nei confronti degli ebrei.

Fu soprattutto in Germania e in Austria che si sviluppò l'antisemitismo moderno. Gli argomenti utilizzati dall'antisemitismo tedesco erano fondamentalmente due: il primo affermava la superiorità della "razza ariana" e metteva in guardia dal pericolo di una sua corruzione rappresentato dai matrimoni con individui di razza ebraica; il secondo sosteneva la pericolosità del liberalismo, considerato da una parte dell'élite tedesca come una dottrina squisitamente ebraica. E sulla scena politica tedesca vi fu sempre almeno un partito apertamente antisemita fino al 1933, anno in cui l'antisemitismo divenne addirittura politica ufficiale del governo nazionalsocialista.
Con il nazismo la discriminazione e la persecuzione degli ebrei divennero un vero e proprio obiettivo politico, scientificamente perseguito. Iniziata già nel 1933 con il boicottaggio dei negozi, la persecuzione contro gli ebrei continuò prima con la promulgazione delle leggi di Norimberga del 1935 e con la drammatica notte dei cristalli del 1938, per culminare poi nella "soluzione finale", lo sterminio scientifico di tutti gli ebrei dei territori occupati dai tedeschi tra il 1939 e il 1945.
Alla fine della guerra circa sei milioni di ebrei (due terzi dell'intera popolazione ebraica residente in Europa) erano stati uccisi nei campi di sterminio.

Anche in Italia, nel 1938, vennero promulgate delle leggi razziali, sul modello di quelle tedesche, che privarono i 40.000 ebrei italiani dei diritti civili e politici e ne condannarono molti alla deportazione nei campi di concentramento tedeschi, di cui scrisse una drammatica testimonianza Primo Levi nell'opera Se questo è un uomo.
L'orrore della comunità internazionale contro i crimini nazisti fu unanime: i campi della morte furono infatti menzionati nella Dichiarazione universale dei diritti umani, adottata nel 1948 dall'Assemblea generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. Nel 1945 al primo processo internazionale per i crimini di guerra che si tenne a Norimberga contro alti dirigenti del regime nazista, le persecuzioni compiute contro gli ebrei vennero giudicate come crimini contro l'umanità. I beni e le proprietà sottratti agli ebrei dai nazisti furono tuttavia restituiti soltanto in parte e ancora oggi emergono nuovi elementi sulla responsabilità di nazioni, anche neutrali nella seconda guerra mondiale (come la Svizzera), sulla spoliazione del popolo ebreo.

