La Ragion di Stato - Machiavelli

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia

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Testo

STORIA

Documento 101 "La forza, la virtщ, la religione"
. Brano1: Secondo il Macchiavelli l'essere principe di un regno presuppone, come doti, la virtщ e la fortuna. La seconda che fornisca le occasioni, la prima che permetta di coglierle.
. Coloro che acquistano il potere per vie virtuose avranno difficoltа ad ottenerlo ma una grande facilitа nel mantenerlo, contrariamente a chi lo ottiene grazie alla fortuna.
. Le difficoltа nascono dalle innovazioni che il principe cerca di introdurre, incontrando la forte opposizione di chi guadagna dai vecchi ordinamenti o a di chi ha paura delle innovazioni non collaudate mai prima.
. Per questo motivo il principe deve essere in grado di far accettare le innovazioni che introduce e deve farlo necessariamente, almeno in parte, con la forza di un esercito che lo segua.
. Brano2: Macchiavelli individua una differenza nell'educazione moderna dell'uomo rispetto all'antica, dovuta ad una diversa interpretazione della religione. Secondo la sua visione nel mondo antico era dato un maggiore risalto alle virtщ militari e alla forza che non alle virtщ riflessive e intellettuali che caratterizzano gli uomini moderni.
. La religione avrebbe inoltre spinto gli uomini verso una debolezza dovuta all'idea che per raggiungere il Paradiso si debbano sopportare le ingiustizie piщ che vendicarle.
. L'esaltazione cristiana delle attivitа contemplative dell'uomo e un'interpretazione della religione "secondo l'ozio e non secondo la virtщ" hanno messo in contrasto i valori evangelici e l'antica virtщ militare.

Documento 102 "I fondamenti giuridici del potere"
. Brano1: I diritti del re sono inaccessibili e inalienabili, nй possono cadere in prescrizione. La prima prerogativa sovrana и il potere di dare la legge a tutti in generale e a ciascuno come singolo senza bisogno di alcun consenso esterno.
. Non и da considerare sovrano chi fa leggi ma a sua volta le riceve da un superiore o da un uguale.
. Brano2: Ogni Stato trae la sua origine dalla famiglia, moltiplicandosi poco a poco, oppure si forma d'improvviso da una moltitudine riunita o da una colonia mandata da un altro Stato.
. Ogni Stato si stabilisce per la violenza dei piщ forti o per il consenso degli uni che assoggettano agli altri la loro libertа.
. Lo Stato, se ha basi solide, si assicura poi contro la forza esterna e contro i mali interni, crescendo poco a poco in potenza. Ma questa potenza puт venir cancellata da cambiamenti che possono essere volontari, necessari (a sua volta naturali o violenti), o una via di mezzo tra i due tipi.
. I cambiamenti naturali si verificano d'improvviso, mentre quelli violenti sono piщ lenti e graduali. Se poi il cambiamento и volontario esso avviene in maniera piщ semplice e piacevole che in ogni altro modo possibile.

Documento 134 "L'indice dei libri proibiti"
. Nel 1571, con il pontificato di Pio V, fu creata la Sacra Congregazione dell'indice, con il compito di aggiornare l'elenco dei libri proibiti (Giа pubblicato nel 1559 e nel 1564 nel cosiddetto "Indice tridentino").
. Nell'eventualitа che pubblicazioni pericolose per la Chiesa fossero sfuggite al controllo si invitavano le autoritа religiose a veri e propri interventi autoritari e repressivi.

