Kant,Hegel e Freud

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Testo

IMMANUEL KANT:
Kant nasce e muore a Konigsberg , dove fu insegnante di Filosofia all’Università.
Fino a 45 anni aderì alle dottrine razionalistiche di Wolff, ma lo scetticismo della filosofia di Hume gli fece sembrare poi il razionalismo una posizione dogmatica, così elaborò i principi del suo metodo originale, il CRITICISMO.
OPERE FONDAMENTALI :

· Critica della ragion Pura
· Critica della ragion Pratica
· Critica della facoltà di giudicare
· La religione nei limiti della pura ragione
1732 1 Inizia la sua carriera scolastica presso il COLLEGIUM FREDRICIANUM diretto da Frantz Shultz di teologia all’Università e pietista ma aperto in campo filosofico, Kant imparò il latino in questo periodo.
1740 1 Si iscrisse all’Università è Martin Knutze gli trasmise con la sua le sue lezioni interesse x la fisica e per la matematica ( nasce il primo scritto di kant)
1747 1 Pubblica “l’estimazione delle forze vive” (metafisiche costanti nella vita di kant)
17551 Uscì la sua opera principale su questo argomento “storia naturale generale e teoria dei cieli”
che però non ebbe risonanza
Per il resto tra richieste di cattedre e viaggi (kant amava molto viaggiare) la sua vita continuò tuttavia monotona nella sua città natale , la mancanza della sua famiglia venne inoltra compensata dalla presenza di amici e ammiratori. Kant continuò la propria attività di elaborazione fino al 1798. Morì poi nel 1804 mormorando la frase “è buono” poiché da quasi un anno aveva perso la vista.
Le opere di Kant si dividono in :
· Scritti Pre/Critici (1755-1770)
· Scritti Critici (1781- 1804)
tra il 1770 e il 1781 lavora alla sua opera maggiore “ CRITICA DELLA RAGION PURA”
Scritti pre/Critici:
1) “TEORIA DEI CIELI “: (1755) –L’opera esce anonima-
Opera di astronomia nella quale Kant anticipa la tesi del Big Bang e ipotizza che l’universo sia nato dall’esplosione di una nebulosa originaria.
Kant elabora la teoria sulla creazione dell’universo fondata su basi naturalistiche e meccanicistiche e non metafisiche (teoria non Creazionistica)
“Dio si è limitato all’impulso iniziale poi si è disinteressato . Metafisica: Dio ha creato il mondo”
2) “SOGNI DI UN VISIONARIO” : (1766) - l’opera più violentemente antimetafisica-
Prende spunto da un episodio di cronaca , riguardante un paragnosta svedese, Swedenborg , che diceva di essere in contatto con le anime dei morti e ne trae un confronto con la metafisica (e i metafisici costruiscono castelli concettuali senza un saldo fondamento)
KANT K “Così come ci sono i visionari dei sensi come Swedemborg , allo stesso modo ci sono i visionari della ragione e i visionari della ragione sono i metafisici . I metafisici sono creatori di castelli concettuali senza un saldo fondamento conoscitivo..”
3) “ FORMA E PRINCIPI del MONDO SENSIBILE E INTELLEGIBILE “ (1170) -opera più
importante dei pre-critici –
Anticipa molti contenuti della critica della ragion pura, soprattutto nella prima parte :
PRIMA PARTE P conoscenza sensibile (ciò che avviene attraverso i sensi , le cose così come ci appaiono)
SECONDA PARTE S conoscenza intelligibile (ciò che avviene attraverso l’intelletto ; le cose come sono )
· Poi Kant dirà che la conoscenza intelligibile non è possibile.
- attraverso i sensi conosciamo le cose così come appaiono.
- Attraverso l’intelletto conosciamo le cose come sono.
PRIMA PARTE :
La conoscenza sensibile è la conoscenza dei fenomeni (fenomeni: ciò che appare, ciò che si manifesta, ciò che appare attraverso i sensi) che compongo le cose.
- Il fenomeno è composto da due parti , due aspetti che danno la conoscenza :
ASPETTO MATERIALE (la materia)
ASPETTO FORMALE (rappresentato dalle forme di
Spazio e tempo)
ASPETTO FORMALE:
“ Conosciamo una data cosa qui e ora:
Kant dice che spazio e tempo sono forme pure a priori del soggetto e non dell’oggetto. Noi non conosciamo lo spazio e il tempo delle cose, ma conosciamo le cose nel nostro spazio e nel nostro tempo”.
