Hobbes

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Testo

Hobbes

Empirista inglese, uomo politico e grande storico del 1600. Segue l’esperienza.
Il suo è un materialismo perché tutto poggia su ciò che appare all’esperienza sensibile.
Non è un metafisico, è materialista fenomenista. Si riallaccia a Cartesio e dice che tutto ciò che è, è corporeo, materiale. Questo vale anche per l’anima.
L’universo è formato da particelle in movimento. Riprende le vecchie dottrine stoiche e democritee. Considera la conoscenza empirista come una razionalità basata sul calcolo. La matematica per il filosofo del ‘600 è la scienza più precisa.
Il ragionamento per lui equivale al calcolo. La logica è un insieme di somme, sottrazioni, divisioni quindi un calcolo.
Quando ragioniamo non facciamo altro che svolgere calcoli tra gli attributi.
Se conosco è come facessi un’addizione. Dividere un concetto significa analizzarlo.
Due nomi sono uniti per formare un’affermazione, due affermazioni per fare un sillogismo e due sillogismi per fare una dimostrazione.
Per molti la matematica è una zona della logica.
Per Hobbes l’uomo conosce ciò che fa e produce come lo Stato, l’etica e i teoremi. Qui è contrario al pensiero di Cartesio.
Non conoscere vuol dire non conoscere ciò che non è di propria produzione: la natura. L’uomo conosce invece la matematica che è una sua opera.
A differenza di quello che dice Cartesio la fisica non è sicura.
Le materie conoscibili sono la matematica, la geometria e la storia.
Lui ha anche scritto una storia dell’Inghilterra.
La storia vista da Agostino è di tipo provvidenziale. L’uomo è un insieme di particelle, l’anima e il cervello sono materiali.
L’anima non è conoscibile totalmente.
Hobbes crede che anche Dio è materiale (era difficile anche precedentemente per i primi cristiani pensare ad un Dio totalmente astratto e trascendente).Si tratta di un Dio superiore alla natura che non è un Dio religioso né padre ma filosofico. Si parla quindi di un Dio principio, essenza che si avvicina molto al Tao. In questa circostanza si avvicina molto all’ateismo.
Tutte le teorie scientifiche, umane e culturali sono convenzioni. La scienza non è oggettiva, universale e necessaria come diceva Cartesio.
Noi conosciamo nemmeno noi stessi e ciò che sappiamo è limitato nel tempo e nello spazio. C’è quindi molta probabilità come diceva Ockham.
Tutti i suoi problemi sono a fine politico. La matematica è un opinione ed è uno schermo per avvicinarsi all’oggettività. Ogni teoria può durare per un po’ e poi cambiare e per questo non c’è scienza definita e universale.
L’Epistemologia (filosofia della scienza) è anch’essa un opinione.
L’unica scienza esatta sarebbe la fisica ma non la conosciamo.
Essere materialista vuol dire considerare tutto come un abitudine.
Hobbes non accetta ne fisica né metafisica di Cartesio.
La storia si può vedere da diversi punti di vista.
Scienza e storia si toccano e la verità è data da ciò che uno effettivamente fa. Questo è il tipico atteggiamento dell’empirista.
Lui vede un Dio superiore alla natura ma non è un Dio religioso ma filosofico, non è un Dio padre, è un’essenza.
Se tutto è corpo e movimento non c’è un fine ma tutto è necessario (è simile qui a Spinozza).
Per Hobbes la libertà non esiste perché gli esseri sono governati da atomi e da leggi naturali quindi se fanno il male non lo fanno di propria volontà.
Se tutto è materia parlare di libertà e volontà non ha senso. Tutto avviene matematicamente. Come in Cartesio c’è il Meccanicismo universale anche se Hobes non ammette l’anima.
Hobbes riprende (Homo homini lupus) di Esopo e sarebbe la guerra di tutti contro tutti. E’ una visione astratta infatti c’è sempre stata una società.
Senza governo non è possibile la sopravvivenza. L’egoismo di uno attaccherebbe quello di un altro.
Bisogna quindi moderare o togliere gli egoismi “Pactum Summissione”
Ciò che governa è al di là delle leggi ed è un potere assoluto voluto dai cittadini (Atomismo politico) stessi quindi non si tratta di tirannide. Tutto questo è una congettura per sopravvivere.
L’autoconservazione non è solo fisica ma anche mentale, politica, culturale perché quella fisica è posseduta anche dagli animali.
Il contratto sociale è una funzione giuridica per dire che lo stato è basato su leggi naturali e
anche questo è una convinzione.
Paragona lo Stato al Leviatano che è un mostro della Bibbia, il più potente e terribile delle creature terrestri.
Tra sudditi e potere c’è contratto si submissione.
Questa figura viene intesa come persona (sovrano) nella quale si riassumono tutte le altre (sudditi).
Hobbes vorrebbe uno stato assoluto ma che non sia una tirannide.
Il re deve sottrarsi a due leggi:
1) Leggi della natura, intese non solo fisicamente
2) Leggi divine.

Garante di tutto deve essere il creatore anche se il Leviatano sostiene diverse tesi che fanno pensare ad una superiorità del sovrano sulla chiesa. La religione infatti non può intervenire in campo politico, giuridico ed economico.
Parla di Atomismo politico: ogni cittadino è un atomo legato a tutti gli altri, costretto a seguire determinate leggi anche se per amministrare la giustizia può usare la forza ed andare contro queste leggi.
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