Documento 139 "La ragion di Stato"
. Ragione di Stato и la conoscenza dei mezzi atti a fondare, conservare ed ampliare un dominio basato sul Principe (artefice) e lo Stato (materia), inteso come domino fermo su i popoli. La fondazione e l'ampliamento si basano sui medesimi principi e sono meno importanti e complessi che non la conservazione.
. Nel testo Botero esprime una serie di "consigli" ad un eventuale principe:
- Se il male supera le forze и meglio prendere tempo perchй col tempo le cose cambiano e alterano le loro qualitа.
- Non si deve consentire che venga discussa qualunque cosa che possa portare alterazioni o novitа nello Stato.
- Non si devono trascurare i piccoli disordini perchй и da essi che hanno origine i grandi.
- Non si deve pensare di poter evitare tutti gli inconvenienti nelle deliberazioni.
- Non si devono preparare troppo imprese di grande importanza contemporaneamente perchй si rischia di non riuscire a seguirle tutte.
- Si deve sempre cercare di consolidare ciт che si и acquistato prima di muoversi nuovamente.
- Non conviene entrare in conflitto con i piщ potenti.
- Si possono pur ignorare le ingiustizie dei potenti e i delitti che non si possono castigare.
- Ogni Principe puт, senza perdere di dignitа, affidarsi al caso e alla fortuna.
- Se si hanno vicini piщ potenti si deve sempre cercare di non farli entrare in conflitto per non tirarsi contro le avversitа di uno o di entrambi.
- Non si devono fare cambiamenti violenti e troppo rapidi perchй le cose violente non hai quasi mai effetti duraturi.
- Se si и pronti per qualche impresa non si deve perdere tempo in inutili attese.
- Si deve sempre preferire le cose nuove alle vecchie e le quiete alle torbide.
- Non ci si deve mettere contro altri Stati se non si и sicuri della vittoria, nй mai contro la Chiesa.
- Quando si eleggono i ministri essi non devono mai essere in numero superiore o inferiore alle cariche disponibili.
- Non si deve continuare la guerra coi vicini troppo a lungo perchй essi si rendono guerrieri e bellicosi.
- Non ci si deve fidare della pace e lasciar perdere le armi perchй ciт porterebbe debolezza.
- Ogni impresa deve essere basata piщ sulla rapiditа che sulla forza in quanto la prima permette di ferire all'improvviso mentre l'altra puт essere scoperta e ribattuta.
- Si deve ricorda che con l'attesa di risolvono piщ imprese poichй essa fornisce le occasioni, mentre l'impeto sforza le cose con la violenza.
- E' necessario cercare sempre di capire quale sia il momento adatto a cogliere certi tipi di occasioni o a gettarsi in certe imprese.
- Non si devono accettare al proprio servizio persone dipendenti da altri principi.
- Non si deve affidare l'esecuzione di imprese a chi nella consulta non era d'accordo che si facesse.
- Si deve riflettere a lungo sulle modalitа di compiere le imprese ma mai progettarle interamente perchй si possono sempre cogliere le occasioni che il caso fornisce.
- Non si devono evitare i pericoli e i problemi ma, contrariamente, essi vanno sempre affrontati ed estirpati.
- Non ci si deve schierare mai nй dalla parte della nobiltа nй da quella del popolo.
- Non ci si deve fidare di chi in passato abbiamo o da chi si ritiene offeso da noi.
- Non ci si deve mai opporre alla massa in modo diretto perchй difficilmente si potrа vincerla.

Documento 141 "L'idea della ragion di Stato"
. Botero: Individuava la ragion di Stato come la conoscenza dei mezzi atti a fondare, conservare e ampliare uno Stato. Conservare и l'opera maggiore poichй si realizza con la sapienza che non и comune a molti uomini.
. Riteneva che gli imperi piщ durevoli potessero essere solo quelli di media grandezza, perchй i piccoli sono minacciati dalla brama di potere dei piщ potenti, mentre i grandi sono esposti alla gelosia e alla corruzione interna.
. Ammetteva che la realtа di ogni azione politica non era altro che l'interesse egoistico del principe che la compiva. La ragion di Stato e l'interesse sono la medesima cosa.
. Boccalini: Sentiva di vivere in un secolo di profonda depravazione, e di corruzione dello spirito pubblico.
. Contrariamente al Macchiavelli non credeva alla possibilitа di una riforma e invitava alla rassegnazione di fronte agli eccessi delle Corti dei principi.
. Nonostante questo era cosciente che i mezzi abominevoli di dominio usati dai principi erano anche una ferrea necessitа a cui la vita degli Stati e dei popoli non poteva completamente rinunciare.

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