I filosofi del 500 e del 600

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Testo

CONSIDERAZIONI RIGUARDO IL METODO SCIENTIFICO
Lo scienziato applica il metodo di ricerca e controllo,che significa andare a vedere come il fenomeno avviene,si produce.Abbiamo ricavato il metodo di Galileo analizzando i suoi scritti.
Galileo rifita la causa finale e formale,dunque è ANFINALISTA e ANTIESSENZIALISTA.
L'unica causa che va ricercata è quella agente(o efficiente),ovvero la causa che genera il fenomeno.
Dunque Galileo ritiene che la natura sia una macchina,un meccanismo,perchè spiegabile solo in termini di movimento;qui c'è il rifiuto della concezione Rinascimentale della natura come biomorfo.
La natura secondo Galileo è un inisieme di fenomeni legati da relazioni causali,costanti e necessarie (dato A segue necessariamente B);queste condizioni sono immutabili e questo porta al principio di uniformità,che ci permette di fare previsioni.tutte queste relazioni sono traducibili in termini quantitativi.Si crea un DUALISMO tra la realtà che appare ai nostri occhi e quella vera ,cioè quella della fisica.
Possiamo dire che Galileo è un filosofo perchè ci fornisce una nuova immagine della natura.Il suo nuovo modo di studiare la natura presuppone anche istanze di natura filosofica,che ci forniscono una nuova e diversa immagine della natura e che giustificano il metodi stesso.
Galileo recupera la concezione di una struttura matematica della natura(già proposta dai platonici).La matematica assume non solo un valore gneoseologico,ma anche ontologico,cioè esprime il modo di essere della natura.Nel "saggiatore"Galileo dice che dio ha dato agli scienziati il Grande libro della natura,scritto in termini matematici.Nei fenomeni si può distinguere QUANTITà,ovvero quelle qualità che sono proprie dell'oggetto,come le dimensioni e QUALITà,ovvero quelle qualità che emergono dal rapporto tra soggetto e oggetto,di carattere oggettivo;allo scienziato interessa conoscere l'oggetto per le sue proprietà quantitative.
In virtù della matematica il sapere dello scienziato eguaglia,non in termini di estensione,ma di intensità il sapere di dio.In questo modo Galileo sottolinea che la scienza è infallibile(pag 139 punto B).L'uomo non conosce tutto quello che conosce dio,ma con la stessa intensità e necessità.

IL REALISMO GALILEIANO
Per realismo si intende quella posizione per cui l'essere esiste e preesiste al soggetto,cioè è indipendente dal soggetto conoscente.Aristotele sosteneva una coincidenza tra essere e pensiero,perchè se l'oggetto preesiste al nostro pensiero e quest'ultimo la rispecchia perfettamente allora i due coincideranno.Dunque la emnte ha a che fare non con l'ogertto ma con le nostre idee.
Per l'idealista invece esiste solo il soggetto che costruisce l'oggetto,che a sua volta è dato dalle idee.L'empirista invece sostiene che la mente elabora una rappresentazione che è il risultato delle nostre sensazioni,dei 5 sensi.Le nostre sensazioni,fornite dai 5 sensi,danno idee semplici sull'oggetto percepito,che vengono assemblate per ricostruire l'idea dell'oggetto.(lock)
Secondo Barckley "esse est percepi" ovvero"l'essere è ciò che io ho percepito",dunque le mie percezioni coincidono con l'essere...ma chi ci garantisce ciò?la risposta data da barcley è "dio".
Il realismo galileiano non è in linea con la definizione data di realismo precedentemente,per la quale pensiero e oggetto coincidono.Secondo Gaileo il pensiero è analogo all'oggetto,in quanto esso ha una struttura matematica,proprio come l'oggetto.é proprio qui che pensiero e oggetto coincidono.

