L'ILLUMINISMO COME...

Materie:Appunti
Categoria:Filosofia

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L’illuminismo come:
• Emancipazione dell’uomo attraverso la Ragione:
“L’Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l’incapacità di avvalersi del proprio intelletto senza dande […] SAPERE AUDE […]”.
Kant, “Risposta alla domanda: Che cos’è l’Illuminismo?”, 1784
• Razionalismo:
a. Che vuole solo ipotesi verificabili attraverso procedure osservative e induttive;
b. Che segue il principio della CRITICA della ragione.
• Critica dell’apparato dottrinale della religione e dell’intolleranza che da esso deriva:
Passaggio dalle religioni positive alla religione naturale (dove per naturale si intende razionale, √ GIUSNATURALISMO). Nasce così lo studio comparato delle diverse religioni.
DEISMO= Pensare Dio solo attraverso gli attributi che ci indica la ragione naturale, rifiutando tutto ciò che non si accorda con la semplice ragione ed è solo oggetto di fede (rivelazione).
Un’antecedente a questa posizione illuminista è ritrovabile in Locke (“Ragionevolezza del cristianesimo”). Il Deismo assumerà in Francia forme radicali. In Germania, in particolar modo nella posizione di Lessing, assumerà posizioni più mitigate religioni positive in lenta, ma progressiva, evoluzione verso un’unica religione, quella naturale guidata dalla ragione “unica”.
• Sistematica riabilitazione del mondo e dei valori mondani:
(visione laica della vita), che prescindono da una sfera di principi di ascendenza trascendente-divina. Un potente contributo in tal senso l’ha operato il materialismo. Il sensismo di Condillac e di d’Holbac, che avevo trovato riferimento nel materialismo di Hobbes, (pur distaccandosene polemicamente), diverrà strumentale al momento politico e storico di rinnovamento GIUSTIZIA SOCIALE.
• Dinamismo di una classe sociale: la borghesia:
che grazie all’illuminismo prende coscienza di come l’universo storico-sociale sia governato (come quello naturale) da leggi e strutture razionali suscettibili di conoscenza scientifica. Per riformare il mondo è necessario usare la RAGIONE CRITICA, l’ EDUCAZIONE RISCHIARATRICE , la VOLONTÀ ILLUMINATA.
• PEDAGOGISMO
Riprende l’indirizzo empiristico = la conoscenza è un processo di acquisizione di informazioni fornite dall’esperienza
Riprende le due tesi Cartesiane
Importanza della DIVULGAZIONE (tramite accademie, salotti, caffé, società scientifiche, pamphlet) che porterà alla crescita di un’autonoma opinione pubblica, processo peculiare del Settecento.
Informare – Insegnare – “Rischiarare”: tutto ciò indirizzato a fini sociali.
• Privilegiamento della tecnica:
Già avviato dal pensiero Baconiano, dall’Enciclopedia di Diderot e d’Alembert… Segnerà gli albori della CIVILTÀ TECNOLOGICA che troverà la sua apoteosi con il Positivismo nell’800. (Es. all’interno dell’enciclopedia sono presenti tavole degli utensili…).
• Nascita della figura del PHILOSOPHE:
Futuro intellettuale impegnato anche politicamente. Il “partito filosofico” si formerà nonostante la differenza delle opinioni speculative; l’aggregazione degli intellettuali, cioè, non si realizzò per effetto di una omogeneità ideologica, (tesi aristocratica √ Montesquieu; tesi reale o assolutismo illuminato √ Voltaire, tesi della sovranità popolare √ Rousseau), ma per il comune convergere su iniziative e progetti concreti.
• Limite della ragione:
Sono gli stessi sentimenti e le passioni che albergano nello stesso spirito dell’uomo, che alcune volte appoggiano la tradizione contro le “ragioni” della ragione. Se pur come LIMITE, nell’illuminismo si ha la SCOPERTA della CATEGORIA del SENTIMENTO che aprirà il pensiero filosofico al Romanticismo successivo (Rousseau).
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