Trama 1) Martin torna in Germania con la sua famiglia, invidiato dall’ amico Max che resta in California a dirigere la galleria d’arte; la sorella di Max, intanto stà diventando una famosa attrice in Austria e in Germania.
2) Martin, con i soldi guadagnati negli Stati Uniti, viene considerato in Germania un miliardario americano e incomincia a ricevere delle proposte per ricoprire cariche amministrative.
Martin, inoltre, confessa il suo rapporto con la sorella dell’ amico ebreo.
3) Max comunica i guadagni ottenuti dalla vendita dei quadri, e nelle sue lettere all’amico tedesco incomincia a chiedere notizie del nuovo personaggio politico, Adolf Hitler, che conquista sempre più potere.
4) Martin incomincia a parlare di politica e in particolar modo di Hitler che è diventato capo del governo e al quale ormai non potrà più opporsi neanche il Capo di Stato Hindenburg. Martin è dubbioso su questo nuovo movimento politico e spera che i pestaggi e i maltrattamenti nei confronti degli Ebrei e degli oppositori politici siano solo rari eventi, e descrive Hitler come “una scossa elettrica, energico come lo può essere solo un oratore e un fanatico, ma a volte mi chiedo se sia sano di mente…” ma lui non può esprimere apertamente questi suoi dubbi, perché è un ufficiale.
5) Max continua a chiedere chiaramenti sulla politica in Germania e spera che il suo amico tedesco possa smentire le notizie riguardanti l’antisemitismo che giungono negli Stati Uniti attravetraverso i giornali e gli ebrei scappati dalla Germania
6) Martin incomincia a scrivere dalla banca per cercare di evitare la censura nazista. Egli è diventato un seguace di Hitler, e definisce “necessarie” le persecuzioni contro la razza ebraica, che è uno scottante problema per ogni nazione che la ospiti. Dice inoltre che se gli Ebrei sono un capro espiatorio per tutto il mondo ci sarà un motivo. Inoltre descrive la Germania come una nazione che ha trovato un nuovo orgoglio e i tedeschi come uomini liberi, dopo “aver mangiato l’amaro pane della vergogna e della povertà”.
7) Max non riesce a credere che il suo miglior amico, da liberale e con un cuore aperto possa appoggiare queste idee e spera che stia recitando una parte impostagli dai nazisti per evitare la censura o la prigionia.
8) Martin disattende la speranza del suo amico e definisce l’uomo liberale come una persona che sa solo sognare e che non crede nell’azione e si limita a riempirsi la bocca parlando dei diritti degli uomini; lui si definisce ormai un patriota tedesco e mette a disposizione dello stato la sua persona, se necessario.
Inoltre dice che la Germania con il suo glorioso Führer giungerà alla vittoria.
9) Max, nonostante le ultime lettere in cui l’amico afferma di essere nazista, chiede di aiutare la sorella che stupidamente si è recata a Berlino per uno spettacolo teatrale.
10) Max riscrive a Martin perché una sua lettera spedita alla sorella gli è stata riconsegnata con una scritta: “destinatario sconosciuto” e gli chiede se sua sorella non sia riuscita a raggiungere la casa di Martin o cosa altro sia successo.
11) Martin, con una lettera che inizia con “Heil Hitler”, comunica che la sorella è morta. Era riuscita ad arrivare a casa sua ma lui non l’aveva nascosta per paura di essere scoperto o visto dalle SA.
12) Max, per vendicarsi della morta della sorella, decide di mandare una serie di lettere e di ricevute, assomiglianti a codici cifrati finchè una sua lettera viene rimandata al mittente con la scritta “destinatario sconosciuto”.

Riassunto Martin e Max, soci in affari e amici fraterni, si separano nel 1932, quando Martin decide di tornare in Germania con la famiglia e lascia così la California. Comincia tra i due una fitta corrispondenza in cui non solo si raccontano le loro vicende private, ma commentano anche gli avvenimenti storici che stanno accadendo in Europa e nei confronti dei quali Martin è all’inizio molto prudente per diventare poi un entusiasta di Hitler e del nazismo.
Tra i due amici si scava un solco sempre più profondo di incomprensione man mano Hitler in Germania diventa potente, finché il rifiuto di Martin di aiutare la sorella di Max, perseguitata dalla Gestapo, fa escogitare al fratello della poverina un piano che porterà l’amico alla distruzione.

Stile dell’autore il libro è un breve racconto sotto forma di epistolario, con un ritmo particolarmente serrato ed uno stile sobrio ed essenziale. E’ inoltre costruito come un racconto giallo, anche se se ne ha consapevolezza piena solo alla fine, quando si manifesta totalmente il colpo di scena orchestrato dall’autrice.

Valutazione io sono rimasto molto colpito soprattutto dal finale che mi ha fatto ripercorrere mentalmente tutto il testo precedentemente letto, per cogliere quei segnali che avrebbero giustificato un finale così inaspettato e crudele.
E’ quasi inspiegabile descrivere la sorpresa che si prova, quando si gira l’ultima pagina e non si trovano parole, ma il disegno di una lettera con un timbro che è anche il titolo del racconto: “Destinatario sconosciuto”!
Solo in quel momento è chiaro a che cosa abbia portato la vendetta di Max nei confronti dell’amico, e come i rapporti di forza tra i due si siano definitivamente invertiti a sfavore di chi sembrava dovesse essere sempre in una posizione predominante solo perché tedesco.

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