FRANCESCO BACONE
Vive nel periodo tra la dine del regno di Elisabetta I d'Inghilterra e l'inizio del regno di Giacomo I Stuart.Bacone studiò diritto a Cambridge:intraprese gli studi giuridici perchè aveva intenzione di ricoprire cariche nello stato.Il suo progetto di carriera politica(che comporta onori e ricchezze)si realizza sotto il regno di Giacomo Stuart,fino a diventare Lord cancelliere.Fu coinvolto in un caso di corruzione:venne incriminato e chiuso nella torre di londra.La situazione si concluse a suo favore perchè il re annullò la pena e la multa,però tutto a condizione di esromettersi dall'attività politica.
Così Bacone si ritira e si dedica sistematicamente agli studi filosofici,elaborando i suoi numerosi scritti,tra i quali il più famoso,il NOVUM ORGANUM.Francesco Bacone si rese conto della fecondità della nuova sceinza sperimentale:di questa colse soprattutto l'aspetto applicativo,ovvero il suo tradursi in tecnica e tecnologia.Bacone è un sostenitore della scienza utile che serve per poter affermare il dominio dell'uomo sulla natura,per poter volgere quest'ultima a favore dell'uomo e della società.Per questo motivo Bacone è stato definito pofeta e filosofo dell'età industriale da parte degli storici della scienza(come paolo rossi).Il fatto che Bacone si batta per una scienza utile lo porta a prevedere posizioni critiche verso tutti i tipi di sapere teoretico e contemplativo.Tra gli scritti di Bacone troviamo il TEMPORIBUS PORTUS MASCULUS.è uno scritto minore nel quale Bacone prende posizioni critiche nei confronti della cultura tradizionale e della filosofia.Questo perchè Bacone è un sostenitore di una scienza utile e dunque è contro il sapere fine a se stesso,che è inutile,perchè non fornisce strumenti per dominare la natura e/o fare previsioni.Secondo Bacone questo sapere inutile aumentava la supersizione e lo scetticismo;addirittura sosteneva che la filosofia fosse uan sorta di teatrino nel quale ogni filosofo recitava la propria teoria o interpretazione del mondo,indifferente alle contraddizioni nelle quali potevano incapapre e cadere e alle teorie degli altri filosofi.Dunque secondo Bacone la filosofia è un'accozzglia di teorie inutili e inconcedenti.Un altro tema del TEMPORIBUS PORTUS MASCULUS è il richiamo all'indipendenza e autonomia degli altri saperi.Sostiene il libero confronto,perchè la scienza è un'impresa collettiva,dunque deve essere possibile un dibattito.Un altro scritto è il DE DIGNITATE,che rimanda ad un progetto molto ambizioso che però Bacone non realizzò.Si tratta di un 'enciclopedia delle scienze,fondata su base sperimentale.
Bacone avrebbe ripartito la sua enciclopedia in tre parti,basandoci su 3 facoltà:immaginazione,memoria,ragione.L'opera avrebbe avuto il titolo di INSTAURATIO MAGNA e avrebbe contenuto indicazioni per ogni tipo di scienza.Bacone di questa grande opera ci ha lasicato solo la parte relativa al metodo della scienza,il NOVUM ORGANUM.Già dal titolo si intuisce la critica ad Aristotele;questo avevainfatti scritto l?organum,un testo che riguardava la logica e il metodo.Bacone dunquepropone un nuovo metodo.Un'altro scritto minore di Bacone è il COGITATA ET VISA(cose pensate e viste).In quest'opera fa una sorta di paragone per far capire coem deve essere il lavoro dello scienziato.Los cienziato non deve comportarsi come un ragno,che da solo ,grazie alle proprie capacità,mette insieme grandi costruzioni.A comportarsi come il ragno è il filosofo metafisico,che usa autonomamente la ragione per formulare teorie che però non possono essere sottoposte a controllo sperimentale e dunque sono inutili.
Lo scienziato non si deve comportare nemmeno come la formica,che piano piano accumula.A comportarsi come questa è l'empirista,che si affida totalmente all'empirista,ma non utilizzando la ragione non è in grado di formulare teorie e di elaborare dati.La scienza ha alla propria base la collaborazione tra esperienza e ragione.Lo scienziato si deve comportare come l'ape,che succhia il nettare,lo rielabora e lo trasforma in miele.Così lo scienziato raccoglie l'osservazione,la rielabora attraverso la ragione producendo così un'ipotesi e poi una legge.
Il NOVUM ORGANUM è il manifesto metodologico di Bacone.In quest'opera espone quella che deve essere il metodo della ricerca scientifica. Comincia mettendo sotto accusa la logica aristotelica(è costituita infatti da una prima parte distruttiva seguita da una parte propositiva). Nel "novum organum" c'è la critica al mentodo di ragionamento che conduce a verità di aristotele, il sillogismo.
Il sillogismo è una forma particolare di deduzione. Le proposizioni sono sempre logicamente vere rispetto alle premesse ma in realtà la conclusione è gia contenuta nelle premesse, quindi non otteniamo nulla di nuovo; il metodo del sillogismo è sterile e inutile e per Bacone è valida solo nelle dispute verbali, ma non aiuta a progredire nella conoscenza della natura.
Secondo aristotele noi abbiam una serie di esperienze singole diverse dalle quali traiamo una conclusione: si tratta del metodo induttivo, ovvero del passaggio dal particolare al generale .
Secondo Bacone ,aristotele procedeva con una raccolta di esperienze singole superficiali e numericamente esigue; per Bacone aristoltele porta avanti la sua ricerca in modo disordinato e a salti senza un metodo : s passa direttamente alla generalizzazzione cioè alla formulazione di una proposizione generale (assioma, legge, prinicipio primo) che per Bacone non spiega ne interpreta la natura, ma l'anticipa .
Secondo Bacone il metodo induttivo di aristotele non ci permeete di scoprire la verità circa la natura, ma attribuisce alla natura principi teorie che la nostra mente ha elaborato prevedendo quello che invece la natura mostra grado a grado nelle esperienza di se
Questo assioma viene imposto alla natura.
Bacone propone una riforma dell'induzione. L'induzione ci permette di interpretare e di spiegare la natura in quanto procede per gradi scegliendo ed eliminando; quindi gia nella fase empirico-osservativa interviene la ragione guidando con il metodo il lavoro dello scienziato.Si arriva infine alla formulazione di un'ipotesi che verrà poi condotta a controllo sperimentale.
Aristotele utilizzava un metodo di induzione per enumerazione semplice(definizione di Bacone)Bacone invece utilizza un metodo di induzione per eliminazione.Con questa nuova logica noi potremo conoscere la natura cioè ..la natura a mostrarci come essa funziona;quando los cienziato sa come la natura funziona,diventa in grado di produrre i fenomeni e di modificarli e dunque di affermare il dominio dell'uomo sulla natura.Fu proprio Bacone a pronunciare la frase"sapere è potere"Ma cosa significa per Bacone intrepretare e spiegare la natura?Significa cercare la sua causa;ma mentre secondo Aristotele la causa da ricercare era quella d'agente(o causa efficiente)secondo Bacone bisognava ricercarela causa FORMALE.
BIsognava perciò ricercare le qualità e le proprietà essenziali e strutturali e quindi immanenti nella materia.Cos è un fenomeno?perchè è così com è?
Bacone è un critico di Aristotele dal punto di vista metodologico,cioè ritiene il jmetodo aristotelico ormai superato,però condivide con aristotele l'idea che si fa scienza quando si ricerca la struttura immanente della realtà.Esempio:il fenomeno del calore:Galileo va a vedere come si produce il calore,mentre Bacone va a vedere che cos è.
Cosa significa anticipare la natura?Significa produrre un'assioma che viene imposto alla natura.
Altra critica di Bacone ad Aristotele riguarda i pregiudizi.Bacone denuncia i pregiudizi in cui può incappare uno scienziato,che possono pregiudicare la ricerca.
I PREGIUDIZI DELLA MENTE:Bacone ne parla nel primo libro del "Novum Organum".Egli sostiene che esistano 4 tipi di pregiudizi.Le anticipazioni che si radicano nella stessa natura umana e che perciò fanno aprte del nostro intelletto,vengono chiamati IDOLA TRIBUS e IDOLA SPECUS.
Gli IDOLA TRIBUS sono quei pregiudizi che los cienziato ha nella sua mente in quanto appartiene alla spiecie uomo.
Gli IDOLA SPECUS sono quei pregiudizi che provengono dal contesto socio-culturale in cui vive lo scienziato,dalle sua esperienze,dalla sua preparazione,che possono influenzare il suo modo di leggere la natura.
Poi ci sono i pregiudizi legati all'esterno,alla piazza,ai luoghi di aggregazione sociale,ai condizionamento del linguaggio che vengono chiamati IDOLA FORI e IDOLA THEATRI.
Gli IDOLA FORI consistono nell'uso di termini del linguaggio comune nel linguaggio scientifico e possono essere o nomi di cose che non esistono o nomi di cose che esistono ma confusi e male determinati.
Gli IDOLA THEATRI sono legati ai condizionamenti del passato,in particolare provenienti dalla filosofia.Sempre nel primo libro del "Novum Organum" Bacone scrive che la scienza e FILIA TEMPORIBUS;i tempi odierni sono piu ricchi e vecchi perchè hanno avuto piu tempo per evolversi,crescere.La verità si rivela gradualmente all'uomo attraverso gli sforzi che si sommano e si integrano nella storia.
IL METODO INDUTTIVO
Abbiamo già detto che per bacone la scienza sorge dalla sintesi tra ragione e esperienza.Sempre secondo los cienziato il momento iniziale(o empirico osservativo)deve essere guidato da un metodo.Tutte le osservazioni e idati devono essere raccolti in dei registri(o TAVOLE)nei quali vengono registrati in modo ordinato i diversio comportamenti del fenomeno.
Esistono 3 tipi di tavole:
- TABULA PRAESENTIAE nelle quali si raccolgono i casi in cui il fenomeno si verifica.
- TABULA ABSENTIAE(o in proximitate)nelle quali sono raccolti tutti i casi analoghi ai precedenti in cui quel particolare fenomeno non si verifica
- TABULA GRADUUM,nelle quali vengono registrati i casi diversi in cui il fenomeno si verifica in diverse intensità.
Dopo aver confrontato le 3 tavole lo scienziato può approntare un 'altra tavola nella quale raccoglie i casi di impossibilità,nei quali è impossibile che il caso si verifichi.
L'uso di queste tavole manifesta la presenza di un metodo nella raccolta delle osservazioni.
Questo metodo recupera il metodo classificatorio delle scienze occulte.Mettendo a confronto le tre tavole attraverso un processo di interpretazione ed eliminazione los cienziato mette a punto un 'ipotesi.Bacone chiama questa iportesi PRIMA LENDEMMIA,mentre noi lo ASSIOMA di MEDIA GENERALITà(o ASSIOMA MEDIO).Dall'ipotesi formulata vengono tratte delle conseguenze particolari che vengono sottoposte a tutta una serie di esperimenti.Bacone chiama gli esperimenti ISTANZE PREROGATIVE.Non si ariva però a trovare totalemente la verità o la falsità dell'ipotesi.Si arriova a dire che esistono due teorie esplicative. Con l'esperimentum CRUCIS si conferma o si falsifica l'ipotesi.Nel caso che l'ipotesi risulti falsa si deve ricominciare da capo.

