la filosofia cristiana

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Categoria:Filosofia

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Testo

FILOSOFIA
Filosofia e cristianesimo punti critici:

1. Concezione di Dio:
a. Esistenza di Dio
b. Monoteismo
c. Personale e previdente
d. Trascendenza
e. Creazione:
i. Positività della materia
ii. Positività del corpo
iii. Creazione Ex Nihilo

2. Concezione del peccato:
a. Virtù:
i. Nella concezione greca è l’uso della ragione, la conoscenza.
ii. Nella concezione cristiana è l’obbedienza a Dio.
b. Peccato:
i. Nella concezione greca è l’ignoranza, il non uso della ragione
ii. Nella conoscenza cristiana è l’empietà, il vizio la non obbedienza a Dio, ovvero secondo Agostino una defezione della volontà umana che andando contro la legge di Dio antepone l’uomo (inferiore) a Dio (superiore).
c. Monoteta:
i. Il Dio cristiano è autore delle leggi sia morali che naturali
ii. Il Dio Greco è soggetto alle leggi naturali

3. Dimensione spirituale:
a. Conoscenza:
i. Ragione/Fede: Visione Cristiana: Per Agostino se la ragione non è illuminata non c’è la verità; Agostino elabora le idee Platoniche (mito della caverna) e le rielabora in ottica cristiana (teoria della luce). Nella concezione cristiana le idee Platoniche diventano il pensiero di Dio.
ii. Ragione/Fede: Versione Greca: la verità è posta da Dio in ogni uomo (Platone Socrate).
b. Contrasto materialismo: nell’ottica cristiana il materialismo assume un aspetto importante, il corpo infatti è uno strumento di santificazione, seppur in contrasto con lo spirito. Nel mondo greco invece la materia era subordinata alle idee e assumeva un’ottica negativa.

4. Chiesa:
a. Idea polis: vi è un idea cosmopolita caratterizzata da un legame spirituale, che va oltre i confini politici e geografici e che unisce le persone, creando un’appartenenza spirituale.
b. Scuole ellenistiche: caratterizzate dall’idea di individualismo.

5. Concezione della storia:
a. Concezione Greca: la concezione della storia greca o è nulla o è ciclica. I greci, tramite la filosofia, si occupavano solo delle verità necessarie (verificate ed eterne, come la matematica). Non vi era ne un inizio ne una fine ma la storia assumeva carattere ciclico.
b. Concezione Cristiana: la concezione cristiana è lineare. Vi è un punto di inizio e uno di fine, un prima e un dopo. La storia è trascendente ha una fine e un fine (giudizio universale). Non si rifiuta completamente la ciclicità della storia, ma questa deve avere sempre un inizio e una fine. Agostino è il primo a razionalizzare questo modello.
Due Città: Agostino nel “De civitate dei” descrive una realtà costituita da due città: il regno della carne e dello spirito, ovvero la città degli empi e quella celeste di Dio. Le due città sono mescolate insieme sin dall’inizio della storia umana e lo saranno sino alla fine dei tempi. La città terrena è destina a scomparire con la fine dei tempi (giudizio universale), mentre la città di Dio rimarrà, sarà perfetta e compiuta. La funzione della storia è di costruire la perfezione della città di Dio, di continuare a progredirla. Nella storia si realizza la salvezza dell’uomo.

Patristica: il periodo in cui i Padri della Chiesa, scrittori cristiani dell’antichità, furono aiutati e ispirati dalle dottrine delle scuole filosofiche pagane è detto patristica. In questo periodo si svilupparono due atteggiamenti:

1. Cultura pagana e cristianesimo non sono conciliabile
2. Cultura pagana e cristianesimo sono conciliabili:
a. Motivi apologetici – pastorali:
i. Ellenizzazzione del cristianesimo: termini e concetti della filosofia greca presenti nel cristianesimo.
ii. Cristianizzazione della filosofia: la filosofia pagana prepara al cristianesimo.

Agostino: nasce nel 354 a Tagaste nell’Africa romana, compie studi classici e filosofici. Aderisce alla setta dei manichei, passa la vita a insegnare retorica e solo nel 387 riceve il battesimo da Ambrogio. Da questo momento continua a ricercare la verità. Nel 395 fu consacrato vescovo. Morì nel 430. Agostino passa la sua vita ad interrogarsi sul rapporto fede / ragione. Secondo Agostino vi è uno schema circolare che relazione fede e ragione:
• Senza la fede la ragione è inutile e diventa solo una curiosità, un’avarizia.
• Senza la ragione la fede è ingenua, sprovveduta.
Il motto di Agostino diventa “Credo ut intelligas, intelligo ut credas”

Filosofia scolastica: è la filosofia cristiana medievale insegnata nelle scuole (monastiche). Era caratterizzata dalla presenza di auctoritas (testi d’autorità, fonti di verità assolute) come la Bibbia, i testi di Aristotele e Boezio. Tramite le Auctoritas si svolgevano diversi tipi di lezione:
• Lectio: viene letto un testo e ne viene elaborato un commento (commentario)
• Disputatio: vengono discusse idee. Vengono prodotte delle questiones disputate (summa) o delle quodlibeta.

Ordine: vi è un ordine immutabile delle cose voluto da Dio. Questo ordine è stato tutelato, mantenuto e rivelato da Dio. I gradi di conoscenza dell’ordine sono gerarchici: tutti i saperi sono finalizzati al sapere per eccellenza, ovvero la teologia, il sapere su Dio. La difesa dell’ordine cosmico è affidata ai due poteri, chiesa e impero. La filosofia scolastica si evolve ed è classificabile:
• Pre-scolastica: metà IX sec. Fine XII (800-1000): problema fede/ragione poco sentito: si sottolinea l’identità e l’armonia tra fede e ragione.
• Alta scolastica: 2° metà XI fine XII (1000-1200): problema fede/ragione: alcuni sostengono la prevalenza della fede altri della ragione.

Universali: il problema dell’esistenza e dell’essenza degli universali (concetti universali) nasce nel XII sec e continua nel XIII. Si dividono due correnti di pensiero:
• Realismo: (gli universali sono concetti esistenti, si accetta l’idea metafisica, della conoscenza ontologica, si concilia con la fede sono frutto di una conoscenza innata);
o Moderato: l’universale è indipendente alla cosa ma unito ad essa (in re, Aristotele)
o Estremo: l’universale è indipendente alla cosa (ante rem, Platone)
• Nominalismo: (gli universali sono concetti astratti, esclude il mondo metafisico, non hanno conoscenza ontologica e sono frutto di una conoscenza empirica)
o Moderato: l’universale è un’idea che si fa con l’astrazione dopo le cose (post rem)
o Estremo: l’universale è un’idea, un’etichetta utilizzata per comunicare (faltus vocis)

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