· FORME PURE A PRIORI: LE ABBIAMO Già PRONTE IN CIASCUNO DI NOI.
“Spazio e Tempo sono già in noi; conosciamo l’oggetto quando esso si adegua al nostro spazio ed al nostro tempo. Spazio e tempo non li abbiamo dopo l’incontro con l’oggetto ma da prima. “
Kant sta oprando una rivisitazione critica della filosofia passata e lo fa attraverso la lettura di David Hume.
· Hume dice che “dopo” non vuol dire “a causa”.
“ Se si nasce in un isola in cui tutti gli uccelli sono bianchi e dai racconti si sa che tutti gli uccelli sono sempre stati bianchi , si può dire che tutti gli uccelli sono necessariamente bianchi? “
SE ACCADE UNA COSA PER MILIARDI DI VOLTE NON VUOL DIRE CHE ACCADA
NECESSARIAMENTE DI NUOVO.
KANT: “ Hume mi ha risvegliato dal sonno dogmatico”
- La lettura di Hume ha fatto capire a Kant che tutto ciò che era stato detto precedentemente non
Serviva a spiegare i fondamenti della scienza”
· KANT SI PONE DUE QUESITI :
1) è possibile una metafisica come scienza? NO
2) è possibile ai fini della conoscenza andare oltre i limiti della nostra esperienza ? NO
· Noi possiamo conoscere le cose solo così come appaiono , attraverso la nostra esperienza.
KANT CAPOVOLGE TUTTO Ciò CHE ERA STATO DETTO IN FILOSFIA.
Ciò che dicevano gli scolastici , cioè che l’intelletto si adegua alle cose che conosciamo, secondo Kant è sbagliato perché la conoscenza avviene attraverso l’adeguarsi dell’oggetto al soggetto.
Kant teorizza lo spostamento della centralità della conoscenza: centralità che prima risiedeva nell’oggetto, mentre ora risiede nel soggetto.
CRITICA DELLA RAGION PRATICA : (1781)
Si divide in due parti:
· L’ESTETICA TRASCENDENTALE
· LA LOGICA TRASCENDENTALE
- analitica trascendentale
- dialettica trascendentale
· ESTETETICA TRASCENDENTALE:
Non si occupa del bello. Kant adopera il termine “estetica” per il suo significato etimologico (N sensibilità) Si occupa dunque delle forme trascendenti della sensibilità.
Sono fondamentali ai fini della conoscenza:
LO SPAZIO forma del senso ESTERNO
IL TEMPO forma del senso INTERNO
- Per la conoscenza il tempo è più importante dello spazio. Lo spazio si riconduce alla forma del tempo.
Conoscere sensibilmente significa conoscere spazio, temporalmente.
· Spazio e tempo sono forma pure a priori
· Spazio e tempo sono forme del soggetto
· Trascendentale vuol dire che organizza la conoscenza
· Spazio e tempo sono regolatrici della conoscenza
· La conoscenza sensibile è passiva perché è recettiva.

LA CRITICA DEI GIUDIZI: (tre tipi di giudizi)
· Kant si occupa della critica dei giudizi, è possibile una conoscenza certa?
- Ha ragione Hume che dice che non possiamo avere delle conoscenze scientifiche certe ma solo probabilità?
1) GIUDIZI ANALITICI A PRIORI:
· Tutti i corpi sono estesi.
(analitica xchè il concetto di estensione è compreso in quello di un corpo )
( è un giudizio universale e necessario ma non accresce la nostra conoscenza
2) GIUDIZI SINTETICI A POSTERIORI:
· Tutti i corpi sono pesanti
· accresce la nostra conoscenza ma non è universale e necessario
3) GIUDIZI SINTETICI A PRIORI :
· 7 + 15 = 21
è certo xchè tutti noi conosciamo spazio temporalmente
spazio e tempo sono una garanzia della scienza universale
s accrescitivi della nostra conoscenza universale.
Ragione pura :Quali sono le condizioni già presenti in noi che servono per arrivare alla conoscenza della realtà.