ALCUNE CONSIDERAZIONI SU QUANTO DETTO
Bacone viene citato come un riformatore dell'induzione e come primo rappresentante dell'empirismo.Ma pur essendo l'induttivista per eccellenza egli utilizza anche il metodo deduttivo.Inoltre la scienza per Bacone è il risultato della collaborazione tra esperienza e ragione.I momenti legati all'esperienza sono quelli della fase empirico-osservativa,mentre quelli legati alla ragione sono ad esempio quelli legati alla catalogazione,alla fase sperimentale.
Uno dei limiti del metodo di Bacone è l'assenza della matematica.Per Bacone noi sieghiamo le proprietà qualitative dunque a MATEMATICA non ha alcun ruolo.Questo determinerà il fallimento del metodo di Bacone perchè la nuova scienza,la fisica,aveva trovato nella matematica un modo per spiegare le relazioni
tra i fenomeni.è stato aperto un conmplesso dibattito sul concetto di forma in bacone;l'essenza di un fenomeno corrisponde alla sua struttura immanente,alle sue proprietà chimico fisiche.Alcuni pensano che bacone abbia inteso anche un'altra cosa:se individuiamo le sue proprietà chimico fisiche,allora la forma spiegherà acnhe il modo in cui il fenomeno si trasforma.

