Appunti di filosofia

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia
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Testo

• LA RETORICA - LA POETICA
Il sillogismo dialettico, che è basato sull'opinione serve per fondare la Retorica. La Retorica si propone di scoprire quali siano i modi per convincere.
La Poetica: a differenza di Platone che condanna l'arte, Aristotele esprime un giudizio positivo sull'Opera Estetica. L'arte per Aristotele è imitazione non dell'individuale ma dell'Universale, come dovrebbe essere. Ad esempio tra la storia e la Poetica c'è differenza, perché la storia narra i fatti realmente accaduti e si ferma al particolare; il poeta, invece, trasfigura la realtà cogliendone l'essenza secondo le leggi della necessità: il poeta perciò non descrive ciò che realmente è accaduto (particolare) ma ciò che potrebbe accadere (universale). La principale forma d'arte è la tragedia, alla quale è riconosciuta una funzione purificatrice (catarsi) dell'animo. La catarsi è la purificazione dell'anima dalle passioni e la trasporta anche se momentaneamente verso un piacere estetico.

• LA CIVILTA' ELLENISTICA
Nell'anno 338 a.C. la Grecia perde l'indipendenza politica ed è incorporata nel vasto impero macedone ad opera di Filippo II prima, e del figlio Alessandro Magno più tardi. La perdita della libertà con la distruzione della Polis (città-stato) disorienta la coscienza politica e spirituale dei Greci che si ripiegano in se stessi per cercare nel mondo interiore un ideale di vita idoneo a garantire la tranquillità dell'animo contro le delusioni derivate dalle malate condizioni politiche e sociali. La filosofia assume perciò carattere pratico e morale e i problemi della conoscenza e della fisica di Aristotele vengono subordinati a quello morale. Le principali scuole filosofiche che si diffondono in questo periodo sono: l'Epicureismo (aterasia), lo Stoicismo (afatici) e lo Scetticismo (sospensione del giudizio).

• IL CRISTIANESIMO
Esso interessa molto da vicino la filosofia e perciò viene incluso nella storia della Filosofia: il Cristianesimo possiede come sesto senso la Bibbia che sta sotto in nome di Nuovo Testamento. Il Cristianesimo si riduce al concetto dell'Amore che unisce Dio all'uomo. La filosofia medievale si può dividere in due periodi: filosofia patristica o dei Padri della Chiesa, (più grande rappresentante S.Agostino); la filosofia scolastica, (più grande rappresentante S.Tommaso).
S.Agostino nacque a Tegaste in Africa, nel 354, il padre era pagano ma si convertì al Cristianesimo sul letto di morte; la madre Monica, era cristiana e fu poi santificata. S.Agostino aveva un carattere piuttosto passionale, condusse una giovinezza alquanto dissipata; ma poi dopo laboriosi periodi di pensiero e di cuore, si convertì al Cristianesimo. Fu nominato vescovo e come tale badò a diffondere la dottrina cristiana. Opera principale: "De vita beata".
S.Agostino nella giovinezza accetta il Manicheismo, dottrina proclamata dal pensiero di Mani (III secolo d.C.) che ammette nel mondo l'esistenza di due divinità contrapposte, il Bene e il Male, l'una indipendente dall'altra; ma ben presto si convince che il Manicheismo non ha fondamento razionale ed è solo un'interpretazione fantastica della realtà e cade sullo scetticismo da cui si libera avvicinandosi alla filosofia neoplatonica attraverso la quale raggiunge il concetto di spiritualità divina e dell'inesistenza del male. Infine spinto dalla consapevolezza dell'amore per Dio, si fa cristiano. La filosofia di S.Agostino muove dal dubbio sistematico per arrivare a dimostrare l'esistenza dell'anima e della verità. "Si fallor sum" egli afferma; o, in altre parole, che dubita, in quanto dubita, deve ammettere l'esistenza de pensiero che dubita, cioè l'esistenza dell'anima e della Verità. Attraverso il dubbio S.Agostino dichiara che scaturisce il concetto di Esse (essere), Nosse (conoscere) e Velle (amore) quale triplice struttura compete alla conoscenza umana che presenta una certa analogia con l'Unità e Trinità di Dio. Infatti l'uomo è uno e, nello stesso tempo, è trino, in quanto esiste (esse: Padre); conosce (nosse: Figlio), ama (velle: Spirito Santo). Noi, benchè inferiori a Dio, dice S.Agostino, poiché siamo tra le sue opere quella che di più si avvicina alla sua natura, abbiamo l'immagine di Dio in noi, riconosciamo in noi l'immagine della Trinità.

• L'ILLUMINAZIONE DIVINA
S.Agostino si ispira alla filosofia platonica. Ma a differnza di Platone che faceva del conoscere un ricordare, S.Agostino ammette una speciale Illuminazione dell'Intelligenza da parte di Dio, che produce nella nostra mente le idee. Questa Illuminazione è una luce che l'anima riceve da Dio e mediante questa luce si comunica all'uomo la verità, cioè le essenze universali della realtà, che sono in lui dall'eternità in quanto Dio è Verbo, cioè Sapienza (Nosse).
L'Illuminazione deve essere paragonata alla luce del Sole: infatti come il sole rende visibile gli oggetti, cos' l'Illuminazione che Dio partecipa all'uomo permette la conoscenza delle cose del mondo. L'Illuminazione divina non è semplice atto venuto nel momento della creazione, ma un'assistenza continua da parte dell'anima dell'uomo, è un atto di Grazia, di amore, col quale Dio calma l'inquietudine umana che le cose sensibili non possono appagare. Perciò Dio è considerato come un maestro interiore, che aprtecipa alla Verità ed acquista lo Spirito di chi sa ascoltarlo.

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