ANALITICA TRASCENDENTALE: (2° parte critica ragion pura)
· Tutta la conoscenza parte dai sensi e passa per l’intelletto mentre la conoscenza sensibile è passiva (RECETTIVA) quella intelligibile è discorsiva (PROCEDE PER MEZZO DEI GIUDIZI) .
In questa parte della critica Kant vuole capire quali sono le condizioni a priori della conoscenza intelligibile.
Kant dedica 11 anni a risolvere questo problema e dice che se riusciamo a capire in quanti modi noi giudichiamo allora sapremo anche in quanti modi pensiamo a priori; poiché pensare significa giudicare.
Kant divide i nostri modi di giudicare in 4 gruppi:
1 QUALITà (3)
2 QUANTITà (3)
3 RELAZIONE (3)
4 MODALITà (3)
Kant dice dunque che abbiamo 12 categorie divise in quattro gruppi ed elabora una tavola delle categorie che corrisponde a quella dei giudizi.
A questi dodici giudizi corrispondono dodici forme pure cioè dodici concetti puri che kant chiama categorie e ne elabora una teoria che corrisponde a quella dei giudizi.
Questi concetti puri (già presenti in noi) così come le rapp. Sensibili; il molteplice, gli oggetti devono adeguarsi alle norme di spazio e tempo, e la stessa cosa devono fare le categorie al fine della conoscenza intelligibile.
Le sensazioni senza concetti sono ciechi , mentre i concetti senza sensazioni sono vuoti, queste categorie fanno un valore universale.
Le nostre conoscenze sono oggettive proprio perché intersoggettive. L’oggettività:
Noi non conosciamo le cose in se (noumero) xchè dovremmo uscire da noi stessi per sapere come sono le cose in sé , ma conosciamo le cose come ci appaiono e non possiamo andare oltre i limiti della nostra esperienza.
Categorie di Aristotele : erano determinazione generale dell’essere (qualcosa di esterno ) e quelle di Kant sono condizioni pure a priori. Dopo aver lavorato nelle tavole delle categorie opera una deduzione trascendentale , quasi con un procedimento giuridico al termine della quale sostiene che esiste una unità più profonda che egli chiama “unità trascendentale dell’autocosenza” chiamata anche “io penso” che ci garantisce che il pensiero e le rappresentazioni siano nostri e facciano riferimento allo stesso soggetto.
DIALETTICA TRASCENDENTALE: (ultima parte della critica della ragion pura)
Kant con la dialettica trascendentale vuole conoscere in quanti modi noi ci inganniamo (logica dell’apparenza e dell’errore).
Crediamo di trascendere la realtà fenomenica. Per Kant la dialettica è la logica dell’apparenza e dell’errore! L’ESPERIENZA è la condizione indispensabile della CONOSCENZA .
· Kant si occupa di nuovo del problema del desiderio dell’animo umano di andare oltre il limite dell’esperienza al fine della conoscenza.
Ognuno di noi vorrebbe conoscere qualcosa in più oltre ai limiti dell’esperienza.
Attraverso la ragione cerchiamo di utilizzare le molteplicità dei giudizi e ci sono tre idee della ragione:
- idea dell’anima
- idea del mondo
- idea divina
Sono espressioni della psicologia razionale, cosmologia razionale e teolofia raizionale , queste cercano di organizzare il trascendente (cosa impossibile) .
La mente cade in una serie di errori che sono purallofismi (ragionamenti sbagliati) o pretese di dimostrare l’esistenza di dio senza un fondamento certo. (rientro della metafisica)
CRITICA DELLA RAGION PRATICA: 1788 (regno delle libertà) g regno della morale
Che può essere definita il regno delle libertà in quanto esiste una morale che presuppone la libertà.
Quest’opera conferisce ancor più notorietà a Kant. (morale kantiana Q morale laica per eccellenza)
Noi tutti abbiamo una lue che ci illumina la strada: e Kant la chiama il REGNO DEL DOVERE;
La legge si esprime attraverso degli imperativi che sono validi per tutti.
LEGGE DEL DOVERE L (luce che illumina la nostra vita e la nostra coscienza) questa legge si esprime attraverso degli IMPERATIVI che sono validi per tutti:
· MASSIMA INDIVIDUALE: Comando che esprime un obbiettivo individuale, valgono solo per alcune persone.