CARTESIO
Cartesio è ritenuto il fondatore del RAZIONALISMO MODERNO,una corrente di pensiero secondo la quale la ragione dell'uomo è in grado di elaborare un sapere oggettivo,universale e necessario.Dunque secondo Cartesio l'esperienza è inutile
Come scienziato ebbe l'ambizioso progetto di metere a punto un metodo che guidasse la ragione non solo nella scienza(o filosofia naturale)ma anche in tutti gli altri ambiti del sapere.QUesto preogetto avrebbe garantito che ogni sapwere assumesse la dignità di scienza.Inoltre sulla base dell'unità del metodo si sarebbe potuta costruire l'unità del sapere e dunque si sarebbe potuta elaborare un'enciclopedia delle scienze.
PROBLEMA!!>Da dove si sarebbe potuto ricavare il metodo?Cartesio è un grande matematico dunque sostiene che si possa ricavare il metodo dalla MATEMATICA,quest'ultima viene ritenuta MATHESIS universale(scienza universale)Cartesio stabilisce alcune regole del metodo:
1-IL PRINCIPIO DELL'EVIDENZA RAZIONALE:è una regola portante ,fondamentale.Secondo questo principio ciò che risulta evidente alla ragione è vero.Dunque l'evidenza è criterio di verità:non si devono ammettere idee che non risultano vchiare e distinte.Un'idea è chiara quando è intuita immediatamente nella sua completezza e nella sua assoluta certezza.Un'idea è distinta quando non è confondibile con altre idee,è perciò definita e limitata.
PROBLEMA!!>dato che l'evidenza è qualcosa di soggettivo(perchè alla base del principio di evidenza c'è la nostra ragione)chi ci garantisce che non sbagliamo?Nasce dunque un problema di giustificazione della prima regola ma è poco rilevante considerando il basso profilo che ha avuto il metodo di cartesio.
2-MOMENTO DI ANALISI:C'è la scomposizione del teoremanei suoi elementi piu semplici e l'applicazione del principio di evidenza,con il quale vengono eliminati gli elementi non evidenti.
3-MOMENTO DI SINTESI:Ricostruisco ol teorema iniziale solo con gli elementi che hanno superato l'applicazione del principio di evidenza razionale.è possibile che si giunga ad un problema diverso da quella da quale si era partiti.
4-MOMENTO DI ENUMERAZIONE E REVISIONE: consiste nel recuperare tutti i passaggi compiuti per operare uan sorta di controllo per vedere che non si sono commessi errori.

CONSIDERAZIONI RIGUARDO QUANTO DETTO:
Nelgi scritti di Cartesio non compare mai la parola esperienza o esperimento.Lo scienziato non da spazio al momento empirico-osservativo e nemmeno al controllo sperimentale.Un'osservazione da fare è che nel momento di sintesi si passa dal teorema a preposizioni assiomatiche che stanno alla sua base.Cartesio evidenzia il fatto che la nostra ragione abbia due facoltà fondamentali: dedurre e intuire.Queste due capacità della nostra ragione stanno alla base della elaborazione scientifica.
IL PENSIERO POLITICO
Durante l'età classica i pensieri politici fondamentali erano Platone e Aristotele;quest'ultimo scrive ad esempio il "politica".La trattatistica rinascimentale risultava inadeguata a dare risposte alla problematica politica di questo periodo.Durante il '400-'500,in Italia,le signorie si trasformavano in principati,ma non si riesce a raggiungere l'unità nazionale.Nelgi altri stati europei invece si consolida lo stato nazionale,che viene però messo in crisi,in alcune realtà,dal contrasto politica-religione.Dunque in Italia il pensiero politico ha come punto di riflessione il problema della mancanza di un'unità nazionale,come costituire uno stato unitario e conservarlo.Per il resto d'Europa invece il pensiero politico si sofferma sul problema della legittimità dello stato,della legittimazione del potere,sul definire qual è l'essenza della stato,sull'obbligazione politica e sul diritto di resistenza.Per l'europa il problema politico va affrontato in termini filosofici(appartengono alla tradizione della filosofia politica)Gli uomini del tempo interrogandosi sulla legittimità o meno dello stato cercano di definire cosa giustifica l'esercizio del potere statale.Se il potere è legittimo e dunque giustificato allora scatta è oobbligazione politica(obbedienza).In caso contrario è possibile non obbedire ribellarsi,e scatta la resistenza politica.

MACHIAVELLI

Grazie alla sua esperienza Machiavelli affronta il problema della formazione dello stato e della sua conservazione:egli è ritenuto il padre della scienza politica(POLITOLOGIA)quindi non è un filosofo della politica.Egli dalla verità effettuale della cosa,(cioè da fatti concreti, da situazioni reali)procede a mettere a punto quella forma di stato adatta opportuna per la situazione storico-politica dell'Italia in quel momento,ovvero "uno stato di anarchia e servitù".In base a queste considerazioni stabilì che la forma di stato più adatta era il principato.
Troviamo perciò il REALISMO POLITICO di Machiavelli.Accanto al realismo politicoci deve essere anche la OGGETTIVITA STORICA.Bisogna prendere in esame il processo storico e individuare ciò che è permanente,costante,regolare,per poter poi elaborare teorie politiche,generalizzazioni,leggi...solo in questo modo è possibile spiegare il fenomeno politico.
Ma se Platone ed Aristotele erano filosofi e non scienziati della politica,di cosa si occupavano?i FILOSOFI DELLA POLITICA si occupavano dello stato ideale ovvero di come dovrebeb essere uno stato.Gli SCIENZIATI DELLA POLITICAsi occupano di come è lo stato,valutano la forma di stato più giusta in base ad un sistema di valori(premessa etica)si pronunciano su ciò che è giusto o sbagliato,buono o cattivo.

ANTROPOLOGIA NEGATIVA
Secondo Machiavelli nel processo storico è costante la natura umana con la quale si deve sempre avere a che fare.Per lo scienziato L'ESSENZA DELL'UOMO è l'ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA.Tutte le azioni dell'uomo sono determinate,condizionate da ciò che l'uomo è,cioè dall'istinto di sopravvivenza.La concezione di uomo del Machiavelli può stupire,perchè è idea di uomo rinascimentale era quella di un uomo padrone.La sua antropologia dunque si discosta molto da quella dell'iomo rinascimentale.Luomo è un essere determinato ,condizionato,dotato di uno strumento,la ragione,che non corrisponde alla sua essenza.L'essenza dell'uomo,ovvero l'istinto di sopravvivenza,ritiene giusto ciò che lo appoggia,ritiene sbagliato ciò che lo minaccia.Questo spinge l'uomo a mantenere atteggiamenti egoistici e individualistici ad affermare il proprio dominio su tutto.Per proseguire tutti i suoi fini l'uomo assume comportamenti malvagi e aggressivi.dato che tutti gli individui sono così,c'è una relazione conflittuale tra gli individui,una situazione di guerra permanente.Ogni individuo minaccia l'altro dunque l'uomo vive nel costante timore di perdere la vita che secondo l'istinto di sopravvivenza è il bene più prezioso.
Possiamo dire che Machiavelli ha una visione NEGATIVA dell'uomo,un'ANTOPOLOGIA PESSIMISTICA.Secondo Hobbes,l'uomo non è malvagio per natura ma diventa aggressivo per la penuria di beni.Perciò se ci fossero tutti i beni necessari alla sopravvivenza a disposizione di tutti non assumerebbe questo comportamento.
Per Machiavelli la ragione è uno stumento che indicherà all'umo la "via d'uscita",ovvero la creazione di uno stato forte che permetta la sopravvivenza dell'uomo.Dunque l'uomo trova nello stato la salvezza,mentre al stato di natura l'uomo vive in una situazione di anarchia e minacciosa per la propria vita.
Lo stato per Machiavelli è una necessità ,l'effetto di una causa(=malvagità ed egoismo dell'uomo)

LA SOVRANITà,L'ESERCITO LE LEGGI
è uno dei primi problemi che Machiavelli si pone.Il principe è colui che incarna la sovranità,la titolarità dell'impero.Machiavelli non si pone nemmeno il problema della legittimità dello stato perchè la legittimità era ereditaria.Il potere sovrano si legittima con la forza,chi può prenderselo può utilizzarlo.Machiavelli individua gli strumenti per conservare lo stato:ESERCITO,LEGGI,RELIGIONE.
Egli condanna l'esercito mercenario e prende a modello l'esercito cittadino di venezia che giustifica la forza della repubblica di Venezia.
Un esercito costituito da cittadini garantisce l'effettiva difesa dello stato.Un esercito armato è fondamentale per mantenere il potere all'interno e difendere lo stato all'esterno.La relazione tra gli stati è solo conflittuale.di guerra permanente.Machiavelli non contempla posizioni pacifiste:la guerra c'è è una fatto è il modo in cui gli stati si relazionano, la guerra deve essere vinta.Dunque ricompare il realismo politico del Machiavelli.è necessario addestrarsi per al guerra che non è solo di difesa ma ha anche motivi espansionistici.L'esercito garantisce perciò la grandezza della stato,è uno strumento.Lo stato utilizza però anche un altro strumento:le LEGGI.Esse mantengono l'ordine all'interno garantendo la pace.Fuori dallo stato c'è anarchia e caos,tutti sono contro tutti e la sopravvivenza dell'uomo è seriamente minacciata,mentre all'interno dello stato le leggi mantengono ordine e pace.
La religione: Le leggi non possono tenere sotto controllo gli individui,dunque Machiavelli affianca alle leggi la religione.Le leggi controllano le relazioni pubbliche ma non gli individui,dunque la religione diventa INSTRUMENTUM REGNI e arriva dove le leggi non possono arrivare.La religione diventa importante non per motivi teologici ma politici:oltre ad essere un fatto sociale essa è intessuta della cultura,dei valori delle aspirazioni del popolo che professa.Dunque la religione svolge un ruolo importante di unità ed identità di un popolo.
La critica alla chiesa: MAchiavelli critica la chiesa sotto vari punti di vista:
1-Il patrimonio evangelico.Il messaggio evangelico svaluta la vita sulla terra e l'impegno dell'uomo.E questo perchè la vera vita è dopo la morte.Dunque mentre la religione in genere legava gli individui tra loro e allo stato,ma la chiesa la religione cristiana tende invece a separare.
2-La chiesa cattolica.Machiavelli era in linea con le critiche che provenivano dallo stesso mondo ecclesiastico.La chiesa aveva perso il suo ruolo di guida spirituale,di modello per la cristianità.Per Machiavelli la chiesa da scandalo alle masse,nelle quali si genera poi scetticismo,che porta con sè la sfiducia nei confronti della chiesa e nel messaggio che essa comunica;dunque la chiesa non è più uno strumento di ordine e pace ma piuttosto di disgregazione, anarchia e caos.
3-Il potere temporale della chiesa.Machiavelli attacca politicamente per certi versi in maniera profetica lìostinazione della chiesa nel difendere il proprio potere temporale.Il papa si pone come sovrano e non come guida.Questa è una delle cause della mancata nasciata di uno stato nazionale in Italia.Il papa si è impegnato a mantenere i contrasti tra i principati e le signorie in Italia,legando i propri interessi e favori ai vari signori d'Europa che in quel momento avrebbero difeso lo stato pontificio e il potere dei papi.In effetti la nascita di uno stato nazionale avrebbe decretato la fine del potere temporale.
I RAPPORTI TRA ETICA E POLITICA IN MACHIAVELLI
Machiavelli è un teorico dell'indipendenza e dell'autonomia della politica dai principi etici-divini-giuridici e dunque della divisione della frattura tar etica e politica.
Egli crede nella laicità della politica.
Come giustifica la sua posizione?Innanzi tutto bisogna dire che per Machiavelli il fine dello stato non è il bene collettivo(come per la scolastica)e nemmeno la felicità dell'individuo(come sosteneva Aristotele,secondo il quale l'uomo nello stato raggiunge la propria essenza e quindi la felicità)ma è lo STATO STESSO,la sua SOPRAVVIVENZA,perchè solo se lo stato sopravvive si garantisce la sopravvivenza dell'uomo stesso.Dunque l'azione politica non potrà essere valutata secondo etico-religiosi,ma solo in quanto utile o meno alla sopravvivenza dello stato.La politica ha in se stessa le proprie regole e norme perchè deve conseguire solo l'utile dello stato.Dunque il sovrano è LEGIBUS SOLUTUS,sciolto da ogni limite etico-giuridico.Ma se il principe(=colui che incarna ed esercita il potere sovrano)è legibus solutus,vuole dire che il suo potere è illimitato,assoluto.
Il fondamento delle leggi è l'autorità stessa del sovrano "auctorita non veritas facit legem"(Hobbes)
A Machiavelli si ispireranno i teorici dell'assolutismo dello stato così come i teorici che hanno elaborato le teorie della ragion di stato.A Machiavelli si ispirerà la tradizione del Machiavellismo,secondo il quale "il fine giustifica i mezzi".
In realtà Machiavelli non ha mai detto una cosa del genere.Non ha mai detto che uccidere e mentire potessero cessare di essere quello che sono ma semplicemente che dovrebbero essere valutati in quanto azioni per il bene dello stato.Oltre che dal machiavellismo l'idea che "il fine giustifica i mezzi"fu presa anche dai gesuiti.Questi sostenevano che se il fine è eticamente valido allora si può pagare qualche prezzo.Secondo il GESUITISMO se il fine è giusto si possono usare anche metodi illeciti per raggiungerlo.(apologia del dentro)