· IMPERATIVI : Hanno un valore generale , superano il limite dell’individualità.
CARATTERISTICHE DELLA MORALE KANTIANA:
1) Categorica e non ipotetica
2) Autonoma e non eteronoma
3) Formale e non contenutistica
4) Antieudenomistica e non eudenomistica

1) Imperativo categorico e non condizionato , (categorico e non ipotetico)
2) Si fonda sull’autonomia della nostra libera e autonoma volontà ; i principi morali non vengono dall’esterno.
3) Per non essere limitato deve dare dei principi generali ; non mirati; la Morale quindi deve dare un’idea generale e non dal contenuto limitato.
4) La MORALE non deve essere mossa dia nostri sentimenti; non deve essere influenzata da quello che proviamo.
· UNIVERSALITà : (morale)
(in ogni tempo in ogni luogo e per tutti)
Non si può dire che ognuno ha la sua morale, ci sono molti luoghi comuni .
Universalizziamo il nostro comportamento per vedere se è possibile compiere alcune cose.
Kant chiude l’epoca della filosofia moderna e apre la filosofia contemporanea.
La morale : il carattere fondamentale della morale è l’universalità per tutti , in ogni tempo e in ogni luogo. Rapporto tra virtù e felicità : essere virtuosi non vuol dire essere felici; ma la virtù merita la felicità , l’uomo sarà felice in una dimensione ultraterrena ; ciò comporta la certezza dell’immortalità delle persone e dell’esistenza di Dio. Recupera la condizione metafisica dell’esistenza di Dio.
CRITICA DEL GIUDIZIO:
Kant si occupa di due cose:
il BELLO e il TEOLOGISMO .
Nella critica della ragion pura si occupa del giudizio determinante riflettente (riflette su ciò che ci è dato e propone un accordo ) è bello ciò che piace senza concetto.
Non ci occupiamo di definire la certezza conoscitiva ma delle nostre esigenze estetiche e “morali” sublime distingue un sublime matematico ( ci colpisce per la sua vastità come per esempio il cielo stellato) e l’altro è il sublime dinamico (la forza come l’eruzione di un vulcano) .
Giudizio in teleologico: giudizio riguardante la finalità; noi conosciamo la natura secondo leggi determinate . Tutto è finalizzato alla vita morale dell’uomo.

GEORG WILHELM HEGEL:
Nacque a Stoccarda nel 1770 anno in cui Kant iniziò la sua carriera accademica. Da giovane fu molto attratto dalla letteratura greca e in particolare dalle tragedie di Sofocle.
1778 1 Iniziò a studiare nell’Università di Tubinga alloggiando presso un collegio per la formazione teologica dove fece amicizia con Schelling e Holdering, con i quali condivise l’entusiasmo per Roussou e gli altri scrittori dell’illuminismo , nonché l’ideologia della rivoluzione francese.
Dopo gli studi a Tubinga lavorò come precettore presso qualche famigli aristocratica prima in svizzera e successivamente di nuovo in Germania a Francoforte.
In questi anni scrisse dei saggi che vennero pubblicati poi con il titolo di “SCRITTI TEOLOGICI GIOVANILI” , questi scritti testimoniano l’interesse di Hegel per la teologia da lui intesa però come sinonimo di filosofia.
SCRITTI TEOLOGICI GIOVANILI:
Il primod i questi saggi risale a quando Hegel lavorava a Berna e si intitola “VITA DI GESù”. In esso la figura di Cristo viene ridotta a quella di un filosofo morale , anticipatore della morale kantiana. Inoltre Hegel spiega la successiva trasformazione di una morale cristiana in una chiesa con la sua gerarchia più avanti, con un altro scritto, “TRASFORMAZIONE DEL CRISTIANESIMO IN UNA RELIGIONE POSITIVA” (1795- 1799) in cui mostra la sua ostilità verso il cattolicesimo e verso qualunque interpretazione soprannaturale del cristianesimo.
Queste idee verranno ritrovate dagli “hegeliani di sinistra” e nel modernismo cattolico.