LE ACCUSE AL MACHIAVELLI
Partendo dal rapporto negato tra etica e politica,un altro tema significativo nel corso del 800 e del 900 sono le accuse al Machiavelli.
L'accusa principale è quella di APOLOGIA DEL DELITTO.
L'accusa di IMMORALITà proviene dalla componente cattolica tanto che molti testi di Machiavelli saranno censurati e annotati all'indice dei libri proibiti dalla chiesa cattolica.Anche il filosofo NIETZSCHE successivamente accuserà Machiavelli ma sarà d'accordo con lui.Egli si congratula per questo pensiero immorale perchè dato che egli rietine che la cultura occidentale abbia interrotto il suo processo di sviluppo a causa della tradizione ebraico-cristiana è pronto a sostenere qualsiasi autore pronto a contrastare la chiesa.
Per altri critici ,invece,l'accusa di immoralità è inacettabile:l'italiano CROCE critico letterario,ritiene che Machiavelli quando elabora la sua teoria dello stato e descrive il compito del principe assuma il punto di vista dello scienziato e per questo debba limitarsi a descrivere ed individuare le regolarità;egli non dovrebbe perciò emettere valutazioni perchè la ricerca scientifica è AVALUTATIVA.
Quindi il pensiero di Machiavelli non è immorale,ma puittosto AMORALE,cioè separato e indipendente dalla morale.Secondo Croce sarebbe un errore metodologico utilizzare nella ricerca scientifica categorie di ordine etico.Fare una cosa del genere non avrebbe senso:la scienza descrive come è la natura,non è possibile far entrare in gioco l'etica e la moralità.Il problema etico entrerà in gioco quando si penserà a come usare i risultati della scienza.
Un altro filone interpretativo alternativo a quello di Croce è quello di Petronio.Egli sostiene che nella riflessione di Machiavelli ci sia un nucleo etico non riconosciuto.Se studiamo il profilo del "Principe Machiavelliano" sottolineando in questo tratto caratteristico,cioè la virtù politica,egli comunica che l'uomo di stato ha un'etica,è un'ETICA PUBBLICA.Quest'etica pubblica non viene riconosciuta perchè noi siamo abituati a riconoscere come etica quell'nsieme di valori e virtù che sono proprie della tradizione evangelica.machiavelli richiama invece la "VIRTUS LATINA" alludendo al coraggio,all'intelligenza...
Nel corso del tempo però questo termine è stato usato con sfumature che richiamano i valori cristiani.L'insieme di attitudini che rischiamano il termine "virtù"in senso latino,è il sistema di valori propri dell'aristocrazia latina.
Se condividessimo la posizione di Petronio emergerebbe che l'etica dell'uomo politico non è quella dell'uomo privato perchè le ragioni di stato non sono quelle che affronta l'individuo nella sua sfera privata;c'è una vera e propria frattura tra ETICA PUBBLICA E PRIVATA.
PROFILO DEL PRINCIPE
Il principe è colui che è caratterizzato dalla virtù politica.Secondo Machiavelli virtù politica significa"avere le capacità di usare i mezzi efficaci per raggiungere e conseguire i fini e gli obbiettivi proposti".Per l'uomo di stato il fine è la salvezza e la conservazione dello stato stesso.
La virtù politica è l'attitudine di sciegliere è utilizzare.La virtù di Machiavelli è sempre legata al concetto di fortuna.Egli ritiene che la virtù politica del principe si manifesta laddove si aprono possibilità,contesti e situazioni che la fortuna non controlla oppure controllata dalla fortuna ma previste e opportunamente orientate e gestite dall'azione politica.
Machiavelli ha una concezione ciclica del processo storico.Secondo lui non c'è progresso,il mutamento è apparente.Egli sostiene la TEORIA DELL'ETERNO RITORNO:gli scenari cambiano,ma la natura umana è sempre la stessa,dunque le cose tornano sempre quelle che sono state.C'è inoltre una concezione ciclica del tempo.Il cristianesimo aveva una concezione lineare e progressiva del tempo:l'uomo col passare del tempo subisce un'evoluzione,un processo di perfezionamento.Per Machiavelli la giustificazione del suo pensiero è:"LA NATURA UMANA E' IMMUTABILE".Ma è proprio così impossibile modificare qualcosa?no,perchè noi possiamo usare la nostra ragione per operare in modo opportuno nell'occasione che si offre per sfruttare il processo necessario e immutabile della storia.
Ma riguardo a questo argomento troviamo una contraddizione .
Machiavelli sostiene anche che con la nostra ragione noi possiamo intervenire sulla realtà e modificarla.Allora possiamo dire che per Machiavelli il 50% delle azioni umane sono governate dalla fortuna mentre il 50% delle azioni sono governate dalla ragione umana.Se nel processio storico si crea un'occasione sfruttabile dall'uomo politico per ribaltare la situazione,qua si vede la capacità politica del principe.
Secondo Machiavelli il processo storico è governato da NECESSITà E CASUALITà.Ma l'azione può inserirsi nel cogliere e prevedere situazioni.Dunque secondo iol pensiero del Machiavelli c'è spazio anche per un'azione libera dell'uomo:il 50%sono determinate dalla fortuna ,il resto 50% dalla virtù umana.
Inoltre più la situazione sembra non poter lasciar spazio all'azione dell'uomo,più la capacità di inserirsi con intelligenza è a favore dell'uomo.
L'uomo,mentre per Marsilio Ficino è microcosmo e copula del mondo,per Machiavelli è anina razionale ,ragione.
L'uomo per Machiavelli ha dignità nel cosmo che lo rende diverso e superiore;egli ha la capacità di inserirsi modificando gli eventi,grazie alla razionalità,strumento fondamentale.L'uomo può inserirsi in modo costruttivo e orientativo fino a modificare eventi che potevano evere esito determinante:Dunque abbiamo una RAGIONE STRUMENTALE.Okkam,nel suo scritto "le origini della filosofia della storia"ritiene che Machiavelli abbia anticipato il concetto di ragione strumentale nella filosofia tra fine 800 e inizi 900. Se la ragione viene ridotta ad un mezzo essa non ha la possibilità di stabilire norme e principi che regolano la vita sociale e individuale,ma può solo calcolare le probabilità di successo e coordinarne i mezzi adatti al raggiungimento di un fine,che non è stabilito dalla ragione.
La ragione non è in grado di individuare verità oggettive universali e nemmeno di stabilire scopi come risosteneva in passato ma può solo individuare cosa sia bene o male,giusto o ingiusto...la ragione può solo stabilire quali sono i mezzi più efficaci al raggiungimento di un fine,che è stato determinato da altri contesti.

BOTERO
(vedi pag 68 botero e la nozione di ragion di stato)
Giovanni Botero nei suoi 10 libri "Della ragion di stato"(1589) sostiene che lo stato abbia ragioni che sono diverse e superiori a quelle dell'individuo.
La nozione di ragion di stato è un'eredità del machiavellismo e Botero sostiene che "ragion di stato si è notizia dei mezzi atti a fondare,conservare e ampliare un dominio"Botero sottolinea l'autonomia giuridica etica e religiosa del'azione politica.Ma la caratteristica e la novità di Botero consiste nell'includere fra le esigenze della ragion di stato,le ESIGENZE DELLA MORALE

PENSIERO POLITICO E UTOPIA
secondo la nostra concezione un UTOPIA è un qualcosa di irrealizzabile che non trova corrispondenze nella realtà.Il significato letterale è invece: "in nessun luogo".In politica l'utopia spesso ha alimentato la speranza. Essa può infatti assolvere un compito CONSOLATORIO,costituisce una fuga dal presente e dalla realtà,un rifugiarsi in un progetto che ha comunque caratteri d'irrealizzabilità.Troviamo diversi esempi di UTOPIA POLITICA:
-in Tommaso Moro: "utopia"
-in Campanella :"la città del sole"
-in Bacone: "Atlantide"
"utopia politica" può però anche assumere un altro significato:ha lo scopo di costruire un IDEALE REGOLATIVO,cioè un modello a cui tendere,l'utopia politica,quindi ha anche lo scopo di STIMOLARE IL CAMBIAMENTO.
Spesso le utopie politiche sono state definite tali poichè in quel determinato contesto a congiuntura storica erano del tutto irrealizzabili.In alcuni casi hanno ANTICIPATO i TEMPI:non sono state riconosciute come possibilità acnhe troppo innovative e in anticipo rispetto al contesto storico in cui ci si trovava.