La terza opera giovanile e più importatane è : “LO SPIRITO DEL CRISTIANESIMO E IL SUO DESTINO” in cui Hegel tratta della sua intuizione fondamentale , cioè un processo dialettico che muove da una contraddizione per giungere infine ad un superamento che assume in se su un piano più elevato , i due termini contrapposti. Hegel infatti afferma che nel cristianesimo vi è una contraddizione tipicamente ebraica del rapporto uomo/Dio visto come rapporto tra uno schiavo e un signore , che Cristo però supera facendo in modo che la vita morale non sia mera sottomissione e obbedienza ma solo partecipazione spontanea alla vita divina.
Questo concetto è apparentemente ciò che insegna la teologia cattolica a proposito della legge dell’amore che è opera dello spirito santo, che però per Hegel non c’è , non c’è altro spirito per esso che quello immanente all’uomo e al mondo ; quest’opera ultima dunque riafferma la sua idea immanentistica del cristianesimo e segna il suo distacco dall’etica formalistica di kant del “dovere per il dovere”.
I RAPPORTI CON FICHTE E CON SCHELLING:
Prima opera pubblicata in vita da Hegel P 1801 “DIFFERENZA TRA IL SISTEMA DI FICHTE E QUELLO DI SCHELLING” scritto quando ottenne una cattedra all’Università di Jena
In questo saggio Hegel manifesta tutto il suo favore per la filosofia del primo schelling considerato da lui più profondo rispetto a fiche.
Si credette però che Hegel fosse semplicemente un discepolo di Schelling, quando in realtà gia in quest’opera si notano delle critiche da parte di hegle verso la dottrina dell’Assoluto.
In queste : DIFFERENZE, l’autore esprime i capisaldi del suo pensiero strutturato su idee molto originali a cominciare da quella che vedeva la filosofia come ricerca della conciliazione tra gli elementi della coscienza in conflitto tra loro. o questo è il compito della “ragione” cioè compito di tutta la filosofia, tentare di superare ogni forma di dualismo o di contraddizione come anima/corpo soggetto/oggetto ecc..
Questo compito infatti non può essere esercitato dall’intelletto ma richiede l’uso della ragione che deve essere compresa come identità di riflessione e di intuizione.
Il merito di fiche osserva Hegle è quello di aver superato le contraddizioni presenti in Kant; fenomeno/noumeno , sensibilità/intelletto ma ha avuto anche il torto di non eliminare il dualismo ; in esso infatti resta la differenza tra il MONDO accettato nella sua condizione di “dato” e come non io sommo, dunque quello che hegle rimprovera a fichte è di non aver accettato il primo elemento del senso comune che egli tende a negare .
SIGMUND FREUD:
Psichiatra Austriaco (1856-1939) fu il fondatore della psicoanalisi.
Si laureò in medicina nel 1881 all’università di Vienna e fu nominato nel 1920 professore ordinario nella medesima università.
Dopo la laurea abbandonò le tecniche terapeutiche che si avvalevano dell’ipnosi e tentò di utilizzare un altro metodo, basato sul colloquio con il paziente che poteva liberamente raccontare e raccontare tutto ciò che fluiva alla sua mente sulla base dell’associazione di idee.
Più tardi si dedicò all’analisi dei sogni con la quale mostrò che gli stessi meccanismi che producono i sintomi patologici si trovano anche nella mente normale.
Per Freud il sogno è un appagamento di un desiderio rimosso.
Per oltre dieci anni fu l’unico rappresentante della psicoanalisi; la sua maggiore scoperta è quella dei meccanismi dell’inconscio.
Tra le sue opere principali possiamo citare:
Studio sull’isteria, Interpretazione dei sogni, Psicopatologia della vita quotidiana, Tre saggi sulla sessualità, Totem e Tabù, Introduzione alla psicoanalisi.
La psicoanalisi di Freud provoca una profonda crisi nella concezione dell’uomo e della sua interiorità.
Collabora con Jeun Martin e Joseph Brever nell’esame dei casi di isteria da cui poi apprenderà l’uso clinico dell’ipnosi.
Freud afferma che la coscienza umana è un agglomerato complesso di oscure pulsioni e non il luogo della consapevolezza lucida dell’individuo.
L’INCONSCIO è la parte su cui occorre indagare per conoscere il soggetto e guarirlo dalle sue nevrosi che nascono dal conflitto con la società.

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