JEAN BODIN
(pag 71,paragr 5.1Bodin dall'assolutismo al giusnaturalismo)
Bodin vive la fase drammatica delle guerre civili di religione in Francia(1562-1594)La guerra civile scoppia quando Enrico di Navarra conquista Parigi e pur essendo calvinista si converte al cattolicesimo,riportando la pace col nome di Enrico IV.Su questa drammatica esperienza Bodin elabora una riflessione che lo porta ad approfondire il tema di QUALE SIA IL FONDAMENTO ED IL TITOLO DI LEGITTIMITà DELLO STATO.
Per Bodin lo stato è un bene che non può essere sacrificato a nulla,neanche alla religione.Fuori dallo stato,infatti,proprio per la religione c'era stata una guerra civile.Il fondamento dello stato è la SOVRANITà:la sovranità è quel potere che non riconosce altro potere superiore o esterno.La prerogativa della sovranità è di non riconoscere altra autorità.La sovranità è una prerogativa essenziale dello stato e sulla base di questa egli procede argomentando:se la sovranità non riconosce presupposti significa che è UNA,INDIVISIBILE,INALIENABILE ed ILLIMITATA;ma se essa è illimitata allora sarà di conseguenza ASSOLUTA,ovvero non ha limiti giuridici etici e religiosi.
In questo modo Bodin ha definito le proprietà dello stato.Inoltre precisa che il potere sovrano è incarnato ed esercitato dal re e la più alta espressione della sovranità si incarna nel POTERE LEGISLATIVO;per quanto riguarda gli altri due poteri(esecutivo e giudiziario)egli non si pone il problema,essi possono essere anche divisi.Per Bodin il sovrano(il re)incarna ed esercita il potere SU INVESTITURA E DELEGA DI DIO.Con ciò giustifica il potere del re su base TEOLOGICA.Un altro problema per Bodin è quello di capire quando lo stato è legittimo.Uno stato è legittimo quando un re governa con un obbiettivo preciso,che può essere la GIUSTIZIA e il BENE COLLETTIVO,L'ORDINE o la PACE INTERNA.
Secondo Bodin queste sono le condizioni affinchè ciascun individuo possa realizzare il proprio progetto di vita.Bodin corregge inoltre il concetto di "sovranità assoluta" intesa come "sovranità senza limiti". L'assolutezza del sovrano non è messa in discussione a partire dal popolo;il POPOLO è SUDDITO e non gli è riconosciuto alcun potere di limitare la sovranità:per questo si parla di sovranità assoluta.
I limiti del sovrano nell'esercizio della sovranità sono dati dalla LEGGE NATURALE e dalla LEGGE DIVINA. L'assolutezza trova dunque dei limiti dei quali il sovrano deve tener conto durante l'esercizio del suo potere.La legge naturale è una legge fondata sulla natura dell'uomo,cioè sulla sua essenza.Ma l'essenza dell'uomo non è altro che la ragione e perciò la legge naturale è anche detta LEGGE RAZIONALE.Il fondatore della corrente filosofica-politica del GIUSNATURALISMO e GROZIO.Egli definisce e spiega la legge naturale (o razionale)con queste parole:"la legge naturale si elabora quando misura l'accordo o meno dell'azione con se stessa".
In poche parole si tratta di un COMANDO DELLA RAGIONE e la ragiona la elabora quando una determinata azione è in accordo oppure no con se stessa.La legge naturale,per groezio,è sempre VERA:può essere trasgredita ma non negata.Essa comanda al sovrano il RISPETTO DELLA VITA,perchè è un diritto,il RISPETTO DELL'ASPIRAZIONE ALLLA FELICITà,che ogni individuo possiede,ed il RISPETTO DELLA LIBERTà.
In questo contesto la legge naturale vincola solo e soltanto il sovrano;egli nell'esercizio del potere deve tener conto di questa legge e dei suoi vincoli.I diritti della legge naturale non possono appellarsi.A Bodin viene riconosciuto il fatto di aver tentato ,anche se indirettamente,di MITIGARE L'ASSOLUTEZZA DELLO STATO.La LEGGE DIVINA invece pona al sovrano l'obbligo di governare secondo giustizia.La sovranità è legittimata solo quando viene esercitata con il fine ultimo di portare giustizia;così la giustizia diventa un vincolo che viene a darci la MISURA DELLA LEGITTIMITà o MENO DELLA SOVRANITà.Secondo Bodin non è possibile che i sudditi esercitino il diritto di resistenza ma se il sovrano non rispetta i vincoli egli diventa un tiranno. L'ultimo tema importante trattato da questo personaggio riguarda il rapporto che si istituisce tra RELIGIONE E POLITICA.Baudin fu un fautore della "tolleranza religiosa";dato che viene utilizzato il termine"tolleranza" allora per "tolleranza religiosa"intenderemo"sopportare che qualcuno pratichi un'altra religione".Ma se bisogna tollerare una religione vuol dire che esiste religione di stato che dunque non è uno stato laico ma clericale.Questo problema della tolleranza religiosa nasce dopo la riforma protestante,con la nascita di nuove forme di cristianesimo.In vari paesi europei(come Francia e Inghilterra)si vedono esplodere guerre civili per cause religiose che spesso andavano a coprire cause politiche.Enrico IV fu il primo nel 1 a proclamare un editto di tolleranza religiosa l'EDITTO DI NANTES; secondo questo editto a coloro che professavano una religione alternativa al cattolicesimo venivano riconosciuti gli stessi diritti dei cattolici.Con Baudin il termine "tolleranza religiosa" assumerà un significato positivo.
Baudin sostiene che la tolleranza religiosa sia necessaria e che essa porrà fine a tutte le guerre.Secondo Baudin l'unica vera religione è la RELIGIONE NATURALE(o razionale)ovvero quella fondata sulla ragione umana.
La religione naturale si trova alla base di tutte le religioni storicamente date;queste ultime sono tutte positive e dunque sono tutte più o meno accettabili.
Il sovrano dello stato dovrà scegliere una o l'altra religione a seconda dell'utilità.
Per esempio:Enrico IV era diventato cattolico per diventare re e porre fine alle guerre di religione.
Nessuna delle religioni può essere ritenuta superiore alle altre.Il sovrano sceglie la religione di stato e poi disciplina e controlla tutta la parte amministrativa e organizzativa della chiesa(es:la scelta di vescovi e cardinali..)Dunque Boudin non contemplava le posizioni integraliste secondo cui bisogna solo riconoscere la pluralità delle religioni.

GIUSNATURALISMO

Il giusnaturalismo moderno è una corrente filosofica che si pone un interrogativo:è possibile rintracciare un fondamento universale dello stato?(ovvero il fondamento dello stato indipendentemente dalla forma di stato?)I giusnaturalisti hanno risposto affermativamente e questo quesito;essi sostengono che il FONDAMENTO UNIVERSALE DELLO STATO sia la RAGIONE.Ma perchè la ragione?dunque...per i giusnaturalisti lo stato nasce da un patto tra gli individui.
Perciò lo stato ha un origine artificiale e convenzionale,cioè è frutto di un accordo,non è un istituto naturale come sosteneva Aristotele.Aristotele sosteneva infatti che lo stato fosse un allargamento graduale della famiglia,che era ritenuta l'unità sociale primaria.
La VOLONTà per i giusnaturalisti è comandata dalla RAGIONE,dunque possiamo dire che la ragione è il fondamento universale dello stato.Il contratto sociale segnò il passaggio dallo stato di antura allo stato civile,dunque prima del patto gli individui vivono allo stato di natura.
STATO DI NATURA
Alcuni sostengono che lo stato di natura sia un momento reale,storicamente esistito,mentre per altri si tratta di una sorta di "postulato razionale".In ogni caso però dato che lo stato civile ha origine da un patto,si deve supporre che prima ci sia stato uno stato di natura.Allo stato di natura gli uomini vivono LIBERI E UGUALI.Inoltre in quanto razionali(l'essenza dell'uomo è la ragione,dunque abbiamo un antropologia positiva)gli uomini sono portatori di diritti inalienabili e innati individuali che sono VITA,LIBERTà e FELICITà (in seguito fu aggiunto anche la PROPRIETà PRIVATA)Lo stato di antura è regolato dalla LEGGE DI NATURA che è VERA,INNEGABILE,SEMPRE ESISTENTE e afferma giusta e buona l'azione che è in accordo con la ragione.
primo postulato del giusnaturalismo=la legge naturale;il 2°postulato è il controllo sociale.

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